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Legge 119/2018 — Anno 2023

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181 provvedimenti

Altri anni per Legge 119/2018

Atto fiscale nullo? La pace fiscale estingue il processo tributario
Un contribuente impugna un avviso di accertamento fiscale sostenendo la sua nullità per un difetto nella delega di firma del funzionario. L'Agenzia delle Entrate ricorre in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, il contribuente aderisce a una definizione agevolata ('pace fiscale'), pagando una somma ridotta per chiudere la pendenza. Di conseguenza, entrambe le parti chiedono di terminare la causa. La Corte di Cassazione, prendendo atto dell'accordo, dichiara l'estinzione del processo tributario. La lite si chiude quindi senza una sentenza sul merito della validità della firma, ma per il venir meno dell'oggetto del contendere.
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Definizione Agevolata: la Capogruppo paga e salva la Controllata
Una società capogruppo e la sua controllata ricevono due distinti avvisi di accertamento per l'anno 2005, operando in regime di consolidato fiscale. Durante il contenzioso, la capogruppo aderisce alla definizione agevolata, pagando l'importo richiesto per chiudere la propria lite. La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale: la definizione agevolata perfezionata dalla società capogruppo (consolidante) estende i suoi effetti anche alla società controllata (consolidata). In virtù del vincolo di solidarietà tra le due, l'estinzione del giudizio della prima provoca automaticamente l'estinzione anche del secondo. Di conseguenza, l'intero contenzioso viene dichiarato estinto, senza una decisione nel merito.
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Debiti fiscali annullati? Sì alla riduzione iscrizione ipotecaria
Un contribuente si oppone a un'iscrizione ipotecaria basata su diverse cartelle di pagamento. Durante la causa, una legge annulla due di queste cartelle. Nonostante ciò, i giudici di merito confermano l'ipoteca per intero. La Cassazione interviene e stabilisce un principio fondamentale: l'annullamento parziale del debito non cancella l'intera ipoteca, ma impone la sua diminuzione proporzionale. La Corte ha quindi ordinato la diretta riduzione iscrizione ipotecaria, accogliendo in parte la richiesta del cittadino e sancendo che la garanzia deve sempre essere proporzionata al debito residuo effettivo.
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Prescrizione crediti tributari: 10 anni, non 5. Vince il Fisco
La Corte di Cassazione chiarisce la durata della prescrizione crediti tributari per imposte come IRPEF, IVA e IRAP. Un contribuente si opponeva a un'intimazione di pagamento sostenendo la prescrizione quinquennale dei debiti. L'Agente della Riscossione insisteva per il termine decennale. La Cassazione ha dato ragione al Fisco, stabilendo che, in assenza di una norma specifica, per i tributi erariali si applica il termine di prescrizione ordinario di dieci anni e non quello breve di cinque. Questi crediti, infatti, non sono prestazioni periodiche, ma derivano da obbligazioni autonome per ogni singolo anno d'imposta.
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Condono Fiscale e Processo Estinto: la Cassazione chiude la lite
Una società e i suoi soci impugnano diversi avvisi di accertamento emessi dall'Agenzia delle Entrate. Durante il lungo iter giudiziario, la società aderisce a due diverse leggi di definizione agevolata, pagando quanto richiesto per chiudere la pendenza. L'Agenzia delle Entrate prosegue comunque la causa fino in Cassazione. La Suprema Corte, tuttavia, prende atto dell'avvenuto pagamento e applica il principio del 'condono fiscale e processo estinto'. Di conseguenza, dichiara la fine del contenzioso per cessazione della materia del contendere, rendendo inutile il ricorso dell'Agenzia, che viene dichiarato inammissibile. La lite si chiude senza un vincitore nel merito, ma con l'estinzione del giudizio a seguito del condono.
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Diniego definizione agevolata: Fisco perde, sospetto non basta
Un contribuente chiede di chiudere una lite fiscale tramite la definizione agevolata. L'Agenzia delle Entrate rifiuta, motivando il diniego definizione agevolata con la pendenza di un'indagine penale a carico dei giudici che avevano emesso le sentenze precedenti. La Corte di Cassazione ha dato ragione al contribuente, stabilendo un principio chiaro: un semplice sospetto o un'indagine in corso non sono sufficienti per negare l'accesso alla pace fiscale. La possibilità di revocare una sentenza per dolo del giudice è solo un'ipotesi futura, che richiede una condanna penale definitiva. Di conseguenza, il diniego è stato annullato e la lite originaria dichiarata estinta.
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Sanatoria Fiscale: causa chiusa per estinzione giudizio tributario
Una Contribuente aveva impugnato un avviso di accertamento ICI relativo a un terreno. Mentre la causa era pendente in Cassazione, la stessa ha aderito alla definizione agevolata dei carichi, la cosiddetta 'rottamazione'. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. L'adesione alla sanatoria, infatti, equivale a una rinuncia a proseguire la causa. Di conseguenza, il processo si è concluso senza una decisione nel merito e con la compensazione delle spese legali tra le parti: ciascuno paga i propri avvocati.
