LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Legge 119/2018

Pagina 26 di 40

907 provvedimenti

Credito d’imposta per incremento occupazionale: vince il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un atto di recupero contro un'azienda che aveva utilizzato un credito d'imposta per incremento occupazionale senza dimostrare tutti i requisiti di legge. La Commissione Tributaria Regionale aveva dato ragione all'azienda, ritenendo sufficiente la prova delle assunzioni. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Fisco. I giudici hanno chiarito che, in tema di agevolazioni fiscali, spetta interamente al contribuente l'onere della prova di possedere tutti i requisiti previsti dalla legge, inclusa la presentazione della domanda alla Regione e l'inserimento in graduatoria. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Definizione agevolata delle liti tributarie: stop effetti futuri
Una società di vendita auto e i suoi soci impugnano gli avvisi di accertamento per violazioni sul regime del margine e vendite non fatturate negli anni 2014 e 2015. I contribuenti sostengono che la definizione agevolata delle liti tributarie ottenuta per l'anno 2013, unita a una sentenza favorevole di primo grado, crei un precedente definitivo applicabile anche agli anni successivi. La Corte di Cassazione respinge questa tesi, chiarendo che la sanatoria estingue il processo ma non rende definitiva la sentenza precedente. Tuttavia, la Suprema Corte accoglie il ricorso dei contribuenti su due punti fondamentali: il giudice d'appello ha omesso di verificare se l'IVA fosse già inclusa nel prezzo delle auto vendute e non ha esaminato i calcoli sul regime del margine. La causa viene rinviata per un nuovo esame.
Continua »
Accertamento integrativo: il fisco perde se riesamina vecchie carte
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un secondo avviso di accertamento nei confronti di una società di bevande e della sua socia per l'anno 2011, dopo un primo controllo già definito. La socia ha estinto la sua posizione tramite definizione agevolata. Per la società, la Cassazione ha confermato l'annullamento dell'atto fiscale. La Corte ha stabilito che l'accertamento integrativo è illegittimo se si basa su una semplice rivalutazione di documenti già in possesso del fisco, senza la sopravvenuta conoscenza di elementi nuovi. Inoltre, l'amministrazione finanziaria non ha indicato tali elementi nella motivazione dell'atto, violando l'obbligo di specificazione a pena di nullità. Poiché l'ufficio non ha impugnato tutte le autonome ragioni della decisione d'appello, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, confermando la vittoria della società.
Continua »
Compensazione spese di lite: Causa vinta? No se la legge cambia
Una cittadina impugna una cartella di pagamento per sanzioni amministrative. Durante la causa, una nuova legge cancella automaticamente il debito. Il giudice dichiara quindi cessata la materia del contendere, ma dispone la compensazione spese di lite, obbligando ogni parte a pagare il proprio avvocato. La cittadina ricorre fino in Cassazione, sostenendo di essere la 'vincitrice virtuale' e di aver diritto al rimborso. La Suprema Corte, però, le dà torto. Stabilisce che se la causa finisce per un evento esterno e imprevedibile come una nuova legge (factum principis), e non per il riconoscimento di un errore dell'ente, la compensazione spese di lite è una decisione legittima. La cittadina perde e viene condannata a pagare le ulteriori spese.
Continua »
Definizione Agevolata: Lite Fiscale Estinta Senza Sentenza
Un imprenditore aveva impugnato un avviso di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate contestava la deducibilità di alcuni costi. Mentre la causa era pendente in Cassazione, il contribuente ha aderito alla cosiddetta 'pace fiscale'. La Corte Suprema, prendendo atto della corretta adesione alla procedura, ha dichiarato la fine del processo. La sentenza stabilisce che la corretta adesione alla definizione agevolata delle liti comporta l'estinzione automatica del giudizio, senza che il giudice debba più valutare chi avesse ragione nel merito della pretesa fiscale originaria. Vince quindi il contribuente, che chiude la controversia pagando solo l'importo previsto dalla sanatoria.
Continua »
Fisco vs Azienda: Causa Chiusa con la Definizione Agevolata
Una società aveva impugnato un avviso di accertamento per maggiori imposte. Mentre la causa era pendente davanti alla Corte di Cassazione, l'azienda ha aderito alla procedura di definizione agevolata liti pendenti, pagando le somme dovute per chiudere la controversia. L'Agenzia delle Entrate ha confermato il pagamento. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese legali restano a carico di chi le ha sostenute, come previsto dalla normativa sulla sanatoria.
Continua »
Agenzia e crediti privati: vince la giurisdizione giudice ordinario
Un consorzio privato ha citato in giudizio l'Agente della Riscossione per inadempimento contrattuale, accusandolo di non aver recuperato i suoi crediti a causa dell'applicazione di una legge per la cancellazione dei piccoli debiti. L'Agente della Riscossione sosteneva la mancanza di competenza del tribunale civile. La Corte di Cassazione ha invece confermato la giurisdizione del giudice ordinario. Il principio sancito è chiaro: quando l'Agente della Riscossione agisce per conto di un soggetto privato per recuperare crediti privati, il rapporto è di natura contrattuale e le relative controversie spettano al giudice civile, non a quello amministrativo o contabile.
