LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 873 Codice Civile — Anno 2025

Pagina 2 di 8

143 provvedimenti

Altri anni per Art. 873 Codice Civile

Procura speciale: quando il ricorso è inammissibile
Una lunga controversia sulle distanze legali tra costruzioni si conclude con una declaratoria di inammissibilità da parte della Corte di Cassazione. Il ricorso è stato respinto non per il merito della questione, ma a causa di un vizio formale insuperabile: la procura speciale conferita ai difensori era stata redatta quasi dieci anni prima della pubblicazione della sentenza impugnata, risultando così priva del requisito essenziale della specialità richiesto per il giudizio di legittimità.
Continua »
Usucapione confine: la Cassazione chiarisce i requisiti
Una società di costruzioni ha perso una causa per la definizione del confine con un vicino. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, che avevano riconosciuto l'usucapione confine a favore del privato. Il ricorso della società è stato rigettato per motivi procedurali, tra cui la regola della "doppia conforme" e la mancanza di critiche specifiche alla sentenza d'appello. La Corte ha ribadito che la prova del possesso, basata su testimonianze e perizie, era solida e che le argomentazioni della società non erano idonee a ribaltare il giudizio.
Continua »
Distanze legali: il giudice deve applicare le norme locali
In una controversia edilizia sulle distanze legali, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: il giudice ha il dovere di acquisire e applicare d'ufficio i regolamenti edilizi locali. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente qualificato un intervento come 'nuova costruzione' senza un'adeguata verifica della normativa comunale, che avrebbe potuto consentire deroghe. La causa è stata rinviata per un nuovo esame che tenga conto delle specifiche norme tecniche locali.
Continua »
Nuova costruzione e distanze: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che una ristrutturazione che modifica la sagoma e l'altezza di un edificio deve essere considerata a tutti gli effetti una nuova costruzione. Di conseguenza, deve rispettare le distanze minime legali dai confini e dagli altri fabbricati. La controversia nasceva dalla modifica di un garage, il cui tetto era stato trasformato da piano a spiovente con un conseguente aumento di altezza. La Corte d'Appello aveva escluso che si trattasse di nuova costruzione, ma la Cassazione ha annullato tale decisione, affermando che qualsiasi alterazione della conformazione planivolumetrica e del profilo estetico-architettonico qualifica l'opera come nuova, imponendo l'applicazione delle norme sulle distanze.
Continua »
Responsabilità progettista: quando risponde dei danni
Un professionista è stato citato in giudizio dai propri clienti dopo che una costruzione, realizzata sulla base del suo progetto, è risultata violare le distanze legali dal confine. La Corte di Cassazione ha confermato la piena responsabilità progettista per l'inadeguatezza tecnica e giuridica dell'elaborato, escludendo un concorso di colpa dei committenti. Tuttavia, la Corte ha cassato la sentenza d'appello per un errore procedurale, avendo quest'ultima erroneamente dichiarato inammissibile il motivo di gravame relativo alla quantificazione del danno, e ha rinviato il caso per una nuova valutazione sul punto.
Continua »
Muro di cinta: quando non rispetta le distanze legali
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un proprietario che lamentava la violazione delle distanze legali da parte del vicino per la sopraelevazione di un muro. La Corte ha confermato che, se il manufatto ha la funzione di recinzione (muro di cinta) e un'altezza inferiore a tre metri, non è soggetto alle norme sulle distanze tra costruzioni, anche se non è completamente isolato. La decisione si basa sulla valutazione funzionale del muro, privilegiando lo scopo di demarcazione della proprietà rispetto ad altri criteri formali.
Continua »
Distanze costruzioni: lo ius superveniens prevale
La Corte di Cassazione chiarisce l'applicazione del principio di ius superveniens in una controversia su distanze tra costruzioni. Una società immobiliare aveva realizzato un edificio che violava le norme edilizie vigenti al momento della costruzione. Tuttavia, una modifica successiva al piano regolatore, più favorevole, ha eliminato tale violazione. La Suprema Corte ha confermato la legittimità dell'applicazione di questa nuova norma, revocando l'ordine di arretramento del fabbricato. La sentenza ha rigettato sia il ricorso principale dei proprietari confinanti che quello incidentale della società costruttrice, compensando le spese legali per soccombenza reciproca.
Continua »
Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello per motivazione apparente. Il caso riguardava la costruzione di un traliccio radioelettrico in presunta violazione delle norme su distanze e altezze. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice d'appello non può limitarsi a confermare la decisione di primo grado senza analizzare criticamente i motivi di gravame, rendendo così la motivazione solo apparente e, di conseguenza, la sentenza nulla.
Continua »
Danno in re ipsa: la Cassazione cambia le regole
Un proprietario viene condannato alla demolizione di un manufatto per violazione delle distanze legali e del decoro architettonico. La Corte di Cassazione, pur confermando l'ordine di demolizione, cassa la sentenza sul risarcimento del danno. Viene superato il principio del danno in re ipsa: per ottenere un indennizzo, il danneggiato deve ora allegare un pregiudizio concreto derivante dalla violazione, non essendo più sufficiente la sola prova dell'illecito.
Continua »
Distanze tra costruzioni: quando un muro è fabbrica?
