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Legge 119/2018 — Sezione Sesta Civile

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117 provvedimenti

Altri anni per Legge 119/2018

Estinzione del giudizio tributario: la sanatoria vince sul Fisco
Il Contribuente impugnava le cartelle di pagamento per IRPEF e IVA. Dopo la decisione sfavorevole della Commissione Tributaria Regionale, proponeva ricorso in Cassazione, chiedendo la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle controversie. La Corte sospendeva il giudizio. Poiché nessuna delle parti ha provveduto alla riassunzione della causa entro il termine perentorio del 31 dicembre 2020, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. Di conseguenza, la controversia si chiude definitivamente senza una decisione sul merito, consolidando gli effetti della sanatoria fiscale intrapresa dal contribuente.
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Estinzione del giudizio tributario: stop alle pretese del Fisco
Una contribuente impugna due avvisi di accertamento per operazioni inesistenti e costi indeducibili. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la contribuente ricorre in Cassazione chiedendo la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie. La Suprema Corte sospende il giudizio. Poiché nessuna delle parti ha provveduto alla riassunzione della causa entro il termine di legge stabilito al 31 dicembre 2020, la Corte dichiara l'estinzione del giudizio tributario. Di conseguenza, la lite fiscale si chiude definitivamente senza una decisione sul merito delle contestazioni originarie.
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Definizione agevolata: stop al fisco sul credito omesso
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso una cartella di pagamento nei confronti de Il Contribuente a seguito di un controllo automatizzato. Il fisco contestava l'utilizzo di un credito d'imposta indicato nel 2013 ma omesso nella dichiarazione del 2012. Il Contribuente ha impugnato la cartella e ha successivamente richiesto la definizione agevolata della controversia. L'ufficio tributario ha negato la sanatoria, ritenendo la cartella un mero atto di riscossione e non un atto impositivo. Il Contribuente ha quindi impugnato il diniego. La Corte di Cassazione, rilevando la pendenza del ricorso contro il diniego, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa per consentire la formulazione di una nuova proposta di accordo tra le parti.
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Definizione agevolata: scontro tra riscossione e atto impositivo
L'Agenzia delle Entrate ha emesso una cartella di pagamento per recuperare somme rimborsate per errore. Il Contribuente ha chiesto la definizione agevolata della lite pendente, ma l'ufficio ha rifiutato la domanda sostenendo che la cartella fosse un semplice atto di riscossione e non un atto impositivo. La Corte di Cassazione, rilevando la particolare importanza della questione di diritto, ha deciso di non decidere immediatamente. Con un'ordinanza interlocutoria, ha rimesso la causa alla pubblica udienza della quinta sezione civile per stabilire se tale tipologia di cartella possa beneficiare della definizione agevolata.
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Estinzione del giudizio tributario: il fisco perde per inattività
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che annullava gli avvisi di accertamento emessi nei confronti dei soci di una società di persone per costi ritenuti non deducibili. Nel corso del giudizio di Cassazione, i contribuenti hanno richiesto la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie. La Corte ha disposto la sospensione, ma nessuna delle parti ha provveduto alla riassunzione della causa entro il termine perentorio del 31 dicembre 2020. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. Questo determina la chiusura definitiva della lite fiscale a favore dei contribuenti, che vedono così consolidarsi l'annullamento delle pretese del fisco.
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Fisco contro socio: l’estinzione del giudizio tributario
Un contribuente, socio al 50% di una società, ha impugnato un avviso di accertamento IRPEF. Durante il processo in Cassazione, il contribuente ha chiesto la sospensione del giudizio per aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Corte ha sospeso il processo. Tuttavia, nessuna delle parti ha provveduto alla riassunzione della causa entro la scadenza del 31 dicembre 2020. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha applicato la legge speciale e ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. Con questa decisione, il processo si chiude definitivamente a seguito della sanatoria fiscale intrapresa dal contribuente.
