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Art. 97 Costituzione — Anno 2026

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189 provvedimenti

Altri anni per Art. 97 Costituzione

Giurisdizione concorso pubblico: decide il TAR
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno risolto un conflitto negativo di giurisdizione riguardante l'assegnazione delle sedi lavorative in un concorso pubblico nazionale. Alcuni candidati, assunti tramite il primo scorrimento della graduatoria, contestavano la scelta dell'ente di non rendere disponibili sedi in determinate regioni, poi offerte a candidati con punteggio inferiore in scorrimenti successivi. La Corte ha stabilito che la giurisdizione concorso pubblico spetta al giudice amministrativo quando la controversia non riguarda il semplice diritto all'assunzione, ma la legittimità di atti di macro-organizzazione con cui l'amministrazione esercita poteri autoritativi per definire il fabbisogno di personale.
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Sospensione cautelare: guida al conguaglio
Un dipendente pubblico, dopo una lunga sospensione cautelare dovuta a un procedimento penale conclusosi con assoluzione, ha richiesto il conguaglio delle retribuzioni non percepite. Tuttavia, l'amministrazione ha riattivato il procedimento disciplinare per i medesimi fatti, giungendo al licenziamento del lavoratore. La Corte di Cassazione ha confermato che la sospensione cautelare non genera il diritto alla restitutio in integrum se il procedimento disciplinare si conclude con una sanzione espulsiva, poiché gli effetti del licenziamento retroagiscono al momento dell'allontanamento iniziale.
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Società in house: trasferimento d’azienda e tutele
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un lavoratore, istruttore di nuoto, che ha richiesto il riconoscimento del rapporto di lavoro a tempo indeterminato presso una **società in house** comunale a seguito di un trasferimento d'azienda. Il lavoratore era precedentemente impiegato da un'associazione sportiva nella gestione di una piscina pubblica. Mentre il primo grado aveva rigettato la domanda citando i vincoli delle assunzioni pubbliche, la Corte d'Appello ha accolto il ricorso applicando l'art. 2112 c.c. La Suprema Corte, ravvisando questioni di massima importanza sull'accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni, ha disposto la trattazione in pubblica udienza.
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Soccorso istruttorio e graduatorie: guida Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di una docente volta a ottenere la rettifica del punteggio nelle graduatorie provinciali per le supplenze. La lavoratrice aveva omesso di dichiarare alcuni titoli di servizio in una domanda telematica a causa di un errore nella compilazione. La Corte ha stabilito che il soccorso istruttorio non può essere invocato per sanare mancanze sostanziali o omissioni totali di titoli non dichiarati entro i termini. Prevale infatti il principio di autoresponsabilità del candidato e la necessità di tutelare la par condicio tra tutti gli aspiranti, evitando continue riformulazioni delle graduatorie che danneggerebbero la speditezza dell'azione amministrativa.
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Incompatibilità pubblico impiego: basta l’albo
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'incompatibilità pubblico impiego si configura con la semplice iscrizione all'albo degli avvocati, rendendo irrilevante l'esercizio effettivo della professione. Il caso riguardava un funzionario comunale licenziato per non aver dichiarato la propria iscrizione forense. La Suprema Corte ha chiarito che la mera iscrizione lede i principi di imparzialità e buon andamento della Pubblica Amministrazione, rinviando tuttavia alla Corte d'Appello per valutare se il licenziamento sia una sanzione proporzionata alla condotta specifica.
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Valutazione performance: il ruolo dell’OIV è centrale
Un Segretario Comunale ha impugnato il provvedimento di valutazione performance relativo agli anni 2018-2019, ritenendo il giudizio del Sindaco arbitrario e privo di basi tecniche. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del lavoratore. La Suprema Corte ha stabilito che la valutazione performance non può basarsi esclusivamente sulla discrezionalità politica del Sindaco, ma deve necessariamente integrare le verifiche tecniche dell'Organismo Indipendente di Valutazione (OIV). L'omissione del confronto con i dati dell'OIV rende il provvedimento illegittimo per violazione dei principi di correttezza e imparzialità amministrativa.
