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Legge 119/2018 — Anno 2022

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417 provvedimenti

Altri anni per Legge 119/2018

Definizione agevolata: il pagamento di uno libera tutti
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione la decisione tributaria favorevole a una Società e ad alcuni Acquirenti coobbligati circa la valutazione di terreni compravenduti. Durante il giudizio di legittimità, la Società ha presentato domanda di definizione agevolata della lite ai sensi del D.L. n. 119/2018. Il Presidente di Sezione ha dichiarato l'estinzione del processo con apposito decreto. Alcuni contribuenti hanno chiesto la revoca del decreto e la trattazione della causa. La Corte di Cassazione ha confermato l'estinzione: la definizione agevolata perfezionata da un solo debitore solidale produce effetti liberatori a favore di tutti gli altri coobbligati.
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Cartella e Fisco: via libera alla definizione agevolata
Una società impugna una cartella di pagamento emessa a seguito di controllo automatizzato per imposte dichiarate ma non versate. Durante il contenzioso, la contribuente presenta istanza di pace fiscale per chiudere la vertenza. L'Agenzia delle Entrate rigetta la richiesta sostenendo che i debiti da liquidazione automatica non possono rientrare nella sanatoria. La società contesta il rifiuto davanti alla Corte di Cassazione. I giudici di legittimità accolgono il ricorso della contribuente, annullando il diniego dell'amministrazione. La Suprema Corte stabilisce che la definizione agevolata della cartella è pienamente legittima quando tale atto costituisce la prima e unica comunicazione formale della pretesa tributaria.
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Definizione agevolata: stop al diniego del Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di liquidazione a una società in seguito a una pronuncia giudiziaria che rideterminava il valore imponibile di un'imposta. Il Fisco riteneva non scaduti i termini, mentre la contribuente invocava la decadenza. Nelle more del giudizio in Cassazione, la società ha presentato istanza di definizione agevolata della controversia. L'Ufficio ha rigettato la richiesta, qualificando il provvedimento come atto di mera liquidazione e dunque escluso dalla sanatoria. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società. I giudici hanno chiarito che l'atto non costituiva un semplice calcolo matematico, ma un vero atto impositivo, poiché la precedente sentenza aveva accertato unicamente il valore del bene e non l'intero rapporto fiscale. I magistrati hanno perciò accolto l'impugnazione contro il diniego, convalidato la definizione agevolata e dichiarato estinto il contenzioso.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: Fisco fermato
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società assicurativa la deducibilità di riserve sinistri per milioni di euro, emettendo tre avvisi di accertamento IRES e IRAP per l'anno 2004. La contribuente ha impugnato gli atti e ottenuto ragione nei primi due gradi di giudizio. L'Amministrazione finanziaria ha quindi presentato ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la società ha presentato domanda di definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi del D.L. 119/2018, versando gli importi previsti. L'ente impositore non ha notificato alcun diniego entro i termini di legge e nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione della causa. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio e la cessazione della materia del contendere, disponendo che ciascuna parte sostenga le spese processuali anticipate.
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Definizione agevolata della lite: stop al fisco in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società e ai soci la mancata dichiarazione di ricavi per diverse annualità, richiedendo il pagamento di maggiori imposte. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la causa è approdata dinanzi alla Corte di Cassazione. I contribuenti hanno quindi presentato la domanda di definizione agevolata della lite prevista dalla legge speciale, versando regolarmente la prima rata. L'Amministrazione finanziaria non ha respinto la richiesta entro i termini previsti e nessuna delle parti ha chiesto la discussione della causa. La Suprema Corte ha pertanto dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese del processo sono rimaste a carico di chi le aveva anticipate.
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Mediazione tributaria e spese di lite: chi paga dopo l’autotutela
La vicenda nasce dall'impugnazione di alcune ingiunzioni di pagamento per la tassa automobilistica. La contribuente ha avviato la procedura di reclamo. L'ente di riscossione ha quindi annullato gli atti in autotutela entro il termine di novanta giorni. Nonostante l'annullamento, la controversia è giunta dinanzi ai giudici regionali, i quali hanno dichiarato cessata la materia del contendere, condannando però l'ente riscossore al rimborso delle spese legali. L'agente della riscossione ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo l'illegittimità della condanna alle spese dopo il tempestivo ritiro degli atti. La Suprema Corte ha ravvisato la particolare rilevanza della questione riguardante l'istituto della mediazione tributaria e spese di lite, rimettendo la decisione finale alla Quinta Sezione Civile per una valutazione approfondita.
