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D.L. 18/2020 — Anno 2024

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67 provvedimenti

Altri anni per D.L. 18/2020

Imposta di registro atto enunciato: no identità parti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31828/2024, ha stabilito che l'imposta di registro su un atto enunciato, come una cessione di credito, non è dovuta se le parti dell'atto enunciante (un decreto ingiuntivo) non coincidono con quelle dell'atto enunciato. Nel caso di specie, la diversità tra il creditore originario e il cessionario che ha agito in giudizio esclude il presupposto soggettivo per l'applicazione dell'imposta.
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Disposizione enunciata: no imposta se le parti diverse
Una società ha contestato un avviso di liquidazione dell'imposta di registro relativo a un decreto ingiuntivo che menzionava una precedente cessione di credito. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31827/2024, ha stabilito che la tassazione della disposizione enunciata non è dovuta se i soggetti dell'atto che enuncia e quelli dell'atto enunciato non sono gli stessi. Tuttavia, resta dovuta l'imposta fissa sull'atto principale, ovvero il decreto ingiuntivo.
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Termine procedimento disciplinare: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31536/2024, ha rigettato il ricorso di un dirigente di un'azienda sanitaria licenziato per inadempienze nella gestione di appalti. Il caso verteva sul rispetto del termine del procedimento disciplinare di 120 giorni. La Corte ha chiarito che tale termine decorre non dalla prima notizia, ma dal momento in cui l'amministrazione ha raccolto tutti gli elementi utili alla contestazione. Ha inoltre confermato che la sospensione dei termini per l'emergenza Covid-19 si applica anche ai procedimenti iniziati dopo il 23 febbraio 2020, consolidando principi chiave in materia.
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Imposta unica scommesse: bookmaker estero e sanzioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33838/2024, ha stabilito che un bookmaker estero, operante in Italia tramite Centri Trasmissione Dati (CTD), è soggetto passivo dell'imposta unica sulle scommesse, anche in assenza di concessione. La Corte ha confermato la legittimità della pretesa fiscale per l'anno 2010, rigettando le eccezioni di violazione del diritto nazionale ed europeo. Tuttavia, ha accolto il motivo relativo alle sanzioni, annullandole in ragione della condizione di 'obiettiva incertezza normativa' esistente all'epoca dei fatti, prima dell'entrata in vigore della norma interpretativa del 2010.
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Sanzione disciplinare medico: la Cassazione conferma
Un medico riceve una sanzione disciplinare per gravi inadempienze, tra cui l'abbandono della sala operatoria. Il professionista si oppone, eccependo la tardività della contestazione e giustificando le proprie azioni con l'eccessivo carico di lavoro. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, confermando la legittimità della sanzione disciplinare medico. La Corte chiarisce l'applicazione della sospensione dei termini procedurali durante l'emergenza Covid-19 e afferma che le problematiche relative ai turni di lavoro non possono mai giustificare l'abbandono del posto di lavoro in situazioni delicate e urgenti.
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Ricorso per cassazione: stop all’assemblaggio di atti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in materia di esecuzione immobiliare a causa di una redazione difettosa. L'atto, eccessivamente lungo e confuso, era stato redatto con la tecnica dell'"assemblaggio", ovvero una riproduzione acritica di atti precedenti. Questa modalità viola il principio di sinteticità e autosufficienza, rendendo impossibile per la Corte individuare i motivi specifici di censura. La decisione sottolinea l'importanza di una chiara e concisa esposizione nel ricorso per cassazione.
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Sospensione termini Covid: appello tempestivo
Una società si è vista dichiarare inammissibile un appello perché ritenuto tardivo. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che la Corte d'Appello ha erroneamente ignorato la sospensione termini Covid, un periodo di stop forzato per tutti i procedimenti legali. Di conseguenza, l'appello era in realtà tempestivo e il caso è stato rinviato per essere riesaminato nel merito.
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