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Legge 119/2018 — Sezione Sesta Civile

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117 provvedimenti

Altri anni per Legge 119/2018

Estinzione del giudizio tributario: stop alla lite IVA
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso contro una società immobiliare per contestare l'annullamento di una cartella di pagamento relativa a controlli automatizzati IVA, sanzioni e interessi. Nel corso del giudizio di legittimità, la causa è stata sospesa per consentire l'adesione alla definizione agevolata delle controversie pendenti. Tuttavia, la parte interessata non ha presentato la necessaria istanza di trattazione entro il termine perentorio stabilito dalla legge. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Tassa rifiuti e pace fiscale: l’estinzione del giudizio tributario
Il Comune ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale favorevole a una Società in merito al pagamento della tassa sui rifiuti (TARSU) per un'area industriale. Il processo è stato sospeso per consentire l'adesione alla definizione agevolata delle liti pendenti. Poiché nessuna delle parti ha presentato l'istanza di trattazione entro il termine perentorio del 31 dicembre 2020, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. Di conseguenza, la controversia si chiude definitivamente senza una decisione sul merito, e le spese di giudizio restano a carico di chi le ha anticipate.
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Estinzione del giudizio tributario: il Fisco perde per inattività
L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso contro la decisione favorevole ottenuta dai Contribuenti in merito ad agevolazioni fiscali per beni strumentali. Successivamente, il processo è stato sospeso per consentire l'adesione alla definizione agevolata delle liti pendenti. Poiché nessuna delle parti ha presentato la necessaria istanza di trattazione entro il termine perentorio stabilito dalla legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. Di conseguenza, le spese del processo restano a carico di chi le ha anticipate, consolidando la vittoria dei Contribuenti ottenuta nei gradi precedenti.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop alla lite
Una società riceveva un avviso di accertamento per tasse non pagate relative a IRES, IVA e IRAP. Dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio, l'Agenzia delle Entrate proponeva ricorso in Cassazione. Durante il giudizio, la società presentava domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del decreto legge n. 119/2018, allegando la prova del pagamento della prima rata. La Corte di Cassazione, preso atto della regolarità della domanda e del versamento, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Prescrizione dei crediti erariali: fisco salvo, il debitore paga
Un contribuente ha impugnato alcune intimazioni di pagamento, sostenendo la mancata notifica delle cartelle esattoriali e la prescrizione dei debiti. La Corte di Cassazione ha chiarito le regole sulla prescrizione dei crediti erariali. Per una cartella inferiore a mille euro, il debito è stato annullato grazie allo stralcio dei carichi affidati alla riscossione. Per l'altra cartella, contenente debiti IVA e IRAP, la Corte ha stabilito che la prescrizione dei crediti erariali (imposte principali) è decennale, mentre per sanzioni e interessi si applica il termine quinquennale. Poiché tra la notifica della cartella e l'intimazione non erano decorsi nemmeno cinque anni, il ricorso del contribuente è stato rigettato. L'Ente di riscossione ha vinto la causa e il contribuente è stato condannato a pagare le spese legali.
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Cessazione della materia del contendere: pagare estingue la lite
Il caso nasce dall'impugnazione di una cartella di pagamento emessa dall'Amministrazione Finanziaria contro un contribuente per il presunto mancato versamento di alcune rate di un condono fiscale. Nel corso del giudizio, il contribuente ha dimostrato, tramite la produzione di un estratto di ruolo, di aver pagato integralmente l'importo richiesto nella cartella esattoriale. Nonostante l'opposizione dell'ente impositore, che intendeva proseguire la lite per applicare ulteriori sanzioni, la Corte di Cassazione ha accolto la richiesta del contribuente. I giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, poiché il totale soddisfacimento del debito cancella l'oggetto della disputa. Eventuali pretese residue dell'ufficio dovranno essere avanzate con nuovi e separati atti.
