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Legge 130/2022

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266 provvedimenti

Scorporo Valore Terreno e IRAP: Lite chiusa grazie al condono
Un'azienda aveva dedotto interamente i canoni di leasing di un immobile ai fini IRAP. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'operazione, sostenendo la necessità dello scorporo valore terreno, poiché il costo del suolo non è ammortizzabile. Secondo il Fisco, la quota del canone relativa al terreno non era deducibile. Durante il processo in Cassazione, l'azienda ha aderito a una definizione agevolata (condono), pagando una somma ridotta per chiudere la controversia. La Corte ha quindi dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, senza decidere nel merito della questione. La lite si è conclusa con un accordo e non con una sentenza sulla legittimità della deduzione.
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Deducibilità canoni leasing IRAP: Fisco vs Azienda, vince il condono
Un'azienda aveva dedotto integralmente i canoni di leasing di un immobile ai fini IRAP. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'operazione, sostenendo che la quota relativa al terreno (area di sedime) non fosse deducibile. La questione sulla corretta deducibilità canoni leasing IRAP è arrivata fino in Cassazione. Tuttavia, la Corte non ha deciso nel merito. L'azienda ha aderito a una definizione agevolata (condono), pagando una somma ridotta e chiudendo la lite. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato il processo estinto per cessazione della materia del contendere, senza stabilire chi avesse ragione.
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Pace fiscale vince in Cassazione: arriva la sospensione del processo
L'Agenzia delle Entrate aveva emesso un avviso di accertamento basato su percentuali di ricarico, ma i giudici tributari lo avevano annullato. L'Agenzia ha quindi fatto ricorso in Cassazione. Nel frattempo, la società contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata, una sorta di 'pace fiscale'. La Corte di Cassazione, accogliendo la richiesta, ha ordinato la sospensione del processo. La decisione finale sul merito è quindi rimandata per consentire al contribuente di completare la procedura di sanatoria e chiudere la controversia con il Fisco.
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Vincite non provate: l’accertamento sintetico da redditometro vince
Un contribuente riceve un avviso di accertamento sintetico da redditometro perché le sue spese, incluso l'acquisto di un immobile, sono sproporzionate rispetto al basso reddito dichiarato. Egli si difende sostenendo di aver coperto tali spese con oltre 35.000 euro di vincite da scommesse, che sono redditi esenti. Il Fisco contesta la difesa, affermando che il contribuente non ha fornito la prova di aver effettivamente incassato quelle somme. La Corte di Cassazione, accogliendo un'istanza del contribuente, sospende il giudizio e rinvia la causa per un nuovo esame. La decisione sottolinea come, di fronte a un accertamento presuntivo, sia onere del cittadino fornire prove concrete e inequivocabili per giustificare la provenienza del proprio denaro.
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Impugnazione Estratto di Ruolo: Debito Fiscale Sospeso in Cassazione
Un contribuente scopre un debito IRPEF per anni passati solo tramite un estratto di ruolo. Decide per l'impugnazione dell'estratto di ruolo, sostenendo di non aver mai ricevuto i relativi avvisi di accertamento. La mancata notifica degli atti preliminari, infatti, renderebbe illegittima la pretesa del Fisco. La Corte di Cassazione, prima di entrare nel merito della questione sulla validità della notifica, accoglie la richiesta del contribuente di sospendere il processo in attesa di una futura trattazione. La causa viene quindi momentaneamente 'congelata', rinviando la decisione finale sulla validità del debito fiscale.
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Sospensione processo tributario: la Cassazione ferma tutto
Una società impugna una cartella di pagamento per IRES e IVA fino alla Corte di Cassazione. Prima della decisione finale, l'azienda chiede e ottiene la sospensione del processo tributario in base a una nuova legge (L. 130/2022). La Cassazione, prendendo atto della richiesta, congela il giudizio e rinvia la causa a data da destinarsi. Questa mossa permette all'Agenzia delle Entrate di valutare la posizione del contribuente alla luce delle nuove disposizioni normative. La Corte, quindi, non decide nel merito della questione, ma si limita a fermare temporaneamente il procedimento in attesa delle determinazioni dell'amministrazione finanziaria.
