LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 8 Convenzione EDU

Pagina 23 di 30

589 provvedimenti

Video colloqui 41-bis: diritto anche in pandemia
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero della Giustizia, confermando il diritto di un detenuto in regime speciale a effettuare video colloqui. La sentenza stabilisce che la normativa emergenziale per la pandemia Covid-19 ha creato una condizione di oggettiva difficoltà per le visite in presenza, legittimando così l'uso dei video colloqui 41-bis come strumento per garantire il fondamentale diritto del detenuto a mantenere i legami familiari.
Continua »
Ordine Indagine Europeo: chat criptate valide come prova
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di custodia cautelare per reati di narcotraffico, stabilendo la piena utilizzabilità delle prove derivanti da chat criptate (Encrochat e SkyEcc). Tali prove erano state acquisite dalla Francia tramite un Ordine Indagine Europeo. La Corte ha chiarito che l'emissione di un Ordine Indagine Europeo è legittima anche prima della formale iscrizione di un soggetto nel registro degli indagati, quando necessaria per l'acquisizione di prove indispensabili. Inoltre, è stato ribadito il principio per cui il giudice italiano non può sindacare la legittimità delle modalità di raccolta della prova avvenute nello Stato estero, in base al principio di mutuo riconoscimento. Respinte anche le censure relative alla presunta scadenza dei termini di indagine e alla gravità indiziaria.
Continua »
Espulsione straniero: la Cassazione valuta la vita privata
Un cittadino straniero, in Italia da 13 anni, ha affrontato un'ordinanza di espulsione a seguito del diniego del rinnovo del permesso di soggiorno. Il Giudice di Pace aveva inizialmente confermato l'espulsione, limitandosi a una verifica formale. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che il giudice di merito deve effettuare una valutazione completa della situazione personale dell'individuo. Questo include la sua integrazione sociale, i legami familiari e il diritto alla vita privata, secondo i principi della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che consideri tutti questi aspetti sostanziali, superando il mero dato burocratico dell'assenza del titolo di soggiorno.
Continua »
Sequestro probatorio: i limiti alla perquisizione
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di un sequestro probatorio di un telefono cellulare, ritenendolo illegittimo. La decisione si fonda sulla mancanza di una motivazione specifica che colleghi il dispositivo al reato e sulla violazione del principio di proporzionalità, in quanto il decreto non definiva l'oggetto della ricerca, trasformando l'atto in un'indagine meramente esplorativa.
Continua »
Espulsione straniero: i legami familiari non bastano
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro il provvedimento di espulsione. Nonostante l'appellante avesse citato la presenza di una nipote in Italia, la Corte ha stabilito che tali legami erano troppo deboli e generici per impedire l'espulsione straniero, misura alternativa alla detenzione. La decisione sottolinea che il diritto alla vita familiare deve essere bilanciato con le esigenze di sicurezza, e in assenza di una reale integrazione sociale e familiare, l'espulsione è legittima.
Continua »
Raddoppio termini accertamento: Cassazione e Falciani
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2822/2024, ha stabilito principi fondamentali in materia di accertamento tributario. La controversia riguardava un avviso di accertamento per redditi di capitale non dichiarati, basato sulla cosiddetta "lista Falciani". Il punto centrale era l'applicabilità del raddoppio termini accertamento a periodi d'imposta antecedenti la sua introduzione. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, affermando che il raddoppio dei termini è una norma procedurale e, come tale, retroattiva. Ha inoltre confermato la piena legittimità dell'utilizzo di dati provenienti da fonti come la lista Falciani, anche se acquisiti in modo irrituale, respingendo le censure del contribuente sulla loro inutilizzabilità.
Continua »
Cronaca giudiziaria: limiti e onere della prova
Un magistrato ha citato in giudizio per diffamazione un giornalista e la sua casa editrice per un articolo relativo a un'azione di responsabilità civile promossa contro lo Stato a causa della sua condotta. Le corti di merito hanno respinto la domanda, ritenendo l'articolo un legittimo esercizio del diritto di cronaca giudiziaria. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dichiarando il ricorso del magistrato inammissibile per motivi procedurali, ribadendo che la valutazione dei requisiti della cronaca giudiziaria (verità, pertinenza e continenza) è riservata al giudice di merito se adeguatamente motivata.
Continua »
Estradizione processuale: limiti alla valutazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3369/2024, ha confermato la decisione di concedere l'estradizione verso uno Stato estero per il reato di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico. La Corte ha stabilito che, nell'ambito di una procedura di estradizione processuale, il controllo del giudice italiano sulla consistenza degli indizi è sommario e non di merito. Inoltre, ha chiarito che il principio del 'ne bis in idem' non osta all'estradizione se un precedente provvedimento di archiviazione in Italia riguardava i singoli reati-fine (spaccio) e non il reato associativo, oggetto della richiesta.
Continua »
Sorveglianza speciale: divieto uso cellulare e recidiva
Un individuo sotto sorveglianza speciale viene condannato per aver violato il divieto di utilizzare un telefono cellulare. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3051/2024, ha confermato la legittimità di tale prescrizione se motivata dall'autorità giudiziaria. Tuttavia, ha annullato la decisione della Corte d'Appello riguardo l'applicazione della recidiva, giudicando la motivazione troppo generica e carente. Il caso è stato quindi rinviato per una nuova valutazione su questo specifico punto.
Continua »
