LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater — Anno 2024

Pagina 39 di 40

1300 provvedimenti

Altri anni per d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater

Operazioni soggettivamente inesistenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di operazioni soggettivamente inesistenti nell'ambito di una frode IVA nel settore automobilistico. L'ordinanza ha respinto sia il ricorso del contribuente, che lamentava vizi formali dell'accertamento, sia quello dell'Agenzia delle Entrate sulle sanzioni. La decisione ribadisce i rigorosi oneri processuali per chi impugna un atto, sottolineando la necessità di dimostrare un pregiudizio concreto al diritto di difesa e di rispettare i nuovi, più stringenti, criteri per la contestazione dei vizi di motivazione.
Continua »
Incarico dirigenziale a termine: no abuso, sì mansioni
Una dipendente pubblica di ruolo ha ricevuto per oltre 15 anni un incarico dirigenziale a termine. A seguito della cessazione dell'incarico, dovuta a una sentenza della Corte Costituzionale, ha chiesto un risarcimento per abuso del contratto a termine. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che non si tratta di un rapporto di lavoro precario, ma di un'ipotesi di svolgimento di mansioni superiori all'interno di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato già esistente. Pertanto, la disciplina sull'abuso dei contratti a termine non è applicabile.
Continua »
Scorrimento graduatoria: limiti e interpretazione bando
Una candidata, idonea in una graduatoria di un concorso pubblico, ha citato in giudizio un'università per non averla assunta tramite scorrimento graduatoria, preferendo candidati da concorsi successivi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'interpretazione del bando di concorso, che in questo caso limitava l'uso della graduatoria a un dipartimento specifico, è di competenza del giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità se non per palesi violazioni delle norme ermeneutiche.
Continua »
Iscrizione ipotecaria su fondo patrimoniale: la Cass.
Un contribuente ha impugnato un'iscrizione ipotecaria su un immobile inserito in un fondo patrimoniale per debiti IVA. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9817/2024, ha respinto il ricorso. Ha chiarito che l'iscrizione ipotecaria è una misura cautelare, non un atto esecutivo, e quindi legittima anche su beni del fondo. Spetta al debitore dimostrare che il creditore conosceva l'estraneità del debito ai bisogni della famiglia, un onere che il contribuente non ha soddisfatto.
Continua »
Incarico extraistituzionale: obbligo autorizzazione
Un infermiere del servizio sanitario pubblico è stato licenziato per aver svolto un incarico extraistituzionale come presidente di una cooperativa senza autorizzazione, oltre che per un'assenza ingiustificata e un debito orario. La Corte di Cassazione ha confermato il licenziamento, stabilendo che anche se l'attività in cooperativa non rientra nell'incompatibilità assoluta, essa richiede sempre una preventiva autorizzazione formale da parte dell'amministrazione. La mancata richiesta costituisce un grave illecito disciplinare.
Continua »
Scorrimento graduatoria: chi decide? Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9829/2024, ha stabilito che le controversie relative allo scorrimento graduatoria nei concorsi pubblici rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario. La Corte ha chiarito che, una volta conclusa la procedura concorsuale, la pretesa del candidato idoneo all'assunzione costituisce un diritto soggettivo, poiché l'amministrazione agisce con la capacità di un datore di lavoro privato e non esercita più un potere autoritativo. Di conseguenza, è stato annullato il verdetto della Corte d'Appello che aveva erroneamente declinato la giurisdizione in favore del giudice amministrativo.
Continua »
Interposizione illecita: quando il contratto è nullo
Un lavoratore, formalmente assunto come apprendista da un'impresa individuale, ha lavorato di fatto per una grande società di servizi. I tribunali hanno riconosciuto questa situazione come un caso di interposizione illecita di manodopera, dichiarando nullo il contratto di apprendistato e stabilendo un rapporto di lavoro a tempo indeterminato direttamente con la società utilizzatrice. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, dichiarando inammissibile il ricorso della società e consolidando la tutela del lavoratore.
Continua »
Onere della prova: incentivo negato per prove generiche
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una dipendente pubblica che chiedeva un incentivo economico. La decisione si fonda sulla violazione dell'onere della prova da parte della lavoratrice, le cui richieste sono state ritenute troppo generiche. La Corte ha chiarito che la tardiva costituzione in giudizio dell'ente pubblico non impediva a quest'ultimo di contestare i fatti, trattandosi di 'mere difese' non soggette a preclusioni.
Continua »
Responsabilità erariale: i limiti del sindacato
Un dipendente pubblico, condannato per responsabilità erariale, ricorre in Cassazione lamentando un difetto di giurisdizione della Corte dei Conti. Sostiene di aver svolto mere mansioni esecutive. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, specificando che la valutazione delle mansioni e del grado di colpa del dipendente rientra nel merito della causa, di competenza esclusiva della Corte dei Conti, e non in una questione di giurisdizione.
Continua »
