LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Legge 119/2018 — Anno 2023

Pagina 4 di 10

181 provvedimenti

Altri anni per Legge 119/2018

Deducibilità dei costi: ricalcolo dei ricavi non sana i costi
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio importante sulla deducibilità dei costi. Una contribuente aveva ricevuto un accertamento fiscale che contestava sia maggiori ricavi sia costi indeducibili. I giudici di merito avevano ricalcolato i ricavi basandosi sugli studi di settore, ritenendo che questa operazione 'assorbisse' e risolvesse anche la questione dei costi. La Cassazione ha annullato questa decisione, chiarendo che la determinazione dei ricavi e la verifica della deducibilità dei costi sono due questioni distinte e non sovrapponibili. La legittimità di un costo dipende unicamente dal suo legame con l'attività (inerenza) e deve essere valutata separatamente, non può essere implicitamente sanata da un ricalcolo dei ricavi.
Continua »
Accertamento Induttivo nullo: il Fisco perde, vince l’impresa
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità di un accertamento induttivo basato esclusivamente su un 'brogliaccio' (un appunto informale) trovato durante una verifica. L'Amministrazione Finanziaria aveva usato questo documento per applicare una percentuale di ricarico e contestare maggiori redditi a un'impresa, senza considerare la sua specifica realtà economica. I giudici hanno annullato la pretesa del Fisco, sostenendo che la ricostruzione del reddito deve basarsi su elementi concreti e precisi. Hanno quindi indicato l'applicazione degli studi di settore come metodo più corretto e adeguato. La sentenza rappresenta una vittoria per il contribuente, riaffermando che le presunzioni fiscali devono essere gravi, precise e concordanti.
Continua »
Barche di lusso e Fisco: lite chiusa con definizione agevolata
Un'azienda farmaceutica si vede contestare dall'Agenzia delle Entrate la deducibilità dei costi per il noleggio di imbarcazioni, considerate spese di rappresentanza non inerenti. La controversia arriva fino in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, l'azienda aderisce alla definizione agevolata controversie tributarie, pagando quanto dovuto secondo la procedura speciale. Di conseguenza, la Corte Suprema non entra nel merito della questione, ma dichiara semplicemente l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. La lite si chiude quindi con un accordo, senza un vincitore o un vinto.
Continua »
Definizione agevolata: paga il debito e il processo si estingue
Un contribuente impugna due avvisi di accertamento fiscale. Durante il processo in Cassazione, aderisce alla definizione agevolata. Per un anno d'imposta, il pagamento della prima rata determina l'estinzione del giudizio. Per l'altro anno, il pagamento integrale dell'importo dovuto rende il ricorso inammissibile per mancanza di interesse a proseguire. La Corte Suprema chiarisce quindi gli effetti della definizione agevolata e processo tributario in corso, stabilendo che in questi casi le spese legali vengono compensate tra le parti, cioè ognuno paga le proprie.
Continua »
Definizione Agevolata: Pagamento parziale non estingue il giudizio
Un contribuente aderisce a una sanatoria fiscale durante una causa con l'Agenzia delle Entrate, ma non fornisce la prova del pagamento di tutte le rate. La Corte di Cassazione chiarisce che il pagamento parziale non è sufficiente per l'estinzione del giudizio per definizione agevolata. La legge richiede la prova del saldo integrale del debito. Di conseguenza, i giudici non chiudono la causa ma la sospendono, concedendo al contribuente 60 giorni per presentare la documentazione mancante e dimostrare il completo versamento. La lite rimane quindi aperta in attesa di queste prove.
Continua »
Definizione Agevolata: l’Azienda paga e la causa in Cassazione finisce
Una società aveva un contenzioso con un Comune per il pagamento dell'ICI. Mentre la causa era arrivata in Corte di Cassazione, la società ha aderito alla definizione agevolata, una sorta di 'pace fiscale', pagando l'importo richiesto dalla legge speciale. Di conseguenza, la Cassazione ha dichiarato estinto il processo per 'cessazione della materia del contendere'. Poiché il debito era stato risolto tramite la definizione agevolata, non c'era più motivo di litigare. La Corte ha stabilito che, come previsto dalla normativa sulla pace fiscale, ogni parte doveva pagare le proprie spese legali.
Continua »
Fisco, appello inutile: inammissibilità per carenza di interesse
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità per carenza di interesse del ricorso presentato dall'Agenzia delle Entrate contro alcuni contribuenti. La controversia riguardava un diniego di definizione agevolata per imposte di successione. I giudici hanno stabilito che l'appello dell'Amministrazione Finanziaria era diventato inutile, poiché un'altra sentenza, ormai definitiva, aveva già risolto la questione principale tra le stesse parti. Di conseguenza, l'Agenzia non aveva più alcun vantaggio pratico nel proseguire il giudizio. L'appello è stato quindi respinto e l'Agenzia condannata a pagare le spese legali.
