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Direttiva 1999/70/CE — Sezione Lavoro Civile

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517 provvedimenti

Altri anni per Direttiva 1999/70/CE

Progressione stipendiale docenti: sì alla parità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12308/2024, ha sancito il diritto dei docenti con contratti a tempo determinato alla stessa progressione stipendiale dei colleghi di ruolo. La Corte ha stabilito che né l'assenza del titolo di abilitazione né la natura frammentaria delle supplenze possono giustificare una disparità di trattamento, in ossequio al principio di non discriminazione europeo. Tuttavia, ha negato tale diritto durante il periodo di prova successivo all'immissione in ruolo, poiché la valorizzazione dell'anzianità pregressa rientra nella diversa procedura di ricostruzione di carriera.
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Retribuzione Professionale Docenti: Sì ai precari
Una docente precaria ha richiesto il pagamento della Retribuzione Professionale Docenti (RPD) per i periodi di supplenza breve. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha stabilito che negare tale emolumento costituisce una discriminazione illegittima. Secondo la Corte, non esistono ragioni oggettive per trattare i docenti con contratti a termine, anche di breve durata, in modo diverso dai colleghi di ruolo, garantendo loro il pieno diritto a questa componente fissa dello stipendio.
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Elemento Riordino Retributivo: non spetta ai neoassunti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12300/2024, ha stabilito che l'Elemento Riordino Retributivo (E.R.S.) non spetta ai lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro, anche se successivamente trasformato a tempo indeterminato. La Corte ha chiarito che tale emolumento non è legato all'anzianità di servizio, ma è stato istituito per riorganizzare voci retributive preesistenti per il solo personale già in servizio a tempo indeterminato, escludendo quindi i nuovi assunti. La decisione riforma le sentenze dei gradi inferiori e rigetta la domanda del lavoratore.
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Anzianità docenti precari: sì alla parità retributiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12293/2024, ha stabilito che i docenti con contratti a tempo determinato hanno diritto al pieno riconoscimento dell'anzianità di servizio ai fini della progressione stipendiale, al pari dei colleghi di ruolo. La Corte ha chiarito che l'assenza del titolo abilitante non costituisce una 'ragione oggettiva' per giustificare una disparità di trattamento retributivo, consolidando il principio di non discriminazione nel settore scolastico in tema di anzianità docenti precari.
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Anzianità di servizio: no a progressione automatica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12049/2024, ha stabilito un importante principio in materia di anzianità di servizio per i lavoratori del pubblico impiego stabilizzati. Il caso riguardava una dipendente che, dopo anni di contratti a termine, chiedeva il riconoscimento della pregressa anzianità ai fini della progressione economica. La Corte ha chiarito che il principio di non discriminazione non può portare a un automatismo: se la contrattazione collettiva prevede procedure selettive per gli scatti economici dei dipendenti a tempo indeterminato, l'anzianità maturata con contratti a termine vale solo come requisito per partecipare a tali selezioni, non per ottenere un aumento automatico. Concederlo creerebbe una "discriminazione alla rovescia" a danno dei colleghi.
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Anzianità servizio a termine: sì al riconoscimento
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'azienda sanitaria contro un dirigente veterinario. La Corte ha confermato il diritto del professionista al riconoscimento dell'anzianità servizio a termine ai fini del calcolo dell'indennità di esclusività. Il ricorso dell'azienda è stato respinto per motivi procedurali, in particolare per la sua genericità e la mancata osservanza del principio di autosufficienza.
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Servizio pre-ruolo: non vale nelle scuole paritarie
La Corte di Cassazione ha stabilito che il servizio pre-ruolo prestato da un docente presso scuole paritarie non può essere riconosciuto ai fini della mobilità e della ricostruzione di carriera nella scuola statale. La Corte ha rigettato il ricorso di una docente che chiedeva il trasferimento, sottolineando la non omogeneità dello status giuridico ed economico tra personale della scuola statale e paritaria. È stata inoltre confermata la legittimità delle complesse procedure di mobilità introdotte dalla L. 107/2015.
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Successione contratti a termine: risarcimento e abusi
La Cassazione conferma il risarcimento per una lavoratrice a seguito di una successione contratti a termine ritenuta abusiva. L'ente datore di lavoro è stato condannato nonostante i lunghi intervalli tra i contratti, affermando il principio del danno comunitario presunto senza necessità di prova specifica da parte del dipendente.
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Risarcimento contratti a termine: la Cassazione decide
Un lavoratore ha citato in giudizio un consorzio pubblico per l'uso abusivo di 17 contratti a tempo determinato. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto al risarcimento contratti a termine nel pubblico impiego non è limitato al superamento dei 36 mesi di servizio, ma deriva da qualsiasi violazione di norme imperative, in linea con il diritto europeo. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Contratti a termine agricoltura: i limiti stagionali
Un lavoratore ha citato in giudizio un ente pubblico agricolo per l'uso abusivo di contratti a tempo determinato. La Corte di Cassazione ha stabilito che un ente pubblico non è un "imprenditore agricolo" e che le deroghe ai limiti di durata dei contratti a termine in agricoltura si applicano solo ad attività strettamente stagionali, escludendo mansioni continuative come la manutenzione di macchinari. La Corte ha cassato la sentenza d'appello e rinviato il caso per una nuova valutazione.
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Servizio preruolo: non valido per selezione all’estero