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Posizione Organizzativa: tutela e proroga di fatto
Una lavoratrice del comparto sanitario ha agito contro un'Agenzia Sanitaria per ottenere il riconoscimento di un incremento economico derivante dalla soppressione della sua **Posizione Organizzativa**. Nonostante la scadenza formale dell'incarico, la Corte d'Appello ha accertato la prosecuzione delle funzioni oltre il termine stabilito, basandosi su documenti interni e pagamenti effettuati dall'ente. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso dell'Agenzia e stabilendo che, se l'incarico è durato almeno tre anni con valutazioni positive, il dipendente ha diritto alla tutela economica prevista dal CCNL anche in caso di proroga documentata dai fatti.
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Cram-down fiscale: guida all’omologazione forzata
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'omologazione di un concordato preventivo nonostante il voto contrario dell'amministrazione finanziaria. Il fulcro della decisione riguarda l'applicazione del cram-down fiscale, che consente al giudice di superare il dissenso degli enti pubblici quando la proposta concordataria risulta più conveniente rispetto all'alternativa della liquidazione giudiziale. Nel caso di specie, l'apporto di finanza esterna e la solidità dei crediti d'imposta derivanti da bonus edilizi hanno reso la proposta superiore a qualsiasi scenario liquidatorio, rendendo irrilevanti le motivazioni soggettive del dissenso espresso dall'erario.
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Riduzione TARI: obblighi e onere della prova
La Corte di Cassazione ha chiarito che la Riduzione TARI per la produzione di rifiuti speciali non è automatica né può essere concessa solo tramite perizia in giudizio. Il contribuente ha l'onere di presentare una dichiarazione annuale e documentare lo smaltimento autonomo entro i termini regolamentari. In assenza di tali adempimenti amministrativi, il beneficio fiscale decade, poiché la prova in sede giudiziale non può sostituire gli obblighi informativi verso l'ente impositore.
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Scuole paritarie: no anzianità per docenti statali
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego al riconoscimento dell'anzianità di servizio per l'attività di insegnamento svolta presso le scuole paritarie ai fini della ricostruzione della carriera dei docenti statali. Il ricorrente, immesso in ruolo nel 2015, chiedeva che il punteggio maturato nel settore privato paritario fosse equiparato a quello statale. La Corte ha stabilito che non esiste un'omogeneità tra lo status giuridico dei docenti delle scuole paritarie e quelli statali, poiché le modalità di reclutamento e i contratti collettivi applicati sono differenti. Tale distinzione è stata ritenuta legittima anche alla luce della normativa europea e della recente giurisprudenza della Corte di Giustizia UE.
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Giurisdizione incarichi medici: decide il giudice civile
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha stabilito che la Giurisdizione sulle controversie relative al conferimento di incarichi di direzione di struttura complessa nel settore sanitario spetta al giudice ordinario. Il caso riguardava l'impugnazione di una procedura selettiva per un incarico quinquennale di direzione chirurgica. Nonostante la riforma del 2022 abbia reso vincolante la graduatoria per il Direttore Generale, eliminando la precedente discrezionalità fiduciaria, la Corte ha chiarito che tale procedura non costituisce un concorso pubblico per assunzioni. Trattandosi di un atto di gestione del rapporto di lavoro già in essere, la competenza rimane civile.
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Pubblico impiego: nullità concorso e incentivi esodo
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di alcuni ex dipendenti di un Ente Regionale che, dopo aver ottenuto la qualifica dirigenziale tramite concorso, avevano sottoscritto accordi di risoluzione consensuale con incentivo all'esodo. Successivamente, il giudice amministrativo ha annullato la procedura concorsuale. La Suprema Corte ha stabilito che, nel settore del pubblico impiego, la nullità della procedura di reclutamento travolge i contratti individuali e gli accordi transattivi correlati. Il principio di legalità e il dovere della Pubblica Amministrazione di recuperare somme indebitamente percepite prevalgono sulla volontà negoziale delle parti, rendendo gli accordi di esodo inefficaci rispetto al venir meno della qualifica dirigenziale.
