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Art. 92 Codice di Procedura Civile — Sezione Seconda Civile

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947 provvedimenti

Altri anni per Art. 92 Codice di Procedura Civile

Responsabilità terrazzo: chi paga i danni da infiltrazioni?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29916/2023, ha affrontato un caso di danni da infiltrazioni provenienti da un terrazzo ad uso esclusivo con funzione di copertura. La Corte ha confermato la responsabilità solidale tra il proprietario esclusivo del terrazzo, in qualità di custode ai sensi dell'art. 2051 c.c., e il Condominio, per l'omessa manutenzione delle parti comuni. L'ordinanza chiarisce che la delibera di esecuzione dei lavori, se non attuata prima dell'azione legale, non esclude la condanna alle spese per il principio di soccombenza virtuale. Di conseguenza, la responsabilità terrazzo per i danni è condivisa.
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Sanzioni cartelli pubblicitari: illegittimo cambiare i fatti
Una società concessionaria di pubblicità ha impugnato otto ordinanze-ingiunzioni per l'installazione di cartelli pubblicitari. L'accusa iniziale era di totale assenza di autorizzazione, ma le sanzioni sono state emesse per irregolare posizionamento. La Corte di Cassazione ha stabilito che modificare il fatto contestato tra il verbale di accertamento e l'ordinanza-ingiunzione è illegittimo, poiché viola il diritto di difesa. L'installazione abusiva e quella irregolare sono due illeciti distinti. La sentenza del Tribunale è stata quindi cassata con rinvio.
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Spese ATP: chi paga? La Cassazione chiarisce la regola
Una società era stata erroneamente condannata a pagare i costi di un Accertamento Tecnico Preventivo da essa non richiesto. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che le spese ATP devono essere anticipate dalla parte che avvia il procedimento, a prescindere da una valutazione preliminare sulla colpa. La ripartizione finale dei costi avverrà solo nell'eventuale successivo giudizio di merito.
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Azione di simulazione legittimario: la prova libera
Una figlia agisce con un'azione di simulazione legittimario contro la zia, sostenendo che la vendita di un immobile da parte del padre defunto fosse una donazione dissimulata. La Corte di Cassazione chiarisce che il legittimario, agendo per tutelare la propria quota di riserva lesa, è considerato terzo rispetto all'atto e può quindi fornire la prova della simulazione senza limiti, avvalendosi anche di testimoni e presunzioni.
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Spese processuali appello: limiti del giudice
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del giudice d'appello nella gestione delle spese processuali. Se la sentenza di primo grado viene confermata e non c'è un motivo di appello specifico sulle spese, la relativa statuizione diventa definitiva e non può essere modificata d'ufficio. L'analisi riguarda la gestione delle spese processuali in appello e il principio del giudicato interno.
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Ordinanza comunale NCC: limiti alla legittimità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Comune contro una società di trasporti, confermando l'illegittimità di una ordinanza comunale NCC. L'ordinanza creava un regime discriminatorio limitando l'accesso al centro storico lagunare per i servizi di noleggio con conducente (NCC) autorizzati da altri comuni. La Corte ha stabilito che tale pratica costituisce un eccesso di potere, poiché il Comune ha superato la sua competenza regolamentare introducendo una barriera basata sull'origine dell'autorizzazione dell'operatore, violando i principi di libera concorrenza.
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Contratto di multiproprietà: quando è nullo?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29599/2023, ha dichiarato la nullità di tre contratti preliminari di multiproprietà. La decisione si fonda sulla violazione delle norme a tutela del consumatore, in particolare il D.Lgs. n. 427/1998, per la radicale indeterminatezza dell'oggetto dei contratti. La Corte ha stabilito che non è sufficiente indicare la quota millesimale, ma è necessario specificare dettagliatamente tutti gli elementi essenziali come la descrizione del bene, le condizioni di godimento e i servizi, al fine di garantire una tutela effettiva all'acquirente.
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Pubblicazione dati personali oltre i 15 giorni
Un'autorità per la protezione dei dati personali ha sanzionato un comune per la pubblicazione di dati personali sul proprio albo pretorio online oltre il termine di 15 giorni. La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento delle sanzioni, stabilendo che il termine previsto dalla legge non è perentorio e che la prolungata visibilità dei dati era dovuta a un meccanismo tecnico e non a una volontà dell'ente. La decisione sottolinea l'importanza del fondamento normativo della pubblicazione per fini istituzionali.
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Impugnazione delibera condominiale: termini e limiti
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce i limiti dell'opposizione a un decreto ingiuntivo per spese condominiali. Se la delibera di approvazione delle spese non viene contestata nei termini, diventa vincolante. Non è possibile, in sede di opposizione, sollevare eccezioni relative a presunti crediti per pagamenti in eccesso effettuati in anni precedenti se i relativi bilanci sono stati regolarmente approvati. La chiave è la tempestiva impugnazione delibera condominiale.
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Eredità giacente: intervento del creditore e limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28282/2023, ha stabilito l'inammissibilità dell'intervento del creditore del defunto nella procedura di eredità giacente, qualora questo sia finalizzato a ottenere un accertamento definitivo sulla qualità di erede dei chiamati. La Suprema Corte ha ribadito che la procedura di eredità giacente ha natura conservativa e non contenziosa, pertanto l'accertamento di diritti, come la qualità di erede, deve avvenire in un separato giudizio di cognizione. È stato invece confermato che la condanna alle spese è legittima anche in questa sede, qualora emerga una soccombenza in fase di reclamo.
