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Direttiva 1999/70/CE — Sezione Lavoro Civile

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517 provvedimenti

Altri anni per Direttiva 1999/70/CE

Contratti stagionali: limiti per gli enti pubblici
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26197/2024, ha stabilito principi fondamentali sui contratti stagionali nel settore pubblico. Un lavoratore agricolo aveva citato in giudizio un Ente di Sviluppo Agricolo per l'abusiva reiterazione di contratti a tempo determinato. La Corte ha chiarito che un ente pubblico non economico non può essere equiparato a un imprenditore agricolo privato. Di conseguenza, le deroghe previste per i contratti stagionali nel settore agricolo non si applicano automaticamente. La Corte ha sottolineato che la natura genuinamente stagionale dell'attività deve essere provata rigorosamente dal datore di lavoro e non può includere mansioni continuative come la manutenzione. La sentenza della Corte d'Appello è stata annullata con rinvio.
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Contratti stagionali: limiti all’abuso e oneri prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26196/2024, ha stabilito principi chiave sui contratti stagionali nel settore agricolo. Un ente pubblico non è un imprenditore agricolo e non può beneficiare delle deroghe previste per tale settore. La nozione di 'stagionalità' va interpretata in modo restrittivo e spetta al datore di lavoro provare che le mansioni del lavoratore erano esclusivamente legate a esigenze temporanee e non a necessità permanenti dell'azienda. La reiterazione di contratti per mansioni non strettamente stagionali è considerata abusiva.
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Contratto a termine agricoltura: i limiti stagionali
Un ente pubblico agricolo ha reiterato l'assunzione di un lavoratore con contratti a tempo determinato per mansioni di manutenzione. La Cassazione ha stabilito che un contratto a termine agricoltura può superare i limiti di durata solo per attività strettamente stagionali. La manutenzione di macchinari, essendo un'esigenza annuale, non rientra in questa categoria, rendendo illegittima la successione di contratti. L'onere di dimostrare la stagionalità spetta al datore di lavoro. La Corte ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Contratto a termine agricolo: no deroga senza stagionalità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25393/2024, ha stabilito principi fondamentali riguardo al contratto a termine agricolo. Un lavoratore aveva contestato la reiterazione di contratti a tempo determinato da parte di un ente pubblico di sviluppo agricolo. La Corte ha chiarito che le deroghe alla normativa generale sui contratti a termine, previste per il settore agricolo, si applicano solo in presenza di attività genuinamente stagionali. Ha inoltre precisato che un ente pubblico non economico non può essere qualificato come imprenditore agricolo, e che l'onere di dimostrare la natura stagionale delle mansioni ricade interamente sul datore di lavoro.
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Prescrizione danno pubblico impiego: 10 anni, non 5
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione per il danno da pubblico impiego, derivante dall'illegittima reiterazione di contratti a termine, è decennale e non quinquennale. La Corte ha qualificato la responsabilità della Pubblica Amministrazione come contrattuale, poiché il danno non nasce dalla mancata assunzione ma dalla prestazione lavorativa resa in condizioni di precarietà, in violazione di norme imperative. L'ente pubblico ricorrente sosteneva la natura precontrattuale o extracontrattuale della responsabilità, con conseguente prescrizione breve di cinque anni, ma il suo ricorso è stato rigettato, confermando la tutela più ampia per il lavoratore.
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Contratti a termine agricoli: limiti e stagionalità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24983/2024, ha stabilito che un ente pubblico non può essere considerato un imprenditore agricolo e, pertanto, non può abusare dei contratti a termine agricoli. La Corte ha chiarito che la deroga per stagionalità si applica solo a lavori strettamente stagionali, escludendo mansioni continuative come la manutenzione. L'onere di provare la natura stagionale del rapporto spetta sempre al datore di lavoro. La sentenza di merito è stata cassata con rinvio.