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Estinzione del giudizio tributario: la sanatoria chiude la lite
Una società di ristorazione ha impugnato un avviso di accertamento per imposte non pagate. Durante la causa in Cassazione, la società ha chiesto la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti, nota come pace fiscale. La Corte ha accolto la richiesta e ha sospeso il processo. Tuttavia, nessuna delle parti ha provveduto a riassumere la causa entro la scadenza di legge fissata al 31 dicembre 2020. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. Questo provvedimento comporta la chiusura definitiva della lite senza una decisione sul merito, consolidando gli effetti della sanatoria fiscale intrapresa dal contribuente.
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Estinzione del giudizio tributario: la sanatoria cancella la lite
Una contribuente, socia di una srl, impugnava un avviso di accertamento per redditi di capitale non dichiarati derivanti da operazioni inesistenti. Dopo i rigetti nei primi gradi, proponeva ricorso in Cassazione. Successivamente, la contribuente chiedeva la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle controversie (pace fiscale). La Corte sospendeva il giudizio. Poiché nessuna delle parti ha provveduto alla riassunzione della causa entro il termine perentorio del 31 dicembre 2020, la Suprema Corte ha pronunciato l'estinzione del giudizio tributario. Di conseguenza, la controversia si chiude definitivamente senza una decisione sul merito, consolidando gli effetti della sanatoria fiscale intrapresa dalla contribuente.
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Estinzione del giudizio tributario: stop alla lite sulle tasse
Un'azienda riceveva un avviso di accertamento per operazioni inesistenti. Dopo aver impugnato l'atto nei primi gradi di giudizio, l'azienda ricorreva in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società chiedeva la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle controversie (la cosiddetta pace fiscale). La Corte accoglieva la richiesta sospendendo il processo. Poiché nessuna delle parti ha provveduto alla riassunzione della causa entro il termine perentorio del 31 dicembre 2020, la Suprema Corte ha applicato la sanzione processuale prevista dalla legge. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, chiudendo definitivamente la lite senza entrare nel merito della contestazione iniziale.
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Estinzione del giudizio tributario: la pace fiscale salva la ditta
Una società riceve un avviso di accertamento per operazioni inesistenti e impugna l'atto. Dopo i rifiuti dei giudici di merito, la società ricorre in Cassazione. Successivamente, chiede la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie. La Corte di Cassazione sospende il giudizio. Poiché nessuna delle parti ha provveduto alla riassunzione della causa entro la scadenza del 31 dicembre 2020, la Corte dichiara l'estinzione del giudizio tributario. Di conseguenza, la lite fiscale si chiude definitivamente senza una decisione sul merito, consolidando gli effetti della sanatoria intrapresa dalla società contribuente.
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Estinzione del giudizio tributario: la sanatoria chiude la lite
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro un socio per un maggior reddito di capitale non dichiarato, derivante da verifiche sulla società. Il contribuente ha impugnato l'atto, ma i giudici di merito hanno respinto il ricorso. Successivamente, il contribuente ha proposto ricorso in Cassazione e ha chiesto la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata (la cosiddetta pace fiscale). La Corte ha sospeso il giudizio. Poiché nessuna delle parti ha riassunto la causa entro il termine perentorio del 31 dicembre 2020, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. Di conseguenza, il processo si chiude definitivamente senza una decisione di merito, consolidando gli effetti della sanatoria fiscale intrapresa dal contribuente.
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Definizione agevolata: la sanatoria che ferma la Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro una sentenza favorevole al Contribuente. Quest'ultimo ha richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata dell'avviso di accertamento impugnato. La Corte di Cassazione, rilevando l'impossibilità di decidere senza conoscere l'esito di tale istanza, ha ordinato alle parti di documentare se la sanatoria sia andata a buon fine. Di conseguenza, i giudici hanno rinviato la causa a nuovo ruolo, fissando un termine preciso per il deposito dei documenti.
