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D.L. 102/2013

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112 provvedimenti

Esenzione IMU alloggi sociali: la Cassazione decide
Un Ente di Edilizia Residenziale Pubblica ha contestato avvisi di accertamento IMU per gli anni 2014-2017, sostenendo il diritto all'esenzione per i propri immobili quali "alloggi sociali". La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha cassato la sentenza di secondo grado. La Corte ha chiarito la distinzione fondamentale tra la detrazione di 200 euro, prevista per gli alloggi ex IACP, e la piena esenzione IMU alloggi sociali, applicabile dal 2014 a quegli immobili che rispettano i requisiti del D.M. 22/04/2008. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Esenzione IMU alloggi sociali: la Cassazione decide
Un ente che gestisce edilizia residenziale pubblica ha impugnato un avviso di accertamento IMU, sostenendo il diritto all'esenzione per i propri immobili. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando la decisione precedente. I giudici hanno chiarito la distinzione fondamentale tra alloggi regolarmente assegnati (ex IACP), che beneficiano solo di una detrazione, e gli 'alloggi sociali', che hanno diritto alla totale esenzione IMU dal 2014. La causa è stata rinviata al giudice di secondo grado per una nuova valutazione basata su questi principi, in particolare per verificare se gli immobili in questione soddisfino i requisiti specifici per l'esenzione IMU alloggi sociali.
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Esenzione IMU alloggi sociali: la Cassazione decide
Un ente di edilizia residenziale pubblica ha impugnato un avviso di accertamento IMU, sostenendo il proprio diritto all'esenzione per gli immobili qualificati come "alloggi sociali". La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha stabilito un principio fondamentale: l'esenzione IMU per gli alloggi sociali spetta se questi rispettano i criteri del D.M. 22 aprile 2008 e sono adibiti ad abitazione principale dall'assegnatario. La Corte ha inoltre chiarito che tale destinazione si presume, invertendo l'onere della prova a carico dell'ente impositore, che dovrà dimostrare l'eventuale inadempimento dell'assegnatario per negare il beneficio.
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Esenzione ICI fabbricati: Catasto decisivo
Un Comune ha impugnato la decisione di una commissione tributaria che concedeva l'esenzione ICI a due contribuenti per fabbricati con categorie catastali urbane (A/3, C/2, C/6) ma di fatto utilizzati per attività agricola. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune, stabilendo che, ai fini dell'esenzione ICI, il dato determinante è l'oggettiva classificazione catastale dell'immobile. Se un fabbricato non è accatastato nelle categorie rurali (A/6 o D/10), è soggetto a imposta, e spetta al contribuente l'onere di impugnare il classamento per ottenerne la modifica.
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Errore di fatto revocatorio: quando non è ammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione, chiarendo la distinzione tra errore di valutazione giuridica e l'errore di fatto revocatorio. Il caso riguardava una controversia sull'ICI per immobili rurali. La Corte ha stabilito che un disaccordo sull'interpretazione delle norme e degli atti processuali non costituisce una "svista" materiale idonea a revocare una sentenza passata in giudicato.
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Errore di fatto: quando la Cassazione lo esclude
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione basato su un presunto errore di fatto in una causa relativa all'esenzione ICI per fabbricati rurali. La Corte chiarisce che l'errata interpretazione di norme o la valutazione delle argomentazioni delle parti costituisce un errore di giudizio, non un errore di fatto, ribadendo i rigidi confini di questo strumento di impugnazione straordinario.
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Esenzione IMU alloggi sociali: la Cassazione decide
Un'azienda di edilizia residenziale pubblica ha richiesto l'esenzione IMU per i suoi immobili, equiparandoli ad alloggi sociali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'esenzione IMU alloggi sociali non è automatica. L'ordinanza chiarisce che il canone di locazione, seppur ridotto, non è "simbolico" quando è destinato a coprire i costi di gestione e manutenzione. Tale caratteristica qualifica l'attività come economica, escludendola dal beneficio fiscale della piena esenzione e ammettendo solo una detrazione.
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Annotazione ruralità: decisiva per l’esenzione ICI
Un comune ha contestato l'esenzione ICI per l'anno 2007 su immobili registrati come rurali (cat. D/10) solo nel 2012. La Corte di Cassazione ha stabilito che, per ottenere l'esenzione fiscale retroattiva, la semplice classificazione catastale non è sufficiente. È indispensabile la presenza della specifica "annotazione ruralità" negli atti catastali, un adempimento che il giudice di merito non aveva verificato, portando all'annullamento della sua decisione.
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Classificazione catastale: è decisiva per l’ICI?
Una società agricola ha contestato un avviso di accertamento ICI per il 2002, sostenendo la natura rurale dei propri immobili, nonostante fossero iscritti in catasto con categorie non rurali (D/8 e C/2). La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini dell'esenzione fiscale, la classificazione catastale formale è l'elemento decisivo. La semplice presentazione di una domanda di rettifica non è sufficiente per ottenere il beneficio fiscale se, nell'anno di imposta di riferimento, l'immobile non risulta ancora censito nelle corrette categorie rurali (A/6 o D/10).
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Morosità conduttore: quando è risolto il contratto
Una sentenza del Tribunale di Bergamo ha stabilito la risoluzione di un contratto di locazione commerciale per morosità del conduttore. Il conduttore aveva sospeso il pagamento dei canoni sostenendo di aver effettuato lavori di ristrutturazione necessari. Il Giudice ha ritenuto l'inadempimento grave e ingiustificato, poiché il conduttore non ha fornito prove sufficienti né sulla necessità dei lavori né su un presunto accordo con il locatore. La decisione sottolinea l'importanza dell'onere della prova e il peso delle clausole contrattuali che vietano la sospensione dei pagamenti.
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Esenzione IMU enti non commerciali: la Cassazione
Con la sentenza n. 34601 del 30/12/2019, la Corte di Cassazione, Sezione V Civile, ha negato l'esenzione IMU a un ente di edilizia popolare per gli immobili destinati a locazione sociale. La Corte ha ribadito che per beneficiare della esenzione IMU enti non commerciali è necessario un doppio requisito: la natura non commerciale dell'ente e, soprattutto, l'utilizzo diretto dell'immobile per le finalità istituzionali. La locazione a terzi, anche a canone calmierato, configura un utilizzo indiretto e, pertanto, esclude l'agevolazione fiscale.
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Esenzione IMU Enti: No se l’immobile è in affitto
Con la sentenza n. 34602 del 30/12/2019, la Corte di Cassazione, Sez. V Civile, ha negato l'esenzione IMU a un'Agenzia per l'edilizia popolare. Il caso riguardava la richiesta di rimborso dell'imposta versata per l'anno 2012 su immobili destinati a edilizia sociale. La Corte ha stabilito che l'esenzione IMU per enti non commerciali, prevista dall'art. 7, lett. i) del D.Lgs. 504/1992, richiede un doppio requisito: l'utilizzo diretto dell'immobile da parte dell'ente e la destinazione esclusiva ad attività non lucrative. Poiché l'Agenzia affittava gli immobili a terzi, sebbene a canone calmierato, viene a mancare il requisito dell'utilizzo diretto, rendendo l'imposta dovuta.
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