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D.L. 137/2020 — Sezione Terza Penale

178 provvedimenti

Altri anni per D.L. 137/2020

Vizio di Motivazione: Omesso Versamento IVA, Giudizio da Rifare
Un amministratore di azienda è stato condannato per omesso versamento IVA relativo a più anni. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di appello perché i giudici non hanno esaminato i "motivi aggiunti e nuovi" della difesa. Questi motivi includevano prove di trattative per un accordo di ristrutturazione dei debiti e una transazione fiscale, che avrebbero potuto influenzare sia la responsabilità che la pena. Questo costituisce un vizio di motivazione. La sentenza è stata annullata con rinvio ad altra sezione della Corte d'Appello per un nuovo giudizio, affinché vengano valutate le prove difensive. Il reato non è ancora prescritto.
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Scommesse illegali e Prescrizione del reato: la Cassazione annulla la condanna
Un titolare di un centro scommesse è stato condannato per aver gestito attività di gioco e scommesse senza le necessarie autorizzazioni. La difesa ha sostenuto che una successiva procedura di regolarizzazione avrebbe dovuto estinguere il reato e che il fatto fosse di lieve entità. Ha anche eccepito un vizio di notifica. La Corte di Cassazione ha rigettato queste argomentazioni, ma ha annullato la condanna senza rinvio. Il reato si è infatti estinto per **prescrizione del reato** a causa del decorso del tempo, superando il termine massimo di sette anni e sei mesi dalla data di consumazione del fatto.
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Nullità processuale: Sentenza annullata per conclusioni ignorate
Un Lavoratore è stato condannato per abusi edilizi legati all'installazione di una casa mobile. La Corte d'Appello ha confermato la condanna, ma non ha considerato le conclusioni scritte inviate dal suo difensore tramite PEC, come previsto dalle norme emergenziali Covid-19. La Corte di Cassazione ha riconosciuto una grave nullità processuale. Ha stabilito che l'omessa valutazione di tali conclusioni ha violato il diritto del Lavoratore a partecipare attivamente al processo. Per questo motivo, la sentenza di appello è stata annullata e il caso è stato rinviato a una diversa sezione della Corte d'Appello per un nuovo giudizio.
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Termini deposito ordinanza riesame: Cassazione chiarisce i calcoli
Un cittadino ha chiesto la fine di una misura cautelare perché il Tribunale del riesame non aveva depositato l'ordinanza nei tempi previsti. Il giudice iniziale ha respinto la richiesta, calcolando i termini in modo diverso. Il cittadino ha presentato un ricorso in Cassazione. La Corte ha chiarito che il ricorso era in realtà un appello cautelare. Ha quindi rinviato gli atti al Tribunale del riesame competente per una nuova valutazione, sottolineando l'importanza del corretto calcolo dei Termini deposito ordinanza riesame a partire dalla data di deliberazione in camera di consiglio.
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Doppio Deposito Impugnazione Penale: Ammissibile se non notificato?
Un cittadino ha presentato un appello cautelare contro una misura preventiva, depositandolo prima in via telematica e poi cartacea. Il Tribunale del Riesame ha dichiarato inammissibile il secondo deposito, sostenendo che il primo era già stato dichiarato inammissibile, anche se la difesa non ne era ancora stata formalmente informata. La Corte di Cassazione ha stabilito che il doppio deposito impugnazione penale è ammissibile se il difensore non ha ricevuto comunicazione formale della precedente declaratoria di inammissibilità e se il secondo atto rispetta i termini. La Corte ha annullato l'ordinanza, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Dichiarazione Fraudolenta: Prescrizione Reato Tributario per Errori Procedurali
Un amministratore di una società è stato condannato per dichiarazione fraudolenta. La Corte d'Appello ha parzialmente riformato la sentenza, ma l'Amministratore ha presentato ricorso in Cassazione, contestando errori procedurali come la mancata trasmissione delle conclusioni del Pubblico Ministero e la tardiva notifica dell'udienza d'appello. La Suprema Corte ha accolto queste eccezioni, dichiarando l'intervenuta prescrizione reato tributario per il residuo capo d'imputazione. Ha annullato la sentenza per gli aspetti penali, ma ha confermato la confisca dei beni, ritenendo accertata la responsabilità dell'imputato nonostante l'estinzione del reato.
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Condanna per Diritto d’Autore Annullata: Prescrizione del Reato Decisiva
Un Lavoratore è stato condannato per violazione del diritto d'autore, con sentenza confermata in appello. Il Procuratore Generale ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che la prescrizione del reato era già maturata prima della sentenza d'appello. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il termine massimo di prescrizione era scaduto il 6 maggio 2019, mentre la sentenza d'appello era del 2 luglio 2021. Di conseguenza, il reato si era estinto per intervenuta prescrizione. La Suprema Corte ha annullato la condanna senza rinvio.
