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D.L. 137/2020 — Anno 2025

139 provvedimenti

Altri anni per D.L. 137/2020

Giurisdizione contributi fondo perduto: decide l’ordinario
A seguito di un conflitto tra giudice tributario e ordinario, la Corte di Cassazione, richiamando una sentenza della Corte Costituzionale, ha stabilito la giurisdizione sui contributi a fondo perduto. Poiché tali contributi sono aiuti economici e non benefici fiscali, le controversie relative alla loro revoca o recupero spettano alla competenza del giudice ordinario e non a quello tributario.
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Trattazione orale in appello: i termini per la richiesta
La Cassazione rigetta un ricorso per estorsione, chiarendo che la richiesta di trattazione orale in appello è inefficace se inserita nell'atto di impugnazione. Deve essere presentata entro 15 giorni dalla notifica del decreto di citazione, pena la decadenza, secondo l'art. 598-bis c.p.p.
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Condono Edilizio: no alla sanatoria con frazionamento
La Corte di Cassazione Penale conferma l'ordine di demolizione di un immobile abusivo. Il tentativo di sanatoria tramite un condono edilizio basato su un frazionamento fittizio, per superare i limiti di volume, è stato ritenuto illegittimo. La Corte ha negato la legittimazione della promissaria acquirente a presentare l'istanza e ha ribadito che un unico edificio non può essere suddiviso per eludere la legge.
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Subentro del curatore: ammesso anche in appello
La Corte di Cassazione chiarisce che il subentro del curatore fallimentare in un'azione revocatoria, avviata da un creditore, è un diritto potestativo esercitabile anche in appello. La Corte ha ritenuto irrilevante la precedente inerzia o la diversa posizione processuale assunta dal fallimento in primo grado. La decisione conferma inoltre la revoca di una compravendita immobiliare, basandosi su presunzioni per dimostrare la consapevolezza del terzo acquirente del pregiudizio ai creditori.
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Emissione fatture inesistenti: reato unico e prescrizione
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di emissione fatture inesistenti, stabilendo principi chiave sulla natura del reato e sulla prescrizione. Due soggetti sono stati condannati per aver creato e rilasciato false ricevute mediche. La Corte ha chiarito che l'emissione di più fatture false nello stesso periodo d'imposta configura un unico reato. Di conseguenza, ha annullato la condanna per i reati più datati per intervenuta prescrizione, rinviando il caso alla Corte d'Appello per la rideterminazione della pena.
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Indennità covid agricoli: no cumulo con altri bonus
La Corte di Cassazione ha stabilito che i lavoratori agricoli a tempo determinato non possono accedere all'indennità COVID-19 per i lavoratori stagionali di altri settori. La sentenza chiarisce che l'esistenza di una specifica indennità covid agricoli crea un sistema di tutele separato e non cumulabile, basato sul principio di specialità della norma.
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Ricettazione: la Cassazione sui contrassegni animali
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due allevatori condannati per ricettazione di contrassegni identificativi di bovini. La sentenza chiarisce che la mancata giustificazione del possesso di materiale di illecita provenienza integra il reato e che un ricorso inammissibile preclude la dichiarazione di prescrizione del reato.
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Ricettazione: la spiegazione non credibile è prova
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione per il reato di ricettazione. Il Tribunale di primo grado aveva assolto l'imputato pur ritenendo non credibile la sua versione sulla provenienza dei beni. La Suprema Corte ha ribadito che, in tema di ricettazione, la mancata fornitura di una spiegazione attendibile da parte di chi possiede il bene di provenienza illecita costituisce piena prova dell'elemento soggettivo del reato, ovvero la consapevolezza dell'origine illegale. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio.
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Minorata difesa: furto tra la folla, cosa dice la Corte?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputate condannate per furto aggravato. La Corte ha confermato la sussistenza dell'aggravante della minorata difesa, poiché il reato era stato commesso approfittando della calca durante una festa religiosa, circostanza che ha concretamente ridotto le possibilità di difesa della vittima.
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Convalida DASPO: la Cassazione sui poteri del GIP
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un tifoso contro la convalida di un DASPO con obbligo di firma. La sentenza chiarisce che, nella procedura di convalida DASPO, il contraddittorio può essere puramente documentale e il giudice deve effettuare un controllo sostanziale sulla pericolosità del soggetto e sulla necessità della misura, potendo motivare la sua decisione anche facendo riferimento agli atti del Questore. Il giudice ha il potere di valutare tutti gli elementi, inclusi precedenti non recenti, per determinare l'adeguatezza e la durata della misura preventiva.