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Rottamazione parziale e cessazione della materia del contendere
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva dichiarato la cessazione della materia del contendere. La decisione si basava sulla dichiarazione della società contribuente di aver aderito alla rottamazione della cartella esattoriale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, spiegando che la rottamazione della cartella non estingue automaticamente l'intero giudizio sull'avviso di accertamento originario. Infatti, l'importo iscritto a ruolo provvisoriamente durante il processo è inferiore al valore complessivo dell'atto impositivo. Di conseguenza, permane l'interesse a decidere sulla parte residua del debito tributario. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Doppia tassazione e credito d’imposta: stop ai doppi benefici
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso una cartella di pagamento per IRES nei confronti della Società Contribuente. La Commissione Tributaria Regionale ha annullato la cartella per evitare una presunta doppia tassazione e credito d'imposta non dovuto, ritenendo corretta la contabilizzazione di un importo derivante da una rivalutazione immobiliare. L'Amministrazione Finanziaria ha fatto ricorso in Cassazione, lamentando che la sentenza d'appello fosse priva di una reale motivazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la decisione dei giudici d'appello era una motivazione apparente, poiché non spiegava come lo stesso importo potesse essere usato contemporaneamente come variazione in diminuzione e come credito d'imposta. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Definizione agevolata delle controversie: il fisco perde il ricorso
L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione contro la decisione favorevole ottenuta da una Contribuente in merito a un avviso di accertamento per maggior reddito d'impresa. Durante il giudizio, la Contribuente ha richiesto di avvalersi della definizione agevolata delle controversie ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018, presentando la relativa domanda e pagando la prima rata. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la trattazione della causa entro il termine stabilito del 31 dicembre 2020, e in assenza di un diniego da parte dell'ufficio, il processo si è legalmente estinto. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che le spese processuali rimangano a carico della parte che le ha anticipate.
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Estinzione del processo tributario: cartella salva senza sanzioni
Una società contribuente impugna una cartella di pagamento per omesso versamento IVA. Durante il giudizio di Cassazione, la società chiede di accedere alla definizione agevolata della lite. L'Amministrazione Finanziaria notifica però il diniego di tale sanatoria. Poiché nessuna delle parti presenta l'istanza di trattazione entro il termine perentorio del 31 dicembre 2020, e il diniego non viene impugnato, si verifica l'estinzione del processo tributario. La Corte di Cassazione dichiara quindi estinto il giudizio, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate e che non è dovuto alcun raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una chiusura prevista direttamente dalla legge.
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Definizione agevolata: l’Azienda chiude la lite e azzera le spese
Un'azienda di trasporti ha impugnato un avviso di accertamento relativo a imposte non pagate. Durante la causa, l'azienda ha scelto di aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie, pagando quanto dovuto per chiudere la lite. L'Agenzia delle Entrate ha confermato il pagamento regolare. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese del giudizio restano a carico di chi le ha anticipate.
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Sospensione dei termini processuali: stop a decisioni affrettate
Una società riceveva un avviso di accertamento per maggiori imposte. Dopo la decisione di primo grado favorevole in parte al contribuente, l'Amministrazione Finanziaria proponeva appello. Il giudice di secondo grado decideva la causa prima che scadesse il termine per l'appello incidentale della società. Tale termine era infatti prolungato di nove mesi grazie alla sospensione straordinaria prevista dalla legge sulla definizione agevolata delle liti tributarie. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che la sospensione dei termini processuali opera in modo automatico e d'ufficio per tutte le parti del processo. Di conseguenza, la decisione anticipata ha violato il diritto di difesa del contribuente. La sentenza è stata cassata con rinvio ad altra sezione della Commissione Tributaria Regionale.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: il fisco tace
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per Cassazione contro una contribuente. Quest'ultima ha chiesto la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie (ai sensi dell'art. 6 del d.l. n. 119/2018), dimostrando di aver presentato la domanda e pagato la prima rata. Poiché l'ufficio tributario non ha notificato alcun diniego alla sanatoria, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo le spese a carico di chi le ha sostenute.
