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Direttiva 1999/70/CE — Sezione Lavoro Civile

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517 provvedimenti

Altri anni per Direttiva 1999/70/CE

Ricorso inammissibile: i requisiti di chiarezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un docente contro il Ministero dell'Istruzione. Il ricorso è stato respinto non nel merito, ma per vizi procedurali, in quanto privo dei requisiti di chiarezza, sinteticità e autosufficienza richiesti dalla legge. La Corte ha sottolineato che un appello deve essere formulato in modo da consentire al giudice di comprendere le censure senza dover consultare altri atti. La decisione conferma l'importanza del rigore formale nella presentazione dei ricorsi per cassazione e chiarisce le condizioni per il raddoppio del contributo unificato.
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Magistratura onoraria: no a parità di trattamento
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un giudice di pace che chiedeva un trattamento retributivo e previdenziale pari a quello dei magistrati di carriera. La decisione si fonda sulla non comparabilità delle due figure e sull'impossibilità per l'autorità giudiziaria di creare nuove norme in materia. La Corte ha ribadito che il ruolo della magistratura onoraria è distinto da quello della magistratura ordinaria, respingendo le pretese di equiparazione.
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Contratti a termine agricoltura: i limiti stagionali
Un gruppo di operai agricoli, impiegati per decenni da un ente pubblico con contratti a tempo determinato, ha contestato l'abuso di tale forma contrattuale. La Corte di Cassazione, accogliendo il loro ricorso, ha stabilito principi fondamentali sui contratti a termine agricoltura. Ha chiarito che l'ente pubblico in questione non può essere considerato un imprenditore agricolo e che le deroghe ai limiti di durata (36 mesi) si applicano solo a mansioni genuinamente stagionali, il cui onere della prova spetta al datore di lavoro. Le leggi regionali non possono ampliare tali deroghe in contrasto con la normativa nazionale ed europea.
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Contratti a termine e stagionalità: i limiti per gli enti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22413/2024, ha stabilito che un ente pubblico agricolo non può essere considerato un imprenditore agricolo e, pertanto, non può beneficiare delle deroghe sui contratti a termine previste per il settore. La nozione di "stagionalità" deve essere interpretata in senso restrittivo, limitandola a esigenze temporanee e non a mansioni continuative. L'onere di provare la natura esclusivamente stagionale del rapporto di lavoro ricade interamente sul datore di lavoro.
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Contratti art. 90 TUEL: no al limite di 36 mesi
La Corte di Cassazione ha stabilito che il limite massimo di durata di 36 mesi per i contratti a tempo determinato non si applica agli incarichi di staff negli enti locali, disciplinati dall'art. 90 del TUEL. La Suprema Corte ha chiarito che la natura fiduciaria di tali rapporti e il loro stretto legame con il mandato politico dell'organo di governo giustificano una durata superiore, in linea con una legge di interpretazione autentica sopravvenuta. Di conseguenza, è stato annullato il risarcimento del danno precedentemente riconosciuto a una dipendente comunale per superamento del suddetto termine.
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Contratti art. 90 TUEL: legittimi oltre i 36 mesi
Una lavoratrice ha contestato la legittimità di una serie di contratti a termine stipulati con un ente locale per un periodo totale di nove anni. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22334/2024, ha respinto il ricorso, stabilendo che i contratti art. 90 TUEL, relativi al personale di staff degli organi politici, hanno una natura speciale. La loro durata è legata al mandato politico e non soggiace al limite generale di 36 mesi, escludendo così l'ipotesi di un ricorso abusivo a tali contratti.
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Contratti art 90 TUEL: la durata supera i 36 mesi
Una dipendente di un Comune, assunta con un contratto di staff ai sensi dell'art. 90 TUEL, ha citato in giudizio l'ente per aver superato la durata massima di 36 mesi prevista per i contratti a termine. Dopo due sentenze favorevoli alla lavoratrice, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Ha stabilito che per i contratti art 90 TUEL, caratterizzati da un forte legame fiduciario con l'organo politico, non si applica il limite generale dei 36 mesi. La loro durata è legittimamente ancorata a quella del mandato politico, rappresentando una disciplina speciale che deroga alle norme comuni sui contratti a tempo determinato. La Corte ha basato la sua decisione sulla natura 'intuitus personae' di tali incarichi e su una successiva legge di interpretazione autentica.
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Indennità di anzianità: calcolo e periodi di lavoro
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente pubblico, confermando il diritto di una ex dipendente a un ricalcolo dell'indennità di anzianità. La Corte ha stabilito che il ricorso iniziale era valido anche senza conteggi dettagliati e che nel calcolo dell'indennità devono essere inclusi sia il periodo di lavoro precario svolto in continuità, sia la retribuzione di posizione percepita al momento del pensionamento. La decisione sottolinea il principio di non discriminazione tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato.
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Prescrizione danno pubblico impiego: 10 anni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25201/2024, ha respinto il ricorso di un ente pubblico, stabilendo che la prescrizione per il danno da reiterazione abusiva di contratti a termine nel pubblico impiego è decennale e non quinquennale. La Corte ha ribadito la natura contrattuale della responsabilità della P.A., escludendo la tesi della responsabilità precontrattuale. La decisione consolida un orientamento giurisprudenziale ventennale a tutela dei lavoratori precari del settore pubblico.
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Elemento retributivo: negato a ex-tirocinanti
Una società di trasporto pubblico ha negato a un ex lavoratore con contratto di formazione un Elemento retributivo (E.R.S.) previsto per il personale a tempo indeterminato. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda, stabilendo che l'E.R.S. non è legato all'anzianità ma deriva dalla fusione di voci salariali preesistenti, non percepite dai neoassunti. La pretesa del lavoratore è stata quindi respinta.