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Fisco contro impresa: la definizione agevolata tributaria
L'Agenzia delle Entrate richiedeva a una società commerciale il pagamento di maggiori imposte IVA e IRES. Il contenzioso è approdato davanti alla Corte di Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, l'impresa ha presentato domanda per accedere alla definizione agevolata tributaria, versando la prima rata prevista dalla norma. L'ente impositore non ha sollevato obiezioni né ha presentato istanze di prosecuzione entro i termini fissati dalla legge. La Suprema Corte ha preso atto dell'accordo e ha dichiarato l'estinzione del processo per chiusura della lite. La società ha così estinto la pendenza fiscale senza ulteriori spese processuali aggiuntive.
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Definizione agevolata: stop alla lite tra fisco e imprese
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole a due società commerciali riguardante la deducibilità di oneri pluriennali per locazioni immobiliari. Durante il giudizio di Cassazione, le società hanno aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie, presentando la relativa domanda e pagando quanto dovuto. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione del giudizio entro i termini di legge e non è intervenuto alcun diniego da parte dell'amministrazione finanziaria, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Le spese giudiziarie sono rimaste a carico delle parti che le hanno anticipate, confermando l'efficacia della pace fiscale per chiudere definitivamente il contenzioso con il fisco.
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Prescrizione della pretesa tributaria: Fisco vince contro eredi
L'Agenzia delle Entrate notificava ad alcuni eredi un avviso di accertamento per imposte non pagate dal defunto. Dopo un lungo contenzioso, la Cassazione annullava con rinvio la decisione d'appello, ma nessuna parte riassumeva la causa nei termini, determinando l'estinzione del giudizio. L'atto impositivo diventava così definitivo. Successivamente, il Fisco notificava le cartelle di pagamento. Gli eredi eccepivano la prescrizione della pretesa tributaria, accolta dai giudici d'appello. La Cassazione ribalta la decisione: se il giudizio si estingue per mancata riassunzione, la definitività dell'accertamento decorre dalla scadenza del termine per riassumere. Da quel momento inizia a decorrere il termine di prescrizione della pretesa tributaria, che è quello ordinario decennale. Il ricorso del Fisco viene accolto.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop al fisco
L'Agenzia delle Entrate aveva notificato a una società un avviso di accertamento per il recupero di imposte relative all'anno 2005. Durante il giudizio di Cassazione, la società e i soci hanno richiesto la definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del d.l. n. 119/2018, pagando l'importo dovuto. L'ufficio finanziario ha confermato la regolarità della procedura e ha chiesto la chiusura del caso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Rinuncia al ricorso: il Fisco si ferma e cancella le spese
La Società e il Socio hanno impugnato gli avvisi di accertamento per imposte dirette e indirette. Successivamente, i contribuenti hanno aderito alla definizione agevolata delle pendenze tributarie, pagando quanto dovuto. Di conseguenza, hanno depositato formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta rinuncia al ricorso, senza condanna alle spese poiché l'Amministrazione Finanziaria non ha svolto attività difensiva. Inoltre, i giudici hanno escluso il pagamento del doppio contributo unificato, in quanto la causa di estinzione è sopravvenuta rispetto alla presentazione del ricorso.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: il Fisco si ferma
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a una società per tasse non pagate nel 2009. L'atto è stato inviato anche a Il Contribuente come responsabile in solido. Dopo i rifiuti dei primi giudici, Il Contribuente ha fatto ricorso in Cassazione. Durante il processo, Il Contribuente ha richiesto la definizione agevolata delle liti fiscali e ha pagato la prima rata. Poiché l'ufficio non ha respinto la domanda e nessuna parte ha chiesto di continuare la causa, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Il Contribuente chiude così la pendenza con il Fisco pagando quanto previsto dalla sanatoria.