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Lavoro agricolo: limiti ai contratti a termine per enti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24980/2024, ha stabilito che un ente pubblico non economico non può essere qualificato come imprenditore agricolo. Di conseguenza, non può beneficiare delle deroghe previste per i contratti a termine nel lavoro agricolo, che si applicano solo in caso di attività strettamente stagionali. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva dato ragione all'ente, sottolineando che l'onere di provare la natura stagionale delle mansioni ricade sul datore di lavoro.
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Licenziamento collettivo fondazioni: quando è valido
Un primo ballerino impugnava il suo licenziamento, parte di un licenziamento collettivo fondazioni a seguito della soppressione del corpo di ballo di un ente lirico-sinfonico. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del recesso, chiarendo che la scelta di sopprimere un intero settore, basata su ragioni tecnico-organizzative, è insindacabile nel merito e non viola le norme sui piani di risanamento. La sentenza ha inoltre validato la procedura seguita, inclusa la deroga al patrocinio dell'Avvocatura dello Stato.
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Legittimazione passiva: azione contro ex datore di lavoro
Due ex dipendenti citano in giudizio il loro precedente datore di lavoro, un ente in liquidazione, per ottenere il riconoscimento di un assegno personale da far valere presso le nuove amministrazioni di destinazione. La Cassazione dichiara l'azione inammissibile per difetto di legittimazione passiva, poiché l'azione doveva essere intentata contro i nuovi datori di lavoro, unici titolari del rapporto.
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Contratti a termine agricoltura: stop agli abusi
Un lavoratore agricolo ha contestato la reiterazione di contratti a termine da parte di un Ente Pubblico, chiedendo il risarcimento per l'abuso. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione d'Appello, ha stabilito che un ente pubblico non economico non può essere qualificato come imprenditore agricolo. Di conseguenza, non può beneficiare delle deroghe più ampie previste per il settore. La sentenza chiarisce che la deroga legata alla stagionalità nei contratti a termine in agricoltura si applica solo a mansioni strettamente e provatamente stagionali, ponendo fine a interpretazioni estensive che giustificavano abusi.
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Stabilizzazione precariato: la data del contratto è decisiva
Un gruppo di dipendenti a tempo determinato ha richiesto la conversione del proprio rapporto di lavoro in indeterminato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che per la stabilizzazione del precariato, ai sensi della normativa speciale esaminata, è fondamentale la data di stipula del contratto. La legge si applica solo ai contratti già in essere alla sua entrata in vigore, risultando irrilevante che la procedura di selezione fosse iniziata in data anteriore.
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Stabilizzazione precari scuola: esclude i danni?
Una docente, dopo anni di contratti a termine, ha ottenuto la stabilizzazione. Nonostante ciò, ha richiesto un risarcimento per l'abuso subito. La Corte di Cassazione ha stabilito che la stabilizzazione dei precari scuola è di per sé una sanzione adeguata e sufficiente, escludendo quindi il diritto a un ulteriore risarcimento economico, salvo prova di danni specifici. La Corte ha confermato che l'assunzione a tempo indeterminato sana l'illegittimità pregressa.
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Prescrizione crediti retributivi: la decisione Cass.
Una docente con contratti a termine ha citato in giudizio il Ministero per ottenere il riconoscimento della sua carriera e differenze retributive. La Corte di Cassazione, intervenendo sulla questione, ha chiarito un punto cruciale sulla prescrizione dei crediti retributivi. Pur confermando il principio di non discriminazione per l'anzianità di servizio, ha stabilito che le relative richieste economiche sono soggette alla prescrizione quinquennale, e non decennale. Di conseguenza, ha cassato la sentenza d'appello che applicava il termine più lungo, rinviando la causa per una nuova valutazione sul punto.