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Spaccio di stupefacenti: la Cassazione conferma condanna per quantità
Un Lavoratore è stato condannato per illecita detenzione a fini di spaccio di stupefacenti, avendo in possesso 650 grammi di marijuana. Ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il fatto dovesse rientrare nell'ipotesi lieve o fosse destinato a uso personale come 'scorta', e chiedendo il riconoscimento delle attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che i giudici di merito hanno correttamente valutato la notevole quantità di droga e la presenza di un bilancino, escludendo la minima offensività e la destinazione a uso personale. Anche la richiesta di attenuanti generiche è stata respinta, considerando i precedenti penali del Lavoratore.
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Messa alla prova e abuso edilizio: proscioglimento annullato senza demolizione
Un Lavoratore, accusato di reati edilizi, è stato prosciolto dal Tribunale per l'esito positivo della messa alla prova. Il Pubblico Ministero ha contestato la decisione, sostenendo che il Lavoratore non aveva demolito le opere abusive né ottenuto la sanatoria, condizioni essenziali per la messa alla prova. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha ribadito che per un esito positivo della messa alla prova nei reati edilizi è obbligatorio eliminare le conseguenze del reato, tramite demolizione o sanatoria. Il Tribunale non aveva verificato questo adempimento. La sentenza di proscioglimento è stata annullata con rinvio al Tribunale per un nuovo giudizio.
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Patteggiamento vs. Ricorso: L’Inammissibilità Ricorso Penale Spiega la Cassazione
Una Azienda alimentare ha presentato ricorso contro il rifiuto di restituire prodotti sequestrati per presunta frode alimentare. Durante il procedimento, l'Azienda ha richiesto un patteggiamento, rinunciando implicitamente al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale. La decisione ha stabilito che, a causa della rinuncia implicita dovuta al patteggiamento, il ricorso non poteva essere esaminato. Non è stata imposta alcuna condanna al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende, riconoscendo che la rinuncia non derivava da colpa.
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Errore nella determinazione della pena: La Cassazione corregge il giudice
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di errore nella determinazione della pena in un processo per coltivazione di stupefacenti. L'Imputato aveva concordato una pena ridotta grazie al rito abbreviato. Tuttavia, la Corte d'Appello, pur riconoscendo l'accordo nelle motivazioni, ha indicato nel dispositivo una pena superiore. La Cassazione ha annullato la sentenza limitatamente alla sanzione, rideterminando la pena a quella effettivamente concordata: dieci mesi di reclusione e mille euro di multa, correggendo così la discrepanza.
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Frode Fiscale: Fattura Falsa e Ricorso Inammissibile in Cassazione
Un Lavoratore e una Dipendente sono stati condannati per frode fiscale. Il Lavoratore aveva usato una fattura falsa, emessa dalla Dipendente (sua moglie e impiegata di un bar), per servizi di catering inesistenti. La fattura riguardava corsi di sicurezza. La Corte d'Appello ha confermato la condanna. I ricorrenti hanno presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto le motivazioni generiche e infondate, poiché i giudici d'appello avevano già confutato le stesse argomentazioni difensive. La transazione successiva non provava la veridicità della fattura. I ricorrenti devono pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Associazione per delinquere e frode fiscale: ricorsi inammissibili
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi di diversi imputati condannati per associazione per delinquere finalizzata a reati tributari. Molti dei reati fiscali erano già stati dichiarati prescritti. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili la maggior parte dei ricorsi, poiché contestavano la motivazione delle sentenze precedenti anziché evidenziare vizi di diritto o prove di innocenza manifesta. Ha ribadito che, in presenza di prescrizione, i vizi di motivazione sono irrilevanti. La Corte ha confermato la corretta applicazione della recidiva e il calcolo dei termini di prescrizione, ritenendo il reato associativo non prescritto per i ricorrenti. Tutti i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili, con condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Prescrizione reato: chi paga le spese processuali parte civile?
Un cittadino era stato accusato di reati edilizi. Il Tribunale di Roma ha dichiarato il reato estinto per intervenuta prescrizione, ma lo ha comunque condannato a pagare le spese processuali alla parte civile. Il cittadino ha fatto ricorso. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna alle spese processuali parte civile. Ha stabilito che, se il reato si estingue per prescrizione prima della sentenza di primo grado e non c'è una condanna per risarcimento del danno, l'imputato non deve pagare le spese legali della parte civile. La condanna alle spese presuppone l'accoglimento della domanda risarcitoria.
