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D.L. 18/2020 — Anno 2024

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67 provvedimenti

Altri anni per D.L. 18/2020

Tassazione plusvalenze esproprio: conta la sostanza
Un contribuente ha ceduto un terreno per la costruzione di un'opera pubblica, ritenendo la plusvalenza non tassabile perché l'area era classificata come agricola. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che per la tassazione plusvalenze esproprio conta la destinazione d'uso effettiva del bene e non la sua classificazione formale nel piano regolatore generale. Il ricorso dell'Agenzia delle Entrate è stato quindi accolto.
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Notifica telematica nulla: sanatoria per costituzione
Un'amministrazione pubblica ha impugnato una decisione in materia di lavoro. La Corte d'Appello ha dichiarato l'appello inammissibile per un vizio nella notifica. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che una notifica telematica nulla, ma non inesistente, viene sanata se la controparte si costituisce in giudizio, rendendo l'appello procedibile. Il caso è stato rinviato per una decisione nel merito.
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Responsabilità proprietario veicolo e colpa presunta
Un proprietario di un veicolo ha ricevuto una multa come corresponsabile per un'infrazione commessa dal conducente. L'uomo ha fatto ricorso sostenendo di non sapere che la patente del conducente fosse sospesa. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità del proprietario del veicolo, chiarendo che per evitare la sanzione, il proprietario deve dimostrare che il veicolo è stato utilizzato contro la sua volontà, e non è sufficiente la semplice ignoranza. La Corte ha solo parzialmente accolto il ricorso, riducendo l'importo delle spese legali liquidate in precedenza.
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Fattura commerciale: prova piena del contratto tra imprese
Una società di riciclaggio ha contestato il mancato pagamento per servizi di selezione di materiale, la cui esistenza era supportata da una fattura commerciale. Dopo due gradi di giudizio sfavorevoli, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che una fattura commerciale, se accettata e registrata nelle scritture contabili del debitore senza contestazioni, costituisce piena prova dell'esistenza del contratto tra imprenditori. La Corte ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Licenziamento disciplinare: quando il dolo è generico
La Corte di Cassazione ha confermato il licenziamento disciplinare di un dipendente di una società di servizi finanziari per aver violato ripetutamente le procedure interne. La Corte ha stabilito che la reiterazione consapevole delle violazioni, come l'omissione dell'uso di codici di sicurezza, integra il 'dolo generico', sufficiente a rompere il vincolo fiduciario e a giustificare il licenziamento per giusta causa, anche in assenza di un provato intento di arrecare un danno economico specifico all'azienda.
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Start up innovativa e fallimento: la scadenza dei 5 anni
La Corte di Cassazione ha stabilito che una start up innovativa perde automaticamente il beneficio della non fallibilità allo scadere del quinto anno dalla sua costituzione. Questo termine è sostanziale e non viene esteso né dal periodo di 60 giorni concesso per la cancellazione amministrativa dal registro speciale, né dalle sospensioni dei termini legate al Covid-19. La perdita del beneficio è immediata, indipendentemente dalla data di effettiva cancellazione.
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Onere della prova: Cassazione su subappalto e IVA
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società in un contenzioso tributario relativo alla detrazione IVA e a una rettifica IRAP. La decisione si fonda sul mancato assolvimento dell'onere della prova da parte della società, che non ha fornito i documenti necessari a dimostrare che i rapporti con altre imprese fossero di mandato senza rappresentanza anziché di subappalto. La Corte ha ribadito l'importanza del principio di autosufficienza del ricorso per cassazione.
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Ricorso improcedibile: l’onere di deposito sentenza
Una società di costruzioni ha impugnato una condanna al risarcimento danni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso improcedibile perché la società non ha depositato la copia notificata della sentenza d'appello, un adempimento formale obbligatorio. L'ordinanza sottolinea come questo onere sia cruciale per verificare la tempestività dell'impugnazione, confermando inoltre che il ricorso era stato presentato tardivamente.
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Prescrizione del reato: Cassazione e risarcimento
Un conducente di autotreno è stato condannato per lesioni colpose a seguito di un incidente stradale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del reato per intervenuta prescrizione. Tuttavia, ha giudicato inammissibile il ricorso per gli aspetti civili, confermando l'obbligo dell'imputato di risarcire il danno alla vittima. La decisione si fonda sulla validità della testimonianza della persona offesa, corroborata da un altro testimone, ritenuta sufficiente a provare la responsabilità civile nonostante la prescrizione del reato.
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Indennità Covid-19: quando spetta all’artigiano
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità Covid-19 per le perdite commerciali spetta anche agli artigiani iscritti alla gestione previdenziale nel marzo 2020, purché l'iscrizione sia avvenuta prima dell'entrata in vigore della legge istitutiva (17 marzo 2020). La Corte ha respinto il ricorso dell'ente previdenziale, chiarendo che il requisito è l'iscrizione al momento dell'entrata in vigore della norma, non l'iscrizione dal primo giorno del mese.