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Estinzione del giudizio tributario: quando il silenzio fa perdere
Il Contribuente ha impugnato la decisione dei giudici tributari in merito a una contestazione su plusvalenze e andamento antieconomico. Durante il processo in Cassazione, la causa è stata sospesa per consentire la definizione agevolata della controversia. Tuttavia, il Contribuente non ha presentato la richiesta di ripresa del processo entro la scadenza di legge. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, ponendo fine alla vicenda processuale con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Estinzione del giudizio tributario: il Fisco perde per un ritardo
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro una società di persone e i suoi soci per contestare l'annullamento di una presunzione di maggior reddito per trasparenza. Durante il processo, le parti hanno ottenuto la sospensione della causa per aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti. Tuttavia, nessuna delle parti ha presentato l'obbligatoria istanza di trattazione entro il termine perentorio del 31 dicembre 2020. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. La controversia si chiude così definitivamente, con la conferma implicita della decisione favorevole ai contribuenti e la compensazione di fatto delle spese processuali, che restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: i paletti
Una società riceveva due avvisi di accertamento per imposte non versate. Dopo alterne vicende giudiziarie, la causa giungeva in Cassazione, che la rinviava alla Commissione Tributaria Regionale. Qui, i giudici dichiaravano improcedibile la riassunzione per carenza di interesse. Nel frattempo, la società chiedeva la definizione agevolata delle controversie tributarie pagando il 5% del valore della lite, ma il Fisco negava l'agevolazione pretendendo il 15%. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di definizione agevolata al 5%, poiché il Fisco non era stato sconfitto in tutti i precedenti gradi di giudizio. Tuttavia, la Suprema Corte ha accolto i ricorsi sul fronte processuale, stabilendo che nel giudizio di rinvio le parti riprendono automaticamente le loro posizioni originarie senza necessità di nuovi appelli. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova decisione sul merito.
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Estinzione del giudizio tributario: addio al ricorso senza istanza
Un contribuente ha proposto ricorso in Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate per contestare il recupero a tassazione di costi non documentati. Durante il processo, la causa è stata sospesa in base alle norme sulla pace fiscale. Il contribuente non ha però presentato l'obbligatoria istanza di trattazione entro il termine perentorio del 31 dicembre 2020. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. Questo ha reso definitivo l'accertamento fiscale e ha lasciato le spese del processo a carico della parte che le ha anticipate.
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Tassa rifiuti: la definizione agevolata estingue la lite
Un'azienda concessionaria della riscossione ha impugnato la decisione d'appello relativa a un avviso di accertamento TARSU emesso contro una contribuente. Durante la pendenza del giudizio in Cassazione, la contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie. Di conseguenza, le parti hanno depositato un atto congiunto di rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Pace fiscale e silenzio: l’estinzione del giudizio tributario
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso contro la decisione della Commissione Tributaria Regionale che dava ragione a una Società fallita in merito a un accertamento analitico induttivo. Il processo è stato sospeso per consentire l'adesione alla definizione agevolata delle controversie tributarie (pace fiscale) secondo il Decreto Legge 119 del 2018. Poiché nessuna delle parti ha presentato la necessaria istanza di trattazione entro la scadenza del 31 dicembre 2020, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. Di conseguenza, il processo si chiude definitivamente senza una decisione sul merito e le spese restano a carico di chi le ha anticipate.
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Pace fiscale: la definizione agevolata estingue la lite
Una società contribuente ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale riguardante l'imposta di registro. Successivamente, la causa è stata sospesa poiché la società ha scelto di aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie, rinunciando formalmente al giudizio. La Corte di Cassazione ha preso atto di questa scelta e ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate.
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Estinzione del giudizio tributario: il Comune perde per un ritardo
Il Comune ha impugnato la decisione che annullava la richiesta di pagamento della tassa sui rifiuti dovuta da una Società per un'area industriale. Durante il processo, le parti hanno ottenuto la sospensione della causa per aderire alla definizione agevolata delle liti fiscali. Tuttavia, nessuna delle parti ha presentato l'obbligatoria istanza di trattazione entro la scadenza del 31 dicembre 2020. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. Questo significa che il processo si chiude definitivamente senza una decisione sul merito della tassa, e le spese restano a carico di chi le ha anticipate.
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