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Legge 119/2018

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907 provvedimenti

Rinuncia al ricorso: come l’accordo cancella la lite col Comune
Un Comune ha contestato la natura pertinenziale di un terreno di un contribuente, emettendo un accertamento ICI. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia è giunta in Cassazione. Nelle more del giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo privato. Di conseguenza, hanno depositato un atto di rinuncia congiunta. La Corte di Cassazione ha preso atto di questa volontà e ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso, disponendo la compensazione delle spese legali come concordato tra le parti. La vicenda dimostra come l'accordo transattivo possa estinguere definitivamente una lite fiscale pendente.
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Definizione agevolata: il Fisco si ferma e il processo si estingue
Due soci di una società a ristretta base sociale impugnano gli avvisi di accertamento emessi dal Fisco per presunti utili occulti distribuiti. Durante il giudizio in Cassazione, uno dei contribuenti presenta domanda di definizione agevolata ai sensi del Decreto Legge 119/2018, pagando la prima rata. Poiché nessuna delle parti presenta l'istanza di trattazione entro il termine di legge del 31 dicembre 2020, la Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese del processo restano a carico di chi le ha anticipate, confermando l'efficacia della sanatoria fiscale per chiudere definitivamente la pendenza con l'Amministrazione finanziaria.
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Definizione agevolata: il fisco perde se non nega il condono
Una società immobiliare riceveva una cartella di pagamento per omessi versamenti d'imposta derivanti da errori nelle compensazioni. Dopo aver impugnato l'atto, la contribuente presentava domanda di definizione agevolata ai sensi del d.l. n. 119/2018, pagando l'importo dovuto. L'Agenzia delle Entrate non notificava alcun diniego nei termini di legge. La Corte di Cassazione, richiamando la giurisprudenza delle Sezioni Unite, ha stabilito che anche l'impugnazione della cartella derivante da controllo automatizzato è definibile se rappresenta il primo atto con cui si comunica la pretesa fiscale. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, lasciando le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Pilota contro il Fisco: la definizione agevolata chiude la lite
Un ex pilota professionista riceveva un avviso di accertamento dall'Agenzia delle Entrate per tasse non pagate su contratti di sponsorizzazione. Dopo aver impugnato l'atto nei primi gradi di giudizio con esito sfavorevole, il contribuente ricorreva in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, il ricorrente presentava istanza di definizione agevolata ai sensi del decreto-legge 119/2018, pagando l'intero debito calcolato. Poiché nessuna delle parti richiedeva la trattazione della causa entro i termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: se la liquidazione diventa accertamento
Una società di persone e i suoi soci hanno impugnato il rifiuto dell'Amministrazione Finanziaria di concedere la definizione agevolata per un avviso di liquidazione. Il Fisco sosteneva che l'atto fosse di mera riscossione e quindi escluso dalla sanatoria. L'avviso era stato però emesso dopo che una sentenza del giudice tributario aveva annullato un precedente accertamento sulle plusvalenze, imponendo di ricalcolare il dovuto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei contribuenti, stabilendo che l'atto, pur chiamato avviso di liquidazione, ha natura di atto impositivo autonomo poiché ridetermina la pretesa fiscale. Di conseguenza, i contribuenti hanno diritto alla definizione agevolata. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Definizione agevolata: il fisco si ferma e il processo si estingue
Una controversia fiscale tra l'Agenzia delle Entrate e il Contribuente, originata da un avviso di accertamento IRPEF, si è conclusa con l'estinzione del processo. Il Contribuente ha infatti aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, presentando la relativa documentazione e pagando le somme dovute. Poiché nessuna delle parti ha presentato una nuova istanza di trattazione entro il termine di legge del 31 dicembre 2020, la Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio per cessata materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Inversione contabile: il Fisco perde sui rottami ferrosi
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società l'omesso versamento dell'IVA su vendite di rottami ferrosi, sostenendo l'errata applicazione del regime di inversione contabile (reverse charge) e l'indebita deduzione di costi per operazioni soggettivamente inesistenti. La società ha estinto la lite sull'avviso di accertamento tramite definizione agevolata. Per la parte residua sulle sanzioni, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco. I giudici hanno confermato che la semplice pulitura e compattazione dei rottami non ne muta la natura in materia prima, legittimando l'inversione contabile. Inoltre, i costi di acquisto sono deducibili se realmente sostenuti, come confermato da una sentenza penale di assoluzione. Vince la società contribuente: le sanzioni sono annullate e la lite è definitivamente chiusa.