Continua »
Definizione Agevolata: Azienda Annulla Accertamento e Vince
Una società riceve un avviso di accertamento per maggiori imposte IRES, IRAP e IVA. Dopo aver perso in primo grado e vinto in appello, il caso arriva in Cassazione su ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Nel frattempo, la società aderisce alla definizione agevolata delle liti, una sorta di 'pace fiscale', e paga integralmente quanto dovuto. La Corte di Cassazione, preso atto del pagamento, non entra nel merito della questione e dichiara estinto il processo. La definizione agevolata ha quindi la precedenza, chiudendo definitivamente il contenzioso a favore della società che ha regolarizzato la propria posizione.
Continua »
Appello Fisco tardivo? No, se c’è la sospensione dei termini
Una società e i suoi soci, dopo aver vinto una causa contro l'Agenzia delle Entrate, si sono visti notificare un appello. I giudici di secondo grado avevano dichiarato l'appello del Fisco inammissibile perché presentato fuori tempo massimo. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, stabilendo un principio fondamentale: la sospensione termini processo tributario, prevista da una legge sulla definizione agevolata, è automatica e si applica a tutte le parti in causa, inclusa l'Amministrazione finanziaria. Di conseguenza, l'appello dell'Agenzia è stato ritenuto tempestivo e il processo dovrà proseguire per la decisione nel merito.
Continua »
Definizione agevolata: Fisco contesta, ma la pace fiscale vince
L'Agenzia delle Entrate contesta un reddito maggiore a una contribuente, basando l'accertamento sull'acquisto di un costoso immobile da parte della figlia. Gli eredi della donna, durante il processo in Cassazione, aderiscono alla **definizione agevolata** delle liti pendenti, pagando una somma forfettaria. La Corte Suprema, preso atto del pagamento, non entra nel merito della questione ma dichiara semplicemente estinto il giudizio. La controversia si chiude perché la 'pace fiscale' ha risolto il problema alla radice, rendendo inutile continuare la causa. Le spese legali restano a carico di chi le ha sostenute.
Continua »
Definizione Agevolata: Paga il Debito e la Cassazione Ferma Tutto
Un'azienda produttrice di integratori dietetici impugna un avviso di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate contestava la deducibilità di costi di rappresentanza e pubblicità. Il contenzioso arriva fino in Cassazione. Nel frattempo, l'azienda aderisce alla **definizione agevolata** prevista dalla legge, pagando integralmente il debito fiscale in forma 'rottamata'. A seguito del pagamento, la Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per 'sopravvenuto difetto di interesse'. La causa si estingue perché il suo oggetto, il debito fiscale, è stato saldato. Le spese legali vengono compensate tra le parti.
Continua »
Definizione Agevolata: Lite Fiscale chiusa senza una sentenza
Un contribuente riceve un avviso di accertamento basato sul 'redditometro' per non aver presentato la dichiarazione dei redditi. Il Fisco gli contesta un reddito superiore a quello presumibile, calcolato sulla base dei suoi beni. La disputa riguarda principalmente come considerare il contributo del coniuge al pagamento del mutuo di casa. Tuttavia, la Corte di Cassazione non decide sul merito della questione. Il processo si chiude perché il contribuente aderisce alla 'Definizione agevolata controversie tributarie', una sorta di pace fiscale. Presentando la domanda e pagando la prima rata, ottiene l'estinzione del giudizio. La Corte si limita a dichiarare la fine del processo, con spese a carico di chi le ha sostenute.
Continua »
Definizione agevolata e causa pendente: la domanda non basta
La Corte di Cassazione chiarisce il rapporto tra definizione agevolata e giudizio pendente. Un contribuente aveva aderito a una sanatoria per debiti contributivi, ma la sua causa contro l'INPS è proseguita. La Corte ha stabilito che la semplice presentazione della domanda di definizione agevolata non è sufficiente a sospendere o estinguere il processo. È necessario che la domanda indichi esplicitamente il giudizio a cui si intende rinunciare e che la definizione sia perfezionata con i pagamenti. Poiché la domanda del contribuente era incompleta, il suo ricorso è stato respinto. La sentenza sottolinea che l'estinzione del giudizio è subordinata al completamento effettivo della procedura.
Continua »
Definizione Agevolata: Lite Fiscale Estinta, Tasse Pagate
Una società impugna un atto impositivo dell'Agenzia delle Entrate. Durante il processo in Cassazione, la società aderisce a una sanatoria fiscale, presentando domanda e pagando tutte le rate previste. L'Agenzia non comunica alcun diniego entro i termini di legge. La Corte di Cassazione, verificato il corretto completamento della procedura, dichiara l'estinzione del giudizio per definizione agevolata. La lite si conclude senza una decisione nel merito e le spese legali restano a carico di chi le ha sostenute. La vicenda dimostra come gli strumenti di pacificazione fiscale possano interrompere e chiudere definitivamente un contenzioso.
