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Legge 111/2011

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177 provvedimenti

Iscrizione gestione separata: quando non è dovuta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19768/2024, ha chiarito un punto fondamentale sull'iscrizione gestione separata INPS. Un professionista, in questo caso un chimico, già obbligatoriamente iscritto alla propria cassa di previdenza (EPAP) con versamento di contributi soggettivi, non deve essere iscritto d'ufficio alla Gestione Separata. La Corte ha sottolineato il carattere residuale di quest'ultima, che interviene solo in assenza di altra copertura previdenziale obbligatoria, annullando la pretesa contributiva dell'INPS.
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Cessazione materia del contendere: il caso delle sanzioni
Una professionista si oppone a una richiesta di pagamento di contributi e sanzioni da parte dell'ente previdenziale per l'anno 2009. In corso di causa, una sentenza della Corte Costituzionale dichiara illegittime le sanzioni per quel periodo. L'ente previdenziale annulla le sanzioni e la Corte di Cassazione dichiara la cessazione materia del contendere limitatamente a tale aspetto, lasciando inalterato l'obbligo sul debito contributivo.
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Gestione Separata Avvocati: No Sanzioni Retroattive
Una professionista legale ha contestato l'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata dell'INPS per contributi relativi al 2009. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di iscrizione per gli avvocati con redditi inferiori alle soglie della cassa forense, ma ha annullato le sanzioni civili per i periodi antecedenti alla riforma del 2011, in applicazione di una sentenza della Corte Costituzionale. È stato inoltre chiarito che l'agente di riscossione non ha legittimazione passiva in queste controversie.
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Massimale pensionabile: la Cassazione fa chiarezza
Un lavoratore dello spettacolo ha contestato l'applicazione del massimale pensionabile sulla propria pensione. La Corte d'Appello gli ha dato ragione, ma l'ente previdenziale ha impugnato la decisione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente, stabilendo che il limite massimo alla retribuzione giornaliera pensionabile per i lavoratori dello spettacolo è ancora in vigore e deve essere applicato, annullando la sentenza precedente e rinviando il caso per un nuovo esame.
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Gestione Separata: iscrizione obbligatoria sotto 5000€?
Un'professionista con un reddito annuo inferiore a 5.000 euro ha contestato l'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata dell'ente previdenziale. I tribunali di merito le avevano dato ragione, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. La Corte ha chiarito che per i professionisti iscritti ad albi, l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata non dipende dal superamento di una soglia di reddito, ma dall'esercizio 'abituale' della professione, anche se il reddito è basso. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Contributi Gestione Separata e buona fede del professionista
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una professionista che aveva omesso il versamento dei contributi alla Gestione Separata per redditi percepiti durante il praticantato. A causa di un'incertezza giurisprudenziale sull'obbligo di iscrizione, la Corte d'Appello aveva riconosciuto la sua buona fede, applicando sanzioni ridotte. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Ente Previdenziale contro questa decisione, confermando di fatto la valutazione dei giudici di merito sulla buona fede della contribuente.
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Sanzioni Gestione Separata: la Cassazione le annulla
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un ingegnere, già lavoratore dipendente, a cui era stato contestato il mancato versamento di contributi e sanzioni alla Gestione Separata INPS per l'attività libero-professionale svolta. La Corte ha confermato l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata, ma ha annullato la richiesta di pagamento delle sanzioni per l'anno 2009. La decisione si fonda su una recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha protetto il legittimo affidamento dei professionisti in un periodo di incertezza normativa, escludendo le sanzioni Gestione Separata per le omissioni antecedenti alla legge di interpretazione del 2011.
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Addizionale bonus dirigenti: la Cassazione chiarisce
Un dirigente del settore finanziario ha impugnato il rigetto della sua richiesta di rimborso per l'addizionale bonus dirigenti. Sosteneva che l'imposta fosse dovuta solo se la parte variabile superasse il triplo di quella fissa. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che, a seguito delle modifiche legislative del 2011, l'addizionale si applica su tutta la parte variabile che eccede quella fissa, senza la soglia del triplo.
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Gestione Separata: no sanzioni per professionisti
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di un professionista, già dipendente pubblico, di iscriversi alla Gestione Separata per la sua attività libero-professionale. Tuttavia, ha annullato le relative sanzioni per il periodo antecedente l'entrata in vigore della legge, in applicazione di un principio sancito dalla Corte Costituzionale. La Corte ha inoltre ribadito che la mera omissione della compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non costituisce, di per sé, un occultamento doloso del debito idoneo a sospendere la prescrizione.
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Contributi avvocato INPS: le sanzioni sono annullate
Un'avvocatessa si oppone a un avviso di addebito INPS per contributi alla Gestione Separata. La Cassazione conferma l'obbligo di versare i contributi avvocato INPS ma annulla le sanzioni, applicando una sentenza della Corte Costituzionale.