Comodato precario e rilascio: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un'area comunale concessa in uso a una comunità. La Suprema Corte ha confermato la natura di comodato precario del contratto, legittimando la richiesta di rilascio immediato da parte del Comune. L'ordinanza chiarisce che l'assenza di un termine specifico e la natura emergenziale dell'accordo prevalgono sulle esigenze abitative degli occupanti, rendendo il ricorso di questi ultimi inammissibile.
Continua »
Danno esistenziale: no al risarcimento senza prova
A seguito di una frana, alcuni proprietari terrieri hanno citato in giudizio una vicina, chiedendo sia il risarcimento per i danni materiali sia per il danno esistenziale, derivante dalla paura di nuovi smottamenti. I tribunali di primo e secondo grado avevano concesso il risarcimento per entrambe le voci di danno. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione riguardo al danno esistenziale. La Suprema Corte ha ribadito che tale tipo di danno non può essere considerato automatico (in re ipsa), ma deve essere specificamente allegato e provato dal danneggiato. La semplice paura o il timore non sono sufficienti se non si dimostra un concreto e grave peggioramento della qualità della vita. La causa è stata quindi rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questi principi.
Continua »
Ordine di demolizione: quando il ricorso è generico
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione emesso quasi trent'anni prima. La Corte ha stabilito che le doglianze del ricorrente, basate su un presunto errore anagrafico e sul principio di proporzionalità, erano generiche e non supportate da prove concrete. In particolare, la mera intenzione di avviare una pratica di sanatoria non è sufficiente a sospendere o revocare l'ordine di demolizione.
Continua »
Colloqui 41-bis: Vetro divisorio con figli minori
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del mantenimento del vetro divisorio durante i colloqui tra un detenuto in regime 41-bis e il figlio infraquattordicenne. La decisione non è automatica ma si basa su una valutazione specifica del rischio, bilanciando il diritto alla vita familiare con le esigenze di sicurezza. In questo caso, la pericolosità del detenuto e il rischio di strumentalizzazione del minore per veicolare messaggi hanno giustificato la misura restrittiva, in linea con i principi stabiliti dalla Corte Costituzionale.
Continua »
Sequestro corrispondenza digitale: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un dipendente di un'ambasciata accusato di corruzione. La difesa contestava l'uso di prove come messaggi WhatsApp e registrazioni audio, definendolo un illegittimo sequestro corrispondenza digitale. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che i messaggi WhatsApp rientrano nel concetto di 'corrispondenza' e che le registrazioni fatte da un partecipante alla conversazione sono ammissibili, stabilendo importanti principi sulla validità delle prove digitali nel processo penale.
Continua »
Corruzione e WhatsApp: quando i messaggi sono prova
Un funzionario pubblico, accusato di corruzione per aver favorito il rilascio di visti, ha contestato l'uso delle sue chat WhatsApp come prova. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che i messaggi digitali rientrano nel concetto di "corrispondenza" e possono essere legittimamente sequestrati. La Corte ha inoltre applicato la "prova di resistenza", ritenendo che le altre prove raccolte, come testimonianze e documenti, fossero sufficienti a sostenere l'accusa di corruzione e WhatsApp anche senza le chat.
Continua »
Sequestro probatorio smartphone: limiti e motivazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di un decreto di sequestro probatorio smartphone. Il provvedimento del Pubblico Ministero, che disponeva l'acquisizione della totalità dei dati, è stato ritenuto illegittimo per difetto di motivazione sulla pertinenzialità e sulla proporzionalità, configurandosi come un'indagine esplorativa non consentita.
Continua »
Ordine di demolizione: inammissibile per il terzo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un terzo contro un ordine di demolizione. La ricorrente, figlia dei costruttori dell'immobile abusivo, vi abitava in virtù di un comodato stipulato anni dopo la condanna definitiva. La Corte ha stabilito che il principio di proporzionalità e il diritto all'abitazione non possono essere invocati da chi occupa un immobile con la piena consapevolezza della sua natura illecita, poiché l'ordine di demolizione è una sanzione reale che segue il bene e non la persona.
Continua »
Impugnazione progetto divisionale: i termini per agire
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1422/2024, ha stabilito che l'impugnazione del progetto divisionale deve avvenire prima che questo venga approvato e reso esecutivo dal giudice. Nel caso di una divisione ereditaria, un erede aveva sollevato contestazioni sulla perizia del consulente solo dopo l'approvazione concorde del progetto. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che le contestazioni tardive sono inammissibili, poiché il procedimento è scandito da fasi con precise preclusioni.
Continua »
Ordine di demolizione: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione di un immobile abusivo. Nonostante la prescrizione di reati per opere successive, l'ordine originale resta valido per l'intera struttura, poiché mira al ripristino dello stato dei luoghi. La Corte ha inoltre respinto l'appello al principio di proporzionalità, in quanto sollevato tardivamente e non applicabile a chi persevera nell'illecito.
Continua »
Condono edilizio: no al frazionamento artificioso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione. Il tentativo di ottenere un condono edilizio tramite il frazionamento artificioso dell'immobile in più domande, presentate da diversi familiari per eludere i limiti di cubatura, è stato ritenuto un espediente illecito. La Corte ha ribadito che un edificio unitario, riconducibile a un unico proprietario, deve essere considerato nel suo complesso ai fini della sanatoria, la quale è stata negata per superamento del volume massimo consentito.
Continua »