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D.L. 18/2020 — Anno 2026

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55 provvedimenti

Altri anni per D.L. 18/2020

Omessa dichiarazione: calcolo prescrizione e recidiva
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di omessa dichiarazione, rigettando il ricorso basato sulla presunta prescrizione del reato. I giudici hanno stabilito che il termine di prescrizione decorre dal novantunesimo giorno successivo alla scadenza fiscale e che la recidiva reiterata aumenta legittimamente sia il termine base che quello massimo di proroga. Nel caso analizzato, l'applicazione corretta di questi criteri ha dimostrato che il reato non era ancora estinto, portando all'inammissibilità del ricorso.
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Equa riparazione: calcolo durata e rinvii avvocati
Un cittadino ha richiesto l'equa riparazione per la durata eccessiva di un processo penale in cui era parte civile. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, stabilendo che i rinvii causati dall'astensione dei difensori e dall'emergenza Covid-19 devono essere sottratti dal calcolo totale. Inoltre, per la parte civile, il termine di durata ragionevole inizia a decorrere solo dalla costituzione in giudizio e non dalla presentazione della denuncia-querela.
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Notifica nulla: le regole per gli atti giudiziari
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della validità della **Notifica** di un atto di citazione eseguita durante l'emergenza pandemica. Nel caso di specie, alcuni debitori avevano impugnato la sentenza che dichiarava inefficace il conferimento di beni in un trust, lamentando che la citazione iniziale non fosse stata regolarmente notificata. L'operatore postale aveva infatti apposto sulla ricevuta solo il riferimento normativo dell'emergenza, senza attestare l'effettivo accertamento della presenza dei destinatari. La Suprema Corte ha stabilito che tale omissione determina la nullità della procedura, poiché il rispetto delle modalità semplificate introdotte durante la pandemia richiede comunque la prova del tentativo di consegna fisica.
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Cartella di pagamento: validità della proroga COVID
L'Agenzia delle Entrate-Riscossione ha impugnato una sentenza che dichiarava nulla una cartella di pagamento per l'anno d'imposta 2016, ritenendola notificata oltre i termini. La controversia ruota attorno all'applicazione delle proroghe emergenziali COVID-19. La Suprema Corte ha stabilito che, se il ruolo è consegnato all'agente della riscossione tra l'8 marzo 2020 e il 31 dicembre 2021, opera la proroga di 24 mesi prevista dalla normativa speciale. Poiché la cartella di pagamento derivava da dichiarazioni presentate nel 2017 e il ruolo era stato consegnato a maggio 2021, la notifica avvenuta a luglio 2022 è da considerarsi tempestiva, annullando la decadenza precedentemente dichiarata.
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Sanzione assicurazione scaduta: guida al calcolo.
La Corte di Cassazione chiarisce l'applicazione della sanzione assicurazione scaduta in presenza di proroghe emergenziali. Un automobilista era stato multato nonostante avesse rinnovato la polizza entro 15 giorni dalla scadenza legale, prorogata per l'emergenza sanitaria. La Corte ha stabilito che il rinnovo tempestivo entro i termini di tolleranza dà diritto alla riduzione della sanzione alla metà, come previsto dal regime premiale del Codice della Strada.
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Nullità della sentenza locatizia e udienza cartolare
L'ordinanza affronta il tema della nullità della sentenza locatizia emessa durante il periodo emergenziale Covid-19. Il caso riguarda un occupante che lamenta l'omessa lettura del dispositivo in udienza, rito invece richiesto dal codice per i processi locatizi. La Corte rileva un contrasto giurisprudenziale sull'obbligatorietà del deposito telematico immediato della decisione nelle udienze a trattazione scritta.
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Eccesso di potere giurisdizionale e concessioni
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno chiarito i confini del ricorso per eccesso di potere giurisdizionale in merito alla gestione delle concessioni demaniali marittime. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da una società balneare contro una decisione del Consiglio di Stato, confermando che l'eventuale errore nell'interpretazione di norme regionali o procedurali non costituisce un vizio di giurisdizione sindacabile in sede di legittimità.
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Prescrizione cartelle esattoriali: le prove necessarie