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Interessi di mora usurari: la decisione della Cassazione
Una società ha contestato un contratto di mutuo a causa di interessi di mora usurari. La Corte di Cassazione ha stabilito che, anche se gli interessi di mora superano la soglia legale, la nullità si applica solo a tale clausola. Il contratto non diventa gratuito e, in caso di inadempimento, il debitore dovrà corrispondere gli interessi al tasso corrispettivo pattuito, se lecito. Questa sentenza chiarisce l'impatto degli interessi di mora usurari sui contratti di finanziamento.
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Minimi tariffari avvocato: la Cassazione decide
Un cittadino vince una causa per sanzioni stradali, ma il giudice liquida le spese legali in un importo inferiore ai minimi di legge. La Corte di Cassazione interviene, annullando la sentenza e stabilendo un principio fondamentale: a seguito delle riforme (D.M. 37/2018), i minimi tariffari avvocato sono inderogabili e il giudice non può scendere al di sotto di tali soglie. La decisione rafforza la tutela del decoro professionale e la prevedibilità dei costi legali.
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Risarcimento danni agricoltura: onere della prova
Un'azienda agricola ha citato in giudizio un vivaio per aver fornito piante di vite difettose, chiedendo la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni. Sebbene la risoluzione sia stata concessa, la richiesta di risarcimento danni in agricoltura è stata respinta in tutti i gradi di giudizio per mancanza di prova. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che l'azienda non è riuscita a dimostrare l'effettiva perdita economica subita, né come danno emergente né come lucro cessante.
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Conferimento incarico: prova e poteri dei funzionari
Una società di gestione ha contestato il compenso a dei professionisti, sostenendo che il conferimento incarico professionale non fosse stato formalizzato e che i propri funzionari non avessero il potere di affidarlo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'incarico può essere provato tramite comportamenti concludenti (facta concludentia) e che le azioni dei funzionari erano coerenti con lo scopo sociale di valorizzare il patrimonio immobiliare in vista della liquidazione.
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Dolus incidens: come ottenere il risarcimento danni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3503/2023, interviene sul tema del dolus incidens in una compravendita immobiliare. Dei promissari acquirenti avevano citato in giudizio i venditori per aver taciuto l'esistenza di una formalità pregiudizievole sull'immobile. La Suprema Corte ha cassato la sentenza di merito, stabilendo che, una volta provata la condotta sleale del venditore (il raggiro), si presume che l'acquirente avrebbe concluso il contratto a condizioni più favorevoli. Non è quindi necessario per l'acquirente provare che avrebbe trattato un prezzo inferiore, ma solo quantificare il danno subito, anche attraverso una CTU.
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Opposizione decreto ingiuntivo avvocato: rito errato
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'opposizione a un decreto ingiuntivo emesso da un avvocato per compensi relativi a una difesa penale, anche se erroneamente proposta con il rito previsto per le cause civili, non è inammissibile. Il giudice ha il dovere di riqualificare l'atto e applicare il rito corretto, come quello sommario ex art. 702-bis c.p.c., garantendo il principio di conservazione degli atti giuridici. La decisione chiarisce un punto fondamentale sull'opposizione decreto ingiuntivo avvocato.
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Compensazione spese processuali: quando è illegittima?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1881/2026, ha stabilito che la totale compensazione spese processuali è illegittima se una parte è totalmente soccombente. In un caso di appalto, il Tribunale aveva compensato le spese nonostante l'accoglimento dell'appello di un'impresa edile. La Suprema Corte ha cassato la decisione, affermando che in assenza dei presupposti di legge (come la soccombenza reciproca), la parte integralmente sconfitta deve pagare tutte le spese.
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Compensazione spese legali: quando è illegittima?
Un avvocato si opponeva al decreto di liquidazione dei propri compensi per un'attività svolta in regime di patrocinio a spese dello Stato. Il Tribunale accoglieva parzialmente l'opposizione ma disponeva la compensazione delle spese legali del giudizio. La Corte di Cassazione ha cassato la decisione, stabilendo che la compensazione spese legali è illegittima se motivata con formule generiche e non ancorata ai presupposti tassativi previsti dalla legge, come la reciproca soccombenza o l'assoluta novità della questione.
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Giurisdizione usi civici: chi decide sulla nullità?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante la nullità di un atto di donazione di un terreno soggetto a usi civici. La decisione si fonda su un precedente regolamento di giurisdizione che aveva già attribuito la competenza al giudice ordinario, e non al Commissario per gli usi civici. La Corte chiarisce inoltre che non sussiste litispendenza quando la stessa sentenza è impugnata con due mezzi diversi, di cui uno solo è ammissibile. La questione centrale è la corretta individuazione della giurisdizione usi civici per le controversie contrattuali.
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Usucapione: prova con testimoni di altri processi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una proprietaria che contestava l'usucapione di un terreno da parte dei vicini. La Corte ha stabilito che la prova del possesso ad usucapionem può legittimamente basarsi su testimonianze ed elementi raccolti in altri procedimenti, sia civili che penali, a condizione che siano stati ritualmente acquisiti al giudizio. Inoltre, ha chiarito che il possesso utile all'usucapione non si limita alla mera coltivazione, ma deve manifestarsi con atti inequivocabili, come la stipula di contratti di affitto a terzi, che dimostrino la volontà di comportarsi come unici proprietari.
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