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D.Lgs. 23/2011

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274 provvedimenti

IMU piattaforme offshore: non è dovuta oltre le 12 miglia
Una società di riscossione ha richiesto il pagamento dell'IMU a una compagnia energetica per le sue piattaforme situate oltre le 12 miglia marine. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che l'IMU sulle piattaforme offshore non è dovuta in quanto la piattaforma continentale non costituisce 'territorio dello Stato'. I diritti statali su quell'area sono meramente 'funzionali' allo sfruttamento delle risorse, presupposto insufficiente per un'imposta territoriale come l'IMU.
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Tassazione piattaforme: no ICI/IMU oltre 12 miglia
La Corte di Cassazione ha stabilito che la tassazione piattaforme petrolifere ai fini ICI e IMU non è applicabile a quelle situate sulla piattaforma continentale, oltre le 12 miglia del mare territoriale. La sentenza chiarisce che la sovranità dello Stato su tale area non è territoriale, ma 'funzionale', cioè limitata allo scopo di esplorare e sfruttare le risorse naturali. Di conseguenza, manca il presupposto essenziale per l'imposta comunale, ovvero l'ubicazione dell'immobile nel 'territorio dello Stato'. I ricorsi del Comune e della società di riscossione sono stati quindi respinti.
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Tassazione piattaforme offshore: la Cassazione conferma
Una società energetica ha impugnato un avviso di accertamento per IMU e TASI relativo a una piattaforma offshore, sostenendo la mancanza di potestà impositiva del Comune sul mare. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della tassazione delle piattaforme offshore. La Corte ha stabilito che la sovranità dello Stato si estende al mare territoriale e con essa la potestà impositiva dei comuni costieri. Per gli immobili non iscritti al catasto, come la piattaforma, è corretto utilizzare il criterio contabile per determinare la base imponibile.
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Tassazione piattaforme offshore: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la tassazione piattaforme offshore per IMU e TASI è legittima da parte dei comuni costieri. Una società energetica aveva impugnato un avviso di accertamento, sostenendo che la propria piattaforma, situata in acque territoriali, fosse fuori dalla giurisdizione fiscale del comune. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che il territorio comunale si estende concettualmente al mare antistante e che la piattaforma beneficia di servizi e infrastrutture a terra (porti, strade, servizi amministrativi), giustificando l'imposizione fiscale. La mancanza di accatastamento non è un ostacolo, potendosi utilizzare il metodo contabile per determinare la base imponibile.
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Tassazione piattaforme offshore: la Cassazione conferma
Una società energetica ha contestato un avviso di accertamento per IMU e TASI relativo a una piattaforma offshore, sostenendo la mancanza di potestà impositiva del Comune costiero. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della tassazione delle piattaforme offshore. La Corte ha stabilito che la potestà impositiva comunale si estende al mare territoriale antistante e che le piattaforme, pur non essendo accatastate, sono considerabili immobili tassabili sulla base del loro valore contabile, in quanto beneficiano dei servizi e delle infrastrutture fornite dal Comune sulla costa.
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Tassazione piattaforme offshore: IMU e TASI dovute
Una società energetica ha contestato l'applicazione di IMU e TASI su una sua piattaforma estrattiva in mare. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la tassazione delle piattaforme offshore è legittima. I comuni costieri hanno potestà impositiva sul mare territoriale antistante e le piattaforme sono considerate beni immobili tassabili che beneficiano, anche indirettamente, dei servizi locali. La Corte ha inoltre chiarito che le norme sull'esclusione dei macchinari ("imbullonati") si applicano solo a immobili già iscritti al catasto.
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Soggettività passiva IMU: chi paga dopo la risoluzione?
Un Comune ha impugnato una decisione che esentava una società di leasing dal pagamento dell'IMU su un immobile dopo la risoluzione del contratto ma prima della sua restituzione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la soggettività passiva IMU ricade sul locatore (la società di leasing) dal momento esatto della risoluzione contrattuale, indipendentemente dalla riconsegna materiale del bene. La decisione si fonda sul principio che l'imposta è legata al vincolo giuridico-contrattuale e non alla mera detenzione fisica.
