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Art. 8 Convenzione EDU

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589 provvedimenti

Ordine di demolizione: quando è legittimo e perché
Due soggetti hanno contestato un ordine di demolizione per un appartamento abusivo, sostenendo che fosse la loro unica abitazione e sede lavorativa, e che fosse pendente un ricorso amministrativo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la pendenza di un appello amministrativo non sospende automaticamente la demolizione e che il diritto all'abitazione non può giustificare il mantenimento di un immobile costruito illegalmente.
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Ordine di demolizione: quando il ricorso è inammissibile
Un proprietario di un immobile ha presentato ricorso contro un ordine di demolizione per una costruzione abusiva situata in un'area soggetta a vincolo paesaggistico. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la demolizione. Le ragioni principali sono state la mancata presentazione della documentazione necessaria nei tempi previsti e l'aver sollevato nuovi motivi di ricorso solo in fase di legittimità.
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Notifica ricorso cassazione: l’errore che salva il caso
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di errata notifica di un ricorso contro un provvedimento della Questura. Invece di dichiarare l'inammissibilità, la Corte ha qualificato l'errore come una nullità sanabile, ordinando la rinnovazione della notifica del ricorso cassazione presso l'Avvocatura Generale dello Stato. Questa decisione sottolinea un principio fondamentale volto a preservare il diritto di difesa, consentendo la correzione di vizi procedurali.
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Sequestro informatico: limiti e proporzionalità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Pubblico Ministero, confermando l'illegittimità di un sequestro informatico di massa su dispositivi come smartphone e PC. La sentenza stabilisce che il decreto di sequestro, per essere valido, non può limitarsi a indicare il tema d'indagine, ma deve specificare fin dall'inizio criteri selettivi e precisi per l'estrazione dei dati, al fine di rispettare il fondamentale principio di proporzionalità e tutelare il diritto alla riservatezza dell'indagato.
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Cumulo pene e reati ostativi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva la detenzione domiciliare. La sentenza ribadisce che il principio del cumulo pene è inscindibile: la presenza di un reato ostativo nel cumulo impedisce l'accesso al beneficio, anche se la pena per tale reato è già stata scontata. La Corte ha inoltre confermato che la pericolosità sociale del soggetto rappresenta un ulteriore ostacolo alla concessione della misura.
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Accertamento bancario: presunzione e onere della prova
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di un professionista contro un avviso di accertamento basato su indagini finanziarie. La sentenza ribadisce che le movimentazioni bancarie non giustificate costituiscono una presunzione legale di reddito imponibile. L'onere di fornire la prova contraria spetta esclusivamente al contribuente. L'accertamento bancario non viola la privacy, essendo una deroga giustificata da interessi fiscali superiori. Il ricorrente è stato anche sanzionato per abuso del processo.
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Ricorso inammissibile: nuovi documenti in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro un'ordinanza di demolizione di un immobile abusivo. Il ricorrente ha tentato di dimostrare la sua legittimazione a ricorrere producendo, per la prima volta in Cassazione, un documento comunale che annullava la precedente acquisizione del bene. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che non è possibile introdurre nuove prove in sede di legittimità e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Sequestro smartphone: i limiti al potere degli inquirenti
La Corte di Cassazione ha annullato il sequestro probatorio di uno smartphone appartenente a un soggetto indagato per favoreggiamento. La misura è stata ritenuta illegittima poiché il decreto del pubblico ministero mancava di una motivazione specifica sulla proporzionalità e sulla necessità di acquisire l'intera mole di dati del dispositivo. Un sequestro smartphone indiscriminato, senza chiari criteri di selezione e limiti temporali, costituisce una ricerca esplorativa vietata e una violazione del diritto alla riservatezza.
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Ricorso inammissibile: i requisiti di specificità
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso un'ordinanza di espulsione. La decisione si fonda sulla genericità di un motivo, che non si confrontava specificamente con la motivazione del provvedimento impugnato, e sulla manifesta infondatezza del secondo motivo, relativo alla mancata assistenza di un interprete, per assenza di prova della richiesta e del concreto pregiudizio subito. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Espulsione straniero convivente: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di espulsione nei confronti di un cittadino straniero. La Corte ha stabilito che il Tribunale di Sorveglianza ha commesso un errore ignorando una propria precedente decisione che concedeva al ricorrente la detenzione domiciliare presso l'abitazione del fratello, cittadino italiano. Tale misura, secondo la Suprema Corte, costituiva una prova decisiva della convivenza, condizione che impedisce l'espulsione dello straniero convivente. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Sequestro probatorio informatico: l’interesse a ricorrere
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indagato ha sempre un interesse concreto e attuale a impugnare un decreto di sequestro probatorio informatico, anche dopo la restituzione dei dispositivi fisici. La conservazione di una copia forense dei dati da parte dell'autorità giudiziaria lede il diritto alla disponibilità esclusiva del proprio patrimonio informativo, giustificando la richiesta di riesame. La Corte ha annullato l'ordinanza che dichiarava inammissibile il ricorso, rinviando al Tribunale per una nuova valutazione nel merito.