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Trasmissione atti al riesame: dvd vuoti e validità della misura
Un indagato sottoposto all'obbligo di dimora ha proposto ricorso al Tribunale della Libertà. La cancelleria della Procura ha inviato l'elenco cartaceo dei documenti e due supporti digitali contenenti i file dell'indagine. I giudici del riesame hanno riscontrato che i dischi risultavano vuoti e hanno revocato la misura cautelare per mancata trasmissione della documentazione entro il termine stabilito dalla legge. Il Pubblico Ministero ha presentato ricorso per Cassazione contestando la decisione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso e ha chiarito le regole della trasmissione atti al riesame. Un difetto tecnico di lettura o un supporto illeggibile non costituiscono un'omissione totale. I giudici devono rinviare brevemente l'udienza e sollecitare l'invio corretto dei file prima di dichiarare decaduta la misura.
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Non menzione della condanna: Cassazione annulla per omessa valutazione
Un Lavoratore è stato condannato per detenzione di hashish e cocaina destinati allo spaccio. Ha presentato ricorso per Cassazione, contestando il mancato riconoscimento della non menzione della condanna e della particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso solo per la non menzione della condanna, annullando la sentenza impugnata su questo punto e rinviando alla Corte d'Appello di Perugia per una nuova valutazione. Ha invece rigettato la richiesta di particolare tenuità, ritenendo il fatto non di lieve entità data la tipologia e quantità di sostanze.
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Daspo: Diritto di Difesa negato, convalida annullata dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un Daspo emesso dal Questore contro un Lavoratore. Il GIP aveva convalidato il provvedimento senza concedere il termine minimo di 48 ore per l'esercizio del diritto di difesa del Lavoratore, impedendogli di presentare memorie difensive. La Corte ha ribadito che il rispetto di questo termine è fondamentale per garantire il contraddittorio cartolare e il diritto di difesa nel Daspo. La mancata osservanza di tale termine costituisce una violazione di legge che rende nullo il provvedimento. L'obbligo di presentazione in Questura è stato dichiarato inefficace.
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Rifiuti Illeciti: Condanna Annullata per Prescrizione del Reato
Un imputato, condannato per la gestione illecita di rifiuti speciali non pericolosi, ha presentato appello contro la sentenza di primo grado che gli aveva inflitto una pena pecuniaria. La Corte di Cassazione ha rilevato che, per la pena inflitta (ammenda), l'appello non era il mezzo di impugnazione corretto. Ha quindi riqualificato l'atto come ricorso per Cassazione. La Suprema Corte ha annullato sia la sentenza d'appello (ritenuta "inutiliter data", cioè inutile) sia la condanna di primo grado, poiché il reato era estinto per prescrizione. Questo ha portato all'annullamento della condanna per la gestione illecita di rifiuti a causa della sopraggiunta prescrizione del reato.
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DASPO con obbligo di firma: fumogeno innocuo ma misura valida
La Corte di Cassazione ha confermato la piena legittimità del DASPO con obbligo di firma della durata di cinque anni imposto a un tifoso. L'uomo aveva acceso un fumogeno durante una partita di calcio per festeggiare un gol della propria squadra, lanciandolo sulla pista di atletica antistante gli spalti. La difesa sosteneva la particolare tenuità del fatto e la natura puramente folkloristica dell'atto, privo di danni effettivi o pericoli immediati. I giudici hanno invece ribadito che il lancio di materiale pirotecnico integra una pericolosità oggettiva e attuale. Il giudice della convalida può motivare il provvedimento richiamando gli accertamenti della Questura, soprattutto quando la persona presenta precedenti specifici per condotte analoghe.
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Misure cautelari personali: no all’inefficacia per file vuoti
L'indagato subisce la misura della custodia in carcere e presenta ricorso al Tribunale del Riesame. La Procura trasmette gli atti nei termini, inviando parte cartacea e due supporti digitali, i quali risultano però non leggibili per disguidi tecnici. Il Tribunale del Riesame dichiara l'immediata inefficacia della custodia per omessa trasmissione degli atti. Il Pubblico Ministero impugna la decisione in Cassazione. La Suprema Corte accoglie il ricorso della Procura e annulla l'ordinanza con rinvio. La Corte stabilisce che la trasmissione difettosa o incompleta di atti comunque indicati non equivale alla totale mancata trasmissione. In tema di misure cautelari personali, i giudici devono attivare il potere di richiedere l'integrazione degli atti mancanti prima di dichiarare decaduta la misura restrittiva.
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