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IMU amministrazione straordinaria: si cambia rotta?
Una società in amministrazione straordinaria ha impugnato un avviso di accertamento IMU. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione per rimettere la causa a una pubblica udienza. L'obiettivo è approfondire se il regime agevolativo del pagamento dell'IMU, previsto per fallimento e liquidazione coatta, possa essere esteso anche alla fase liquidatoria dell'amministrazione straordinaria. Questa mossa segnala un possibile cambio di orientamento rispetto alla giurisprudenza consolidata, che finora ha sempre negato tale estensione.
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IMU Amministrazione Straordinaria: si applica il rinvio?
Una società in amministrazione straordinaria ha impugnato un avviso di accertamento IMU, sostenendo di avere diritto al regime agevolativo (pagamento posticipato) previsto per fallimento e liquidazione coatta. La Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rilevato un contrasto giurisprudenziale sulla questione se l'IMU in amministrazione straordinaria goda di tale beneficio e ha rinviato la causa a pubblica udienza per una decisione definitiva, data la rilevanza della questione.
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Carenza di interesse: appello inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per sopravvenuta carenza di interesse. Il caso riguardava un contenzioso tributario su ICI/IMU, ma la sentenza impugnata era stata revocata da un'altra decisione nel frattempo, rendendo inutile la pronuncia della Suprema Corte. La decisione evidenzia la preminenza del giudizio di revocazione su quello di cassazione.
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Cedolare secca e società: quando è applicabile?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un locatore può usufruire del regime della cedolare secca anche se l'inquilino è una società che affitta l'immobile per le esigenze abitative di un proprio amministratore o dipendente. L'esclusione dal beneficio fiscale si applica solo quando è il locatore stesso ad agire nell'esercizio di un'attività d'impresa o professionale, indipendentemente dalla natura del conduttore. La sentenza chiarisce quindi che il requisito soggettivo ostativo riguarda unicamente il proprietario dell'immobile.
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Cedolare secca: sì anche se l’inquilino è un’impresa
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12076/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di cedolare secca. Il regime fiscale agevolato è applicabile anche quando l'immobile ad uso abitativo è locato a un'impresa, un professionista o un ente non commerciale, come una fondazione. La Corte ha chiarito che la norma di esclusione si riferisce solo al locatore che agisce nell'esercizio di un'attività d'impresa, e non allo status dell'inquilino. Pertanto, un proprietario privato può sempre optare per la cedolare secca, a condizione che l'uso dell'immobile rimanga abitativo.
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Esenzione IMU enti non commerciali e sanzioni
Un istituto educativo si è visto negare l'esenzione IMU poiché la sua attività è stata ritenuta di natura commerciale. La Corte di Cassazione ha confermato che l'imposta era dovuta, chiarendo i criteri per definire un corrispettivo 'simbolico'. Tuttavia, ha annullato sanzioni e interessi a causa dell'incertezza normativa oggettiva generata dalle istruzioni ministeriali, che avevano indotto in errore il contribuente. La sentenza bilancia il dovere di pagare le imposte con la tutela del legittimo affidamento in caso di leggi poco chiare.
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Rottamazione quater: estinzione giudizio e SS.UU.
Un contribuente, socio di una S.r.l. a base ristretta, impugna un avviso di accertamento per utili extracontabili. Durante il ricorso in Cassazione, aderisce alla rottamazione quater, pagando le prime rate e chiedendo l'estinzione del giudizio. La Corte, rilevando un contrasto giurisprudenziale sulla necessità del pagamento integrale per l'estinzione, sospende la causa in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite sulla specifica questione legata alla rottamazione quater.
