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Art. 8 Convenzione EDU

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589 provvedimenti

Ordine di demolizione: no stop con condono fittizio
La Corte di Cassazione conferma un ordine di demolizione per un immobile abusivo. Il ricorso della proprietaria, basato su un condono edilizio ottenuto tramite il frazionamento fittizio dell'edificio in tre unità distinte per aggirare i limiti di cubatura, è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha stabilito che tale stratagemma non crea un legittimo affidamento e che l'ordine di demolizione, avendo natura ripristinatoria e non penale, non è soggetto a prescrizione.
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Colloqui intimi: la Cassazione conferma il diritto
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un detenuto a svolgere colloqui intimi e riservati con la propria moglie, respingendo il ricorso del Ministero della Giustizia. Il Ministero sosteneva l'impossibilità logistica e la pericolosità sociale del detenuto. La Corte, richiamando la sentenza n. 10/2024 della Corte Costituzionale, ha stabilito che il diritto all'affettività è un diritto soggettivo che non può essere negato per ragioni generiche. La decisione si fonda sulla buona condotta del detenuto e sull'assenza di controindicazioni specifiche, ribadendo che gli ostacoli strutturali non possono sopprimere un diritto fondamentale.
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Mandato Arresto Europeo: Rifiuto se le carceri violano i diritti
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di consegna di un cittadino rumeno basata su un Mandato Arresto Europeo. La sentenza stabilisce che le assicurazioni generiche fornite dallo Stato richiedente sulle condizioni di detenzione non sono sufficienti di fronte a prove specifiche di sovraffollamento e trattamento inumano. Il giudice nazionale ha il dovere di condurre un'indagine approfondita per verificare il rispetto dei diritti fondamentali del consegnando.
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Ordine di demolizione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione per un abuso edilizio. La sentenza chiarisce che non si possono introdurre nuove questioni legali in sede di Cassazione e che la sanatoria edilizia non è applicabile a nuove costruzioni in aree protette, né può essere richiesta solo per una parte dell'immobile abusivo.
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Diritto al nome: uso commerciale lecito se informativo
Gli eredi di una celebre attrice hanno citato in giudizio una nota casa di moda per l'uso non autorizzato del suo nome su alcuni modelli di calzature. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il diritto al nome non viene violato se l'uso, pur avendo una connotazione commerciale, ha una funzione prevalentemente informativa e descrittiva. Per un modello di scarpa, l'uso era legittimato da un accordo contrattuale. Per altri, il riferimento al nome della celebrità serviva a descrivere la storia del prodotto, un'eccezione lecita che non richiede consenso. La domanda per contraffazione di marchio è stata respinta perché tardiva.
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Decreto di espulsione: quando è legittimo? La Cassazione
Un cittadino straniero ha impugnato un decreto di espulsione, sostenendo che fosse illegittimo a causa di un ricorso pendente per protezione internazionale e del rischio di violazione dei diritti fondamentali in caso di rimpatrio. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che le doglianze sul rischio erano troppo generiche e che, dopo il rigetto del Tribunale, il ricorso in cassazione non sospende automaticamente l'efficacia del provvedimento di espulsione.
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Espulsione straniero: la vita privata va sempre tutelata
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Giudice di pace che confermava il decreto di espulsione di un cittadino straniero. La Corte ha stabilito che, anche in sede di opposizione all'espulsione, il giudice ha l'obbligo di valutare l'impatto della misura sulla vita privata e familiare dell'individuo, considerando il suo livello di integrazione sociale e lavorativa in Italia. Non è corretto ritenere che tale valutazione sia riservata solo alle procedure di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno. L'espulsione straniero non può essere un atto automatico ma richiede un'analisi concreta dei diritti fondamentali della persona.
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Espulsione vincoli familiari: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava un decreto di espulsione nei confronti di una cittadina straniera. Il motivo della decisione risiede nella mancata valutazione, da parte del giudice di merito, dei solidi vincoli familiari della donna, il cui coniuge e figli risiedono legalmente in Italia. La sentenza ribadisce che, nei casi di espulsione, i vincoli familiari devono essere sempre attentamente considerati, bilanciando l'interesse dello Stato con il diritto alla vita familiare.
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Valutazione vincoli familiari: espulsione illegittima
Un cittadino straniero si oppone a un decreto di espulsione. La Corte di Cassazione accoglie il suo ricorso, stabilendo che l'espulsione è illegittima perché il giudice di merito ha omesso la doverosa valutazione dei vincoli familiari. Questo obbligo sussiste indipendentemente dal precedente diniego di rinnovo del permesso di soggiorno.
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Mandato di arresto europeo: no se sproporzionato
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che disponeva la consegna di un cittadino italiano alla Repubblica Ceca sulla base di un mandato di arresto europeo. La Corte ha ritenuto il mandato sproporzionato, in quanto emesso per un mero atto investigativo (un interrogatorio), per il quale sarebbe stato sufficiente un meno invasivo ordine europeo di indagine, come peraltro suggerito dalla difesa dell'indagato. La decisione ribadisce che il mandato di arresto europeo è uno strumento per l'esercizio dell'azione penale, non per semplici indagini.