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Definizione Agevolata: Pagata o No? La Cassazione Sospende Tutto
Una contribuente, durante un contenzioso tributario, aderisce alla rottamazione dei debiti, sostenendo di aver estinto la pretesa fiscale. L'Agente della Riscossione, tuttavia, contesta il completamento dei pagamenti. La Corte di Cassazione, di fronte a queste versioni contrastanti, non emette una sentenza definitiva. Sospende invece il giudizio e ordina all'Agenzia delle Entrate di fornire prove documentali sull'esito della procedura di definizione agevolata. La decisione stabilisce che il giudice ha il dovere di accertare la verità dei fatti quando l'estinzione del debito tramite una procedura speciale è contestata, prima di poter decidere nel merito della causa. Il processo è quindi posticipato.
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Deducibilità canoni leasing IRAP: Terreno deducibile, Fisco perde
Un'azienda si è vista contestare dall'Agenzia delle Entrate la piena deduzione dei canoni di leasing di un immobile ai fini IRAP. Il Fisco sosteneva che la quota del canone relativa al terreno sottostante non fosse deducibile, applicando una regola valida per l'IRES. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'azienda, chiarendo il principio sulla deducibilità canoni leasing IRAP. Per questa imposta, vale la regola della derivazione dal bilancio: se il costo è correttamente appostato nel conto economico, è deducibile. La limitazione prevista per l'IRES non si estende all'IRAP. Di conseguenza, l'intero canone, ad eccezione della quota interessi, è deducibile. L'azienda ha vinto la causa.
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Cartella 36-bis e definizione agevolata: vince il contribuente
Un'azienda agricola ha impugnato una cartella di pagamento per un credito d'imposta errato. Durante il processo, ha richiesto la definizione agevolata della controversia, ma l'Agenzia delle Entrate l'ha negata, sostenendo che la cartella, derivando da un controllo automatico (art. 36 bis), non fosse un atto 'impositivo' e quindi la lite non fosse 'definibile'. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'azienda. Ha stabilito un principio fondamentale: se la cartella di pagamento è il primo e unico atto con cui il Fisco comunica la sua pretesa al contribuente, essa assume natura di atto impositivo. Di conseguenza, la lite che ne deriva rientra a pieno titolo tra quelle che possono beneficiare della definizione agevolata della controversia. L'azienda ha quindi vinto il ricorso.
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Responsabilità soci società cancellata: Fisco contro Holding
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a una società holding, ritenendola responsabile per i debiti fiscali di un'altra società, di cui era socia, che era stata cancellata dopo aver partecipato a una frode basata su fatture false. La holding ha contestato la pretesa. La Corte di Cassazione non ha emesso una decisione finale. Ha sospeso il giudizio (rinvio a nuovo ruolo) per due ragioni: la necessità di attendere una pronuncia delle Sezioni Unite su un principio chiave relativo alla presunzione di distribuzione degli utili ai soci e per ottenere chiarimenti sull'efficacia di una domanda di definizione agevolata presentata dalla società. La questione centrale resta la portata della responsabilità soci società cancellata.
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Responsabilità solidale IVA: l’amnistia chiude il caso in Cassazione
Un'azienda acquirente di auto usate è stata chiamata a rispondere per l'IVA non versata dalla società venditrice, in base al principio di responsabilità solidale IVA. L'Agenzia delle Entrate sospettava una frode, basandosi sul prezzo di acquisto ritenuto inferiore al normale. L'azienda ha contestato l'accusa, sostenendo di non essere a conoscenza di alcun illecito. Tuttavia, durante il processo in Cassazione, la società ha aderito a una definizione agevolata, pagando quanto richiesto per chiudere la pendenza. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, ponendo fine alla disputa legale senza decidere nel merito chi avesse ragione, ma semplicemente prendendo atto dell'avvenuto pagamento.
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Stralcio debiti fino a 1000 euro: no se affidato dopo il 2010
La Corte di Cassazione interviene sul tema dello 'stralcio debiti fino a 1000 euro', chiarendo un presupposto fondamentale. Un contribuente si era visto annullare un debito da una corte territoriale, che riteneva applicabile la sanatoria. Tuttavia, l'Agente della riscossione ha impugnato la decisione. La Cassazione ha dato ragione a quest'ultimo, stabilendo che la cancellazione automatica si applica solo ai debiti affidati per la riscossione nel decennio 2000-2010. Poiché nel caso specifico l'affidamento era avvenuto nel 2015, il debito non poteva essere annullato e resta valido. La sentenza precedente è stata quindi annullata.
