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Legge 111/2011

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177 provvedimenti

Basso reddito e Gestione Separata: Avvocato vince contro l’INPS
La Corte di Cassazione ha stabilito che non sussiste un automatico obbligo di iscrizione alla Gestione Separata per un avvocato che, pur iscritto all'albo, non versa i contributi alla Cassa Forense a causa di un reddito inferiore alla soglia minima. Il fattore decisivo non è il mancato versamento alla cassa di categoria, ma il carattere 'abituale' dell'attività svolta. Nel caso specifico, il reddito molto basso è stato considerato un forte indizio del carattere meramente occasionale dell'attività professionale. Di conseguenza, la richiesta di contributi da parte dell'Ente Previdenziale è stata respinta, confermando che l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata richiede una valutazione concreta della professionalità e continuità del lavoro, non un mero automatismo basato sul reddito.
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Decadenza Ricalcolo Pensione: Diritto senza Scadenza ma Causa Persa
Un pensionato ha fatto causa all'Ente Previdenziale per ottenere il ricalcolo della sua pensione, in godimento dal 2003. I giudici avevano respinto la sua richiesta per superamento del termine di tre anni. La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della decadenza ricalcolo pensione, richiamando un principio importante: il termine di decadenza non si applica quando si chiede solo l'adeguamento dell'importo di una prestazione già riconosciuta, a causa di un errore di calcolo. Nonostante questo principio sembrasse favorevole al cittadino, la Corte ha comunque rigettato il suo ricorso, condannandolo al pagamento delle spese legali. La decisione finale è stata quindi sfavorevole al pensionato.
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Addizionale bonus manager: i limiti della tassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro un contribuente in merito al rimborso dell'**addizionale bonus manager** del 10% sui compensi variabili. La disputa riguarda l'interpretazione dell'art. 33 del D.L. 78/2010: il contribuente sostiene che la tassa si applichi solo sulla quota eccedente il triplo della retribuzione fissa, mentre il fisco ipotizza un ampliamento della base imponibile dovuto a norme successive. Data la complessità della questione e la connessione con altri procedimenti, la Corte ha rinviato la causa alla Sezione Tributaria per una trattazione ordinaria.
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Condono fiscale e sospensione termini appello
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una sentenza che dichiarava inammissibile un appello per presunta tardività. Il cuore della questione riguarda l'applicazione del condono fiscale previsto dal D.L. 98/2011, che dispone la sospensione automatica dei termini d'impugnazione fino al 30 giugno 2012 per le liti definibili. Poiché la controversia riguardava avvisi di accertamento di valore inferiore a 20.000 euro, la sospensione operava di diritto, rendendo tempestivo l'appello notificato entro i nuovi termini ricalcolati.
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Decadenza lavoratori agricoli: guida alla notifica
La Corte di Cassazione conferma la decadenza lavoratori agricoli in un caso di cancellazione dagli elenchi nominativi per gli anni 2004-2007. I giudici chiariscono che la notifica telematica tramite sito INPS, introdotta nel 2011, è valida anche per periodi di lavoro antecedenti, determinando il termine per impugnare il provvedimento.
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Gestione Separata INPS: obbligo per professionisti
Un ingegnere ha contestato la sua iscrizione obbligatoria alla Gestione Separata INPS, sostenendo che il versamento del solo contributo integrativo alla sua cassa professionale fosse sufficiente a esonerarlo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'iscrizione alla Gestione Separata è obbligatoria per i professionisti che non versano il contributo soggettivo, poiché il contributo integrativo ha natura solidaristica e non crea una posizione previdenziale individuale.
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Decadenza previdenziale: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, confermando la decisione della Corte d'Appello a favore di una lavoratrice agricola. Il caso verteva sulla decadenza previdenziale per l'impugnazione di un provvedimento di disconoscimento di giornate lavorative. La Suprema Corte ha ribadito che, nel periodo tra il 21 dicembre 2008 e il 5 luglio 2011, la norma che prevedeva tale termine di decadenza era stata abrogata, rendendo tempestiva e legittima l'azione della lavoratrice, il cui provvedimento era stato emesso proprio in quel lasso di tempo.
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Settore finanziario e surtax: definizione estesa
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31080/2023, ha stabilito che la nozione di 'settore finanziario' ai fini dell'applicazione della surtax del 10% su bonus e stock option è ampia e non limitata ai soli intermediari vigilati dal Testo Unico Bancario. Di conseguenza, anche le società di consulenza finanziaria rientrano nell'ambito di applicazione della norma, in quanto le loro politiche retributive possono generare effetti distorsivi per il mercato. La Corte ha cassato la decisione del giudice di merito che aveva escluso tale applicabilità, basandosi su una interpretazione teleologica e socio-economica della norma, volta a prevenire rischi per la stabilità finanziaria.
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Acquisizione sanante: giurisdizione e stima del bene
Un Comune ricorre in Cassazione contro la decisione della Corte d'Appello che aveva determinato l'indennità per una acquisizione sanante. La Suprema Corte rigetta il ricorso, confermando che la giurisdizione su tutte le controversie relative all'indennizzo ex art. 42-bis spetta in unico grado alla Corte d'Appello. Ribadisce inoltre la correttezza della stima basata sul valore venale del bene, che considera anche le sue potenzialità intermedie (tertium genus), e chiarisce che l'accoglimento parziale della domanda non configura soccombenza reciproca ai fini delle spese legali.
