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Legge 17 dicembre 2018, n. 136

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176 provvedimenti

Definizione agevolata: l’azienda paga e la Cassazione chiude il caso
Un'azienda, dopo aver ricevuto un avviso di accertamento per IRES e IVA, ha impugnato l'atto del Fisco. Mentre la causa era pendente in Cassazione, l'azienda ha aderito alla Definizione agevolata delle liti fiscali, pagando tutte le rate previste. L'Agenzia delle Entrate non ha contestato il corretto adempimento. La Corte di Cassazione, preso atto del pagamento e della conclusione della procedura speciale, ha dichiarato il processo estinto per cessazione della materia del contendere. La lite si è quindi conclusa senza una decisione sul merito, ma grazie all'adesione dell'azienda alla sanatoria fiscale, che ha risolto il debito alla radice.
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Definizione Agevolata: Azienda Paga e Annulla Causa col Fisco
Un'azienda impugna un atto di irrogazione di sanzioni emesso dall'Amministrazione Finanziaria. Mentre la causa è pendente in Cassazione, l'azienda aderisce alla cosiddetta 'pace fiscale', presentando istanza di definizione agevolata della controversia. A seguito del corretto e tempestivo pagamento dell'importo dovuto, la Corte di Cassazione prende atto della risoluzione della lite. Di conseguenza, i giudici dichiarano l'estinzione del processo per 'cessazione della materia del contendere', poiché non esiste più alcun motivo per cui le parti debbano litigare. La lite si chiude senza una decisione sul merito, ma grazie all'accordo tra Fisco e contribuente.
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Fisco vs Azienda: Definizione Agevolata chiude il caso in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ricorre in Cassazione contro una Società per un atto di irrogazione sanzioni. Durante il giudizio, la Società aderisce alla Definizione agevolata controversie tributarie, pagando l'importo richiesto di 7.500 euro. La Corte di Cassazione, verificato il corretto completamento della procedura di 'pace fiscale', non esamina il ricorso nel merito. Dichiara invece l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, poiché la lite tra Fisco e contribuente è stata risolta tramite l'accordo. Le spese legali restano a carico di chi le ha sostenute.
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Definizione Agevolata: Paga il Debito e il Processo si Estingue
Un'azienda impugna un avviso di accertamento fiscale. Durante il processo, aderisce alla cosiddetta 'pace fiscale', presentando istanza di definizione agevolata della controversia. L'azienda paga tutte le rate previste dal piano, chiudendo così il debito con il Fisco. La Corte di Cassazione, preso atto del completo pagamento e della riuscita della procedura, non entra nel merito della questione. Dichiara semplicemente l'estinzione del giudizio perché la lite non ha più ragione di esistere. Questo principio conferma che la definizione agevolata della controversia, se perfezionata, blocca e conclude definitivamente il processo tributario in corso.
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Definizione Agevolata: Azienda chiude lite col Fisco senza sentenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un processo tra l'Agenzia delle Entrate e un'azienda. L'Agenzia aveva impugnato una sentenza favorevole alla società per un accertamento fiscale. Nel frattempo, l'azienda ha aderito alla cosiddetta 'pace fiscale', presentando domanda di definizione agevolata della controversia e pagando la prima rata. Poiché l'Agenzia non ha respinto la richiesta entro i termini e il contribuente ha rispettato la procedura, i giudici hanno riconosciuto la cessazione della materia del contendere. La lite si è quindi conclusa senza una decisione sul merito, ma grazie all'efficacia della procedura di definizione agevolata, con spese legali a carico di chi le ha anticipate.
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Fisco: lite chiusa per definizione agevolata senza sentenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tra l'Agenzia delle Entrate e un contribuente. L'Agenzia aveva contestato maggiori redditi basandosi su informazioni dall'estero. Durante il giudizio, il contribuente ha aderito a una sanatoria fiscale, presentando domanda e pagando la prima rata. L'Agenzia delle Entrate non ha comunicato alcun diniego entro il termine previsto dalla legge. Di conseguenza, la richiesta di sanatoria si è considerata accettata. Questo ha portato all'automatica estinzione del giudizio per definizione agevolata, chiudendo la lite senza una decisione nel merito.
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Fisco vs Azienda: la definizione agevolata blocca la maxi-imposta
Un'azienda ha effettuato un'operazione societaria complessa, conferendo un ramo d'azienda in una nuova società e cedendone poi le quote. L'Agenzia delle Entrate ha riqualificato l'intera manovra come una cessione diretta del ramo d'azienda, applicando un'imposta di registro maggiore e sanzioni. L'azienda ha contestato l'avviso di liquidazione. Durante il giudizio in Cassazione, il contribuente ha aderito alla 'pace fiscale'. La Corte Suprema, prendendo atto della riuscita adesione, ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, grazie alla definizione agevolata della controversia. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Rottamazione-ter e stop al giudizio in Cassazione
Una società contribuente ha impugnato diversi avvisi di accertamento relativi a Ires, Irap e Iva per gli anni 2008-2010. Durante il giudizio di legittimità, la ricorrente ha richiesto la cessazione della materia del contendere avendo aderito alla Rottamazione-ter. La Corte di Cassazione ha rilevato che l'estinzione del giudizio è subordinata al perfezionamento della definizione agevolata e alla prova dei pagamenti. Per tale motivo, la Corte ha rinviato la causa a nuovo ruolo, ordinando all'Agenzia delle Entrate di verificare la regolarità della procedura e la sua estensione a tutti gli atti impugnati.