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Incentivo economico: spetta a tutti gli uffici?
L'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione affronta il tema dell'incentivo economico per il personale degli uffici giudiziari. Il caso nasce dal ricorso di un ministero contro la decisione della Corte d'Appello che aveva riconosciuto il bonus a dipendenti di un ufficio non addetto alla riscossione del contributo unificato. Data la complessità della questione interpretativa e l'assenza di precedenti, la Suprema Corte ha rinviato la causa a pubblica udienza per una decisione di particolare importanza.
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Abuso del processo: quando è inammissibile il ricorso
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale relativo a un presunto abuso del processo. L'ente contestava una condanna al pagamento di ratei pensionistici, sostenendo che la pretesa fosse stata indebitamente frazionata rispetto ad altre azioni legali. La Corte ha stabilito che l'ente non ha specificato con esattezza i giudizi precedenti, rendendo impossibile la verifica del presunto frazionamento e, di conseguenza, dell'abuso del processo.
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Definizione agevolata: sì alla cartella ex art. 36-bis
Una società si è vista negare la definizione agevolata per una lite su una cartella di pagamento, emessa a seguito di controllo automatizzato, con cui l'Agenzia delle Entrate disconosceva un credito d'imposta. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che quando la cartella è il primo atto con cui la pretesa fiscale viene comunicata al contribuente, essa ha natura di atto impositivo. Di conseguenza, la controversia che ne deriva rientra a pieno titolo tra quelle che possono beneficiare della definizione agevolata.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privata su una pensione, in quanto viola la riserva di legge prevista dall'art. 23 della Costituzione. Tale prelievo, non potendo essere introdotto da un regolamento interno dell'ente, è stato annullato. La Corte ha inoltre confermato che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque, poiché la contestazione riguarda l'esistenza stessa del diritto al prelievo e non la mera liquidazione di ratei periodici.
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Gestione Separata: Cassazione su prescrizione e dolo
Un avvocato con reddito inferiore alla soglia minima ha contestato un avviso di addebito per contributi alla Gestione Separata. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 24195/2024, ha stabilito che la semplice omissione della compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non è sufficiente a provare l'occultamento doloso del debito e, quindi, non sospende automaticamente la prescrizione. La Corte ha confermato che l'obbligo di iscrizione dipende dall'abitualità dell'attività, ma ha cassato la sentenza d'appello per un'errata valutazione della prescrizione, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Prescrizione contributi: il termine decorre dal rinvio
Un professionista ha contestato una richiesta di pagamento dell'ente previdenziale, sostenendo l'avvenuta prescrizione dei contributi. Mentre i tribunali di merito gli avevano dato ragione, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. È stato chiarito che la proroga governativa dei termini di versamento, che sposta l'inizio del calcolo della prescrizione contributi, si applica a tutti i professionisti operanti in settori con studi di settore, anche se personalmente aderiscono a un regime fiscale diverso come quello dei minimi. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Sanzioni Gestione Separata: la Cassazione decide
Una professionista si oppone a una richiesta di contributi e sanzioni da parte dell'ente previdenziale per l'iscrizione alla Gestione Separata. La Corte di Cassazione, pur confermando l'obbligo contributivo, ha annullato le sanzioni gestione separata per l'anno 2009. La decisione si fonda su una sentenza della Corte Costituzionale che tutela il legittimo affidamento del professionista riguardo all'incertezza normativa del passato.
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Iscrizione gestione separata: quando è obbligatoria?
La Cassazione conferma che per l'obbligo di iscrizione gestione separata è cruciale l'esercizio abituale dell'attività. Un reddito sotto i 5.000 euro e la mancanza di prove sulla continuità escludono l'obbligo per una professionista, anche se iscritta all'albo.
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Prescrizione contributi: il termine decorre da scadenza
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione di merito riguardante la prescrizione contributi previdenziali. Ha stabilito che il termine di prescrizione quinquennale inizia a decorrere dalla data di scadenza legale per il pagamento, comprese eventuali proroghe ufficiali. Di conseguenza, un avviso di pagamento inviato poco prima della fine del quinquennio, calcolato dalla data di scadenza prorogata, è stato ritenuto tempestivo e idoneo a interrompere la prescrizione, ribaltando la precedente dichiarazione di estinzione del debito.
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Gestione Separata: obbligo anche sotto i 5.000€
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30481/2024, ha stabilito un principio fondamentale riguardo l'iscrizione alla Gestione Separata INPS. Una professionista iscritta a un albo si era opposta a una richiesta di contributi, sostenendo che il suo reddito annuo inferiore a 5.000 euro la esonerasse dall'obbligo. I giudici di merito le avevano dato ragione. La Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che per i professionisti iscritti a un albo, l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata deriva dall'esercizio abituale della professione, a prescindere dal reddito prodotto. La soglia dei 5.000 euro rileva per il lavoro autonomo occasionale, non per l'attività professionale abituale. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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