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Definizione agevolata: il ritardo del fisco salva il contribuente
Un contribuente ha impugnato il rifiuto dell'Agenzia delle Entrate di ammetterlo alla definizione agevolata di una controversia tributaria riguardante una cartella IVA. L'ufficio finanziario ha notificato il diniego oltre il termine perentorio del 31 luglio 2020. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente, stabilendo che la scadenza prevista dalla legge ha natura perentoria. Di conseguenza, il ritardo dell'amministrazione rende nullo il diniego, determinando l'accoglimento della domanda per silenzio-assenso e la conseguente estinzione del processo tributario. Il contribuente vince la causa e la lite fiscale si chiude definitivamente.
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Definizione agevolata: la Cooperativa spegne la lite con il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole a una Cooperativa riguardante il recupero di un credito d'imposta per l'assunzione di lavoratori nel Mezzogiorno. Durante il giudizio di Cassazione, la Cooperativa ha richiesto la definizione agevolata della controversia ai sensi del decreto legge n. 119/2018, pagando la prima rata e chiedendo la chiusura della causa. L'Agenzia delle Entrate non ha sollevato obiezioni sulla documentazione presentata. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata della controversia: stop alla lite fiscale
Una contribuente riceveva due avvisi di accertamento sintetico del reddito basati sul possesso di beni immobili. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la contribuente proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la ricorrente aderiva alla definizione agevolata della controversia ai sensi del decreto legge n. 119/2018, provvedendo al pagamento della prima rata e depositando la relativa documentazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, disponendo la compensazione delle spese di lite.
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Definizione agevolata: la società agricola vince contro il fisco
Una società agricola riceveva dall'Agenzia delle Entrate avvisi di liquidazione per imposte di registro e ipotecaria, a causa del disconoscimento di agevolazioni fiscali sull'acquisto di terreni agricoli. Dopo che i giudici di merito avevano dato ragione alla società, l'Agenzia delle Entrate proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società decideva di aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del decreto legge 119 del 2018. Avendo la contribuente dimostrato il regolare pagamento di tutte le rate dovute per sanare la pendenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese del processo sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, sancendo la vittoria pratica della società che ha chiuso definitivamente la lite fiscale.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite chiusa
L'Agenzia delle Entrate aveva contestato a due società l'indebita applicazione dell'esenzione fiscale sulle plusvalenze per la vendita di quote societarie, richiedendo maggiori imposte e sanzioni. Durante il processo in Cassazione, le società hanno presentato domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del Decreto Legge n. 119/2018, pagando gli importi dovuti. L'ente impositore ha confermato la regolarità della procedura. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, lasciando le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: stop alla lite ICI tra Ente e Comune
Un Ente Religioso ha impugnato un avviso di accertamento ICI emesso dal Comune, che contestava il mancato pagamento dell'imposta per alcuni immobili concessi in comodato a delle Onlus. Durante il processo in Cassazione, l'Ente Religioso ha scelto di aderire alla definizione agevolata, pagando il dovuto in misura ridotta. Di conseguenza, il difensore dell'Ente ha depositato formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese tra le parti ed escludendo il pagamento del doppio contributo unificato, non applicabile in caso di estinzione consensuale.
