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D.Lgs. 117/2017

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ONLUS e Contributo Unificato: La Cassazione nega l’esenzione
La Corte di Cassazione ha chiarito la questione dell'esenzione contributo unificato ONLUS. Un'associazione ambientalista aveva contestato gli inviti di pagamento per il contributo unificato relativo a giudizi amministrativi, ottenendo ragione in Commissione Tributaria Regionale. Tuttavia, la Cassazione ha ribaltato tale decisione. Ha stabilito che le ONLUS non godono di esenzione dal contributo unificato per le attività giudiziarie, poiché le norme sulle agevolazioni tributarie devono essere interpretate in modo stretto e non possono essere estese per analogia agli atti processuali. L'esenzione riguarda solo atti amministrativi e privatistici.
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Esenzione IMU: scontro tra Comune e proprietario sul comodato
Il Comune ha contestato l'annullamento di un avviso di accertamento emesso nei confronti di un cittadino per l'anno 2014. Il cittadino, proprietario dell'immobile, chiedeva l'esenzione IMU poiché aveva concesso il locale in comodato gratuito a una società sportiva senza scopo di lucro. I giudici di merito avevano inizialmente dato ragione al proprietario, riconoscendo l'agevolazione fiscale. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, non ha deciso immediatamente la questione ma ha stabilito che la controversia richiede un esame approfondito. Per questo motivo, ha disposto il trasferimento della causa alla sezione tributaria ordinaria per la decisione finale.
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Malversazione di erogazioni pubbliche: conti sequestrati
L'Associazione riceveva finanziamenti pubblici per attività di volontariato e protezione civile. Tuttavia, le indagini svelavano che la maggior parte delle spese avveniva in contanti, senza tracciabilità, e per scopi privati come parrucchiere e sigarette. Il Tribunale disponeva quindi il sequestro preventivo del conto corrente dell'ente. Il Presidente e l'Associazione proponevano ricorso, sostenendo che i controlli preventivi dell'ente pubblico escludessero l'illecito. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi, confermando il sequestro. I giudici hanno stabilito che l'uso anche parziale di fondi pubblici per interessi privati integra il reato di malversazione di erogazioni pubbliche. La sistematica violazione dell'obbligo di tracciabilità e l'assenza di giustificativi validi confermano la legittimità del blocco dei beni, indipendentemente dalle verifiche formali compiute in precedenza dall'amministrazione erogatrice.
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Gratuità delle prestazioni del volontario: Onlus batte socio
Un professionista ha chiesto il pagamento di circa 1.590 euro a un'associazione per la creazione di un logo e di un sito web. L'associazione ha eccepito la gratuità delle prestazioni del volontario, poiché il professionista era diventato socio dell'ente prima del completamento dell'opera. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del lavoratore autonomo. I giudici hanno chiarito che, in base alla legge sul volontariato applicabile all'epoca, l'adesione a un'associazione Onlus comporta l'accettazione della gratuità delle attività svolte per l'ente. Non essendoci prova di un precedente contratto d'opera oneroso, opera la presunzione di gratuità delle prestazioni del volontario, rendendo incompatibile la richiesta di un compenso professionale con lo status di associato.
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Liquidazione giudiziale APS: la Cassazione nega la procedura speciale
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale per gli Enti del Terzo Settore. Un'Associazione di Promozione Sociale (APS), pur svolgendo attività economica, in caso di insolvenza è soggetta alla procedura ordinaria di liquidazione giudiziale. La Corte ha respinto la tesi dell'associazione, che chiedeva l'applicazione della procedura speciale della liquidazione coatta amministrativa, riservata per legge esclusivamente alle Imprese Sociali (IS). La sentenza chiarisce che le due discipline normative sono distinte e non intercambiabili. Pertanto, la regola generale è la **Liquidazione giudiziale Associazione Promozione Sociale** quando questa si trova in stato di crisi irreversibile.