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Risarcimento danno idrico: la Cassazione decide
Un cittadino cita in giudizio una società di fornitura idrica per una prolungata interruzione del servizio. Dopo una prima vittoria, la Corte d'Appello nega il risarcimento per mancanza di prove. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, stabilendo che il danno non patrimoniale derivante dalla mancanza di un bene essenziale come l'acqua può essere provato anche tramite presunzioni. L'ordinanza chiarisce i criteri per ottenere il risarcimento danno idrico, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Ricorso inammissibile: i limiti del giudizio di Cassazione
Un cittadino straniero ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro il rigetto della sua opposizione a un decreto di espulsione. L'appello si basava su presunti errori procedurali e sulla richiesta di una nuova valutazione del suo bisogno di protezione internazionale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che non è possibile sollevare nuove questioni per la prima volta in sede di legittimità e che la Corte non può riesaminare nel merito una richiesta di protezione che non era stata precedentemente contestata nelle sedi appropriate.
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Vittima di tratta: la Cassazione tutela le donne
Una cittadina nigeriana, riconosciuta come vittima di tratta, si è vista negare lo status di rifugiato da un tribunale territoriale. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la valutazione del rischio non può limitarsi al solo pericolo di re-trafficking. I giudici devono considerare anche i rischi più ampi di persecuzione, discriminazione e violenza di genere che una vittima di tratta affronterebbe nel suo Paese d'origine, sulla base di un'analisi completa e aggiornata del contesto sociale e culturale.
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Protezione sussidiaria: obbligo di fonti aggiornate
Un cittadino pakistano si è visto negare la protezione da un tribunale sulla base di informazioni datate. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che per la concessione della protezione sussidiaria il giudice ha il dovere di utilizzare fonti aggiornate sulla situazione di violenza indiscriminata nel paese d'origine e di valutare in modo complessivo, e non frammentario, i fattori di integrazione del richiedente.
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Espulsione legami familiari: quando la zia non basta
La Corte di Cassazione ha confermato un provvedimento di espulsione nei confronti di un cittadino straniero, chiarendo la questione dell'espulsione legami familiari. Il ricorrente aveva impugnato l'ordine di rimpatrio basandosi sul suo rapporto con una zia naturalizzata italiana. La Corte ha stabilito che un legame di parentela di terzo grado, come quello con una zia, non è sufficiente a impedire l'espulsione, poiché la normativa a tutela della famiglia si concentra prevalentemente sul nucleo familiare ristretto (coniuge e figli).
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Protezione speciale per integrazione familiare
Un cittadino straniero si è visto negare la protezione speciale nonostante avesse avuto una figlia in Italia e avesse intrapreso un percorso di integrazione lavorativa e sociale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7167/2024, ha annullato la decisione del Tribunale, stabilendo che la valutazione per la protezione speciale non deve essere frammentaria ('atomistica'), ma deve considerare in modo complessivo tutti gli elementi di integrazione, in particolare i legami familiari, che hanno un rilievo autonomo e fondamentale. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Colloqui 41-bis: No a videochiamate senza necessità
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che consentiva a un detenuto in regime speciale di effettuare videochiamate mensili al posto delle visite di persona. Secondo la Suprema Corte, la sostituzione dei colloqui 41-bis con modalità a distanza è ammessa solo in presenza di circostanze eccezionali che rendano impossibile o estremamente difficile la visita in carcere, condizioni che devono essere provate caso per caso e non possono essere dedotte da un principio generale.
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Colloqui 41-bis: no videochiamate senza eccezioni
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11052 del 2024, ha annullato un'ordinanza che autorizzava in via generale i colloqui 41-bis tramite videochiamata. La Suprema Corte ha ribadito che la modalità a distanza è consentita solo in situazioni eccezionali di impossibilità o grave difficoltà, non per ragioni di mera distanza o difficoltà economiche.
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Protezione sussidiaria per violenza domestica: Cassazione
Una cittadina nigeriana, vittima di violenza domestica, ha richiesto la protezione sussidiaria. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione del Tribunale che negava tale protezione, criticando la mancata indagine sulla situazione delle donne in Nigeria e la violazione dei principi stabiliti in un precedente rinvio. La Corte ha riaffermato che la violenza di genere può costituire 'danno grave' ai fini della protezione sussidiaria, ordinando un nuovo esame del caso.
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Intercettazioni con trojan: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di dodici imputati, confermando le condanne per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La sentenza affronta in modo approfondito la legittimità delle intercettazioni con trojan, chiarendo che l'uso di 'server di transito' gestiti da società private non ne inficia la validità, purché la registrazione finale avvenga negli impianti della Procura. La Corte ha inoltre ribadito che, per i reati di criminalità organizzata, non è necessario specificare preventivamente i luoghi di privata dimora in cui il captatore informatico sarà attivato.
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