LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 873 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

Pagina 20 di 24

467 provvedimenti

Altri anni per Art. 873 Codice Civile

Distanze legali: quando una strada privata le annulla
Un proprietario ha citato in giudizio il vicino per aver costruito un edificio senza rispettare le distanze legali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. Il motivo è la presenza, tra le due proprietà, di una strada privata ma gravata da servitù di uso pubblico. Secondo la Corte, l'effettiva destinazione della strada al transito pubblico è il fattore decisivo che fa venire meno l'obbligo di rispettare le distanze legali tra costruzioni, rendendo irrilevante la proprietà formale della via.
Continua »
Distanze legali: quando la sopraelevazione è nuova?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12306/2025, ha chiarito la distinzione tra ristrutturazione e nuova costruzione ai fini del rispetto delle distanze legali. Un intervento che modifica sagoma e volumetria di un edificio, come una sopraelevazione con cambio di destinazione d'uso, è considerato nuova costruzione e deve rispettare le normative vigenti sulle distanze, anche se l'edificio preesisteva a quello del vicino. La Corte ha rigettato il ricorso di un proprietario, confermando la condanna al ripristino della situazione originaria.
Continua »
Nuova costruzione: quando una ristrutturazione lo è?
La Corte di Cassazione ha chiarito la distinzione tra ristrutturazione e nuova costruzione. Un intervento edilizio non è classificabile come nuova costruzione se non altera significativamente volumetria, altezza e sagoma dell'edificio preesistente, anche in presenza di modifiche architettoniche o dell'aggiunta di balconi. Il ricorso dei proprietari confinanti, che lamentavano la violazione delle distanze legali, è stato respinto perché l'intervento manteneva inalterate le dimensioni fondamentali dell'immobile, configurandosi quindi come una ristrutturazione.
Continua »
Distanze tra costruzioni: la Cassazione decide
Il caso riguarda una controversia sulla violazione delle distanze tra costruzioni a seguito di una sopraelevazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la distanza minima di 10 metri prevista dal D.M. 1444/1968 è una norma imperativa che si applica automaticamente, sostituendo le normative locali, non appena un comune ha provveduto alla zonizzazione del territorio, anche se il piano urbanistico è solo adottato e non ancora approvato in via definitiva.
Continua »
Doppia conforme: quando si applica dopo la Riforma?
In una disputa immobiliare su distanze tra costruzioni, la Corte di Cassazione conferma la condanna di un costruttore, rigettando il suo ricorso. La sentenza è cruciale perché chiarisce l'applicazione del principio di 'doppia conforme' dopo la Riforma Cartabia: il ricorso per questioni di fatto è inammissibile se due corti di merito hanno raggiunto la stessa decisione, anche con motivazioni non perfettamente identiche, purché basate sullo stesso nucleo fattuale. La Corte ribadisce inoltre che una ricostruzione con aumento di volumetria equivale a una nuova costruzione e deve rispettare le distanze vigenti.
Continua »
Distanze tra costruzioni: DM 1444/68 prevale sempre
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un proprietario che aveva realizzato una sopraelevazione senza rispettare le normative nazionali sulle distanze tra costruzioni. L'ordinanza chiarisce che il D.M. 1444/68, che impone una distanza minima di 10 metri tra pareti finestrate, ha efficacia di legge dello Stato e si applica direttamente nei rapporti tra privati, sostituendo automaticamente eventuali regolamenti comunali meno restrittivi, anche se successivi. Di conseguenza, è stata confermata la demolizione dell'opera.
Continua »
Distanze tra costruzioni: deroghe e demolizione
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, sospende la decisione su un caso di violazione delle distanze tra costruzioni. Una proprietaria, condannata in appello alla demolizione di una sopraelevazione costruita a meno di dieci metri dal confine, ha impugnato la sentenza. La Corte, prima di decidere sulla legittimità di una deroga prevista dal regolamento edilizio locale, ha ordinato l'acquisizione della normativa urbanistica del Comune per valutarne la conformità alla legge nazionale.
Continua »
Diritto di veduta: chi non rispetta la distanza perde
In una controversia ventennale, la Corte di Cassazione ha negato a una proprietaria la demolizione della sopraelevazione del vicino. Il motivo risiede nel fatto che la stessa proprietaria non aveva rispettato le distanze legali per il proprio balcone, non avendo quindi mai acquisito un valido diritto di veduta. La Corte ha stabilito che per esigere il rispetto delle distanze dal vicino, è necessario prima aver rispettato la legge nella creazione della propria veduta.
Continua »
Distanze tra costruzioni: la Cassazione chiarisce
In una controversia su una sopraelevazione edilizia, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulle distanze tra costruzioni nei centri storici (Zone A). La Corte ha chiarito che le normative urbanistiche speciali, che impongono il mantenimento delle distanze preesistenti, prevalgono sulla norma generale del Codice Civile. Di conseguenza, in caso di violazione, l'unica tutela ammessa è la demolizione (riduzione in pristino) dell'opera illegittima e non il semplice risarcimento del danno.
Continua »
Distanze legali costruzioni: Regolamenti locali
Una recente sentenza della Corte di Cassazione chiarisce la gerarchia delle fonti in materia di distanze legali costruzioni. Il caso riguardava una disputa tra vicini, dove uno aveva costruito sul confine. La Corte ha stabilito che i regolamenti edilizi locali che impongono una distanza minima assoluta dal confine prevalgono sul principio generale di prevenzione del Codice Civile. Pertanto, il primo costruttore non può imporre le sue scelte al vicino se esiste una norma locale specifica. La Corte ha anche affermato il principio 'iura novit curia', secondo cui il giudice deve applicare d'ufficio tali regolamenti.
