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Legge 119/2018 — Anno 2022

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417 provvedimenti

Altri anni per Legge 119/2018

Definizione agevolata: il fisco si ferma e il processo si estingue
Una società contribuente ha impugnato un avviso di liquidazione per tasse non pagate. Durante la causa, la società ha aderito alla definizione agevolata, pagando il dovuto e chiedendo la sospensione del processo. Tuttavia, nessuna delle parti ha presentato la richiesta per riprendere il giudizio entro la scadenza di legge del 31 dicembre 2020. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per inattività, compensando le spese tra le parti. La definizione agevolata ha così chiuso definitivamente la controversia fiscale senza ulteriori strascichi giudiziari.
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Sospensione dei termini di impugnazione: Fisco sconfitto
L'Agenzia delle Entrate aveva riqualificato un contratto di affitto di un terreno per impianti fotovoltaici, stipulato da una società di rete elettrica, in una concessione di diritto di superficie, richiedendo maggiori imposte. Dopo la decisione favorevole alla società in appello, il Fisco ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché presentato oltre i termini di legge. I giudici hanno chiarito che la sospensione straordinaria dei termini prevista per la definizione delle liti tributarie non è cumulabile con la ordinaria sospensione feriale estiva in caso di sovrapposizione dei periodi. Di conseguenza, la sospensione dei termini di impugnazione calcolata dal Fisco era errata, rendendo il ricorso tardivo. Vince definitivamente la società, mentre l'Agenzia delle Entrate viene condannata a pagare le spese di giudizio.
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Definizione agevolata delle liti: come chiudere la causa
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento fiscale. Durante il giudizio in Cassazione, ha richiesto la definizione agevolata delle liti ai sensi del d.l. 119/2018, pagando la prima rata e depositando i documenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: la fine della lite tra Fisco e contribuente
Una contribuente impugna due cartelle di pagamento emesse dall'Amministrazione Finanziaria a seguito di un controllo formale. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, l'Amministrazione Finanziaria propone ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente decide di aderire alla definizione agevolata della controversia, pagando l'importo previsto dalla legge. Di conseguenza, l'ente pubblico chiede l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese del processo rimangono a carico di chi le ha anticipate, come previsto dalla normativa sul contenzioso tributario.
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Definizione agevolata: il Fisco si ferma e le spese si azzerano
Una società edile e i suoi soci impugnavano quattro avvisi di accertamento per IRPEF, IRAP e IVA. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, l'Agenzia delle Entrate proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, i contribuenti presentavano domanda per la definizione agevolata della controversia, pagando gli importi previsti dalla legge. L'Agenzia delle Entrate chiedeva quindi l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese processuali rimangono a carico di chi le ha anticipate, come previsto dalla legge per i casi di definizione agevolata delle pendenze tributarie.
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Definizione agevolata: sì alla sospensione, no all’estinzione
Un'azienda ha impugnato un avviso di accertamento fiscale e, durante il giudizio in Cassazione, ha chiesto l'estinzione del processo per aver aderito alla definizione agevolata delle cartelle esattoriali. L'azienda ha dimostrato di aver pagato interamente le rate di una cartella, ma per una seconda cartella il piano di rateizzazione era ancora in corso, con diverse rate residue da saldare. La Corte di Cassazione ha stabilito che non si può dichiarare l'estinzione del giudizio finché non viene fornita la prova dell'integrale pagamento di tutte le rate previste. Di conseguenza, i giudici hanno deciso di non chiudere definitivamente la causa, ma di disporre la sospensione del processo fino al completo perfezionamento dei pagamenti.
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Definizione agevolata: negata per cartelle di mera riscossione
Una socia impugna una cartella di pagamento derivante da un avviso di accertamento personale non opposto nei termini. La Commissione Tributaria Regionale annulla la cartella ritenendo che l'annullamento degli accertamenti della società travolga anche quello della socia. L'Amministrazione Finanziaria nega la definizione agevolata richiesta dalla contribuente e ricorre in Cassazione. La Suprema Corte rigetta l'impugnazione contro il diniego di sanatoria, chiarendo che la definizione agevolata non si applica alle cartelle di mera riscossione basate su atti ormai definitivi. Inoltre, accoglie il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria poiché il giudice d'appello ha deciso oltre le richieste delle parti (extra petita), annullando la sentenza senza rinvio e dichiarando inammissibile il ricorso originario della contribuente.
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Definizione agevolata della lite: fisco ko e processo estinto
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza d'appello che annullava un avviso di accertamento e una cartella di pagamento emessi contro i soci di una società cessata. Durante il giudizio di Cassazione, i contribuenti hanno richiesto e ottenuto la definizione agevolata della lite ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018. Di conseguenza, l'amministrazione finanziaria ha chiesto l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese di giudizio rimangono a carico di chi le ha anticipate. I contribuenti ottengono così la chiusura definitiva della controversia fiscale.
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Definizione agevolata: stop alla lite tra azienda e fisco