Continua »
Definizione agevolata: il Fisco perde, vince il contribuente
Una contribuente riceve una cartella di pagamento per la restituzione di somme che il Fisco le aveva rimborsato per errore su un incentivo all'esodo. Mentre la causa è in corso presso la Corte di Cassazione, la contribuente chiede di aderire alla **definizione agevolata liti pendenti** prevista da una nuova legge. L'Agenzia delle Entrate nega la richiesta, sostenendo che la lite non rientra nei casi previsti perché non nasce da un vero 'atto impositivo', come richiesto da vecchie normative. La Cassazione dà ragione alla contribuente, stabilendo un principio importante: la nuova legge sulla definizione agevolata è più ampia delle precedenti. L'unico requisito è che ci sia una lite tributaria pendente in Cassazione. Di conseguenza, il diniego del Fisco è illegittimo e la contribuente vince, chiudendo definitivamente il contenzioso.
Continua »
Ricorso per Cassazione Tardivo: Ragione nel Merito, Torto nei Tempi
Un contribuente, dopo aver ricevuto un avviso di accertamento fiscale, ha impugnato la decisione fino alla Corte di Cassazione. L'Agenzia delle Entrate ha però eccepito che l'atto era stato depositato oltre i termini di legge. La Suprema Corte ha accolto questa eccezione, dichiarando il ricorso inammissibile. La sentenza stabilisce un principio fondamentale: un ricorso per cassazione tardivo non può essere esaminato nel merito, indipendentemente dalle ragioni del ricorrente. Di conseguenza, il contribuente ha perso la causa per un vizio procedurale ed è stato condannato a pagare le spese legali.
Continua »
Sale and Lease Back Fittizio? La Pace Fiscale Causa la Cessazione Materia del Contendere
L'Agenzia delle Entrate contesta a un contribuente un'indebita detrazione IVA, derivante da una complessa operazione di 'sale and lease back' ritenuta fittizia. Il caso arriva fino in Cassazione. Tuttavia, il processo si conclude prima di una decisione sul merito della questione. Il contribuente aderisce a una definizione agevolata ('pace fiscale'), pagando una somma ridotta. Di conseguenza, la Corte dichiara la cessazione materia del contendere, estinguendo il giudizio. La lite si chiude quindi senza un vincitore né un vinto, ma con la risoluzione del debito tributario tramite un accordo previsto dalla legge.
Continua »
Saldo e Stralcio: la causa diventa inutile per carenza di interesse
Un contribuente impugna alcune cartelle di pagamento ma, durante la causa, aderisce a una definizione agevolata (saldo e stralcio) per le stesse. La Corte di Cassazione stabilisce un principio importante: l'adesione a una sanatoria fiscale determina una 'sopravvenuta carenza di interesse ad agire'. In pratica, il contribuente, scegliendo di pagare in modo agevolato, dimostra di non avere più interesse a contestare la validità di quelle cartelle. Di conseguenza, il suo ricorso diventa inammissibile, anche se non ha ancora depositato le ricevute di pagamento. La Corte ha quindi annullato la sentenza precedente, chiuso la causa e compensato le spese legali.
Continua »
Sgravio Fiscale in Causa: Annulla il Debito ma Vince in Cassazione
Una società impugna una cartella di pagamento. Vince in primo grado e l'Agenzia Fiscale, per dare esecuzione alla sentenza, emette un provvedimento di sgravio. La Corte d'Appello interpreta erroneamente questo atto come una rinuncia alla pretesa, dichiarando la fine del contenzioso. La Cassazione ribalta la decisione, stabilendo un principio fondamentale: lo sgravio fiscale nel processo, se emesso solo per ottemperare a una sentenza non definitiva, non comporta la fine della lite. Si tratta di un atto dovuto per evitare procedure esecutive, non di un'ammissione di torto. L'Agenzia Fiscale ha quindi il diritto di proseguire il giudizio d'appello. La causa viene rinviata per un nuovo esame.
Continua »
Cartella non notificata: il processo si estingue per pace fiscale
Un Contribuente impugna una cartella di pagamento sostenendo di non averla mai ricevuta. L'Agente della Riscossione contesta la decisione a lui sfavorevole. Durante il giudizio in Cassazione, però, il Contribuente aderisce a una 'pace fiscale'. La Corte Suprema, prendendo atto di questa scelta, non entra nel merito della notifica ma dichiara l'estinzione del processo per definizione agevolata. La lite si chiude quindi senza un vincitore né un vinto sulla questione originaria, perché la controversia è stata risolta tramite un accordo con il Fisco. Le spese legali restano a carico di chi le ha sostenute.
Continua »