Continua »
Distanze tra costruzioni: Cassazione su scala e muro
La Corte di Cassazione si è pronunciata su una controversia immobiliare riguardante il rispetto delle distanze tra costruzioni. Il caso verteva sull'illegittimità di una scala esterna e di una sopraelevazione. La Corte ha rigettato sia il ricorso principale, che contestava l'ordine di arretramento della scala, sia quello incidentale, relativo alla sopraelevazione su un muro ritenuto comune. L'ordinanza chiarisce che anche le strutture accessorie come le scale rientrano nel calcolo delle distanze e che il permesso edilizio non sana eventuali violazioni delle norme civilistiche.
Continua »
Specificità prova per testi: la Cassazione decide
In una controversia tra vicini per un capannone costruito a distanza non legale, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione dei giudici di merito che avevano respinto la richiesta di prova testimoniale per genericità. I proprietari del capannone volevano dimostrare, tramite testimoni, di averlo costruito nel biennio 1982/1983, maturando così il diritto a mantenerlo per usucapione. La Suprema Corte ha stabilito che, ai fini della specificità della prova per testi, indicare un arco temporale definito è sufficiente, specialmente quando si deve provare un fatto risalente a oltre vent'anni prima. La valutazione non deve isolare i capitoli di prova, ma considerarli nel contesto generale della strategia difensiva. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Distanze legali: nuove norme urbanistiche rilevanti
La Cassazione, in una causa sulle distanze legali tra costruzioni, ha rinviato la decisione per acquisire i regolamenti urbanistici di un Comune, anche se adottati dopo la realizzazione dell'opera. La Corte ritiene che queste norme successive possano essere determinanti per valutare la legittimità della costruzione, ordinando un supplemento istruttorio per decidere il caso.
Continua »
Nuova costruzione: quando la ristrutturazione è soggetta
Una società edilizia, dopo aver ristrutturato un vecchio fabbricato, viene citata in giudizio da una proprietaria confinante per violazione delle norme sulle distanze. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito che qualsiasi intervento di ristrutturazione che comporti un'alterazione della sagoma o un aumento della volumetria preesistente, come una sopraelevazione, si qualifica come una "nuova costruzione". Di conseguenza, tale opera deve rispettare integralmente le distanze legali previste dal Codice Civile e dai regolamenti locali, senza possibilità di deroga. Il ricorso della società è stato quindi respinto.
Continua »
Improcedibilità ricorso Cassazione: il termine fatale
Una controversia sulle distanze legali tra edifici si conclude con una declaratoria di improcedibilità del ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha ritenuto fatale il deposito tardivo dell'atto, avvenuto oltre il termine perentorio di venti giorni dalla notifica, ribadendo come il rispetto delle scadenze processuali sia un requisito indispensabile per l'accesso alla giustizia, che prevale sull'esame del merito della questione.
Continua »
Distanze legali tra costruzioni: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di arretramento per una nuova costruzione che violava le distanze legali tra costruzioni. L'ordinanza chiarisce che la distanza minima di 10 metri, prevista dal D.M. 1444/1968, prevale sui regolamenti locali, i balconi devono essere inclusi nel calcolo e la norma si applica anche se una sola delle pareti frontistanti è finestrata.
Continua »
Danno presunto: no a risarcimento automatico
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7290/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di distanze tra costruzioni. Sebbene abbia confermato l'ordine di arretramento di un'opera costruita in violazione delle norme locali, ha annullato la condanna al risarcimento del danno. La Corte ha superato il concetto di 'danno in re ipsa', affermando che il danneggiato deve allegare circostanze specifiche che provino un pregiudizio concreto, da cui il giudice potrà desumere l'esistenza del danno. Nasce così il principio del danno presunto, che richiede un onere di allegazione da parte dell'attore.
Continua »
Giudizio di rinvio: come riproporre le domande
Una complessa disputa immobiliare su distanze e confini, dopo una prima cassazione, torna in appello. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6536/2025, interviene nuovamente per chiarire le regole del giudizio di rinvio, stabilendo che la riassunzione della causa riporta le parti nella posizione originaria, considerando riproposte tutte le domande e le eccezioni, salvo rinuncia espressa. La sentenza impugnata viene annullata anche per motivazione apparente riguardo la qualificazione di un'autorimessa come completamente interrata.
Continua »
Ammissione delle prove: la Cassazione decide
Una complessa controversia tra proprietari confinanti, relativa a presunti abusi edilizi e diritti di proprietà, giunge in Cassazione. La Corte rigetta il ricorso principale, stabilendo un principio fondamentale sull'ammissione delle prove: le istanze istruttorie respinte in primo grado, se non reiterate specificamente in sede di precisazione delle conclusioni e in appello, si considerano abbandonate, anche dalla parte risultata vittoriosa. Il ricorso incidentale è dichiarato inammissibile per tardività.
Continua »
Muro comune: quando è illegittimo aprire un varco?
Una proprietaria realizzava opere edilizie che includevano l'abbattimento di un muro comune per ampliare la propria cucina. I vicini si opponevano e la Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità dell'intervento. La sentenza chiarisce che qualsiasi modifica a un muro comune non deve mai compromettere la stabilità e il decoro architettonico dell'edificio, configurandosi altrimenti come un'innovazione vietata. L'appello della proprietaria è stato quindi respinto con condanna al ripristino dei luoghi.
Continua »