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Pace Fiscale Negata: Errore di Fatto Blocca la Cassazione
Una società chiede alla Corte di Cassazione di annullare una sua precedente sentenza, sostenendo un errore di fatto revocazione. Il caso originale riguardava il diniego di una 'pace fiscale'. La Corte aveva giudicato inammissibile il ricorso della società perché presentato fuori termine. L'azienda ora afferma che la Corte ha sbagliato a calcolare la scadenza. Con questa ordinanza, i giudici non decidono sul merito della questione. A causa della necessità di ricomporre il collegio giudicante, rinviano la causa a una nuova udienza. L'esito finale resta quindi in sospeso.
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Utili presunti: il Fisco ti accusa, ma la Pace Fiscale chiude il caso
Un contribuente, socio di una società a ristretta base azionaria, aveva ricevuto un avviso di accertamento per maggiori imposte. Il Fisco presumeva che gli utili non dichiarati dalla società fossero stati distribuiti a lui. Il contribuente ha impugnato l'atto, portando la causa fino in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, ha aderito alla cosiddetta 'pace fiscale'. La Corte di Cassazione, verificato il perfezionamento della procedura, non ha deciso nel merito della presunzione, ma ha dichiarato l'estinzione del processo. La lite si è quindi conclusa grazie alla definizione agevolata liti pendenti, con il contribuente che ha chiuso il contenzioso pagando una somma forfettaria.
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Definizione agevolata: paghi e il giudizio tributario si estingue
Una società in lite con l'Agenzia delle Entrate ha aderito alla 'definizione agevolata' per sanare la propria posizione. Dopo aver effettuato i pagamenti richiesti dalla procedura, ha formalmente rinunciato al ricorso pendente in Cassazione. I giudici, verificata la regolarità dei versamenti e la volontà della società di chiudere la controversia, hanno dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. La decisione pone fine alla causa senza una sentenza sul merito della questione, stabilendo che ogni parte sostenga le proprie spese legali. La Corte ha così applicato la normativa che regola la chiusura delle liti fiscali attraverso accordi, confermando che l'adesione a tali procedure comporta la fine del processo.
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Definizione Agevolata: Vince il Contribuente sulla Cartella Automatica
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla definizione agevolata lite pendente. Un contribuente aveva impugnato una cartella di pagamento derivante da un controllo automatizzato e, in seguito, aveva chiesto di aderire alla definizione agevolata. L'Agenzia delle Entrate aveva negato questa possibilità, sostenendo che la controversia non fosse 'definibile'. La Cassazione ha dato ragione al contribuente, affermando che anche l'impugnazione di una cartella emessa a seguito di controllo automatizzato rientra a pieno titolo tra le liti che possono beneficiare della definizione agevolata. Questo perché la cartella, in questi casi, è il primo e unico atto con cui la pretesa fiscale viene comunicata, rendendola pienamente contestabile nel merito.
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Decadenza Potere Impositivo: Fisco bloccato da un cavillo formale
Una società contesta una richiesta di imposta di registro su un decreto ingiuntivo, sostenendo la decadenza del potere impositivo dell'Agenzia delle Entrate. Secondo la società, l'ente fiscale avrebbe agito troppo tardi. I giudici di primo e secondo grado le danno ragione. L'Agenzia ricorre in Cassazione, ma il giudizio viene sospeso. La Corte, prima di decidere sulla questione principale della decadenza, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. Ha chiesto all'Agenzia di provare di aver correttamente notificato il rigetto di una domanda di condono fiscale presentata dalla società. La decisione sul merito è quindi rimandata.
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Compensazione Spese Legali: Debito Annullato, ma chi Paga?
Un Contribuente si oppone a una richiesta di pagamento di contributi dell'INPS. Durante la causa, una nuova legge annulla d'ufficio le cartelle esattoriali. La Corte d'Appello dichiara quindi cessata la materia del contendere, ma decide per la compensazione spese legali, lasciando al Contribuente l'onere di pagare il proprio avvocato. La Cassazione ribalta questa decisione: anche se il debito è stato cancellato, il giudice deve applicare il principio di 'soccombenza virtuale' per stabilire chi avrebbe avuto ragione e, di conseguenza, chi deve pagare le spese. La compensazione ingiustificata è stata quindi annullata.
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Estinzione del giudizio per definizione agevolata: paghi e la causa finisce
Un contribuente, in causa con l'Agenzia della Riscossione per un'ipoteca su un immobile, aderisce a una procedura di 'pace fiscale'. Dopo aver pagato il dovuto, presenta la documentazione in tribunale. La Corte di Cassazione sancisce un principio chiave: il perfezionamento del pagamento determina l'estinzione del giudizio per definizione agevolata. La causa si chiude automaticamente, senza che sia necessaria l'accettazione da parte dell'Agenzia delle Entrate. La controversia cessa di esistere e le spese legali restano a carico di chi le ha sostenute.
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