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Legge 119/2018

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907 provvedimenti

Definizione agevolata: il silenzio del Fisco estingue la lite
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro una società per un avviso di accertamento IVA. Nelle more del giudizio, la società ha richiesto la definizione agevolata della controversia ai sensi del decreto legge n. 119/2018, depositando la prova del pagamento del dovuto. Poiché l'ufficio finanziario non ha notificato alcun diniego e nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione nei termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Estinzione del giudizio tributario: la causa si spegne nel silenzio
Il Contribuente impugnava un avviso di accertamento IRPEF basato su studi di settore e antieconomicità della gestione. Dopo alterne vicende giudiziarie, il caso giungeva in Cassazione. Nelle more del giudizio, il Contribuente richiedeva la sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie, ai sensi del Decreto Legge n. 119/2018. La Suprema Corte concedeva la sospensione. Tuttavia, una volta decorso il termine di sospensione, nessuna delle parti provvedeva a riattivare la causa nei tempi previsti dalla legge. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. Questo comporta la chiusura definitiva del contenzioso senza che i giudici entrino nel merito dei motivi di ricorso originari.
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Definizione agevolata: estinta la lite fiscale in Cassazione
Una società contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per imposte dirette e IVA. Durante la causa in Cassazione, la società si è avvalsa della definizione agevolata della controversia ai sensi del Decreto Legge 119/2018, pagando la prima rata e presentando la documentazione necessaria. Poiché l'Agenzia delle Entrate non ha notificato alcun diniego e nessuna delle parti ha chiesto la prosecuzione della causa entro i termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese del processo sono rimaste a carico di ciascuna parte.
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Accertamento induttivo: fisco vince contro la contabilità confusa
L'Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi di accertamento contro una società e il suo socio unico per ricavi non dichiarati, basandosi su un accertamento induttivo dovuto alla contabilità inattendibile e alla confusione delle merci. La Commissione Tributaria Regionale ha annullato gli atti impositivi, applicando però d'ufficio alcune sanzioni. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il processo per il socio, che ha aderito alla definizione agevolata. Ha invece accolto il ricorso del fisco contro la società, rilevando che i giudici d'appello non hanno motivato adeguatamente l'annullamento dell'accertamento e hanno applicato sanzioni d'ufficio senza averne il potere. La causa è stata rinviata per un nuovo giudizio.
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Definizione agevolata: il silenzio del fisco salva il contribuente
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società di persone e ai suoi soci maggiori ricavi e perdite indebite per l'anno 2000. Dopo l'annullamento degli atti nei primi gradi di giudizio, l'amministrazione ha proposto ricorso in Cassazione. Nel frattempo, i contribuenti hanno presentato domanda di definizione agevolata per chiudere le pendenze tributarie, pagando le somme dovute o la prima rata. Poiché l'ufficio finanziario non ha notificato alcun diniego nei termini di legge e non è stata presentata istanza di trattazione, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Il contribuente vince la causa, vedendo confermata la chiusura agevolata della lite fiscale.
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Pace fiscale: il debito si cancella ma le spese restano divise
Una società contribuente ha richiesto l'estinzione di una causa tributaria contro l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La richiesta si fonda sul perfezionamento della definizione agevolata della controversia, nota come pace fiscale, ai sensi del decreto legge 119 del 2018. La società ha presentato i documenti del concessionario della riscossione e il provvedimento di sgravio dell'ufficio doganale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Riguardo alle spese di lite, la Corte ha stabilito che esse rimangono a carico di chi le ha anticipate. Infatti, l'adesione alla pace fiscale assorbe le spese del giudizio, escludendo una loro liquidazione o rimborso da parte del giudice.
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Definizione agevolata: la pace fiscale che estingue la lite
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che annullava una cartella di pagamento emessa nei confronti di una società e dei suoi soci per imposte non versate. Durante la pendenza del giudizio di Cassazione, la società e i soci hanno aderito alla definizione agevolata delle liti tributarie, pagando la prima rata e chiedendo la sospensione del processo. Poiché nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione entro il termine stabilito dalla legge e non è intervenuto alcun diniego da parte dell'amministrazione finanziaria, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, la controversia si chiude definitivamente grazie alla definizione agevolata, con le spese di giudizio che restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata della lite: si chiude il caso della banca
L'Agenzia delle Entrate contestava a una banca estera l'esistenza di una stabile organizzazione in Italia. Secondo il Fisco, l'istituto raccoglieva e trasferiva all'estero i risparmi degli emigrati senza pagare le imposte dovute. La banca si difendeva negando l'attività di raccolta del risparmio e sostenendo la semplice esecuzione di rimesse di denaro. Durante il giudizio di Cassazione, la banca ha presentato domanda per la definizione agevolata della lite ai sensi del Decreto Legge 119/2018. Poiché l'ufficio finanziario non ha notificato alcun diniego e ha confermato la regolarità della procedura, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, la controversia tributaria si è conclusa definitivamente senza una decisione sul merito, con le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata della lite: stop a sanzioni e dazi
Una società importatrice e il suo spedizioniere doganale impugnavano gli avvisi di rettifica dell'Amministrazione Finanziaria, emessi per il recupero di dazi doganali e sanzioni su lampade importate. Durante il giudizio di Cassazione, i contribuenti hanno richiesto l'estinzione del processo avendo perfezionato la definizione agevolata della lite ai sensi del d.l. n. 119/2018. L'Amministrazione Finanziaria ha confermato l'avvenuto pagamento delle somme dovute. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, compensando le spese di lite tra le parti e stabilendo che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, poiché la definizione della controversia è avvenuta in pendenza del ricorso.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop al Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza favorevole a una società contribuente riguardante un accertamento IVA. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha richiesto la definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del Decreto Legge 119/2018. Avendo la società depositato la prova del regolare pagamento integrale di quanto dovuto e avendo l'Agenzia delle Entrate confermato la ricezione dei pagamenti, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere. Le spese legali sono state interamente compensate tra le parti, chiudendo definitivamente la vertenza fiscale senza vincitori né vinti sul merito.
