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Art. 91 Codice di Procedura Civile — Anno 2022

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702 provvedimenti

Altri anni per Art. 91 Codice di Procedura Civile

Distanze legali tra edifici: vista ostruita e spese legali doppie
Un proprietario lamentava che la sopraelevazione dell'attico della vicina gli ostruiva la vista, violando le distanze legali tra edifici. I giudici di merito avevano respinto le sue richieste, ritenendo l'opera conforme al progetto originario e non violasse le distanze. La Cassazione ha confermato l'assenza di violazioni delle distanze legali tra edifici, ma ha accolto parzialmente il ricorso riguardo la liquidazione delle spese legali. Ha stabilito che, per più parti con identica posizione e difese dallo stesso avvocato, il compenso debba essere unico. La causa è stata rinviata per ricalcolare le spese.
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Spese Legali: La Cassazione chiarisce la Liquidazione nell’Equo Indennizzo
Un Cittadino ha chiesto un equo indennizzo per la durata irragionevole di un processo civile. La Corte d'Appello ha riconosciuto l'indennizzo ma ha ridotto la Liquidazione spese legali per la fase iniziale e ha escluso quelle per la fase decisoria. Il Cittadino ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha confermato la riduzione delle spese per la fase monitoria, ritenendo non necessaria una motivazione specifica per l'applicazione dei minimi tariffari. Ha invece accolto il ricorso per la fase decisoria, stabilendo che le attività svolte in tale fase devono essere compensate. La Corte ha quindi liquidato direttamente le spese legali complessive a favore del Cittadino, condannando il Ministero.
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Vittoria Formale vs Spese Legali: La Cassazione sulla Compensazione
Un Contribuente ha contestato un preavviso di fermo amministrativo per tasse automobilistiche. Il giudice di primo grado ha accolto il ricorso per vizi formali nella notifica, ma ha compensato le spese giudiziali. La Commissione Tributaria Regionale ha confermato questa decisione. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che una vittoria basata solo su vizi formali non costituisce di per sé una ragione eccezionale per la compensazione delle spese. Le gravi ed eccezionali ragioni devono riguardare aspetti specifici della controversia. La Corte ha accolto il ricorso del Contribuente, cassando la sentenza e rinviando il caso per una nuova valutazione delle spese di lite.
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Autovelox non tarato: la multa è valida? La Cassazione decide
Una Cittadina ha contestato una multa per eccesso di velocità rilevata da un autovelox, sostenendo la mancata prova della sua corretta taratura. Il Tribunale aveva dato ragione all'Amministrazione, ma la Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso della Cittadina. La Suprema Corte ha ribadito che l'Amministrazione deve sempre dimostrare l'omologazione e la periodica taratura autovelox con apposite certificazioni. Ha anche chiarito che l'Amministrazione, se si difende con un proprio funzionario, non ha diritto al rimborso delle spese legali. La Cittadina ha quindi ottenuto l'annullamento delle spese di primo grado.
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Decadenza benefici prima casa: l’immobile abusivo e la residenza
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di Decadenza benefici prima casa. L'Agenzia delle Entrate aveva revocato le agevolazioni a due contribuenti, ritenendo che possedessero già un immobile idoneo. I contribuenti sostenevano che il loro precedente immobile fosse abusivo e inabitabile. I giudici di merito avevano dato ragione all'Agenzia. La Cassazione ha accolto il ricorso dei contribuenti. Ha stabilito che la Commissione Tributaria Regionale non aveva esaminato un fatto decisivo: i contribuenti risiedevano, al momento dell'acquisto agevolato, in un immobile non di loro proprietà, diverso da quello abusivo. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Compensazione spese di lite: illegittima con norme chiare
Una società di assicurazione interviene in un arbitrato a sostegno di una parte e poi chiede la ricusazione dell'arbitro. Il Tribunale respinge la richiesta poiché l'assicurazione, essendo un terzo con intervento adesivo, non è una vera parte del giudizio secondo una giurisprudenza ormai pacifica. Tuttavia, il giudice dispone la compensazione spese di lite sostenendo che la questione sia nuova e peculiare. I privati vittoriosi impugnano la decisione davanti alla Corte di Cassazione. I giudici supremi accolgono il ricorso ed evidenziano che la motivazione è del tutto illogica e contraddittoria: non si può giustificare la compensazione spese di lite con la presunta novità di un tema se prima si è affermato che la giurisprudenza sulla materia è consolidata e chiara.
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Compensazione Spese Processuali: Discrezione Giudice vs. Richieste Parte
Una società in liquidazione ha citato in giudizio diverse banche per presunte concessioni abusive di credito, chiedendo un risarcimento milionario. Dopo vari gradi di giudizio e un rinvio, la questione principale è diventata la compensazione spese processuali e la loro liquidazione. La Corte di Cassazione ha rigettato i motivi della società, confermando la discrezionalità del giudice nel non disporre la compensazione delle spese in assenza di gravi motivi e ha ribadito che la liquidazione dei compensi può avvenire per grado di giudizio, senza necessità di specificare ogni singola fase, purché siano chiari i criteri. Alcuni motivi sono stati dichiarati inammissibili per essere stati già risolti in sede di revocazione.