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Abuso edilizio in area vincolata: non-profit condannata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per abuso edilizio in area vincolata a carico del rappresentante di un'associazione sportiva, del direttore dei lavori e di un tecnico comunale. Gli imputati avevano realizzato un nuovo campo da tiro in una zona boschiva protetta, senza permesso di costruire. La difesa sosteneva che una norma a favore degli Enti del Terzo Settore consentisse una deroga alle regole urbanistiche. La Corte ha respinto questa tesi, chiarendo che la legge agevola l'uso di immobili esistenti, ma non autorizza nuove costruzioni abusive. A causa della gravità dell'intervento, è stata esclusa anche la non punibilità per particolare tenuità del fatto, confermando la condanna e l'ordine di demolizione.
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Esenzione IMU negata: immobile in comodato gratuito non basta
Un contribuente concede un immobile in comodato gratuito a un'associazione sportiva dilettantistica e chiede l'esenzione dall'IMU. Il Comune nega il beneficio, sostenendo che manca l'utilizzo diretto del bene da parte del proprietario. La Corte di Cassazione dà ragione al Comune, stabilendo un principio fondamentale: l'esenzione IMU enti non commerciali spetta solo se l'ente proprietario utilizza direttamente l'immobile per le attività meritevoli. La semplice concessione in uso gratuito a un altro soggetto, anche se non profit, non è sufficiente per ottenere l'agevolazione fiscale. Di conseguenza, il proprietario è tenuto a versare l'imposta.
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Personalità giuridica fondazioni: guida alla fusione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente non profit che pretendeva di succedere nei diritti di una fondazione estinta tramite fusione. La decisione ribadisce che la personalità giuridica fondazioni si acquista esclusivamente tramite riconoscimento formale e iscrizione nei registri preposti. In assenza dell'approvazione dell'autorità tutoria, la fusione è inefficace e il nuovo ente non ha la legittimazione ad agire per i crediti del precedente.
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Impresa sociale: solo liquidazione, no fallimento
La Corte di Cassazione ha stabilito che una impresa sociale, in particolare un consorzio di cooperative sociali, non può essere dichiarata fallita. Anche se occasionalmente svolge attività a scopo di lucro, il suo status legale impone, in caso di insolvenza, l'applicazione esclusiva della liquidazione coatta amministrativa. La decisione della Corte d'Appello, che aveva confermato il fallimento basandosi su un singolo contratto con finalità lucrative, è stata annullata.
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Patrocinio a spese dello Stato per enti non profit
La Corte di Cassazione ha stabilito un importante principio sul diritto al patrocinio a spese dello Stato per gli enti non profit. Un'ordinanza del Tribunale di Padova aveva revocato il beneficio a una società di mutuo soccorso, ritenendo che svolgesse attività economica. La Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo che l'attività finalizzata a un obiettivo solidaristico non è 'economica' ai sensi della legge sul gratuito patrocinio, anche se prevede una copertura dei costi. L'elemento discriminante è il perseguimento di un fine di lucro diretto, non il semplice metodo economico di gestione.
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Patrocinio a spese dello Stato per enti non profit
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11605/2024, ha stabilito un importante principio in materia di patrocinio a spese dello Stato per gli enti non profit. Il caso riguardava una società di mutuo soccorso a cui era stata revocata l'ammissione al beneficio, poiché il giudice di merito aveva qualificato la sua attività come "economica". La Suprema Corte ha annullato tale decisione, chiarendo che l'attività economica che preclude l'accesso al patrocinio è solo quella con un fine di lucro diretto. Un'attività strumentale al raggiungimento di un obiettivo solidaristico, anche se gestita in modo da coprire i costi, non è motivo di esclusione.
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Patrocinio enti non profit: la Cassazione chiarisce
Una società di mutuo soccorso si è vista revocare il patrocinio a spese dello Stato perché la sua attività era stata ritenuta 'economica'. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo un principio fondamentale per il patrocinio enti non profit: l'attività 'economica' che esclude dal beneficio è solo quella con un fine di lucro diretto, non quella strumentale a scopi di solidarietà, anche se prevede la copertura dei costi. Il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo esame.
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Attività economica onlus: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11562/2024, ha stabilito un principio fondamentale per gli enti del Terzo Settore. Una società di mutuo soccorso si era vista revocare il patrocinio a spese dello Stato perché, secondo il Tribunale, svolgeva attività economica. La Suprema Corte ha cassato la decisione, chiarendo che l'attività economica onlus, se pur gestita con criteri di economicità per coprire i costi, non esclude l'accesso al beneficio quando è puramente strumentale a raggiungere uno scopo solidaristico e non persegue un fine di lucro diretto.