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Giurisdizione controversie lavoro: il caso NATO
Un cittadino bosniaco, assunto localmente dal contingente militare italiano in Bosnia, ha promosso una causa per differenze retributive. La Corte di Cassazione ha confermato il difetto di giurisdizione dei tribunali italiani, stabilendo che per le controversie di lavoro di civili impiegati da forze NATO, la competenza spetta ai giudici dello Stato ospitante (Bosnia), in applicazione della Convenzione di Londra. Si tratta di un'importante pronuncia sulla giurisdizione nelle controversie di lavoro connesse a missioni internazionali.
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Addizionale settore finanziario: nozione e confini
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28199/2023, ha chiarito l'ambito di applicazione dell'addizionale del 10% sui bonus erogati nel settore finanziario. Il caso riguardava un dirigente di una società di consulenza finanziaria che contestava l'applicazione della tassa sui suoi emolumenti variabili. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che la nozione di "settore finanziario" è ampia e basata su un criterio socio-economico, non limitata agli intermediari vigilati dal Testo Unico Bancario. L'addizionale settore finanziario si applica quindi anche a quelle società, come quelle di consulenza, che pur non essendo soggette a vigilanza, possono influenzare la stabilità del mercato con le loro attività.
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Imposta unica scommesse: Cassazione e operatori esteri
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un bookmaker estero, confermando l'assoggettamento all'imposta unica scommesse anche per gli operatori privi di concessione che raccolgono gioco in Italia. La Corte ha escluso violazioni del diritto UE, ribadendo che la tassazione si applica a chiunque operi sul territorio nazionale, basandosi sul principio di territorialità e sulla solidarietà passiva tra il bookmaker e i centri di trasmissione dati. La decisione sottolinea come la normativa non sia discriminatoria e sia giustificata da motivi di interesse generale.
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Definizione agevolata: sì anche senza atto impositivo
La Corte di Cassazione ha stabilito che la definizione agevolata delle liti fiscali, ai sensi della L. 130/2022, si applica a tutte le controversie pendenti, anche se non derivanti da un tradizionale atto impositivo. Nel caso specifico, relativo alla restituzione di un rimborso fiscale, la Corte ha accolto l'opposizione del contribuente al diniego dell'Agenzia delle Entrate, dichiarando estinto il giudizio. La decisione si fonda sulla finalità deflattiva della norma, che mira a ridurre il contenzioso in Cassazione, superando i più restrittivi requisiti delle precedenti sanatorie.
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Gestione Separata: obbligo anche sotto i 5.000€
Un ente previdenziale ha impugnato una sentenza che esonerava un avvocato dal versamento dei contributi alla Gestione Separata, dato un reddito annuo inferiore a 5.000 euro. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il basso reddito non è di per sé sufficiente a qualificare un'attività come occasionale. Il criterio determinante è l'abitualità dell'esercizio professionale, che va valutata considerando anche altri elementi, come l'iscrizione all'albo. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Occultamento doloso debito e quadro RR: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, stabilendo che l'omessa compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non costituisce automaticamente un occultamento doloso del debito contributivo. Di conseguenza, il termine di prescrizione quinquennale non viene sospeso se l'ente non fornisce prove concrete dell'intento fraudolento del contribuente. Il debito è stato quindi dichiarato prescritto.
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Definizione agevolata socio: la difesa è autonoma
Una socia di una società di persone ha ricevuto un avviso di accertamento basato sul reddito della società. Quest'ultima aveva chiuso la controversia con una definizione agevolata. La Corte di Cassazione ha stabilito che la scelta della società non vincola la socia, la quale mantiene il pieno diritto di contestare autonomamente l'accertamento. Viene quindi affermato un principio chiave: la definizione agevolata del socio è indipendente e la sua posizione fiscale è autonoma rispetto a quella dell'ente collettivo.
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Decadenza previdenziale: la nuova legge non è retroattiva
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di decadenza previdenziale. Un nuovo termine di decadenza, introdotto da una legge successiva, si applica anche alle situazioni preesistenti, ma la sua decorrenza inizia solo dalla data di entrata in vigore della nuova norma. Nel caso di specie, la richiesta di una pensionata per il riconoscimento di vecchi contributi, presentata nel 2012, non poteva essere considerata decaduta in base a una legge del 2011, poiché il termine non era ancora trascorso. La sentenza di appello è stata quindi annullata.
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Assunzione in società pubblica: no conversione senza concorso
La Corte di Cassazione ha stabilito che la violazione della regola del concorso pubblico per l'assunzione in società pubblica determina la nullità del contratto di lavoro. Di conseguenza, anche in presenza di un utilizzo abusivo di contratti a termine, non è possibile la conversione del rapporto in uno a tempo indeterminato. Questa decisione ribadisce la natura imperativa delle norme sul reclutamento nel settore pubblico allargato, finalizzate a garantire trasparenza e imparzialità.
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Neutralizzazione contributi: come ricalcolare la pensione
Un pensionato ha ottenuto la riliquidazione della sua pensione di anzianità grazie al principio di neutralizzazione contributi. La Corte d'Appello, in sede di rinvio dalla Cassazione, ha confermato il diritto di escludere dal calcolo i contributi figurativi dannosi, maturati dopo aver raggiunto il requisito massimo. La decisione ha però limitato il pagamento degli arretrati agli ultimi tre anni a causa della decadenza triennale.
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Decadenza riliquidazione pensione: salvo il diritto
La Corte di Cassazione ha stabilito che la decadenza riliquidazione pensione, prevista da una specifica normativa, si applica solo agli arretrati maturati oltre il triennio precedente la domanda giudiziale. Il diritto del pensionato a ottenere il ricalcolo della propria pensione per il futuro rimane intatto, in quanto diritto fondamentale e imprescrittibile. L'ente previdenziale è stato quindi condannato a ricalcolare la pensione e a corrispondere gli arretrati limitatamente al triennio.
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