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Condanna alle spese di lite: vince il credito ma perde la causa
Un lavoratore domestico ha chiesto il pagamento di presunte differenze retributive per oltre ventisette mila euro. Il datore di lavoro ha dimostrato che il lavoratore doveva oltre undici mila euro per canoni d'affitto non pagati e mancato preavviso. I giudici hanno ricalcolato i crediti reali del lavoratore in circa quattromila euro per TFR e tredicesima. Dal bilancio complessivo tra dare e avere, il lavoratore è risultato debitore netto nei confronti del datore di lavoro. Per questo motivo, la Corte ha stabilito la condanna alle spese di lite a carico del lavoratore, considerandolo parte soccombente nonostante il parziale accoglimento delle sue voci di credito. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che la valutazione globale delle posizioni economiche definisce chi deve pagare i costi della causa.
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Liquidazione delle spese processuali: conta il valore reale
Un cittadino ha impugnato con successo alcune cartelle di pagamento per oltre cinquemilaquattrocento euro. Il tribunale ha tuttavia calcolato i compensi del difensore applicando uno scaglione inferiore, basandosi sul minor valore dichiarato per il versamento della tassa di iscrizione della causa. Il professionista ha fatto ricorso contestando il mancato riconoscimento della fascia corretta e dei compensi per la fase di trattazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la corretta liquidazione delle spese processuali dipende unicamente dal valore effettivo della domanda giudiziale e non dalla dichiarazione resa ai fini fiscali. Inoltre, l'esame dei documenti depositati dalla controparte costituita impone la remunerazione della fase istruttoria.
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Appello Tributario: Inammissibilità o Riesame Pieno? La Cassazione Decide
Un Contribuente aveva presentato un ricorso contro un avviso di accertamento IRPEF. La Commissione Tributaria Regionale aveva dichiarato il suo appello inammissibile, ritenendo che il ricorso fosse una mera ripetizione di quanto già presentato in primo grado. Il Contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il primo motivo di ricorso, stabilendo che l'appello tributario ha un "carattere devolutivo pieno". Questo significa che non è inammissibile se ripropone le ragioni già esposte, purché critichi la sentenza di primo grado. La Cassazione ha cassato la sentenza e rinviato la causa a una diversa composizione della Commissione Tributaria Regionale per una nuova valutazione dell'appello sulla questione dell'inammissibilità dell'appello tributario.
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Liquidazione Spese Legali: La Cassazione include la Fase Istruttoria
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della liquidazione spese legali per i professionisti che assistono clienti in cause di equa riparazione. Un gruppo di avvocati aveva contestato la decisione di un Tribunale che aveva escluso la fase istruttoria dal calcolo dei loro compensi. La Suprema Corte ha stabilito che anche l'esame di scritti e documenti rientra nella fase istruttoria e deve essere retribuito. Ha quindi annullato la decisione precedente, riconoscendo agli avvocati il diritto a un compenso maggiore, condannando lo Stato al pagamento delle spese legali.
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Cartelle annullate: spese processuali ricalcolate per l’intera lite
Una contribuente ha impugnato diverse cartelle esattoriali per crediti previdenziali prescritti. Dopo una prima decisione favorevole solo parziale, la Cassazione ha chiarito che il termine di prescrizione applicabile era quinquennale. La Corte di Appello, in sede di rinvio, ha annullato gran parte dei debiti, ma ha omesso di riconsiderare i costi legali dei precedenti gradi di giudizio, limitandosi a compensare le sole spese della fase di rinvio. La contribuente ha quindi presentato un nuovo ricorso per ottenere il corretto regolamento delle spese processuali. La Corte di Cassazione ha accolto l'impugnazione, affermando che il giudice del rinvio deve sempre ricalcolare d'ufficio gli oneri di lite dell'intera vicenda in base all'esito finale globale. I giudici supremi hanno compensato le spese dei gradi di merito e condannato l'ente di riscossione al pagamento dei compensi di legittimità.
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Venditore non proprietario: Risoluzione contratto preliminare confermata
Un Promittente Venditore ha stipulato un contratto preliminare per la vendita di un terreno. È emerso che una parte del terreno non era di sua proprietà. Il Promissario Acquirente ha chiesto la risoluzione del contratto preliminare per inadempimento. Il Venditore ha sostenuto che l'Acquirente era a conoscenza del problema e aveva pagato parzialmente, e che era intervenuta l'usucapione. La Corte di Cassazione ha confermato la risoluzione del contratto preliminare, ritenendo grave l'inadempimento del Venditore, che non aveva garantito la piena proprietà di una porzione essenziale del bene. L'Acquirente ha ottenuto la risoluzione e il rimborso delle spese legali.
