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d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater — Anno 2024

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Altri anni per d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater

Cessione del credito sanità: il no della Cassazione
Una società finanziaria, cessionaria di crediti vantati da una casa di cura verso un'Azienda Sanitaria Locale, ha visto respingere il proprio ricorso dalla Corte di Cassazione. Il caso riguardava la validità di una clausola contrattuale che subordinava l'efficacia della cessione del credito sanità all'accettazione da parte della Regione. La Suprema Corte ha confermato le decisioni dei giudici di merito, stabilendo che tale clausola è legittima e prevale sulla libera cedibilità del credito. I pagamenti parziali effettuati dall'ASL non sono stati ritenuti una forma di accettazione tacita, e le argomentazioni della ricorrente sono state giudicate inammissibili o infondate.
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Errore percettivo: firma leggibile e revoca in Cassazione
La Corte di Cassazione ha revocato una propria precedente ordinanza a causa di un errore percettivo. Inizialmente, un ricorso era stato dichiarato inammissibile perché la firma del legale rappresentante sulla procura era stata ritenuta 'illeggibile'. Con la nuova ordinanza, la Corte ha ammesso l'errore, giudicando la firma perfettamente chiara, e ha proceduto a decidere nel merito il ricorso originario. Quest'ultimo, riguardante un'azione revocatoria fallimentare, è stato comunque respinto, confermando la decisione d'appello che aveva dichiarato inefficace una vendita immobiliare per danno ai creditori (eventus damni).
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Classamento catastale cava: quando è unitario?
Una società che gestisce una cava situata su due comuni ha contestato il suo classamento catastale unitario. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che una cava, in quanto impianto produttivo unico con funzionalità e redditività autonome, deve essere oggetto di un classamento catastale unitario, anche se si estende su più territori comunali. La presenza di impianti fissi giustifica l'iscrizione nel catasto fabbricati (categoria D/1).
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Risarcimento danno ambientale: la Cassazione chiarisce
Una società immobiliare in liquidazione ha ricorso in Cassazione contro la condanna al risarcimento del danno ambientale per la costruzione di un vasto complesso edilizio su un'area demaniale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 20818/2024, ha rigettato il ricorso, stabilendo principi cruciali sul risarcimento danno ambientale. Anche se l'amministrazione rinuncia alla richiesta di ripristino dei luoghi, la quantificazione del danno deve seguire le specifiche norme del Codice dell'Ambiente, che privilegiano le misure di riparazione (primaria, complementare, compensativa) rispetto al mero risarcimento monetario. I costi del ripristino, pertanto, rimangono un parametro fondamentale per la liquidazione del danno, data la natura indisponibile del bene giuridico protetto.
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Interesse ad agire: impugnazione estratto di ruolo
Una società di trasporti ha impugnato un estratto di ruolo relativo a 47 cartelle esattoriali, sostenendo di non aver mai ricevuto le notifiche e che i crediti fossero prescritti. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, dichiarando il ricorso inammissibile per mancanza di un interesse ad agire. L'ordinanza chiarisce che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è ammessa solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto, cosa non avvenuta nel caso di specie. In assenza di tale pregiudizio, il contribuente deve attendere un successivo atto esecutivo per far valere le proprie ragioni.
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Imposta unica scommesse: Cassazione conferma obbligo
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una società di scommesse estera, confermando la legittimità dell'avviso di accertamento per l'imposta unica scommesse relativa al 2011. La Corte ha stabilito che sia il bookmaker estero sia il centro di trasmissione dati (CTD) italiano sono coobbligati al pagamento. È stata esclusa qualsiasi violazione del diritto dell'Unione Europea, affermando che la normativa non è discriminatoria e non costituisce una restrizione alla libera prestazione di servizi. Le sanzioni sono state ritenute applicabili, poiché l'incertezza normativa sulla soggettività passiva era cessata prima del periodo d'imposta in questione.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio tributario a seguito della richiesta di definizione agevolata da parte del contribuente. Il caso, originato da un avviso di liquidazione per imposte ipotecarie su una garanzia concessa nell'ambito di una transazione fiscale, si conclude senza una decisione nel merito, evidenziando l'efficacia degli strumenti di tregua fiscale nel chiudere le controversie pendenti.
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Ricorso inammissibile: no a nuove regole su pignoramenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un debitore contro pignoramenti conclusi nel 2008. Il ricorso era basato su una legge del 2015 che introduceva nuovi limiti alla pignorabilità delle pensioni. La Corte ha stabilito che la nuova normativa non può essere applicata retroattivamente a procedure esecutive già definite, confermando la decisione della Corte d'Appello e condannando il ricorrente per responsabilità processuale aggravata.
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Risarcimento danni prescrizione: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha rigettato un ricorso relativo a una richiesta di risarcimento danni da fatto illecito, il cui reato era stato dichiarato estinto. I motivi dell'impugnazione, incentrati sul tema del risarcimento danni prescrizione e sulla valutazione delle prove, sono stati giudicati inammissibili. La Corte ha ribadito che non è possibile introdurre questioni nuove in sede di legittimità né richiedere una nuova valutazione dei fatti già esaminati dai giudici di merito.