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Esenzione imposta di registro: no per affitti a mercato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19537/2024, ha negato l'esenzione dall'imposta di registro a una ONLUS per contratti di locazione di immobili commerciali a canoni di mercato. La Corte ha chiarito che, per beneficiare dell'agevolazione, l'atto deve essere direttamente connesso all'attività istituzionale e non meramente strumentale alla raccolta di fondi. La destinazione finale degli utili a scopi solidaristici non è sufficiente a qualificare l'atto come meritevole di esenzione.
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Padel: permesso di costruire obbligatorio, no SCIA
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il sequestro di due campi da padel realizzati in zona vincolata. La sentenza stabilisce che per la loro costruzione è necessario il permesso di costruire, in quanto si tratta di una 'nuova costruzione' che modifica permanentemente il territorio, e non di una semplice ristrutturazione soggetta a SCIA, anche se in sostituzione di preesistenti campi da tennis.
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Agevolazione fiscale enti ecclesiastici: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2869/2024, ha stabilito i criteri per l'applicazione dell'agevolazione fiscale per gli enti ecclesiastici. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro un Istituto Diocesano, negando la riduzione dell'IRES sui redditi derivanti dalla locazione di immobili. È stato chiarito che non è sufficiente la natura religiosa dell'ente; è necessario dimostrare che l'attività economica svolta non sia di tipo commerciale e che i proventi siano esclusivamente e direttamente destinati ai fini istituzionali. La sentenza ha anche confermato che, ai fini fiscali, un terreno si considera edificabile dal momento dell'adozione del piano urbanistico da parte del Comune, indipendentemente dalle approvazioni successive.
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Agevolazione IRES enti ecclesiastici: i limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2860/2024, ha stabilito i criteri per l'applicazione dell'agevolazione IRES per gli enti ecclesiastici. Il caso riguardava un istituto diocesano a cui l'Amministrazione Finanziaria aveva negato la riduzione IRES sui redditi derivanti da locazioni immobiliari. La Corte ha chiarito che il beneficio non è automatico basandosi solo sulla natura dell'ente (requisito soggettivo), ma richiede una valutazione oggettiva dell'attività svolta. Se la gestione immobiliare è condotta con criteri imprenditoriali e di concorrenza sul mercato, essa perde il diritto all'agevolazione IRES, anche se i proventi sono destinati a fini istituzionali come il sostentamento del clero. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione dei fatti secondo questo principio.
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Esenzione fiscale enti: no alla responsabilità solidale
Un ente no-profit, nominato erede e beneficiario di esenzione fiscale, era stato ritenuto dall'Agenzia delle Entrate coobbligato in solido per l'imposta di successione dovuta da una legataria. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: l'esenzione fiscale per gli enti del Terzo Settore esclude la responsabilità solidale per i debiti tributari di altri coeredi o legatari, poiché altrimenti la finalità dell'agevolazione verrebbe vanificata. La sentenza impugnata è stata cassata.
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Superbonus ONLUS: No ai crediti senza lo status
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di crediti d'imposta relativi al Superbonus a una fondazione. L'ente, pur avendo la dicitura ONLUS nel nome, aveva perso tale qualifica giuridica anni prima della richiesta. Secondo la Corte, per accedere al beneficio fiscale specifico del Superbonus ONLUS, è indispensabile possedere formalmente lo status di ONLUS al momento della presentazione della domanda. La successiva iscrizione dell'ente al Registro Unico del Terzo Settore (RUNTS) non ha alcun effetto sanante, poiché le due qualifiche non sono equiparabili ai fini della normativa in questione.
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Concordato in appello: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da tre imputati avverso una sentenza della Corte d'Appello che aveva rideterminato le loro pene a seguito di un "concordato in appello". La Suprema Corte ha ribadito che i motivi di ricorso avverso tale tipo di sentenza sono estremamente limitati, respingendo le censure relative alla composizione del collegio giudicante, alla prescrizione e alla mancata applicazione di pene sostitutive, in quanto infondate o non consentite dalla legge.
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