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Omessa pronuncia sulle spese processuali: sentenza annullata
Un contribuente impugna un avviso di accertamento fiscale e ottiene vittoria parziale nel primo grado. Il giudice di primo grado liquida a suo favore le spese legali in misura ridotta. L'Agenzia delle Entrate presenta appello principale. Il contribuente propone appello incidentale, contestando la liquidazione inadeguata delle spese. I giudici regionali confermano la decisione di merito e ricalcolano solo le spese d'appello, ignorando completamente la richiesta relativa al primo grado. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del cittadino per omessa pronuncia sulle spese processuali. Il motivo d'appello non esaminato costituisce una domanda autonoma e vincolante. La Suprema Corte annulla la sentenza di secondo grado con rinvio ad altra sezione della corte tributaria.
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Compensazione spese processuali: quando il cambio giurisprudenziale la giustifica
Un gruppo di Debitori si è opposto a un decreto ingiuntivo. Il Tribunale ha dichiarato l'opposizione improcedibile per mancata mediazione. La Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, stabilendo che l'onere di avviare la mediazione spettava al Creditore, in linea con un recente mutamento della giurisprudenza della Cassazione. La Corte d'Appello ha quindi disposto la compensazione delle spese processuali tra le parti. I Debitori hanno impugnato questa compensazione. La Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il mutamento della giurisprudenza è una valida ragione per la compensazione delle spese. I Debitori devono pagare le spese del giudizio di Cassazione.
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Spese Legali Sottostimate: La Cassazione Riforma la Liquidazione
Un Contribuente ha contestato la Liquidazione spese processuali decisa dalla Commissione Tributaria Regionale (CTR). La CTR aveva stabilito un importo forfettario e non motivato per le spese legali di più gradi di giudizio, inclusi quelli precedenti e il giudizio di rinvio, risultando inferiore ai parametri minimi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha annullato la sentenza della CTR e ha rinviato la causa a una diversa composizione della stessa CTR. Quest'ultima dovrà ora liquidare le spese in modo distinto per ogni grado e giustificare eventuali riduzioni, rispettando i principi di diritto.
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Impugnazione liquidazione onorari avvocato: errore di rito blocca ricorso
Un Avvocato ha chiesto a una Banca il pagamento di onorari professionali. Il Tribunale ha accolto la domanda con un'ordinanza, usando il rito sommario ordinario. La Banca ha presentato un ricorso principale in Cassazione, contestando l'ammontare e la procedura. L'Avvocato ha proposto un ricorso incidentale per gli interessi. La Corte di Cassazione ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili. Ha stabilito che l'impugnazione liquidazione onorari avvocato, se decisa con rito sommario ordinario, richiede un appello e non un ricorso in Cassazione. Il principio di apparenza guida la scelta del mezzo di impugnazione, basandosi sulla forma adottata dal giudice.
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Ricorso Improcedibile: La Mancanza di un Atto Costa Cara in Cassazione
Un creditore ha pagato l'imposta di registro dopo un pignoramento presso terzi ai danni di una banca, chiedendo poi il rimborso al debitore originario. I giudici di merito hanno respinto la sua richiesta, affermando che le spese dovevano essere recuperate solo nella procedura esecutiva. Il creditore ha presentato ricorso in Cassazione, ma la Corte ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso. Questo è avvenuto perché il ricorrente non ha depositato la sentenza impugnata, un requisito fondamentale. La Cassazione ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese legali a favore della banca.
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Compensazione delle spese di lite illegittima se immotivata
Un cittadino promuoveva un accertamento tecnico preventivo contro l'ente previdenziale per il riconoscimento del proprio stato invalidante. Il tribunale accoglieva integralmente la domanda del ricorrente e omologava la perizia medica favorevole. Tuttavia, il giudice disponeva la compensazione delle spese di lite tra le parti senza fornire alcuna spiegazione. Il cittadino proponeva quindi ricorso in Cassazione contestando l'ingiustificata mancata condanna dell'ente soccombente al pagamento delle spese processuali. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, affermando che il giudice non può azzerare le spese legali a carico della parte totalmente sconfitta senza esplicitare ragioni gravi e specifiche. La decisione impugnata è stata annullata con rinvio al tribunale per una nuova corretta liquidazione delle spese.
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Incompetenza territoriale e spese di lite: chi paga i costi?
Una società creditrice ha citato in giudizio un'azienda debitrice davanti al Tribunale di Milano per il pagamento di un debito. L'azienda debitrice ha sollevato un'eccezione chiedendo il trasferimento della causa al Tribunale di Genova in base a una clausola contrattuale. La società creditrice ha accettato l'eccezione. Il giudice di Milano ha dichiarato la propria incompetenza, senza pronunciarsi sulla liquidazione delle spese. L'azienda debitrice ha impugnato la decisione chiedendo la condanna alle spese, ma sia la Corte d'Appello che la Corte di Cassazione hanno respinto la richiesta. La Cassazione ha stabilito che la disciplina su incompetenza territoriale e spese di lite vieta al primo giudice di decidere sui costi quando l'altra parte aderisce all'eccezione. Il giudizio sulle spese spetta unicamente al giudice competente davanti a cui si riassume la causa. L'azienda debitrice ha perso il ricorso ed è stata condannata a pagare le spese legali.
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