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Esenzione TARI: prova sui rifiuti speciali anno per anno
Una società ha impugnato un avviso di pagamento per la TARI 2015, sostenendo che una precedente sentenza favorevole per il 2014 dovesse estendere i suoi effetti. La Corte di Cassazione ha respinto tale tesi, chiarendo che l'esenzione TARI per la produzione di rifiuti speciali non è permanente. Trattandosi di un elemento fattuale variabile, il contribuente deve dimostrare annualmente la natura dei rifiuti prodotti e il loro corretto smaltimento. La Corte ha però cassato la sentenza per un vizio procedurale, ovvero la mancata pronuncia su un motivo d'appello relativo al regolamento comunale.
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Edificabilità aree IMU: la Cassazione chiarisce i limiti
Una società ha impugnato un avviso di accertamento IMU per il 2014, sostenendo che i propri terreni non fossero edificabili a causa di vincoli paesaggistici e di destinazione pubblica. La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della edificabilità aree IMU, specificando che solo i vincoli di inedificabilità assoluta, che precludono totalmente l'intervento privato, esonerano dal pagamento dell'imposta. I vincoli che si limitano a condizionare lo sviluppo o che ammettono un'iniziativa privata o mista, invece, incidono solo sulla determinazione del valore venale ma non eliminano il presupposto impositivo. La causa è stata rinviata al giudice di merito per una nuova valutazione.
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Edificabilità terreni IMU: la guida della Cassazione
Una società ha contestato un avviso di accertamento IMU sostenendo la non edificabilità dei propri terreni a causa di vincoli paesaggistici e di destinazione a servizi pubblici. La Corte di Cassazione ha chiarito che, ai fini dell'edificabilità terreni IMU, solo i vincoli che precludono in modo assoluto e totale qualsiasi intervento privato, riservandolo esclusivamente all'ente pubblico in un'ottica espropriativa, possono escludere l'imponibilità. I vincoli che si limitano a ridurre la potenzialità edificatoria o il valore venale non annullano il presupposto impositivo. La Corte ha quindi cassato la sentenza precedente, rinviando il caso per una nuova valutazione basata su questi principi.
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Agevolazione prima casa: la Cassazione e la retroattività
La Corte di Cassazione ha stabilito che la modifica dei criteri per l'agevolazione prima casa ai fini IVA, introdotta dal D.Lgs. 175/2014, non ha efficacia retroattiva. Per un acquisto immobiliare avvenuto nell'ottobre 2014, si applicano ancora i vecchi criteri basati sulla superficie (D.M. 1969), che definivano "di lusso" un'abitazione superiore a 240 mq, escludendola dal beneficio. La Corte ha quindi confermato la richiesta di maggiore imposta da parte dell'Agenzia delle Entrate, respingendo l'applicazione delle nuove e più favorevoli norme basate sulla categoria catastale.
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Obbligo dichiarativo IMU: quando non è necessario?
Un contribuente ha ricevuto un avviso di accertamento IMU per non aver dichiarato la sopravvenuta edificabilità di un terreno. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato la causa a pubblica udienza per valutare se l'obbligo dichiarativo IMU sussista anche quando il Comune è già a conoscenza della variazione, avendola determinata con l'adozione del proprio piano urbanistico. La questione, di rilevante importanza, mette in discussione la necessità di un adempimento formale a fronte della conoscenza già acquisita dall'ente impositore, in base al principio di collaborazione e buona fede.
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Rimborso IRBA: l’Agenzia delle Dogane è il convenuto
Una società ha richiesto alla Regione Campania il rimborso dell'IRBA (Imposta Regionale sulla Benzina per Autotrazione), sostenendo la sua incompatibilità con il diritto dell'Unione Europea. Dopo un esito favorevole in appello, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Con la sentenza in esame, la Suprema Corte ha stabilito un principio cruciale: per il rimborso IRBA, l'azione legale deve essere intentata contro l'Agenzia delle Dogane e non contro la Regione. Di conseguenza, il ricorso originario è stato dichiarato inammissibile perché rivolto all'ente sbagliato.
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