Continua »
Pace Fiscale: avvocato chiude lite e batte il Fisco senza sentenza
Un avvocato riceve due avvisi di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate contesta la deducibilità di alcuni costi professionali. Il contribuente vince nei primi due gradi di giudizio, ma l'Agenzia ricorre in Cassazione. Durante il processo, il professionista aderisce alla 'Definizione agevolata liti pendenti', una forma di pace fiscale, e paga quanto dovuto. L'Agenzia non presenta alcun atto di diniego. La Corte di Cassazione, prendendo atto della situazione, dichiara estinto il giudizio. La lite si chiude quindi senza una decisione nel merito, ma grazie all'adesione alla procedura agevolata, con spese legali a carico di chi le ha sostenute.
Continua »
Fisco annulla il debito: l’estinzione del giudizio tributario
Un contribuente impugna una cartella di pagamento e, successivamente, il diniego a una definizione agevolata. Durante il ricorso in Cassazione, l'Agenzia delle Entrate annulla sia il diniego sia la cartella di pagamento originale. A seguito di questo annullamento, la Corte dichiara l'estinzione del giudizio tributario per cessazione della materia del contendere. In pratica, venendo meno il debito, non c'era più nulla su cui decidere. Le spese legali restano a carico di chi le ha anticipate, senza condanne.
Continua »
Accertamento sul caffè: l’azienda paga e chiude la lite col Fisco
Un'azienda di ristorazione contesta un accertamento analitico-induttivo basato sulla presunzione 'pasti-caffè', secondo cui dal numero di caffè venduti si ricaverebbe il numero di pasti. La controversia arriva fino alla Corte di Cassazione, chiamata a decidere sulla legittimità di un accertamento fondato su una singola presunzione. Tuttavia, la Corte non si pronuncia nel merito. L'azienda, infatti, aderisce a una definizione agevolata ('pace fiscale'), pagando una somma ridotta e chiudendo la lite. Di conseguenza, i giudici dichiarano l'estinzione del processo, ponendo fine alla vicenda senza stabilire un principio di diritto sul caso specifico.
Continua »
Socio accusato di evasione: la definizione agevolata chiude il caso
L'Agenzia delle Entrate contesta a una socia di un'azienda edile maggiori redditi, derivanti da ricavi non dichiarati dalla società. L'accertamento fiscale porta a una lunga controversia legale. Tuttavia, il processo si conclude in Cassazione non con una sentenza sul merito, ma con l'estinzione del giudizio. La contribuente, infatti, ha aderito alla cosiddetta **definizione agevolata**, uno strumento che permette di sanare i debiti con il Fisco. La Corte Suprema, prendendo atto dell'accordo tra le parti, dichiara la cessazione della materia del contendere, chiudendo definitivamente il caso. Le spese legali restano a carico di chi le ha sostenute.
Continua »
Cessazione contendere tributario: la pace fiscale chiude il caso
L'Agenzia delle Entrate accerta maggiori redditi in capo a un socio per ricavi non dichiarati dalla sua società. Gli eredi del contribuente proseguono la causa fino in Cassazione. Durante il processo, le parti aderiscono a una definizione agevolata (pace fiscale). La Corte Suprema, prendendo atto dell'accordo, dichiara la cessazione della materia del contendere tributario. Questa decisione pone fine al giudizio, poiché la controversia è stata risolta fuori dal tribunale. Di conseguenza, il processo si estingue e ogni parte paga le proprie spese legali.
Continua »
Rottamazione senza prove: ricorso inammissibile per carenza di interesse
Un socio di una società in accomandita semplice impugna un avviso di accertamento fiscale sui suoi redditi di partecipazione. Durante il processo in Cassazione, il contribuente dichiara di aver aderito alla 'rottamazione ter' per definire la lite, chiedendo di chiudere il caso. Tuttavia, non fornisce la prova del pagamento. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per carenza di interesse sopravvenuta. L'adesione alla sanatoria, anche se non provata nel pagamento, fa venir meno l'interesse a una decisione nel merito, ma l'assenza di prove impedisce di dichiarare l'estinzione del giudizio. Il contribuente perde la causa e le spese legali vengono compensate.