Onere della prova incentivo: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9775/2024, ha rigettato il ricorso di una dipendente pubblica che chiedeva il pagamento di un incentivo. La Corte ha stabilito che l'onere della prova incentivo grava interamente sulla lavoratrice, che deve dimostrare di aver svolto le attività specifiche che danno diritto al compenso. Secondo la Corte, la genericità delle allegazioni iniziali non può essere superata né da una presunta non contestazione del datore di lavoro, né da atti interni dell'azienda poi revocati. La decisione sottolinea l'importanza di formulare domande giudiziali precise e supportate da prove concrete.
Continua »
Interessi moratori usurari: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un mutuatario che contestava la natura usuraria degli interessi moratori del proprio contratto. La decisione conferma che l'appello non può mirare a un riesame dei fatti e che, in caso di superamento della soglia usura, sono dovuti gli interessi corrispettivi. Il ricorrente è stato inoltre sanzionato per abuso del processo.
Continua »
Inammissibilità ricorso Cassazione: oneri formali
Un dipendente pubblico si opponeva alla restituzione di somme percepite per un incarico superiore, successivamente annullato. Sosteneva di aver comunque svolto mansioni superiori che giustificavano la retribuzione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del suo ricorso per il mancato rispetto degli oneri formali di specificità e autosufficienza, non potendo quindi esaminare il merito della questione. La decisione sottolinea l'importanza cruciale della corretta redazione degli atti processuali.
Continua »
Lettore di scambio: no alla conversione del contratto
Una lettrice universitaria ha richiesto la conversione dei suoi contratti a termine in un unico rapporto a tempo indeterminato, sostenendo di essere una "collaboratrice esperta linguistica" soggetta al diritto privato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la figura del "lettore di scambio" rientra nell'ambito dell'impiego pubblico. Di conseguenza, non si applicano le norme privatistiche che sanzionano l'abuso dei contratti a termine con la conversione del rapporto.
Continua »
Benefici vittime criminalità: estraneità e valutazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Ministero dell'Interno contro la decisione della Corte d'Appello che aveva ripristinato i benefici per le vittime di criminalità in favore degli eredi di una persona deceduta. La Suprema Corte ha stabilito che la valutazione sull'estraneità della vittima ad ambienti delinquenziali costituisce un accertamento di fatto, riservato ai giudici di merito e non sindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivato.
Continua »
TFR pubblico impiego: diritto alla liquidazione immediata
La Corte di Cassazione ha stabilito che un dipendente pubblico ha diritto alla liquidazione immediata del TFR maturato durante un contratto a tempo determinato, anche qualora questo sia seguito, senza interruzioni, da un'assunzione a tempo indeterminato presso lo stesso ente. La sentenza chiarisce che il presupposto per il diritto al TFR pubblico impiego è la cessazione giuridica del singolo rapporto di lavoro, non la continuità dell'iscrizione previdenziale.
Continua »
TFR pubblico: diritto alla liquidazione immediata
La Corte di Cassazione ha stabilito che un dipendente pubblico ha diritto alla liquidazione immediata del TFR maturato durante un contratto a tempo determinato, anche se questo è immediatamente seguito da un'assunzione a tempo indeterminato presso lo stesso ente. La Corte ha respinto la tesi dell'ente previdenziale secondo cui il TFR pubblico sarebbe indivisibile e legato alla continuità del rapporto assicurativo, ribadendo invece che il diritto sorge con la cessazione giuridica di ogni singolo rapporto di lavoro, in linea con la disciplina del settore privato.
Continua »
Imposta unica scommesse: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un bookmaker estero e del suo centro trasmissione dati, confermando la legittimità dell'avviso di accertamento per l'imposta unica scommesse relativa al 2012. La Corte ha stabilito che entrambi i soggetti sono solidalmente responsabili per il tributo, in quanto l'attività di 'gestione' delle scommesse si realizza in Italia attraverso il CTD. È stata inoltre esclusa ogni violazione del diritto dell'Unione Europea, sia sotto il profilo della discriminazione che della presunta natura di imposta sulla cifra d'affari.
Continua »
Valutazione immobile Agenzia Entrate: la Cassazione
Una società immobiliare ha impugnato un avviso di rettifica dell'Agenzia delle Entrate relativo al valore di un terreno. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della valutazione immobile Agenzia Entrate basata anche su un solo atto di comparazione, purché l'ufficio motivi adeguatamente le differenze e i coefficienti applicati. La perizia dell'ufficio, sebbene di parte, può fondare la decisione del giudice se ritenuta convincente.
Continua »
Assegno ad personam: bonus produttività escluso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9368/2024, ha stabilito che il compenso per la produttività collettiva non rientra nel calcolo dell'assegno ad personam per i dipendenti pubblici trasferiti. Tale compenso, essendo di natura eventuale e legato al raggiungimento di obiettivi, non possiede il carattere di fissità e continuità necessario per essere considerato parte del trattamento retributivo stabile da salvaguardare.
Continua »
Deposito ricorso Cassazione: errore corriere privato
Una lavoratrice, licenziata per gravi motivi disciplinari, ha visto il suo ricorso in Cassazione dichiarato inammissibile. La Corte Suprema ha stabilito che il deposito ricorso Cassazione, effettuato tramite un corriere privato e giunto in cancelleria un giorno oltre il termine, era tardivo. La decisione ribadisce che solo per il servizio postale universale vale la data di spedizione, non per i corrieri privati, il cui utilizzo comporta l'assunzione del rischio di ritardi.
Continua »