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Delitto tentato e danno rilevante: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per un tentativo di furto aggravato. La sentenza chiarisce che l'aggravante del danno patrimoniale di rilevante entità può essere applicata anche in caso di delitto tentato e danno rilevante, qualora le modalità del fatto, come la meticolosa pianificazione, dimostrino la consapevolezza dell'imputato circa l'ingente valore della merce.
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Indennizzi Covid-19: no al cumulo per agricoli
La Cassazione ha negato a una lavoratrice agricola il cumulo degli indennizzi Covid-19 specifici per il suo settore con quelli previsti per gli altri lavoratori stagionali, affermando che il legislatore ha creato due regimi di tutela distinti e non sovrapponibili.
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Convalida DASPO: i termini per PM e GIP spiegati
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un tifoso destinatario di un DASPO con obbligo di firma. Il ricorrente lamentava il ritardo del Pubblico Ministero nella richiesta di convalida DASPO. La Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato: l'unico termine perentorio, la cui violazione rende inefficace la misura, è quello complessivo di 96 ore dalla notifica entro cui deve intervenire la convalida del Giudice. Il termine di 48 ore per la richiesta del PM, invece, non è sanzionato con l'inefficacia.
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Amministratore di diritto: responsabilità penale certa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un amministratore di diritto, condannato per reati fiscali. La Corte ha ribadito che la consapevolezza della macroscopica illegalità dell'attività sociale è sufficiente a provare il dolo, anche per chi si limita a un ruolo di mero prestanome, rendendo di fatto inefficace la difesa basata sulla mancanza di poteri gestionali.
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Impugnazione sequestro preventivo: quando è inammissibile
Una società finanziaria ha impugnato la decisione del Pubblico Ministero di non eseguire un sequestro preventivo su alcuni autotelai. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'impugnazione del sequestro preventivo inammissibile, chiarendo che le questioni relative alle modalità esecutive di una misura cautelare devono essere sollevate tramite un incidente di esecuzione e non con un appello. La sentenza sottolinea l'importanza di utilizzare il corretto strumento processuale per evitare sanzioni.
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Giudizio in assenza: le regole per i processi in corso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, cogliendo l'occasione per chiarire importanti aspetti procedurali. La sentenza si sofferma sulle regole di applicazione del giudizio in assenza per i procedimenti già in corso al momento della riforma, sulla validità della dichiarazione di irreperibilità e sulla continuità normativa tra la vecchia aggravante e il nuovo reato di sfregio permanente del viso.
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Truffa contrattuale: annullata l’assoluzione
La Corte di Cassazione annulla la sentenza di assoluzione per due imputati accusati di truffa contrattuale. La Corte ha stabilito che l'utilizzo di documenti falsi per deviare un pagamento costituisce reato, anche se il pagamento era originariamente dovuto a terzi. Il danno per la vittima sussiste, poiché il versamento fraudolento non estingue il debito verso i creditori legittimi. Il caso viene rinviato al giudice civile per le opportune valutazioni.
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Ricorso tardivo: inammissibilità e conseguenze
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una condanna per bancarotta fraudolenta. La decisione si fonda sulla presentazione del ricorso oltre i termini di legge, configurando un'ipotesi di ricorso tardivo. L'ordinanza sottolinea le severe conseguenze di tale errore procedurale, tra cui la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Indebita compensazione: la Cassazione e il dolo
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un contribuente condannato per indebita compensazione. La Corte ha ritenuto provata la sua consapevolezza (dolo) basandosi su plurimi indizi, come l'ingente debito e la tardiva denuncia contro ignoti, escludendo che si trattasse di mere presunzioni.
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Ricorso inammissibile: limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro il decreto di un tribunale che aveva revocato l'apertura di una procedura di liquidazione del patrimonio. La revoca era stata disposta a causa dell'omessa dichiarazione, da parte del debitore, di una causa risarcitoria a suo carico. La Suprema Corte ha stabilito che tale provvedimento, basato su un vizio di ammissibilità della domanda, è privo dei caratteri di decisorietà e definitività e, pertanto, non può essere impugnato in Cassazione, non precludendo al debitore la possibilità di ripresentare una nuova istanza corretta.
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