Continua »
Definizione agevolata cartelle di pagamento: vince il contribuente
Una società ha impugnato diverse cartelle di pagamento, chiedendo una riduzione fiscale legata a un evento sismico. Mentre la causa era in corso, ha richiesto di aderire a un condono fiscale. L'Agenzia delle Entrate ha negato l'accesso, sostenendo che le cartelle non fossero atti idonei. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società, stabilendo un principio fondamentale: la **definizione agevolata delle cartelle di pagamento** è ammissibile quando la cartella è il primo e unico atto con cui il Fisco comunica la pretesa al contribuente. In questi casi, la cartella assume natura di atto impositivo e la lite può essere oggetto di condono. Di conseguenza, il diniego dell'Agenzia è stato annullato e la società ha vinto la causa.
Continua »
Definizione Agevolata: Sì anche per cartelle da controllo automatico
Una società impugna una cartella di pagamento derivante da un controllo automatizzato. Mentre la causa è pendente in Cassazione, chiede di aderire alla definizione agevolata liti pendenti. L'Agenzia delle Entrate nega la richiesta, sostenendo che la cartella non sia un 'atto impositivo' ma di mera liquidazione. La Corte di Cassazione ribalta questa visione: se la cartella di pagamento è il primo e unico atto con cui il Fisco comunica la sua pretesa, essa ha natura di atto impositivo. Di conseguenza, la lite è definibile in via agevolata. La Corte accoglie quindi la richiesta della società e dichiara estinto il processo originario.
Continua »
Pace Fiscale: estinzione del giudizio se il debito è saldato
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio fiscale tra l'Agenzia delle Entrate e un contribuente. Il motivo è che il contribuente, durante la causa, ha aderito a una 'pace fiscale', pagando il dovuto tramite definizione agevolata. Ha poi depositato in tribunale la prova del pagamento. La Corte ha quindi preso atto della risoluzione della controversia, stabilendo la fine del processo. Questo principio conferma che l'adesione a una sanatoria fiscale, se provata, comporta l'immediata estinzione del giudizio per definizione agevolata, chiudendo definitivamente la lite.
Continua »
Vecchie tasse annullate: lo stralcio debiti fino a mille euro vince la causa
Una società aveva impugnato alcune cartelle di pagamento per debiti fiscali (TARSU e diritti camerali) inferiori a mille euro e risalenti al periodo 2000-2010. Durante il processo, è intervenuta una nuova legge che ha disposto lo stralcio debiti fino a mille euro per i carichi affidati alla riscossione in quel lasso di tempo. La Corte di Cassazione, prendendo atto della normativa, ha dichiarato la fine del processo per 'cessazione della materia del contendere'. I debiti, infatti, erano stati annullati automaticamente per legge, rendendo inutile proseguire la causa. La Società ha quindi ottenuto di fatto la cancellazione del debito.
Continua »
Pace Fiscale: Contenzioso Annullato e Estinzione Giudizio
Un contribuente aveva impugnato un avviso di liquidazione per una maggiore imposta di registro su una compravendita immobiliare. Mentre la causa era pendente in Cassazione, il contribuente ha aderito alla 'definizione agevolata' (pace fiscale) prevista da una nuova legge, pagando quanto richiesto. L'Agenzia delle Entrate ha quindi chiesto di chiudere il caso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, specificando che i benefici si estendono anche al coobbligato solidale (l'altra parte del contratto) e che le spese legali restano a carico di chi le ha sostenute, come previsto dalla normativa sulla sanatoria.
Continua »
Prezzo-valore per terzi: Fisco nega, ma la lite si estingue
L'Agenzia delle Entrate aveva negato a un contribuente l'applicazione del beneficio fiscale del prezzo-valore su un acquisto immobiliare. La motivazione era che l'acquirente finale non era parte del contratto originario, ma un terzo beneficiario. Il caso è arrivato in Cassazione, ma i giudici non si sono pronunciati nel merito. La controversia si è infatti conclusa prima della decisione perché il contribuente ha aderito a una 'definizione agevolata' (una sorta di pace fiscale), pagando quanto dovuto e chiudendo la lite. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, lasciando la questione di diritto aperta.
Continua »
Pace Fiscale batte il Fisco: estinzione del processo per accordo
Una società aveva ricevuto un avviso di accertamento dall'Agenzia delle Entrate, che riteneva elusiva un'operazione di conferimento d'azienda seguita dalla vendita delle quote. Durante il processo, la società ha aderito a una procedura di definizione agevolata, la cosiddetta 'pace fiscale'. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per pace fiscale. I giudici hanno stabilito che l'adesione a questa procedura, una volta perfezionata, prevale sulla causa in corso e la chiude definitivamente, senza bisogno di una sentenza che stabilisca chi avesse ragione.
Continua »