In una controversia sulle distanze tra costruzioni, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito che imponeva la demolizione di un muro. La Suprema Corte ha rilevato due errori cruciali del giudice d'appello: aver deciso su una questione non richiesta dalle parti (vizio di ultrapetizione) e non aver spiegato adeguatamente perché il muro dovesse essere qualificato come una vera e propria 'costruzione' soggetta a specifiche distanze legali, rendendo la motivazione solo apparente. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Distanze legali: come si calcola il risarcimento?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10329/2025, interviene su un caso di violazione delle distanze legali in edilizia. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del costruttore, stabilendo che, in caso di violazione, quest'ultimo ha la facoltà alternativa di arretrare l'opera o di avanzarla fino al confine per costruire in aderenza, se il regolamento locale lo consente. Inoltre, ha chiarito che il risarcimento del danno non è automatico ('in re ipsa'), ma va provato dal danneggiato, che deve allegare il pregiudizio concreto subito. Infine, la Corte ha censurato la decisione d'appello per aver liquidato un danno (da infiltrazioni) su cui si era già formato un giudicato interno di rigetto.
Continua »
Distanze legali costruzioni: il terrapieno è opera?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un terrapieno artificiale, realizzato a copertura di un garage parzialmente interrato, deve essere considerato una costruzione ai fini del rispetto delle distanze legali tra proprietà. La sentenza chiarisce che qualsiasi opera non completamente interrata, dotata di solidità e stabilità, rientra nella nozione di costruzione. La Corte d'Appello aveva erroneamente limitato la sua analisi al solo muro di confine, ignorando la natura complessiva dell'intervento edilizio. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione basata su questi principi.
Continua »
Violazione distanze legali: sentenza annullata
Una società immobiliare ha proposto ricorso in Cassazione contro una condanna per violazione distanze legali relativa a una scala esterna. La Corte d'Appello aveva confermato la violazione e liquidato un danno. La Cassazione ha annullato la decisione per un grave difetto di motivazione: la sentenza d'appello non specificava quale norma fosse stata applicata per determinare l'irregolarità, accogliendo così il ricorso della società e rinviando il caso per un nuovo esame.
Continua »
Distanze legali: quando un balcone è costruzione?
Una disputa tra vicini su sopraelevazioni e balconi arriva in Cassazione. La Corte stabilisce un principio chiave sulle distanze legali: un balcone profondo 1,39 metri non può essere considerato meramente ornamentale, ma costituisce un corpo di fabbrica da includere nel calcolo delle distanze. La sentenza della Corte d'Appello, che lo aveva escluso, è stata annullata con rinvio.
Continua »
Distanza vedute: la Cassazione sulla demolizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un proprietario condannato a demolire una sopraelevazione del suo immobile. L'opera, pur urbanisticamente legittima, violava la distanza vedute minima di tre metri dalla proprietà del vicino, come previsto dall'art. 907 del codice civile. La Corte ha ribadito che il diritto alla veduta è un diritto reale assoluto, la cui tutela prevale su considerazioni di legittimità amministrativa o di eccessiva onerosità della demolizione, confermando l'ordine di ripristino dello stato dei luoghi.
Continua »
Distanze legali costruzioni: l’obbligo di notifica
In una controversia sulle distanze legali costruzioni, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria. Anziché decidere nel merito, ha rilevato la mancata notifica del ricorso a una delle parti originarie del giudizio. Di conseguenza, ha ordinato l'integrazione del contraddittorio, sospendendo la decisione e rinviando la causa a nuovo ruolo, sottolineando l'importanza fondamentale delle regole procedurali.
Continua »
Distanza dalle vedute: irrilevante l’abuso edilizio
Una proprietaria di un immobile si opponeva alla costruzione di un edificio comunale, realizzato a una distanza inferiore a quella legale dalla sua finestra. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, sostenendo che la finestra fosse urbanisticamente irregolare. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio fondamentale: il rispetto della distanza dalle vedute è un obbligo che deriva dai rapporti di vicinato regolati dal diritto privato. Di conseguenza, l'eventuale assenza di un'autorizzazione amministrativa per la finestra non autorizza il vicino a costruire a una distanza inferiore a quella prescritta dalla legge.
Continua »
Muro di confine: distanze legali e risarcimento
Un vicino ha costruito un muro di confine violando le distanze legali. La Corte di Cassazione ha confermato l'ordine di arretramento ma ha negato il risarcimento del danno. La Corte ha stabilito che, nonostante la violazione, i lavori avevano migliorato l'estetica generale dell'area senza causare un pregiudizio concreto, superando così la presunzione di danno.
Continua »
Violazione distanze legali e risarcimento del danno
In una causa per violazione distanze legali, la Corte di Cassazione ha stabilito che i giudici di merito devono esaminare tutte le irregolarità edilizie denunciate, non solo quelle relative alle distanze. La Corte ha chiarito che, a seconda della norma violata, il vicino danneggiato può avere diritto non solo alla demolizione (riduzione in pristino) ma anche al risarcimento del danno per altri abusi, come un illecito cambio di destinazione d'uso. La sentenza è stata annullata e rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Termine prorogato sabato: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che un termine processuale, come quello per proporre appello, che scade di sabato, è automaticamente esteso al primo giorno non festivo successivo. In questo caso, il cosiddetto termine prorogato sabato ha reso tempestivo un appello notificato il lunedì, annullando la precedente decisione di inammissibilità della Corte d'Appello e rinviando la causa per un esame nel merito.
Continua »