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Deducibilità canoni leasing IRAP: Terreno deducibile, Fisco perde

Un’azienda si è vista contestare dall’Agenzia delle Entrate la piena deduzione dei canoni di leasing di un immobile ai fini IRAP. Il Fisco sosteneva che la quota del canone relativa al terreno sottostante non fosse deducibile, applicando una regola valida per l’IRES. La Corte di Cassazione ha dato ragione all’azienda, chiarendo il principio sulla deducibilità canoni leasing IRAP. Per questa imposta, vale la regola della derivazione dal bilancio: se il costo è correttamente appostato nel conto economico, è deducibile. La limitazione prevista per l’IRES non si estende all’IRAP. Di conseguenza, l’intero canone, ad eccezione della quota interessi, è deducibile. L’azienda ha vinto la causa.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 6492 Anno 2023
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Pubblicato il 27 aprile 2026 in Giurisprudenza Tributaria

Canoni di leasing e IRAP: quando il bilancio conta più del terreno

La corretta determinazione della base imponibile per le imposte è un tema centrale per ogni azienda. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito un aspetto fondamentale in materia di deducibilità canoni leasing IRAP, stabilendo una netta differenza rispetto alle regole valide per l’IRES. La vicenda riguarda un’azienda che aveva dedotto per intero il costo del leasing di un fabbricato strumentale, scontrandosi con l’interpretazione restrittiva dell’Agenzia delle Entrate. La decisione finale dei giudici ha premiato l’impostazione contabile della società, basata sul principio di derivazione dal bilancio.

La vicenda: un immobile in leasing e due imposte diverse

Il caso nasce da un avviso di accertamento notificato a un’azienda di trasporti. L’Agenzia delle Entrate contestava l’indebita deduzione, ai fini IRAP, della quota del canone di leasing di un immobile imputabile al valore del terreno sottostante. Secondo il Fisco, questa quota non poteva essere sottratta dalla base imponibile. L’azienda, invece, aveva dedotto l’intero importo del canone, ritenendo che le regole per l’IRAP fossero diverse da quelle previste per l’IRES (l’imposta sul reddito delle società), dove tale separazione tra valore del fabbricato e valore del terreno è invece richiesta per legge.

La tesi del Fisco: estendere le regole IRES all’IRAP

L’Agenzia delle Entrate basava la sua pretesa su una norma specifica (l’articolo 36 del d.l. 223/2006) che, ai fini IRES, stabilisce l’indeducibilità dei costi relativi ai terreni su cui sorgono i fabbricati strumentali. Secondo l’amministrazione finanziaria, questa regola doveva essere applicata per analogia anche al calcolo dell’IRAP. In pratica, il Fisco sosteneva che l’azienda avrebbe dovuto scorporare dal canone di leasing la parte teorica riferibile al terreno e considerarla un costo non deducibile, aumentando così l’imposta dovuta.

La difesa dell’azienda e la centralità del bilancio

L’azienda ha sempre sostenuto una tesi opposta. La normativa sull’IRAP (in particolare l’articolo 5 del d.lgs. 446/1997, come modificato dalla Legge Finanziaria 2008) stabilisce che la base imponibile si determina partendo dai dati del conto economico redatto secondo le norme del codice civile. Questo è il cosiddetto ‘principio di derivazione’. Salvo alcune specifiche eccezioni previste dalla legge, i costi correttamente iscritti a bilancio sono deducibili. Poiché il canone di leasing era interamente e correttamente registrato come costo nel conto economico, l’azienda riteneva di avere il diritto di dedurlo integralmente.

Le motivazioni: la netta separazione tra IRES e IRAP sulla deducibilità canoni leasing IRAP

La Corte di Cassazione ha accolto pienamente la tesi dell’azienda, respingendo il ricorso dell’Agenzia delle Entrate. I giudici hanno affermato un principio di diritto molto chiaro: la Legge Finanziaria 2008 ha introdotto una netta separazione tra le regole per la determinazione della base imponibile IRES e quelle per l’IRAP. Per l’IRAP, il criterio fondamentale è la derivazione diretta dal bilancio d’esercizio. La norma che impone di sterilizzare il costo del terreno ai fini IRES non è richiamata dalla disciplina IRAP e, pertanto, non può essere applicata. La deducibilità canoni leasing IRAP segue quindi le risultanze del conto economico.

Le conclusioni: vince il principio di derivazione

La sentenza stabilisce che il canone di un leasing immobiliare, se correttamente appostato nelle voci rilevanti del conto economico, è integralmente deducibile ai fini IRAP. L’unica eccezione, esplicitamente prevista dalla legge, riguarda la quota di interessi passivi, che resta indeducibile. Questa decisione conferma che la quota del canone riferibile al terreno sottostante al fabbricato non deve essere scorporata e può essere legittimamente dedotta. Vince l’azienda e, con essa, il principio di derivazione dal bilancio come cardine del sistema di calcolo dell’IRAP.

La quota del canone di leasing relativa al terreno è deducibile ai fini IRAP?
Sì, la Cassazione ha stabilito che, a differenza dell’IRES, per l’IRAP l’intero canone di leasing immobiliare (esclusi gli interessi) è deducibile, anche per la parte riferibile al terreno.

Qual è il principio fondamentale per calcolare la base imponibile IRAP?
Il principio chiave è quello della ‘derivazione dal bilancio’. I costi e i ricavi validi per l’IRAP sono quelli che risultano correttamente iscritti nel conto economico, salvo specifiche eccezioni di legge.

Le regole di deducibilità dei costi sono le stesse per IRES e IRAP?
No. Questa sentenza conferma che esistono regole diverse. In particolare, una limitazione alla deducibilità prevista per l’IRES, come quella per i terreni, non si applica automaticamente all’IRAP.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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