Una società contribuente impugnava una cartella di pagamento IRES, contestando il diniego di agevolazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del Decreto Legge numero 119 del 2018, provvedendo al pagamento integrale di quanto dovuto nei termini previsti. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'avvenuto pagamento e ha dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere. Le spese del giudizio sono state poste a carico della parte che le ha anticipate, escludendo inoltre il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: il Fisco si arrende e la lite si estingue
L'amministrazione finanziaria ha impugnato la decisione favorevole ottenuta da una società in liquidazione riguardante una cartella di pagamento IRES. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018, pagando integralmente gli importi dovuti. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere. Le spese di giudizio sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, conformemente alla normativa sulla sanatoria fiscale.
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Tariffe forensi minime: il giudice non può tagliarle al vincitore
La Contribuente ha impugnato la decisione del Tribunale che aveva liquidato le spese di giudizio in modo forfettario e al di sotto delle tariffe forensi minime, compensando inoltre le spese nei confronti del Comune e della Prefettura. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso. Ha stabilito che il giudice non può liquidare i compensi dell'avvocato sotto la soglia delle tariffe forensi minime senza motivazione. Inoltre, ha chiarito che se l'annullamento della cartella esattoriale dipende esclusivamente dall'inerzia dell'Agente della Riscossione, che ha fatto prescrivere il credito, non si applica il principio di solidarietà per le spese di lite con l'Ente Impositore. Di conseguenza, le spese gravano solo sull'Agente della Riscossione.
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Definizione agevolata: il ritardo non cancella la pace fiscale
L'Agenzia delle Entrate aveva emesso avvisi di accertamento sintetico nei confronti di un contribuente per il possesso di alcuni veicoli. Durante il giudizio di Cassazione, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla pace fiscale, pagando quanto dovuto. La Suprema Corte ha chiarito che il termine per depositare l'istanza di sospensione non è perentorio ma ordinatorio. Di conseguenza, non essendoci stata richiesta di trattazione entro i termini di legge e in assenza di diniego da parte dell'ufficio, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per intervenuta definizione agevolata, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: stop al processo
Un contribuente e l'Agenzia delle Entrate si scontravano in giudizio per accertamenti relativi a Irpef, Irap e Iva. Durante la pendenza del ricorso in Cassazione, il contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata delle liti tributarie, pagando quanto dovuto e depositando la documentazione. Poiché l'ufficio finanziario non ha sollevato obiezioni, la Corte di Cassazione ha preso atto del perfezionamento della sanatoria. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio, con compensazione delle spese processuali che restano a carico di chi le ha anticipate.
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Rivalutazione dei terreni: la vendita sotto costo non fa perdere il bonus
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a una società e ai suoi soci la plusvalenza derivante dalla vendita di terreni edificabili. I contribuenti avevano effettuato la rivalutazione dei terreni pagando l'imposta sostitutiva sulla base di una perizia giurata, ma avevano poi venduto i beni a un prezzo inferiore rispetto al valore periziato. L'ufficio pretendeva di calcolare la plusvalenza partendo dal vecchio valore storico di acquisto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco. I giudici hanno stabilito che la vendita a un prezzo inferiore rispetto a quello della perizia non fa perdere l'agevolazione fiscale. Di conseguenza, l'Amministrazione Finanziaria non può ignorare il valore rivalutato, a meno che non dimostri che la stima iniziale fosse falsa. La società ha quindi vinto la causa, mentre per i soci è stata dichiarata l'estinzione del giudizio per adesione alla pace fiscale.
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Definizione agevolata: il Fisco tace e il contribuente vince
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro la decisione favorevole a un contribuente in materia di IRPEF, IRAP e IVA. Nelle more del giudizio, il contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto-legge n. 119 del 2018, pagando la prima rata e depositando la relativa documentazione. L'amministrazione finanziaria non ha presentato obiezioni. La Corte di Cassazione, preso atto del perfezionamento della procedura, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, lasciando le spese di lite a carico di chi le ha anticipate. Il contribuente ottiene così la chiusura definitiva della pendenza tributaria.
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Definizione agevolata: l’Azienda cancella il debito tributario
L'Azienda ha impugnato un atto di recupero crediti emesso dall'Agenzia delle Entrate per presunte irregolarità nei pagamenti IVA. Durante la causa, L'Azienda ha richiesto l'accesso alla definizione agevolata per chiudere la pendenza tributaria. La Corte di Cassazione ha preso atto del regolare pagamento delle somme previste dal condono e ha dichiarato l'estinzione del giudizio principale per cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, il ricorso collegato contro il precedente diniego è stato dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. Le spese del giudizio estinto restano a carico di chi le ha anticipate, escludendo inoltre il raddoppio del contributo unificato per i ricorrenti.
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Definizione agevolata delle controversie: stop alla lite col Fisco
Una società ha presentato ricorso in Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate per contestare un avviso di accertamento sulle imposte sui redditi. Durante il giudizio, la società si è avvalsa della definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti, pagando quanto dovuto secondo le norme di favore. L'Agenzia delle Entrate ha confermato la regolarità della procedura. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di giudizio tra le parti.
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