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Rinuncia al ricorso tributario: effetti e costi
Una società operante nel settore del lusso ha impugnato un avviso di accertamento relativo a IRES e IRAP per l'anno 2003, contestando il recupero di minusvalenze ritenute indeducibili dall'Amministrazione Finanziaria. Dopo una sentenza d'appello favorevole all'Agenzia delle Entrate, la contribuente ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, la società ha depositato formale rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte, determinando la cessazione della materia del contendere. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, escludendo l'obbligo del raddoppio del contributo unificato, in quanto la rinuncia non configura una soccombenza in senso tecnico.
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Cessazione materia contendere: debiti annullati
La Corte di Cassazione dichiara la cessazione della materia del contendere in un processo tributario. Durante il giudizio, è intervenuta una legge che ha annullato automaticamente i debiti fiscali di importo inferiore a 1.000 euro, come quello oggetto della causa. La controversia, relativa a un'intimazione di pagamento basata su cartelle esattoriali non notificate, è stata quindi terminata perché il debito originario è stato estinto per legge.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
La Corte di Cassazione dichiara estinto un processo tributario a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata. Nonostante l'Agenzia delle Entrate avesse presentato ricorso per motivi procedurali, l'avvenuta definizione della controversia ha prevalso, portando alla chiusura del caso e alla compensazione delle spese.
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Utili extracontabili: quando si presumono distribuiti?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33323/2023, ha confermato la legittimità della presunzione di distribuzione ai soci degli utili extracontabili accertati in capo a una società a ristretta base partecipativa. La Corte ha precisato che il regime di tassazione parziale previsto per i dividendi non si applica a tali profitti, in quanto derivanti da evasione fiscale a livello societario. Nel caso di specie, il ricorso di un socio è stato rigettato, mentre la posizione di un altro è stata archiviata per adesione alla definizione agevolata.
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Stralcio debiti tributari: quando è automatico?
La Corte di Cassazione ha affermato il principio dello stralcio debiti tributari automatico per le somme inferiori a 1.000 euro, affidate alla riscossione tra il 2000 e il 2010. Nel caso specifico, relativo a tasse automobilistiche non pagate, la Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva respinto l'appello del contribuente, dichiarando l'estinzione del processo per cessata materia del contendere. La decisione sottolinea che l'annullamento opera per legge, senza necessità di un atto formale di sgravio da parte dell'amministrazione.
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Definizione agevolata: estinzione processo tributario
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un processo tributario relativo all'imposta di registro su una sentenza. La controversia, avviata dall'Amministrazione Finanziaria, si è conclusa a seguito della domanda di definizione agevolata presentata dalle società contribuenti, i cui effetti si sono estesi anche alla parte coobbligata, portando alla cessazione della materia del contendere.
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Definizione agevolata: quando estingue il processo
La Corte di Cassazione dichiara estinto un processo tributario a seguito della domanda di definizione agevolata della controversia presentata dal contribuente. Decisiva la mancata presentazione dell'istanza di trattazione da parte di entrambe le parti entro il termine di legge, che ha reso automatica l'estinzione del giudizio.
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Estinzione giudizio tributario: il caso di definizione
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio tributario relativo a sanzioni antiriciclaggio. La decisione deriva dalla richiesta di definizione agevolata presentata dalla contribuente e dal successivo pagamento. L'Amministrazione Finanziaria non ha negato la definizione entro i termini, portando alla cessazione della materia del contendere e alla conseguente conclusione del processo.
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Accertamento induttivo: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2752/2023, ha stabilito che l'accertamento induttivo da parte dell'Agenzia delle Entrate è pienamente legittimo qualora la contabilità di un'impresa sia inattendibile, in particolare a causa della mancata o irregolare tenuta dell'inventario e della contabilità di magazzino. La Corte ha chiarito che tale mancanza è di per sé sufficiente a giustificare la ricostruzione del reddito basata su presunzioni, anche prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza. Il caso riguardava una società alimentare e i suoi soci, ma il processo è stato dichiarato estinto per la società e un socio che avevano aderito a una definizione agevolata, proseguendo solo nei confronti dell'altro socio.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario relativo a un contratto di 'sale and lease back'. La decisione non entra nel merito della questione fiscale, ma si basa sulla procedura di definizione agevolata a cui le società ricorrenti avevano aderito. Poiché l'Agenzia delle Entrate non ha presentato istanza di trattazione entro i termini, il giudizio è stato dichiarato estinto, confermando l'efficacia della procedura di sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata: estinzione del processo fiscale
Un contribuente, dopo aver impugnato un avviso di accertamento sintetico, ha aderito alla definizione agevolata della controversia durante il giudizio in Cassazione. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la trattazione del caso entro il termine previsto, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate e che non è dovuto il doppio contributo unificato.
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Estinzione del giudizio tributario per adesione a sanatoria
L'ordinanza analizza un caso in cui un contenzioso tributario tra l'Agenzia delle Entrate e un contribuente si è concluso con l'estinzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'adesione del contribuente a una procedura di definizione agevolata (sanatoria). Avendo verificato il corretto adempimento dei requisiti, la Corte ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, stabilendo che ciascuna parte dovesse sostenere le proprie spese legali, in applicazione della normativa specifica sulla sanatoria.
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