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Obbligo retributivo in appalto illecito: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma il diritto alla retribuzione per una lavoratrice impiegata tramite un appalto di manodopera illecito. La sentenza stabilisce che l'obbligo retributivo del datore di lavoro sorge dal momento della formale offerta della prestazione lavorativa (messa in mora), anche se la prestazione non è stata effettivamente svolta a causa del rifiuto del datore stesso. Viene inoltre chiarito che un atto di messa in mora contenuto in un ricorso giudiziario, anche se successivamente dichiarato nullo, conserva la sua efficacia.
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Risarcimento danni agenzia: quando è inammissibile
Un automobilista disabile, assolto dall'accusa di falso ideologico, ha chiesto il risarcimento danni a un'agenzia di pratiche auto per aver immatricolato la sua vettura con un'esenzione fiscale non richiesta. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione d'appello. La Corte ha stabilito che criticare la valutazione delle prove del giudice di merito non costituisce un valido motivo di ricorso per cassazione, se non in casi specifici di violazione di legge, qui non riscontrati.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Un contribuente, dopo aver impugnato una cartella di pagamento fino alla Corte di Cassazione, aderisce a una definizione agevolata durante il processo. Avendo saldato il debito come previsto dalla procedura, la Corte Suprema dichiara l'estinzione dell'intero giudizio, stabilendo che le spese legali restino a carico di chi le ha sostenute.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non c’è legge
Una cassa di previdenza professionale ha imposto un contributo di solidarietà sulla pensione di un iscritto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il prelievo illegittimo, affermando che solo lo Stato può introdurre prestazioni patrimoniali imposte, nel rispetto della riserva di legge. La Corte ha inoltre confermato che il diritto del pensionato al rimborso si prescrive in dieci anni, non in cinque.
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Estinzione giudizio di Cassazione: la rinuncia agli atti
Un'ambasciata di uno stato estero ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza relativa a una complessa cessione di crediti. Tuttavia, prima che la Corte potesse decidere nel merito, le parti hanno raggiunto un accordo, presentando una rinuncia reciproca agli atti. Di conseguenza, la Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio di cassazione, chiudendo il caso senza una pronuncia finale e compensando le spese tra le parti.
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Rinuncia al credito: quando si estingue il giudizio?
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un giudizio in materia di IVA su una presunta operazione di rinuncia al credito. La controversia è nata dalla contestazione dell'Agenzia Fiscale, che assimilava la rinuncia al credito per servizi resi da una società madre alla sua controllata a un pagamento imponibile ai fini IVA. Tuttavia, prima della decisione nel merito, la società ha aderito a una definizione agevolata, saldando il debito e portando la Corte a chiudere il procedimento senza pronunciarsi sulle questioni di fondo.
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Indennizzo statale: No se il reato non è provato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei genitori di un giovane trovato morto, che chiedevano un indennizzo statale basato sulla Direttiva 2004/80/CE. La richiesta è stata respinta in tutti i gradi di giudizio perché mancava il presupposto fondamentale: l'accertamento di un 'reato intenzionale violento', dato che il procedimento penale era stato archiviato per infondatezza della notizia di reato. La Cassazione ha confermato l'inammissibilità, sottolineando anche che la direttiva non era applicabile ai fatti, avvenuti nel 2003.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società sportiva ha impugnato un preavviso di fermo amministrativo, contestando la notifica della cartella di pagamento presupposta. Durante il ricorso in Cassazione, la società ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022, pagando le rate dovute. La Corte di Cassazione, preso atto dell'adesione, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza pronunciarsi nel merito delle questioni sollevate.
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Imposta Unica Scommesse: Bookmaker estero paga in Italia
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 20608/2024, ha stabilito che un bookmaker estero operante in Italia tramite centri di trasmissione dati è tenuto al pagamento dell'Imposta Unica Scommesse. La Corte ha rigettato le tesi sulla presunta incompatibilità con il diritto UE, confermando che il presupposto del tributo è la raccolta del gioco sul territorio nazionale. Per gli anni antecedenti al 2011, la responsabilità fiscale ricade esclusivamente sul bookmaker, anche se la ricevitoria locale non è considerata coobbligata.
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Risarcimento contratti a termine: sì ai danni nel pubblico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Ministero dell'Istruzione, confermando il diritto al risarcimento per l'abuso di contratti a termine a due docenti. La Suprema Corte ha ribadito che, sebbene nel pubblico impiego sia vietata la conversione del rapporto in tempo indeterminato, l'illegittima reiterazione dei contratti a termine dà comunque diritto a un'indennità risarcitoria per il lavoratore.
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Stabilizzazione precari scuola: esclude i danni?
Una docente, dopo anni di contratti a termine, ha ottenuto la stabilizzazione. Nonostante ciò, ha richiesto un risarcimento per l'abuso subito. La Corte di Cassazione ha stabilito che la stabilizzazione dei precari scuola è di per sé una sanzione adeguata e sufficiente, escludendo quindi il diritto a un ulteriore risarcimento economico, salvo prova di danni specifici. La Corte ha confermato che l'assunzione a tempo indeterminato sana l'illegittimità pregressa.
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