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Definizione agevolata: scomputo solo per somme pagate
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego di una definizione agevolata richiesta da un contribuente coinvolto in una lite per fatture inesistenti. Il ricorrente pretendeva di scomputare dal debito tributario le somme che si era impegnato a versare tramite un piano rateale (Rottamazione quater), ma non ancora effettivamente corrisposte. La Corte ha stabilito che la definizione agevolata permette lo scomputo esclusivamente dei versamenti già eseguiti al momento della domanda, escludendo le rate future. Inoltre, il ricorso principale è stato rigettato poiché il contribuente non ha fornito prove idonee a superare le presunzioni dell'Amministrazione finanziaria sulla fittizietà delle operazioni contestate.
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Definizione agevolata: limiti e pagamenti rateali
Un imprenditore ha impugnato il diniego dell'Agenzia delle Entrate alla definizione agevolata di una lite riguardante fatture per operazioni inesistenti. Il contribuente sosteneva che le rate future di una precedente rottamazione dovessero essere considerate come somme già versate, azzerando il debito per la nuova sanatoria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per la definizione agevolata rilevano solo i pagamenti effettivamente eseguiti al momento della domanda. Inoltre, la Corte ha confermato la legittimità dell'accertamento fiscale, ribadendo che l'onere della prova sulla fittizietà delle operazioni è assolto dall'ufficio tramite presunzioni semplici, mentre il contribuente non ha fornito prove rigorose della realtà dei costi sostenuti.
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Aggio di riscossione: natura e calcolo legittimo
Una società di servizi ha impugnato una cartella di pagamento relativa a debiti IVA del 2002, contestando l'applicazione dell'**aggio di riscossione** calcolato secondo le percentuali vigenti al momento della formazione del ruolo (2011) anziché quelle del periodo d'imposta originario. La contribuente sosteneva la natura sanzionatoria dell'aggio, invocando il divieto di retroattività. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'aggio ha natura remunerativa del servizio svolto e non sanzionatoria. Di conseguenza, il calcolo deve seguire la normativa vigente al momento dell'attività di riscossione, indipendentemente dall'anno a cui si riferisce il tributo.
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Giudicato esterno e successione nel lavoro
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un ente pubblico in merito al riconoscimento di mansioni superiori di un dipendente. La controversia ruota attorno al concetto di **Giudicato esterno** e alla sua efficacia nel tempo, specialmente in caso di successione tra datori di lavoro. L'ente ricorrente sosteneva l'esistenza di un conflitto tra precedenti sentenze, ma non ha fornito la documentazione necessaria a dimostrare la coincidenza di oggetto e titolo. La Corte ha ribadito che il giudicato formatosi contro il precedente datore di lavoro vincola anche il successore nel rapporto di impiego.
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Ricettazione e non menzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di ricettazione e non menzione del beneficio nel casellario. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché generico e basato su motivi già esaminati. La Corte ha ribadito che il possesso ingiustificato di beni rubati prova il dolo e che la non menzione può essere negata implicitamente se la condotta è grave.
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Sanzione disciplinare nel pubblico impiego: la guida
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione disciplinare nel pubblico impiego irrogata a un dipendente universitario per irregolarità nella gestione delle iscrizioni. Il dipendente aveva rilasciato quietanze di pagamento senza verificare l'effettivo versamento delle tasse. La Corte ha stabilito che la disparità di trattamento rispetto ai colleghi non rende la sanzione illegittima se essa risulta proporzionata alla condotta specifica del lavoratore.
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Scorrimento della graduatoria nelle fondazioni liriche
La Corte di Cassazione ha analizzato il diritto allo scorrimento della graduatoria per un musicista giunto terzo in un concorso indetto da una fondazione lirico-sinfonica. La Corte ha confermato che tali enti, pur essendo di diritto privato, seguono regole specifiche e che il diritto all'assunzione sorge solo se il datore decide di avvalersi della graduatoria valida. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché non ha contestato tutte le ragioni della decisione precedente.
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Incandidabilità per infiltrazioni mafiose: la sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato il provvedimento di incandidabilità per infiltrazioni mafiose a carico di un ex sindaco e di un ex assessore. La decisione si fonda sulla cattiva gestione della cosa pubblica, manifestatasi attraverso contatti con esponenti della criminalità locale e l'omessa esecuzione di ordinanze di demolizione di immobili abusivi riconducibili a clan mafiosi. La Corte ha ribadito che per la misura interdittiva non occorre una condanna penale, essendo sufficiente una condotta inefficiente o opaca che agevoli le consorterie.
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