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Accertamento analitico-induttivo: sospensione in Cassazione
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento basato su un accertamento analitico-induttivo relativo a presunte vendite non dichiarate nel 2005. L'ufficio fiscale aveva rilevato che le rimanenze di magazzino, dichiarate per oltre 130.000 euro nel 2004, risultavano azzerate nel 2006, presumendone la vendita. Dopo l'annullamento dell'atto in primo grado e la successiva riforma in appello a favore dell'Agenzia, la contribuente ha fatto ricorso in Cassazione. In pendenza di giudizio, la parte ha richiesto la sospensione del processo avvalendosi della riforma introdotta dalla Legge 130/2022. La Suprema Corte ha accolto l'istanza, verificando la regolarità formale della domanda e disponendo il rinvio della causa alla sezione tributaria, sospendendo ogni decisione sul merito dei motivi di ricorso.
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Processo Verbale di Constatazione: nullità o tregua fiscale?
La controversia riguarda la validità di un avviso di accertamento emesso dall'Agenzia delle Entrate nei confronti di un contribuente per imposte IRPEF, IRAP e IVA. La Commissione Tributaria Regionale aveva dichiarato nullo l'atto impositivo a causa della mancata redazione e consegna del Processo Verbale di Constatazione (PVC) a seguito di un accesso presso i locali del professionista per l'acquisizione di documenti. L'Agenzia ha impugnato la decisione in Cassazione, sostenendo che per gli accessi mirati alla sola raccolta documentale non sia necessaria la chiusura con PVC. Tuttavia, il contribuente ha richiesto la sospensione del giudizio avvalendosi della definizione agevolata prevista dalla Legge 130/2022. La Suprema Corte ha accolto l'istanza, sospendendo il procedimento per permettere il perfezionamento della tregua fiscale.
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Definizione agevolata dei giudizi tributari: stop alla lite.
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento basato su presunti maggiori ricavi derivanti dall'applicazione di percentuali di ricarico ritenute eccessive dall'Amministrazione Finanziaria. I giudici di merito hanno annullato l'atto impositivo evidenziando l'inattendibilità del campione di beni analizzato e la mancata considerazione di scorte non inventariate. Pendente il ricorso in Cassazione proposto dal Fisco, il contribuente ha richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata dei giudizi tributari introdotta dalla Legge 130/2022. La Suprema Corte ha accolto l'istanza verificando la sussistenza dei requisiti oggettivi e soggettivi, tra cui il valore della lite inferiore a centomila euro e la doppia vittoria del contribuente nei gradi precedenti.
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Plusvalenza: tassazione e cessione bonaria terreni
La controversia riguarda la tassazione di una plusvalenza derivante dalla cessione bonaria di un terreno agricolo inserito in una procedura di esproprio. Una contribuente ha impugnato l'atto impositivo sostenendo che parte del corrispettivo ricevuto fosse un'indennità aggiuntiva esente da imposte, spettante ai coltivatori diretti. La Corte di Cassazione, preso atto dell'istanza della parte, ha disposto la sospensione del giudizio per consentire la definizione agevolata della lite fiscale secondo le recenti disposizioni normative, rinviando la causa alla sezione tributaria.
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Sospensione del processo tributario e Legge 130/2022
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso presentato dall'Agenzia delle Entrate contro una società di servizi e i suoi soci in merito ad avvisi di accertamento per IVA, IRAP e IRPEF. Dopo che i giudici di merito avevano annullato gli atti impositivi per carenza di motivazione dell'Ufficio, la causa è giunta in legittimità. Tuttavia, è stata presentata istanza di sospensione del processo ai sensi della Legge n. 130 del 2022. La Suprema Corte ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del giudizio per consentire la definizione agevolata della lite fiscale.
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Definizione agevolata: sospensione in Cassazione
L'amministrazione finanziaria ha impugnato una sentenza favorevole a un contribuente relativa a recuperi IRPEF, IRAP e IVA. Durante il giudizio di legittimità, il contribuente ha presentato istanza di sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata prevista dalla normativa vigente. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del giudizio per consentire il perfezionamento della procedura amministrativa di chiusura della lite.
