LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 8 Convenzione EDU

Pagina 24 di 30

589 provvedimenti

Ordine di demolizione: quando copre l’intero immobile
Una proprietaria, condannata per abuso edilizio, ha contestato un ordine di demolizione sostenendo che dovesse applicarsi solo all'ultimo piano sopraelevato e non all'intero edificio. Dopo un lungo iter giudiziario, durante il quale i permessi in sanatoria ottenuti sono stati giudicati illegittimi, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione si applica all'intera costruzione, poiché questa costituisce un manufatto unico e l'illegalità delle parti iniziali si estende a quelle successive. Le questioni già decise non possono essere riproposte.
Continua »
Mandato d’Arresto Europeo: no consegna senza 5 anni
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33388/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una decisione di consegna basata su un Mandato d'Arresto Europeo. La Corte ha ribadito che il requisito della residenza o dimora continuativa in Italia per almeno cinque anni è una condizione imprescindibile per poter rifiutare la consegna, anche per i cittadini extracomunitari. Il solo radicamento sociale non è sufficiente se manca questo presupposto temporale.
Continua »
Corrispondenza digitale e prove: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un indagato in un caso di rapina, fornendo importanti chiarimenti sull'uso della corrispondenza digitale come prova. Pur riconoscendo che foto e messaggi in chat sono tutelati come corrispondenza privata, ha ritenuto che la solidità di altre prove rendesse non decisiva la loro inutilizzabilità. Inoltre, ha ribadito il principio secondo cui la nullità di una perquisizione non si estende automaticamente alla validità del sequestro dei beni rinvenuti.
Continua »
Espulsione straniero: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del provvedimento di espulsione straniero come sanzione alternativa alla detenzione, anche in assenza di una valutazione sulla pericolosità sociale. Nel caso esaminato, il ricorso di un cittadino straniero, sposato con una cittadina italiana residente all'estero, è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha stabilito che la mancanza di legami familiari effettivi e stabili sul territorio italiano e la natura amministrativa della misura, volta a ridurre il sovraffollamento carcerario, rendono irrilevante la valutazione della pericolosità del soggetto ai fini dell'applicazione dell'art. 16, comma 5, d.lgs. 286/1998.
Continua »
Sequestro probatorio smartphone: limiti e proporzionalità
Un pubblico ufficiale, indagato per turbativa d'asta e falso, subiva il sequestro del proprio smartphone. La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento, definendo il sequestro probatorio 'a tappeto' come sproporzionato e lesivo del diritto alla privacy. La sentenza sottolinea che ogni sequestro di dati digitali deve essere specificamente motivato e limitato per non avere un carattere meramente esplorativo.
Continua »
Regime 41-bis: proroga legittima per reati antichi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. La sentenza chiarisce due punti fondamentali: la valutazione della pericolosità sociale deve essere attuale e basata sulla capacità di mantenere legami con l'organizzazione criminale, non solo sul passato. Inoltre, il regime 41-bis, riguardando le modalità di esecuzione della pena e non la pena stessa, non viola il principio di irretroattività e si applica secondo la legge in vigore al momento dell'esecuzione (tempus regit actum).
Continua »
Colloquio senza vetro divisorio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un detenuto in regime 41-bis a cui era stato negato un colloquio senza vetro divisorio con la madre anziana, non vista da diciassette anni. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la concessione di tale modalità di incontro, al di fuori dei casi previsti per i minori, rientra nella discrezionalità dell'Amministrazione Penitenziaria. La decisione del Tribunale di Sorveglianza, che aveva negato l'autorizzazione, è stata ritenuta ragionevole e adeguatamente motivata, poiché le esigenze di sicurezza del regime speciale prevalgono, salvo casi eccezionali la cui valutazione spetta all'amministrazione.
Continua »
Adozione mite: la Cassazione salva il legame coi nonni
La Corte di Cassazione ha annullato una dichiarazione di adottabilità, sottolineando l'importanza del legame con i nonni e criticando le valutazioni superficiali dei servizi sociali. Il caso riguarda una nonna che si opponeva all'adozione del nipote, i cui genitori erano tossicodipendenti. La Corte ha stabilito che prima di dichiarare l'adottabilità, misura considerata *extrema ratio*, è necessario un attento e attuale monitoraggio della capacità dei parenti, come la nonna, di accudire il minore, anche con il supporto di interventi esterni, valutando anche l'ipotesi di un'adozione mite.
Continua »
Ordine di demolizione: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45425/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due privati contro un ordine di demolizione di un immobile abusivo. I ricorrenti avevano invocato il principio di proporzionalità, date le loro precarie condizioni socio-economiche, e sollevato varie eccezioni procedurali. La Corte ha ribadito che il diritto all'abitazione non è assoluto e deve essere bilanciato con l'interesse pubblico alla tutela del territorio. Ha inoltre chiarito che l'ordine di demolizione non è una sanzione penale e quindi non è soggetto a prescrizione, ma una misura ripristinatoria dello stato dei luoghi, la cui esecuzione rimane a carico del responsabile dell'abuso anche dopo l'acquisizione dell'immobile al patrimonio comunale.
Continua »
Mandato di Arresto Europeo: la Cassazione decide
Un cittadino nigeriano, residente in Italia, ha presentato ricorso contro la sua consegna alla Slovenia in base a un Mandato di Arresto Europeo per falsificazione di passaporto. L'imputato ha lamentato la violazione dei diritti di difesa e ha invocato il suo stabile radicamento in Italia. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che i giudici italiani non possono riesaminare le decisioni cautelari straniere e che la prova del radicamento territoriale deve essere specifica e non generica per poter bloccare la consegna.