Una docente è stata esclusa da una selezione per l'estero perché non aveva maturato tre anni di servizio effettivo di ruolo. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, stabilendo che per questa specifica procedura la normativa speciale che richiede un servizio effettivo di ruolo prevale sui principi generali di equiparazione del servizio preruolo, legittimando l'esclusione.
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Contratto di formazione e lavoro: no a bonus pieno
Un lavoratore, assunto con contratto di formazione e lavoro prima di un accordo aziendale, ha richiesto il pagamento di un premio di produzione nella stessa misura dei colleghi a tempo indeterminato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la natura a tempo determinato del contratto di formazione e lavoro al momento della stipula dell'accordo giustifica l'applicazione di un trattamento economico differenziato, come previsto dalla contrattazione collettiva, senza che ciò costituisca discriminazione.
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Contratto formazione lavoro e bonus: la Cassazione decide
Un lavoratore, assunto inizialmente con un contratto formazione lavoro e poi passato a tempo indeterminato, ha richiesto il pagamento di un premio di produzione nella sua interezza, negato dall'azienda. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che un accordo aziendale può legittimamente escludere da un bonus i dipendenti che, a una data specifica, non erano ancora assunti a tempo indeterminato. La sentenza chiarisce che il riconoscimento dell'anzianità maturata durante il contratto formazione lavoro non trasforma retroattivamente la natura del rapporto in uno a tempo indeterminato fin dall'origine.
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Contratti a termine: quando il ricorso è inammissibile
Un ente sanitario ha impugnato la sentenza che lo condannava per l'illegittimo utilizzo di contratti a termine con un dipendente. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, evidenziando che l'ente non aveva contestato uno dei motivi autonomi della decisione, ovvero il superamento del limite massimo di 36 mesi. Ha inoltre rigettato l'eccezione sulla responsabilità dello Stato, confermando quella del datore di lavoro.
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Servizio scuola paritaria: non vale per la mobilità
Un docente chiedeva il riconoscimento del servizio scuola paritaria ai fini della graduatoria di mobilità. La Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che, senza una norma specifica, il servizio in scuole paritarie non è equiparabile a quello prestato nelle scuole statali per tali fini, né si applica il principio di non discriminazione UE.
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Servizio scuola paritaria: non vale per la mobilità
Una docente chiedeva il riconoscimento del servizio scuola paritaria ai fini del punteggio per la mobilità. Mentre i tribunali di merito le avevano dato ragione, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Ha stabilito che, in assenza di una specifica norma di legge, il servizio prestato nelle scuole paritarie non può essere equiparato a quello svolto nelle scuole statali ai fini delle procedure di mobilità, ritenendo legittima la clausola del contratto collettivo che ne esclude la valutazione.
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Inammissibilità ricorso cassazione: guida ai motivi
Un avvocato dipendente del settore pubblico ha presentato ricorso in Cassazione contro una decisione della Corte d'Appello riguardante il suo rapporto di lavoro, il licenziamento e diverse pretese economiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'intero ricorso inammissibile, sottolineando i rigorosi requisiti procedurali per adire la Suprema Corte. La decisione evidenzia che non è sufficiente proporre una diversa interpretazione dei fatti, ma è necessario contestare specificamente la 'ratio decidendi' (la ragione giuridica della decisione) della sentenza impugnata, pena l'inammissibilità del ricorso per cassazione.
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Riconoscimento servizio pre-ruolo: limiti e condizioni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una docente che chiedeva il pieno riconoscimento del servizio pre-ruolo ai fini dell'anzianità. La Corte ha stabilito che non sussiste discriminazione quando il calcolo applicato, seppur forfettario, risulta di fatto più vantaggioso per il lavoratore rispetto a quello che spetterebbe con un conteggio integrale del servizio. Il caso verteva sul confronto tra l'anzianità effettivamente maturata e quella riconosciuta dall'amministrazione, con la Corte d'Appello che aveva già accertato l'assenza di qualsiasi svantaggio per la docente.
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Mobilità docenti: no a servizio in scuole paritarie
Una docente ha contestato le regole sulla mobilità docenti per l'a.s. 2016/2017, lamentando l'ingiusta posposizione rispetto a colleghi provenienti da concorso e il mancato riconoscimento del servizio svolto in scuole paritarie. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la legittimità della procedura organizzata per fasi, che può dare precedenza a categorie diverse di docenti a seconda del tipo di trasferimento richiesto (provinciale o interprovinciale). Ha inoltre ribadito che il servizio prestato nelle scuole paritarie non è equiparabile a quello nelle scuole statali ai fini della mobilità.
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Anzianità di servizio: no al lavoro convenzionale
La Corte di Cassazione ha stabilito che i periodi di lavoro svolti da un medico in regime convenzionale con il Servizio Sanitario Nazionale non possono essere equiparati al servizio subordinato ai fini del calcolo dell'anzianità di servizio e dei relativi scatti retributivi. L'ordinanza chiarisce che la normativa speciale (D.P.C.M. 8 marzo 2001) che riconosce l'anzianità pregressa è di stretta interpretazione e non può essere estesa. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente applicato i principi del lavoro dipendente a un rapporto autonomo, sottolineando la differenza sostanziale tra le due tipologie di rapporto e la specificità dell'indennità di esclusività, legata unicamente all'esperienza maturata come dirigente del SSN.
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