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Accertamento su conti correnti dei soci: la famiglia non salva
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società a ristretta base familiare e ai suoi soci maggiori ricavi non dichiarati, basandosi su movimenti bancari ingiustificati trovati sui conti personali dei soci. Alcuni soci hanno aderito alla pace fiscale, estinguendo il loro contenzioso. Per il socio rimasto in causa, la Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco. La Corte ha stabilito che l'accertamento su conti correnti dei soci è legittimo se la società è a conduzione familiare, poiché si presume la sovrapposizione degli interessi economici. Inoltre, in merito alle fatture per operazioni inesistenti, i giudici di merito avrebbero dovuto valutare attentamente gli indizi di frode forniti dall'Ufficio, senza limitarsi a considerare la regolarità formale delle scritture contabili. La causa è stata quindi rinviata per un nuovo esame.
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Definizione agevolata: gli eredi chiudono la lite col fisco
Un commerciante al dettaglio riceveva un avviso di accertamento per l'anno 2005 a seguito di verifiche fiscali che evidenziavano gravi anomalie tra le rimanenze di magazzino e i redditi dichiarati. Dopo la morte del contribuente, gli eredi subentravano nel giudizio e presentavano domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018, provvedendo al pagamento di quanto dovuto. L'Agenzia delle Entrate non notificava alcun diniego entro i termini di legge. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, confermando che la definizione agevolata spetta anche agli eredi del contribuente originario. Le spese del giudizio sono rimaste a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop alla lite
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso contro La Società Contribuente per questioni legate a tasse non pagate. Durante il giudizio di Cassazione, La Società Contribuente ha richiesto la definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018, pagando la prima rata dovuta. Poiché nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione entro il termine del 31 dicembre 2020 e non è emerso alcun rifiuto da parte dell'amministrazione finanziaria, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Le spese giudiziarie sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, confermando l'efficacia della sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata: la società batte il fisco e cancella l’Iva
L'Azienda riceveva dall'Agenzia delle Entrate quattro avvisi di accertamento e una cartella di pagamento per il recupero dell'Iva non versata negli anni dal 1999 al 2002. Il fisco contestava l'esenzione Iva sulle vendite all'estero, ritenendo non provato il trasporto delle merci in un altro Stato membro. Durante la causa, L'Azienda presentava domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti, pagando quanto dovuto. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere. Grazie alla definizione agevolata, la lite fiscale si è conclusa positivamente per il contribuente, azzerando le pretese del fisco e rendendo inefficaci gli atti impositivi originari.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite chiusa
Una contribuente ha impugnato un avviso di liquidazione per imposte di registro, ipotecaria e catastale relative a una compravendita immobiliare condizionata, successivamente risolta per il mancato avveramento della condizione sospensiva. Durante il giudizio di Cassazione, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi dell'art. 6 del D.L. n. 119/2018, provvedendo al pagamento integrale delle somme dovute. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, senza alcuna condanna alle spese per via della mancata attività difensiva dell'Agenzia delle Entrate.
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Definizione agevolata: la Cassazione estingue la lite con il Fisco
L'Amministrazione Finanziaria ha rettificato il valore di alcuni terreni acquistati da una società, richiedendo imposte integrative. Successivamente, ha emesso un secondo avviso per recuperare le imposte non versate a causa di un'aliquota errata. L'Acquirente e i Venditori hanno impugnato i provvedimenti. Durante la causa in Cassazione, L'Acquirente ha presentato domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del Decreto Legge 119/2018, pagando la prima rata. La Suprema Corte ha riunito i due giudizi connessi e ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, la controversia si è conclusa definitivamente e le spese del giudizio sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, senza applicazione del doppio contributo unificato.
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Accertamento da studi di settore: il silenzio dà ragione al fisco
L'Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi di accertamento nei confronti di un ristoratore, contestando maggiori ricavi per gli anni 2005 e 2006 tramite studi di settore. Il contribuente non ha risposto all'invito al contraddittorio preventivo. La Commissione Tributaria Regionale ha annullato gli atti ritenendoli immotivati. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del fisco, stabilendo che l'accertamento da studi di settore può basarsi esclusivamente sugli standard statistici se il contribuente ignora l'invito al confronto. In questo caso, spetta al contribuente l'onere di fornire la prova contraria in tribunale. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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