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Definizione agevolata delle controversie: stop alla lite fiscale
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato a una società un avviso di accertamento per rettificare la dichiarazione IVA. Dopo i primi due gradi di giudizio favorevoli alla contribuente, l'ufficio ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società ha presentato domanda di definizione agevolata delle controversie ai sensi del decreto-legge n. 119/2018, pagando l'importo dovuto tramite modello F24. Poiché l'ufficio non ha notificato alcun diniego né presentato istanza di trattazione entro i termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese del processo estinto sono rimaste a carico della parte che le ha anticipate.
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Auto di lusso contro Fisco: la definizione agevolata chiude la lite
L'Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi di accertamento basati sul redditometro nei confronti di un contribuente, rilevando una forte sproporzione tra i redditi dichiarati e il possesso di beni di lusso, tra cui una vettura sportiva e diverse case. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, il contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il ricorrente ha aderito alla definizione agevolata, pagando le somme dovute e rinunciando ai giudizi pendenti. Poiché l'ufficio non ha notificato alcun diniego, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, la controversia si è conclusa definitivamente grazie alla definizione agevolata, con le spese di giudizio che restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: la Cassazione frena il Fisco sul diniego
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che annullava una cartella di pagamento per IVA e IRES emessa contro una società. La controversia è stata sospesa poiché la società ha richiesto la definizione agevolata della lite. Successivamente, l'ufficio finanziario ha negato il condono, spingendo la contribuente a impugnare il diniego. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo. I giudici hanno ritenuto necessario acquisire informazioni precise dall'amministrazione finanziaria sui versamenti effettuati dalla società prima di poter decidere sul ricorso principale.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite chiusa
Una controversia fiscale tra l'Amministrazione Finanziaria e due società contribuenti, riguardante avvisi di accertamento per IVA e IRES, si è conclusa positivamente grazie alla definizione agevolata delle controversie tributarie. Dopo che i giudici di secondo grado avevano dato ragione alle società, l'ente pubblico ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, le società hanno presentato domanda per la sanatoria prevista dalla legge, pagando quanto dovuto. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione del giudizio entro i termini di legge e l'ufficio fiscale ha confermato il regolare pagamento, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, ponendo fine alla disputa.
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Definizione agevolata: il silenzio che cancella il debito fiscale
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione dei giudici tributari favorevole a una Società in merito a un accertamento fiscale. Durante il giudizio di Cassazione, la Società ha richiesto la definizione agevolata della controversia. Poiché nessuna delle parti ha presentato l'istanza di trattazione entro il termine stabilito del 31 dicembre 2020, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Le spese giudiziarie sono rimaste a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: il fisco non può negarla senza verifiche
L'Amministrazione Finanziaria ha negato a un'Azienda la definizione agevolata di una controversia tributaria, ritenendo che la lite, riguardando un precedente diniego di condono, non fosse definibile. La Corte di Cassazione, esaminando il ricorso della Società Socia (subentrata all'Azienda cancellata), ha ritenuto fondato il ricorso contro il diniego. Tuttavia, per verificare la regolarità dei pagamenti e dei tempi, ha disposto il rinvio della causa a una pubblica udienza per una decisione definitiva.
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Definizione agevolata: il silenzio del Fisco estingue la lite
Una società immobiliare impugnava gli avvisi di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate contestava l'occultamento di ricavi derivanti dalla vendita di immobili. Durante la causa in Cassazione, la società presentava domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018. Poiché l'Amministrazione finanziaria non notificava alcun provvedimento di diniego entro i termini di legge e nessuna delle parti richiedeva la prosecuzione del giudizio, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Le spese del giudizio sono state poste a carico di chi le ha anticipate, senza l'applicazione del raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: il fisco si ferma e la lite si estingue
Una società concessionaria di auto impugnava un avviso di accertamento relativo a imposte IRES, IRAP e IVA per l'anno 2004. Il fisco contestava la deducibilità dei costi sostenuti per la ristrutturazione e l'ampliamento di un immobile preso in locazione. Durante il giudizio in Cassazione, promosso dall'Agenzia delle Entrate, la società ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018, provvedendo al pagamento integrale di quanto dovuto. L'amministrazione finanziaria ha confermato la regolarità della procedura. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato estinto il processo per cessazione della materia del contendere, lasciando le spese a carico di chi le ha anticipate.
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