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D.Lgs. 149/2022

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509 provvedimenti

Procura speciale: inammissibile senza. Guida al caso
La Corte di Appello di Roma dichiara inammissibile un'azione di revocazione a causa della mancanza di una procura speciale. La sentenza chiarisce che la procura generale, rilasciata per il primo grado di giudizio, è inadeguata per questo tipo di impugnazione straordinaria, che richiede un mandato specifico e successivo alla decisione impugnata. Questa pronuncia ribadisce il rigore formale necessario per l'accesso a rimedi giurisdizionali specifici.
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Pignoramento assegno circolare: la decisione della Corte
Una società richiede un assegno circolare non trasferibile a proprio nome. I fondi vengono pignorati da creditori presso la banca emittente. La Corte d'AppAppello stabilisce la legittimità del pignoramento dell'assegno circolare, in quanto la clausola di non trasferibilità e l'intestazione al richiedente stesso ne escludono la natura di titolo di credito circolante, rendendo i fondi pignorabili presso terzi.
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Saldo zero e onere della prova: la decisione chiave
La Corte di Appello di Firenze si pronuncia su un complesso caso di diritto bancario, stabilendo principi cruciali in materia di saldo zero e onere della prova. La sentenza analizza la situazione di un correntista che, opponendosi a un decreto ingiuntivo e lamentando la mancanza di estratti conto iniziali, chiedeva la restituzione di somme tramite domanda riconvenzionale. La Corte ha confermato che il principio del 'saldo zero' non si applica alla domanda del correntista, in quanto su di esso grava l'onere della prova del proprio credito. La decisione ha inoltre chiarito i limiti dell'azione di regresso del co-garante che ha pagato parte del debito, rideterminando la somma dovuta dagli altri fideiussori.
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Anatocismo bancario: onere della prova e nullità
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per pratiche di usura e anatocismo bancario su due conti correnti. La Corte di Appello di Firenze, riformando parzialmente la sentenza di primo grado, ha respinto la domanda di usura per un errore nel calcolo dei tassi di interesse. Tuttavia, ha accolto la domanda relativa all'anatocismo bancario, dichiarando nulle le clausole di capitalizzazione trimestrale antecedenti al 2000. La Corte ha stabilito che la semplice pubblicazione in Gazzetta Ufficiale non è sufficiente a sanare tale nullità, essendo necessaria una nuova pattuizione scritta. Di conseguenza, ha disposto una CTU per ricalcolare i saldi dei conti senza l'applicazione dell'anatocismo.
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Riconoscimento provvedimento straniero: sì dalla Corte
La Corte d'Appello di Venezia ha accolto la richiesta di due genitori per il riconoscimento di un provvedimento di tutela emesso da un tribunale statunitense a favore della figlia maggiorenne incapace. Il Comune si era opposto, ma la Corte ha chiarito che il riconoscimento provvedimento straniero di nomina del tutore è un atto distinto dalla successiva autorizzazione a compiere specifici atti in Italia, affermando la compatibilità dell'istituto statunitense con l'ordine pubblico italiano.
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Apparecchi da gioco: la buona fede non basta
Il Tribunale di Torino ha respinto l'opposizione di un esercente contro una sanzione per l'uso di apparecchi da gioco non conformi. La sentenza stabilisce che la presunta "buona fede", basata sulle rassicurazioni del fornitore, non è sufficiente a escludere la responsabilità, poiché l'operatore professionale ha un preciso dovere di diligenza nel verificare la legalità delle attrezzature. Il giudice ha confermato che tali apparecchi, anche se funzionanti a gettoni, sono assimilabili alle slot machine e soggetti alle sanzioni previste, inclusa la chiusura temporanea dell'attività.
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Riscatto leasing tardivo: è valido?
Una società ha tentato di esercitare l'opzione di riscatto di un'autovettura in leasing dopo la scadenza contrattuale, basandosi su comunicazioni con agenzie terze. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, stabilendo che il riscatto leasing tardivo non è valido se la società concedente ha già manifestato la volontà di avvalersi della decadenza e se non è provato che le agenzie terze avessero il potere di rappresentarla e di rinunciare a tale decadenza. La decisione sottolinea la rigidità dei termini contrattuali e l'onere della prova a carico di chi afferma l'esistenza di un potere di rappresentanza.
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Opposizione decreto ingiuntivo: come funziona?
Una società cliente ha presentato opposizione a un decreto ingiuntivo per bollette di luce e gas, contestando gli importi. Il Tribunale, a seguito di una perizia tecnica (CTU) che ha rilevato un calcolo errato dei prezzi dell'energia, ha revocato il decreto ingiuntivo originale. La società cliente è stata comunque condannata a pagare un importo inferiore, dimostrando l'efficacia dell'opposizione a decreto ingiuntivo in caso di fatturazioni errate.
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Opposizione a decreto ingiuntivo: l’onere della prova
Il Tribunale di Venezia ha rigettato una opposizione a decreto ingiuntivo presentata da un'impresa edile contro una società di noleggio autogru. L'opposizione, basata su un presunto guasto di un mezzo, è stata respinta per la genericità delle contestazioni e, soprattutto, per la totale assenza di prove. La sentenza sottolinea come l'opponente, a seguito della Riforma Cartabia, sia decaduto dalla possibilità di formulare istanze istruttorie per non aver rispettato i nuovi termini processuali, confermando così il pagamento richiesto.
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