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Indagini bancarie: la Cassazione e la CEDU
Un contribuente contesta un accertamento fiscale basato su indagini bancarie, sollevando questioni di privacy e violazione dei diritti fondamentali. A seguito di una sopravvenuta sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU), che ha condannato l'Italia per la sua normativa in materia, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La Corte ha rinviato il caso a una nuova udienza per permettere alle parti di discutere le implicazioni della pronuncia europea, sospendendo di fatto la decisione finale.
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Espulsione straniero: bilanciamento con la famiglia
Un cittadino straniero ha impugnato un'ordinanza di espulsione, emessa come misura alternativa alla detenzione, sostenendo la violazione del suo diritto alla vita familiare. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione del Tribunale di Sorveglianza. Secondo la Corte, la pericolosità sociale del ricorrente, desunta da precedenti penali e dalla commissione di un nuovo reato, prevale sui legami familiari in Italia, giustificando l'espulsione dello straniero nel rispetto dell'art. 8 CEDU.
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Vincolo cimiteriale: quando la demolizione è inevitabile
La Cassazione conferma l'ordine di demolizione per un immobile ristrutturato abusivamente in zona con vincolo cimiteriale. Nonostante una pronuncia favorevole del TAR, il notevole aumento di volumetria e l'assolutezza del vincolo hanno reso l'opera insanabile, portando al rigetto del ricorso.
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Benefici penitenziari: no al permesso senza prove
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto che chiedeva un permesso premio, negato in base alla nuova normativa sui reati ostativi. La sentenza sottolinea che, per la concessione dei benefici penitenziari, si applica la legge in vigore al momento della decisione (principio del 'tempus regit actum'), non quella del tempo del reato. Di conseguenza, il detenuto non collaborante deve fornire prove concrete e specifiche di aver reciso ogni legame con la criminalità organizzata, non essendo sufficienti la buona condotta e il lungo tempo trascorso in detenzione. La Corte ha confermato la decisione del Tribunale di Sorveglianza, che aveva evidenziato la mancanza di tali prove e l'assenza di condotte riparatorie verso le vittime.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo e proporzionato
La Corte di Cassazione si pronuncia sulla legittimità di un sequestro preventivo per abusi edilizi, impugnato dalla proprietaria di un immobile. Il ricorso, basato sulla mancata notifica del provvedimento e sulla sua presunta sproporzionalità, è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha stabilito che la mancata notifica non invalida il sequestro, ma sposta solo i termini per l'impugnazione. Inoltre, ha confermato che la misura è proporzionata alla gravità delle violazioni edilizie e paesaggistiche, escludendo la buona fede della ricorrente.
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Sgombero immobile abusivo: quando è indispensabile?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che sospendeva lo sgombero di un immobile abusivo occupato da numerose famiglie. La sentenza stabilisce che il giudice dell'esecuzione non può rivalutare le ragioni originarie del sequestro, come il 'periculum in mora', ma deve considerare l'aggravio del 'carico urbanistico' causato dalla persistente occupazione come elemento fondamentale per valutare l'indispensabilità dello sgombero immobile abusivo, anche a fronte del diritto all'abitazione degli occupanti.
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Elusione fiscale: fusione e ragioni economiche valide
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di presunta elusione fiscale derivante da un'operazione di fusione societaria. L'Amministrazione Finanziaria contestava l'operazione, sostenendo che fosse finalizzata unicamente a ottenere un indebito risparmio d'imposta attraverso l'utilizzo di perdite fiscali pregresse. La Suprema Corte ha annullato la decisione di merito, ritenendo la motivazione 'parvente' e insufficiente. Ha stabilito che, per valutare l'elusione fiscale, il giudice deve esaminare in modo approfondito le concrete ragioni economiche e gestionali alla base dell'operazione, non potendosi limitare a presumere l'intento elusivo dal solo vantaggio fiscale conseguito. La causa è stata rinviata per un nuovo esame che tenga conto di questi principi.
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Diritto vita familiare straniero: stop all’espulsione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10897/2024, ha annullato un'ordinanza di espulsione nei confronti di un cittadino straniero. Il caso riguardava un uomo con un provvedimento di espulsione nonostante fosse sposato con una donna regolarmente soggiornante in Italia. La Corte ha stabilito che il diritto vita familiare straniero impone al giudice una valutazione concreta e non automatica dei legami personali e dell'integrazione sociale, annullando la decisione precedente che aveva ignorato tali aspetti.
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Sequestro preventivo terzo: ricorso inammissibile
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'acquirente di un immobile oggetto di sequestro preventivo per abusi edilizi. La Corte ha respinto tutte le doglianze, da quelle procedurali sulla mancata notifica a quelle di merito sulla motivazione del provvedimento, stabilendo principi chiari sui limiti dell'impugnazione in caso di sequestro preventivo terzo e sull'onere di diligenza dell'acquirente.
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