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Contratti a termine agricoli: limiti e stagionalità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20383/2024, ha accolto il ricorso di un lavoratore contro un ente pubblico agricolo, stabilendo principi chiari sui contratti a termine nel settore. La Corte ha precisato che un ente pubblico non economico non è un imprenditore agricolo e che la deroga ai limiti di durata dei contratti a termine è applicabile solo per attività genuinamente stagionali, il cui onere della prova spetta al datore di lavoro. Di conseguenza, è stata cassata la sentenza d'appello che giustificava la reiterazione dei contratti sulla base della generica natura agricola dell'attività.
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Risarcimento abuso precariato: la Cassazione chiarisce
Un'infermiera, dopo anni di contratti a termine con un'azienda sanitaria pubblica, veniva assunta a tempo indeterminato tramite concorso. L'azienda sosteneva che ciò annullasse il diritto a un indennizzo. La Corte di Cassazione ha respinto tale tesi, chiarendo che vincere un concorso non costituisce un rimedio diretto per il passato illecito. La Corte ha quindi confermato il diritto al risarcimento per l'abuso di precariato, poiché l'assunzione non aveva l'effetto sanzionatorio richiesto dalla normativa europea per la precedente condotta illegittima.
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Diritto di precedenza: quando esercitarlo? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19348/2024, ha stabilito che il diritto di precedenza per l'assunzione a tempo indeterminato, maturato da un lavoratore con contratti a termine, può essere esercitato non solo dopo la cessazione del rapporto, ma anche durante la vigenza di un successivo contratto a termine. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva ritenuto tardiva la manifestazione di volontà della lavoratrice, chiarendo che la legge fissa un termine finale (ad quem) per l'esercizio del diritto, ma non un termine iniziale (a quo). Pertanto, una volta maturato il requisito dei sei mesi di lavoro, il lavoratore può far valere la precedenza.
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Contratti a termine agricoltura: i limiti alla deroga
Un lavoratore ha contestato l'abuso di contratti a tempo determinato da parte di un ente pubblico agricolo. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'ente, non essendo un imprenditore agricolo, non può beneficiare delle ampie deroghe previste dal settore. La Corte ha precisato che l'eccezione alla durata massima per i contratti a termine agricoltura è valida solo per attività comprovatamente stagionali, un principio che il giudice di merito non aveva applicato. La sentenza è stata annullata con rinvio.
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Contratti a termine agricoltura: la Cassazione dubita
Due operai agricoli hanno contestato la legittimità della reiterazione dei loro contratti a termine, sostenendo una violazione della normativa UE. La Corte di Appello ha respinto il ricorso, ritenendo la disciplina collettiva nazionale un'adeguata misura anti-abuso. La Cassazione, rilevando la delicatezza e novità della questione sulla compatibilità dei contratti a termine in agricoltura con il diritto europeo, ha rinviato il caso a una pubblica udienza per un esame più approfondito.
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Prescrizione differenze retributive: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione per le differenze retributive dei dipendenti pubblici a tempo determinato è di cinque anni, non dieci. Il caso riguardava una dipendente del Ministero dell'Istruzione che chiedeva il riconoscimento degli scatti di anzianità. La Corte ha chiarito che, sebbene il diritto derivi da una normativa europea anti-discriminazione, la natura della pretesa rimane retributiva e soggetta alla prescrizione quinquennale prevista per i pagamenti periodici, al fine di evitare una "discriminazione alla rovescia" rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato.
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Contratti a termine agricoltura: i limiti stagionali
Un ente pubblico agricolo ha reiterato contratti a tempo determinato con un lavoratore per anni. La Corte di Cassazione ha stabilito che, non essendo l'ente un imprenditore agricolo privato e non potendo dimostrare la natura puramente stagionale delle mansioni svolte dal dipendente (come la manutenzione), l'uso prolungato dei contratti a termine era illegittimo. Per i contratti a termine in agricoltura, le deroghe ai limiti di durata valgono solo per attività strettamente stagionali, con l'onere della prova a carico del datore di lavoro. La sentenza d'appello è stata annullata con rinvio.
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