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Condono fiscale: la società chiude la lite e ferma il fisco
Una società riceveva un avviso di accertamento per l'anno 2003 relativo a perdite su crediti ritenute indeducibili dal fisco. Dopo la decisione favorevole della Commissione Tributaria Regionale, l'Agenzia delle Entrate proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società presentava domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto-legge n. 119 del 2018, pagando la prima rata. L'ufficio finanziario confermava la regolarità della procedura. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere a seguito del perfezionamento del condono fiscale. Le spese di lite sono state compensate tra le parti.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite estinta
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione contro una società di costruzioni. Nel corso del giudizio, la società contribuente ha dimostrato di aver aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del decreto legge numero 119 del 2018. Avendo depositato la domanda di definizione e la prova della notifica all'ente impositore, la Corte di Cassazione ha preso atto della cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che le spese di lite rimangano a carico della parte che le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop al Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro una società di vendita auto, impugnando la decisione della Commissione Tributaria Regionale favorevole alla contribuente. Nel corso del giudizio, la società ha dimostrato di aver aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi dell'articolo 6 del Decreto Legge 119/2018, presentando la relativa domanda e notificandola all'ufficio fiscale. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese di lite rimangano a carico della parte che le ha anticipate.
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Definizione agevolata della lite: il socio vince contro il Fisco
Un socio di una società a ristretta base azionaria riceveva un avviso di accertamento per presunti utili non dichiarati. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, in cui si discuteva della validità della notifica dell'atto originario alla società, la controversia giungeva in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente presentava domanda di definizione agevolata della lite ai sensi del decreto-legge n. 119 del 2018, pagando quanto dovuto. Poiché l'Agenzia delle Entrate non ha notificato alcun diniego entro i termini di legge e nessuna delle parti ha chiesto la prosecuzione del giudizio, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Il contribuente ottiene così la chiusura definitiva della pendenza tributaria, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle controversie: stop alla lite col Fisco
Una società di noleggio imbarcazioni ha impugnato un avviso di accertamento emesso dall'Agenzia delle Entrate per presunti ricavi non dichiarati. Dopo la decisione favorevole della Commissione Tributaria Regionale, l'amministrazione finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la società ha presentato istanza di definizione agevolata delle controversie ai sensi del D.L. n. 119/2018, provvedendo al pagamento delle rate previste. Poiché l'Agenzia delle Entrate non ha notificato alcun diniego nei termini di legge e nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione del giudizio, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, lasciando le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle controversie: società batte il fisco
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro una società di noleggio barche, contestando ricavi non dichiarati. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la controversia è giunta in Cassazione. Durante il giudizio, la società ha presentato domanda di adesione alla definizione agevolata delle controversie ai sensi del Decreto Legge 119/2018, pagando la prima rata. Poiché l'ente impositore non ha notificato alcun diniego entro i termini di legge né ha richiesto la prosecuzione del giudizio, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, la lite tributaria si è conclusa definitivamente a favore del contribuente, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle controversie: stop al Fisco
Una società di noleggio imbarcazioni riceveva un avviso di accertamento per presunti ricavi non dichiarati. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, l'Agenzia delle Entrate proponeva ricorso in Cassazione. Nel corso del giudizio di legittimità, la società presentava istanza di definizione agevolata delle controversie ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018, provvedendo al pagamento della prima rata. Poiché l'Amministrazione finanziaria non notificava alcun diniego entro i termini di legge e nessuna delle parti richiedeva la trattazione della causa, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, lasciando le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Notifica della cartella di pagamento: fisco salvo ma beffato
L'Amministrazione Finanziaria ha richiesto a due eredi il pagamento di imposte di successione. Le contribuenti hanno impugnato l'atto contestando la regolarità della notifica della cartella di pagamento effettuata tramite servizio postale. La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi principali. Ha stabilito che la notifica della cartella di pagamento tramite posta è valida e che l'impugnazione sana ogni eventuale vizio per il raggiungimento dello scopo. Inoltre, la Corte ha confermato il diniego di definizione agevolata, poiché la cartella, limitandosi a liquidare somme stabilite da una sentenza definitiva, non è un atto impositivo. Infine, l'appello dell'ufficio contro una delle eredi è stato dichiarato inammissibile perché tardivo, non essendoci corrispondenza tra i numeri di raccomandata.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite estinta
L'Agenzia delle Entrate e una società contribuente si scontravano in Cassazione per una disputa sull'IRES del 2004. Durante il processo, la società ha aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie, pagando l'intero importo dovuto e chiedendo l'estinzione del giudizio. Anche l'ufficio tributario ha confermato la regolarità della procedura. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese del processo sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, escludendo inoltre l'obbligo di versare un ulteriore contributo unificato.
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Definizione agevolata: il fisco cede sull’avviso di liquidazione
Una società e i suoi soci ricevevano un avviso di liquidazione per l'imposta di registro su un finanziamento fruttifero. Durante la causa, i contribuenti chiedevano la definizione agevolata della controversia pagando la prima rata. L'Agenzia delle Entrate rifiutava la richiesta, sostenendo che l'avviso fosse un semplice atto di riscossione non condonabile. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che l'avviso di liquidazione, avendo natura impositiva poiché richiede una somma maggiore rispetto a quella provvisoria, consente l'accesso alla definizione agevolata. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando la validità della sanatoria per i contribuenti.
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