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria sulla prescrizione cartelle esattoriali in un contenzioso ereditario. Il caso evidenzia come le incertezze sulle date di notifica originarie impediscano di stabilire se i debiti fiscali siano estinti, rendendo necessaria l'acquisizione dei fascicoli di merito per verificare l'impatto delle sospensioni legate all'emergenza sanitaria.
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Opposizione tardiva: quando il rito decide il caso
Un cittadino ha proposto appello contro una sentenza relativa a cartelle esattoriali. L'appello è stato giudicato inammissibile perché considerato una opposizione tardiva. La Cassazione ha confermato che, avendo il primo giudice deciso su questioni di merito tipiche dell'opposizione all'esecuzione (art. 615 c.p.c.), non si applica la sospensione feriale dei termini, rendendo il gravame presentato fuori tempo massimo. Qualsiasi altra valutazione sul merito è stata ritenuta superflua.
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Prescrizione reato: Orlando vs. Covid, decide la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per rifiuto di sottoporsi all'alcoltest, dichiarando l'estinzione del reato per prescrizione. La Corte ha stabilito che la sospensione dei termini prevista dalla Riforma Orlando non poteva operare, poiché il termine di prescrizione del reato era già scaduto prima che la sospensione potesse avere inizio. Inoltre, ha ritenuto inapplicabile la sospensione straordinaria legata all'emergenza Covid, in quanto nel periodo rilevante non vi erano udienze fissate o termini processuali in corso per quel procedimento.
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Errore di fatto revocazione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per la revocazione di una propria precedente sentenza. Il caso riguarda un dirigente licenziato che denunciava un errore di fatto revocazione nel calcolo dei termini del procedimento disciplinare. La Corte ha stabilito che il ricorso era formalmente incompleto e che l'asserito errore non era una svista materiale, ma una questione di interpretazione giuridica già dibattuta, non rientrando quindi nella nozione di errore di fatto che giustifica la revocazione.
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Prescrizione credito tributario: l’actio iudicati
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento relativa a un debito fiscale del 2001, sostenendo l'avvenuta prescrizione. Il debito era stato confermato da una sentenza del 2009. La Corte di Cassazione ha chiarito che, in presenza di una sentenza passata in giudicato, la prescrizione del credito tributario diventa decennale (c.d. actio iudicati). Ha inoltre stabilito che le norme emergenziali COVID hanno sospeso e prorogato tale termine, rendendo la pretesa del Fisco tempestiva e legittima.
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Scientia decoctionis: i limiti alla prova in appello
Una compagnia aerea in amministrazione straordinaria ha agito in revocatoria contro una società di consulenza per recuperare un pagamento, sostenendo che quest'ultima fosse a conoscenza dello stato di insolvenza (scientia decoctionis). La domanda è stata respinta in primo e secondo grado. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della compagnia aerea, confermando che l'argomento cruciale sulla specifica competenza professionale della società di consulenza, quale prova della scientia decoctionis, era stato introdotto tardivamente solo in appello, violando i limiti processuali.
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Revocatoria cessione contratto: il ruolo del ceduto
Una società cede un contratto di leasing prima di fallire. Il curatore agisce in revocatoria, ma la Cassazione chiarisce che l'azione va diretta solo contro il cessionario. La società di leasing, in qualità di contraente ceduto, è estranea al giudizio di revocatoria cessione contratto, a meno che non sia provata una sua partecipazione attiva e interessata all'operazione dannosa per i creditori. La Corte d'Appello aveva errato nel considerarla automaticamente parte passiva.
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Concorso in spaccio: il ruolo dell’accompagnatore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per concorso in spaccio di stupefacenti. La Corte ha stabilito che la presenza attiva come accompagnatore durante l'acquisto di droga, fornendo supporto e sicurezza al correo, costituisce un contributo causale al reato e non una mera connivenza non punibile. La sentenza ha inoltre confermato la corretta applicazione della sospensione dei termini di prescrizione legata all'emergenza pandemica.
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