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Definizione agevolata e sospensione del processo
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza riguardante l'accertamento di redditi non dichiarati in Svizzera per l'anno 2006. La disputa verteva sull'applicabilità del raddoppio dei termini previsto dal D.L. 78/2009 a periodi d'imposta precedenti alla sua entrata in vigore. La Corte di Cassazione, preso atto dell'istanza di parte, ha disposto la sospensione del giudizio per consentire l'accesso alla definizione agevolata prevista dalla Legge 130/2022, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Definizione agevolata: sospensione del giudizio IRAP
Una società di capitali ha impugnato il diniego di un'agevolazione IRAP regionale, inizialmente riconosciuta ma poi negata in appello per presunta violazione delle norme sugli aiuti di Stato. In sede di legittimità, la parte ha richiesto la sospensione del giudizio per accedere alla definizione agevolata prevista dalla Legge 130/2022. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, sospendendo il processo per permettere la chiusura della lite fiscale tramite il pagamento agevolato.
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Sospensione del giudizio tributario: guida pratica
Una società di persone ha impugnato un avviso di accertamento relativo al recupero di IRAP ed IVA per l'anno d'imposta 2012. Dopo una sentenza favorevole in primo grado e una riforma totale in appello a favore dell'Agenzia delle Entrate, la controversia è giunta dinanzi alla Suprema Corte. Prima dell'adunanza camerale, la parte ricorrente ha depositato un'istanza di **sospensione del giudizio** ai sensi della normativa sulla definizione agevolata delle liti pendenti. La Corte di Cassazione ha preso atto della richiesta, disponendo la sospensione del processo per consentire all'amministrazione finanziaria di completare le verifiche necessarie previste dalla legge.
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Definizione agevolata: sospensione del processo fiscale
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento basato sulla sproporzione tra il reddito dichiarato e il possesso di beni mobili e immobili rilevati dall'anagrafe tributaria. Dopo una decisione sfavorevole in appello, il caso è giunto in Cassazione. Durante il giudizio, il ricorrente ha richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata prevista dalla Legge 130/2022. La Suprema Corte ha accolto l'istanza, sospendendo il giudizio per consentire il perfezionamento della procedura di chiusura della lite fiscale.
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Definizione agevolata: stop al processo in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso contro una sentenza favorevole a una società operante nel settore del legno, accusata di aver utilizzato fatture per operazioni oggettivamente inesistenti. Nel corso del giudizio di legittimità, la società ha presentato istanza per accedere alla definizione agevolata della controversia prevista dalla Legge 130/2022. La Corte di Cassazione, preso atto della volontà della parte di sanare la pendenza fiscale, ha disposto la sospensione del processo per consentire il perfezionamento della procedura amministrativa.
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Definizione agevolata: sospensione in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza favorevole a una contribuente relativa a un accertamento per omessa dichiarazione e presunti ricavi derivanti da rimanenze merci non riportate. La contribuente ha dimostrato la cessazione dell'attività e la corretta gestione contabile delle perdite. In sede di legittimità, è stata richiesta la sospensione del giudizio per valutare l'adesione alla definizione agevolata prevista dalla Legge 130/2022. La Corte ha accolto l'istanza, sospendendo il processo e rinviando la causa alla sezione ordinaria.
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Sospensione del processo tributario: la nuova ordinanza
La Corte di Cassazione ha disposto la sospensione del processo tributario relativo a una controversia tra l'amministrazione finanziaria e una società in liquidazione. Il provvedimento è stato adottato a seguito dell'istanza presentata dalla parte contribuente ai sensi della Legge n. 130 del 2022. Tale normativa consente la definizione agevolata delle liti pendenti, rendendo necessaria la sospensione del giudizio per permettere il perfezionamento della procedura amministrativa. La causa è stata rinviata a nuovo ruolo e trasmessa alla Sezione Tributaria.
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Definizione agevolata: sospensione in Cassazione
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'anno 2009, con il quale l'Ufficio contestava la deduzione di costi ritenuti non inerenti. Dopo una decisione sfavorevole in primo grado, la Commissione Tributaria Regionale ha dichiarato la cessata materia del contendere. L'Agenzia delle Entrate ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, la contribuente ha presentato istanza di sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata prevista dalla Legge n. 130/2022. La Suprema Corte ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del procedimento per consentire il perfezionamento della chiusura della lite fiscale.
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