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Processo tributario telematico: il digitale batte il cartaceo
Una società contribuente impugna un avviso di accertamento IMU emesso da un ente pubblico. In secondo grado, la Commissione Tributaria Regionale accoglie l'appello della società, ritenendo erroneamente che l'ente pubblico non si fosse costituito in giudizio. In realtà, l'ente pubblico aveva depositato le proprie controdeduzioni telematicamente. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'ente pubblico, chiarendo che l'utilizzo del processo tributario telematico è sempre facoltativo e legittimo in ogni grado di giudizio, anche se il primo grado si è svolto in modalità cartacea. Di conseguenza, la sentenza viene cassata con rinvio per violazione del diritto di difesa e del principio del contraddittorio.
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Vittoria senza rimborso: compensazione delle spese processuali
Un automobilista propone opposizione contro una cartella di pagamento per verbali del codice della strada. Durante il giudizio d'appello, i debiti vengono annullati per legge grazie a una sanatoria fiscale, determinando la cessazione della materia del contendere. Il Tribunale decide quindi per la compensazione delle spese processuali tra le parti. L'automobilista ricorre in Cassazione, sostenendo che il giudice avrebbe dovuto applicare il principio della soccombenza virtuale e condannare la controparte al pagamento delle spese. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, confermando che l'annullamento dei debiti per legge rappresenta una grave ed eccezionale ragione che giustifica pienamente la compensazione delle spese processuali, in quanto evento indipendente dalla volontà delle parti.
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Condono fiscale: il contribuente vince contro il Fisco
Un contribuente impugnava l'avviso di liquidazione con cui l'Agenzia delle Entrate revocava le agevolazioni per la piccola proprietà contadina. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, l'Agenzia delle Entrate proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente presentava domanda di definizione agevolata, avvalendosi del condono fiscale previsto dal D.L. 119/2018, e pagava la prima rata. Poiché l'ufficio finanziario non ha notificato alcun diniego entro i termini di legge e nessuna parte ha chiesto la prosecuzione della causa, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese del processo restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop lite
Un contribuente riceveva un avviso di liquidazione dall'Agenzia delle Entrate che revocava le agevolazioni fiscali per la piccola proprietà contadina a causa dell'affitto temporaneo del terreno prima dei cinque anni. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la controversia giungeva in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente presentava domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del D.L. n. 119/2018, effettuando il relativo versamento. L'Agenzia delle Entrate confermava la regolarità della procedura. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: vince la pace
L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione contro la Società Contribuente per contestare l'annullamento di un avviso di accertamento relativo a imposte non versate. La Società Contribuente aveva vinto nei gradi precedenti poiché i giudici avevano accertato la decadenza del potere di controllo del fisco. Durante il giudizio di legittimità, la Società Contribuente ha richiesto la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie, prevista dal Decreto Legge numero 119 del 2018. Dopo aver dimostrato il regolare pagamento della prima rata della sanatoria, la Società Contribuente ha chiesto la chiusura della causa. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza e ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Questo provvedimento conferma l'efficacia della pace fiscale nel chiudere definitivamente i contenziosi pendenti con lo Stato.
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Pace fiscale: l’estinzione del giudizio tributario chiude la lite
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che annullava un avviso di accertamento per IRES, IVA e IRAP del 2004 emesso contro una società. Nel corso del giudizio di Cassazione, la società contribuente ha richiesto l'applicazione della definizione agevolata delle liti tributarie ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018, provando il pagamento della prima rata prevista. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, dichiarando l'estinzione del giudizio tributario. Di conseguenza, la controversia fiscale si è conclusa definitivamente senza una decisione sul merito, confermando l'efficacia della sanatoria intrapresa dalla società.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop al fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole a una società in merito ad agevolazioni per la riqualificazione energetica degli edifici. Durante il giudizio in Cassazione, la società ha presentato domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del Decreto Legge numero 119 del 2018, pagando la prima rata del dovuto. La Corte di Cassazione ha preso atto della regolarità della procedura e ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, la lite fiscale si è conclusa definitivamente senza una decisione sul merito, con la vittoria pratica della società che ha sanato la propria posizione.
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