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Dirigente pubblico a termine: sì al risarcimento danni
La Corte di Cassazione ha stabilito che anche un dirigente pubblico a termine ha diritto alla tutela contro l'abuso di contratti a tempo determinato, in conformità con la normativa europea. La sentenza cassa la decisione della Corte d'Appello che negava il risarcimento a una dirigente sanitaria, la cui posizione era stata reiteratamente rinnovata per anni da un'agenzia pubblica per coprire esigenze stabili. La Suprema Corte ha chiarito che il carattere fiduciario del rapporto dirigenziale pubblico non giustifica la precarizzazione e ha affermato il diritto della lavoratrice al risarcimento del cosiddetto 'danno comunitario'.
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Riconoscimento anzianità pre-ruolo: la Cassazione rinvia
Una docente chiede il pieno riconoscimento dell'anzianità di servizio maturata prima dell'assunzione a tempo indeterminato. La Corte d'Appello accoglie la sua richiesta, ma il Comune ricorre in Cassazione. La Suprema Corte, data la complessità delle questioni giuridiche, in particolare riguardo la prescrizione e l'applicazione della normativa europea, non decide nel merito ma rinvia il caso a una pubblica udienza per un'analisi più approfondita. Il tema centrale è il corretto riconoscimento anzianità pre-ruolo.
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Anzianità di servizio medico: no a cumulo con stop
Un dirigente medico ha richiesto il riconoscimento della sua anzianità di servizio totale, maturata attraverso diversi contratti a termine con interruzioni, al fine di ottenere una maggiore indennità di esclusività. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che le interruzioni significative tra i contratti interrompono la necessaria continuità per il calcolo dell'anzianità di servizio. Inoltre, ha confermato che i nuovi contratti collettivi non hanno efficacia retroattiva.
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Contratti a termine fondazioni liriche: la Cassazione
Un tecnico specializzato, impiegato da una fondazione lirica con una lunga serie di contratti a termine, ha contestato la legittimità di tale precarietà. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31847/2025, ha stabilito che i contratti a termine nelle fondazioni liriche devono sempre essere giustificati da esigenze reali, temporanee e provvisorie, anche nei periodi in cui la legge generale prevedeva l'acausalità. Pur escludendo la conversione del contratto in tempo indeterminato per via delle specificità del settore, la Corte ha riaffermato il diritto del lavoratore a ottenere un risarcimento del danno per l'abuso subito, cassando la precedente decisione della Corte d'Appello.
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Risarcimento contratti a termine e giudicato parziale
La Corte di Cassazione ha stabilito che una precedente causa sulla legittimità dei contratti a termine crea un giudicato solo per il periodo allora contestato. Pertanto, è possibile richiedere il risarcimento per contratti a termine successivi a tale periodo. Inoltre, la Corte ha confermato che la stabilizzazione tramite concorso pubblico non costituisce un risarcimento automatico per l'abuso subito, poiché rappresenta solo una 'chance' di assunzione e non una diretta conseguenza riparatoria dell'illecito.
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Risarcimento contratti a termine: la guida completa
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al risarcimento del danno per un lavoratore a causa dell'abuso di contratti a termine da parte di un ente pubblico. La successiva assunzione a tempo indeterminato non esclude il risarcimento se non è una misura direttamente collegata a sanare l'illecito pregresso. La sentenza chiarisce che la stabilizzazione, per avere efficacia sanante, deve essere in un nesso di causalità diretta con la pregressa reiterazione abusiva dei contratti.
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Contratto a progetto pubblico: niente conversione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un lavoratore con un contratto a progetto illegittimo stipulato con un ente pubblico non economico. La Corte ha confermato che, nonostante l'illegittimità del contratto, il rapporto di lavoro non può essere convertito in uno a tempo indeterminato a causa delle specifiche norme che regolano l'accesso al pubblico impiego. Al lavoratore spetta unicamente una tutela risarcitoria, escludendo la possibilità di stabilizzazione.
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Anzianità di servizio precari: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito il pieno diritto al riconoscimento dell'anzianità di servizio per i precari della Pubblica Amministrazione che vengono stabilizzati. In un caso riguardante un ente per l'aviazione civile, i giudici hanno respinto il ricorso dell'ente, confermando che negare il computo del servizio pre-ruolo ai fini della carriera e della retribuzione costituisce una discriminazione vietata dal diritto dell'Unione Europea. La sentenza sottolinea che la normativa interna deve essere interpretata in conformità con i principi comunitari, garantendo parità di trattamento tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato.
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Azione di accertamento e liquidazione: i limiti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27796/2024, ha stabilito che l'azione di accertamento contro un ente in liquidazione coatta amministrativa è inammissibile se non sussiste uno specifico interesse non tutelabile tramite l'insinuazione al passivo. Nel caso esaminato, alcuni lavoratori chiedevano l'accertamento del diritto a mantenere il loro livello retributivo, ma la Corte ha ritenuto l'azione improponibile poiché, al momento della causa, non avevano più un rapporto di lavoro con l'ente convenuto e la loro pretesa aveva natura sostanzialmente creditoria, da far valere esclusivamente nella procedura concorsuale.
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Contratti a termine stagionali: limiti e tutele
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26199/2024, ha chiarito i limiti all'utilizzo dei contratti a termine stagionali da parte di un ente pubblico agricolo. La Corte ha stabilito che la nozione di "stagionalità" deve essere interpretata in modo rigoroso, escludendo le attività che rispondono a esigenze operative permanenti. È stato ribadito che l'onere di provare la natura esclusivamente stagionale delle mansioni svolte dal lavoratore grava sul datore di lavoro. La sentenza di appello, che aveva dato ragione all'ente, è stata cassata con rinvio.
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