Continua »
Mandato di Arresto Europeo: limiti e proporzionalità
Una cittadina croata, arrestata in Italia, ha contestato la sua consegna alla Germania in base a un mandato di arresto europeo per furto aggravato, sostenendo una violazione del principio di proporzionalità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'autorità italiana non può riesaminare le prove di colpevolezza. La Corte ha inoltre stabilito che un mandato basato su un provvedimento coercitivo per esigenze processuali è legittimo e proporzionato, a differenza di un mandato utilizzato per scopi puramente investigativi.
Continua »
Misure di sicurezza: espulsione sostituita con libertà
Un uomo, originariamente soggetto alla misura di sicurezza dell'espulsione, ha visto la sanzione sostituita con la libertà vigilata dal Tribunale di Sorveglianza. Ha impugnato la decisione in Cassazione, sostenendo l'incompatibilità tra le due misure. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, affermando che il sistema delle misure di sicurezza è flessibile e consente modifiche basate sulla proporzionalità e sull'evoluzione della pericolosità sociale del soggetto. La sostituzione è stata ritenuta corretta in quanto bilanciava una residua pericolosità con il diritto alla vita familiare.
Continua »
Ricorso inammissibile: no Cassazione per ordini provvisori
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro l'ordinanza provvisoria di un Magistrato di Sorveglianza. Il provvedimento, che negava la detenzione domiciliare provvisoria, ha natura interinale e non è impugnabile direttamente in Cassazione, ma solo dopo la decisione definitiva del Tribunale di Sorveglianza.
Continua »
Rinuncia al ricorso: conseguenze e sanzioni pecuniarie
Una proprietaria di immobile ha impugnato un'ordinanza che negava la revoca di una demolizione. Successivamente, ha presentato una formale rinuncia al ricorso in Cassazione. La Corte, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Di conseguenza, ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 500 euro, in applicazione delle norme procedurali che sanzionano l'inammissibilità derivante da un atto di rinuncia.
Continua »
Prove dall’estero: la Cassazione su Sky Ecc e OIE
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45843/2024, ha rigettato il ricorso di un indagato per traffico di stupefacenti, confermando la piena utilizzabilità delle chat criptate ottenute dalla Francia. Il caso verteva sull'acquisizione di prove dall'estero tramite Ordine di Indagine Europeo (OIE). La Corte ha ribadito che tali prove, già in possesso dell'autorità estera, possono essere acquisite e utilizzate nel processo italiano secondo le regole sulla circolazione probatoria (art. 270 c.p.p.), applicando il principio del mutuo riconoscimento e la presunzione di rispetto dei diritti fondamentali da parte degli altri Stati membri.
Continua »
Incompatibilità del giudice: no nell’esecuzione penale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un'ordinanza di sgombero di un immobile sequestrato in un procedimento di prevenzione. La ricorrente lamentava l'incompatibilità del giudice che, dopo aver emesso il provvedimento iniziale, aveva deciso anche sull'opposizione. La Corte ha stabilito che l'incidente di esecuzione non costituisce una fase diversa del processo, ma un segmento dello stesso procedimento unitario, escludendo quindi l'incompatibilità. È stato anche respinto il motivo basato sulla violazione del diritto alla vita familiare (art. 8 CEDU), in quanto non è un diritto assoluto e la ricorrente non ha provato la necessità abitativa.
Continua »
Vincoli familiari espulsione: la sostanza vince forma
Un cittadino straniero, destinatario di un decreto di espulsione per permesso di soggiorno scaduto, ha impugnato il provvedimento facendo valere i suoi legami familiari e sociali in Italia. Il Giudice di Pace aveva respinto il ricorso per la mancanza di un certificato di matrimonio formalmente autenticato. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo un principio fondamentale sui vincoli familiari nell'espulsione: il giudice deve valutare l'effettiva esistenza di un legame affettivo e di una comunanza di vita, a prescindere dalla validità formale dei documenti. La sostanza del rapporto prevale sulla forma, imponendo una valutazione completa della situazione personale e dell'integrazione sociale dello straniero.
Continua »
Curatore speciale: la Cassazione alle Sezioni Unite
In un caso di adozione 'mite', la Corte di Cassazione ha rilevato la mancata nomina di un curatore speciale per il minore, figura essenziale in presenza di un conflitto di interessi con i genitori. Questo vizio procedurale ha portato la Corte a sollevare una questione di massima importanza. A causa di un contrasto giurisprudenziale interno su quale giudice (primo grado o appello) debba riconsiderare il caso dopo la cassazione, la Prima Sezione Civile ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite per ottenere un principio di diritto uniforme.
Continua »
Condono edilizio: la Cassazione e le istanze separate
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso degli eredi contro un ordine di demolizione. I ricorrenti avevano presentato istanze separate di condono edilizio per singole porzioni di un unico immobile abusivo, nel tentativo di eludere i limiti volumetrici previsti dalla legge. La Corte ha stabilito che tale pratica costituisce un'elusione fraudolenta e ha ribadito che la legittimazione a richiedere la sanatoria spetta solo a chi detiene un interesse giuridicamente qualificato sull'immobile, non un mero interesse di fatto.
Continua »
Incidente di esecuzione: inammissibile il ricorso vago
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro un'ordinanza di demolizione. Il motivo è che la violazione del principio di proporzionalità, legata alle condizioni di salute, non era stata adeguatamente sollevata e provata durante l'incidente di esecuzione di primo grado. La Corte ha ribadito che nel giudizio di legittimità non si possono introdurre nuove questioni di fatto.
Continua »