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Indennità lavoratori stagionali: conta l’attività?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità lavoratori stagionali per il Covid-19 spetta in base all'effettiva attività lavorativa svolta nel settore turistico, e non secondo la classificazione previdenziale formale del datore di lavoro. In questo caso, un cuoco dipendente di un'impresa di pulizie, ma operante in un hotel, ha ottenuto il sussidio. La Corte ha sottolineato la natura assistenziale della misura, finalizzata a proteggere il reddito del lavoratore, facendo prevalere la sostanza sulla forma.
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Gestione Separata avvocati: ricorso INPS inammissibile
Un avvocato, con redditi inferiori alla soglia per l'iscrizione alla cassa professionale, era stato esonerato dall'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata dai giudici di merito. L'Ente Previdenziale ha proposto ricorso in Cassazione, ma la Suprema Corte lo ha dichiarato inammissibile perché notificato oltre il termine perentorio di legge. La Corte ha preliminarmente dichiarato l'inesistenza di una precedente ordinanza viziata da un grave errore materiale.
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Istanze istruttorie: quando si considerano abbandonate?
Un soggetto chiedeva il riconoscimento della proprietà di un fondo per usucapione. La Corte d'Appello rigettava la domanda, ritenendo le istanze istruttorie del richiedente abbandonate perché non reiterate nelle conclusioni. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la rinuncia alle istanze istruttorie non può essere presunta dalla semplice omissione, ma deve emergere da una volontà inequivocabile della parte, che il giudice di merito ha il dovere di accertare. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Sospensione prescrizione COVID: calcolo e legalità
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per intervenuta prescrizione, correggendo l'errato calcolo del periodo di sospensione dei termini effettuato dalla Corte d'Appello. Il caso verteva sulla corretta applicazione della normativa emergenziale, e la Suprema Corte ha stabilito che la sospensione prescrizione COVID non è automatica, ma legata a rinvii di udienze effettivamente calendarizzate. Facendo leva anche su una pronuncia della Corte Costituzionale, ha ricalcolato i termini, dichiarato estinto il reato e annullato la condanna senza rinvio.
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Ricorso cautelare licenziamento: salva la decadenza
Un lavoratore impugnava il licenziamento. Dopo il fallimento del tentativo di conciliazione, depositava un ricorso cautelare licenziamento entro il termine di 60 giorni. I giudici di merito ritenevano tardiva l'azione, sostenendo fosse necessario depositare il ricorso ordinario. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che il deposito del ricorso cautelare è un atto idoneo a impedire la decadenza, in linea con i principi espressi dalla Corte Costituzionale per garantire una tutela rapida ed efficace al lavoratore.
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Cessazione materia del contendere: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in una controversia su un accordo di sovraindebitamento. Inizialmente, il voto di un creditore era stato considerato favorevole per il principio del silenzio-assenso. Tuttavia, durante il giudizio in Cassazione, le parti hanno raggiunto un nuovo accordo per la liquidazione del patrimonio, facendo venir meno l'interesse a una decisione. La Corte ha quindi terminato il giudizio, chiarendo che in questi casi non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Operazioni inesistenti: Cassazione conferma onere prova
Una società impugnava un avviso di accertamento per costi indeducibili derivanti da operazioni inesistenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo la corretta cumulabilità tra la sospensione dei termini per l'emergenza Covid-19 e quella per la definizione delle liti fiscali. Inoltre, ha dichiarato inammissibile il motivo relativo al riesame delle prove, ribadendo che spetta al contribuente fornire una prova rigorosa dell'effettività delle operazioni contestate quando l'Amministrazione Finanziaria ha presentato un quadro indiziario solido.
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Impossibilità sopravvenuta e stipendio nel lockdown
La Corte di Cassazione ha stabilito che un datore di lavoro del settore aereo, impossibilitato a ricevere la prestazione lavorativa a causa del lockdown per COVID-19, non è tenuto a corrispondere la retribuzione. Questo principio si applica quando l'impossibilità sopravvenuta non è imputabile all'azienda, la quale era legalmente esclusa dagli ammortizzatori sociali ordinari previsti per l'emergenza. La Corte ha chiarito che la sospensione dell'attività per ordine dell'autorità ('factum principis') determina una quiescenza del rapporto di lavoro, sospendendo l'obbligo di retribuzione.
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Sospensione termini processuali Covid: appello valido
Un ente previdenziale si oppone a un precetto. L'appello contro la decisione di primo grado viene dichiarato inammissibile perché tardivo. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, affermando che il tribunale ha errato nel non considerare la sospensione termini processuali introdotta per l'emergenza Covid-19, che ha di fatto prolungato la scadenza per l'impugnazione. L'appello era quindi tempestivo e il caso viene rinviato per essere esaminato nel merito.
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Atto enunciato: la Cassazione sull’imposta di registro
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31829/2024, ha stabilito che l'imposta di registro su un atto enunciato, come una cessione di credito menzionata in un decreto ingiuntivo, non è dovuta se non vi è piena identità soggettiva tra le parti dell'atto enunciante e quelle dell'atto enunciato. L'Agenzia delle Entrate aveva richiesto il pagamento dell'imposta sulla cessione, ma la Corte ha annullato tale pretesa, confermando però la debenza dell'imposta in misura fissa sull'atto principale, ovvero il decreto ingiuntivo.
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