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Art. 8 Convenzione EDU

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589 provvedimenti

Accertamento bancario: onere della prova del contribuente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11534/2025, ha rigettato il ricorso di un professionista contro un accertamento bancario. La Corte ha ribadito che i versamenti su conto corrente si presumono reddito, e spetta al contribuente fornire una prova contraria rigorosa e credibile. Dichiarazioni di terzi generiche e non riscontrabili non sono sufficienti. È stato inoltre confermato che la violazione del contraddittorio preventivo invalida l'atto solo se il contribuente dimostra, con una 'prova di resistenza', quali argomenti concreti avrebbe potuto far valere.
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Impresa familiare convivente: la svolta storica
Una donna che ha lavorato per anni nell'azienda agricola del suo partner si è vista negare i diritti previsti per l'impresa familiare convivente perché non erano sposati. A seguito di un intervento decisivo della Corte Costituzionale, che ha dichiarato incostituzionale la norma restrittiva, la Corte di Cassazione ha annullato le decisioni precedenti. Il caso torna ora alla Corte d'Appello, che dovrà riconoscere alla convivente lo status di 'familiare', stabilendo un precedente fondamentale per le coppie di fatto.
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Accesso Fiscale: serve il giudice? La Cassazione rinvia
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione su un ricorso riguardante un accertamento fiscale. Il caso verte sulla legittimità di un accesso fiscale nei locali di un'azienda, autorizzato solo da un organo amministrativo e non da un giudice. La Corte ha ritenuto necessario attendere le osservazioni delle parti sulla recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU), che ha messo in discussione la conformità della normativa italiana in materia di accesso fiscale con i diritti fondamentali.
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Doppia conformità: no sanatoria per abusi edilizi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due proprietari contro un ordine di demolizione per un grave abuso edilizio. La Corte ha ribadito la necessità del requisito della doppia conformità, ovvero la conformità dell'opera alle norme urbanistiche sia al momento della sua realizzazione che al momento della richiesta di sanatoria. È stata inoltre esclusa l'applicazione retroattiva del cosiddetto "decreto salva-casa", poiché la nuova normativa non può sanare abusi realizzati in totale assenza di titolo autorizzativo.
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Notifica Ricorso Espulsione: la Guida della Cassazione
In un caso di impugnazione di un decreto di espulsione, la Corte di Cassazione ha affrontato una questione preliminare cruciale sulla notifica ricorso espulsione. Stabilisce che se nelle fasi di merito la Prefettura non era rappresentata dall'Avvocatura dello Stato, il ricorso deve essere notificato direttamente all'ufficio del Prefetto. Una notifica errata all'Avvocatura è considerata nulla, ma sanabile, e la Corte ha disposto il rinnovo della notificazione, rinviando la decisione sul merito.
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Permesso di soggiorno fratello: coabitazione essenziale
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un cittadino straniero contro un decreto di espulsione, stabilendo un principio fondamentale: per ottenere il permesso di soggiorno per il fratello di un cittadino italiano, è indispensabile dimostrare una coabitazione effettiva e stabile. Il semplice legame di parentela, anche se volto a sostenere il nucleo familiare, non è sufficiente a impedire l'allontanamento dal territorio nazionale se manca la prova della convivenza sotto lo stesso tetto.
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Domanda di asilo: competenza del giudice di pace
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12443/2025, ha chiarito la procedura di convalida del trattenimento di un cittadino straniero che presenta una domanda di asilo. La Corte ha stabilito che il Giudice di Pace rimane competente a convalidare il trattenimento iniziale basato sull'irregolarità del soggiorno. La successiva domanda di asilo non annulla questo provvedimento, ma avvia un nuovo procedimento per un diverso titolo di trattenimento, la cui convalida spetta al Tribunale ordinario.
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Decreto di espulsione: dovere del giudice e vita privata
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un cittadino straniero contro un decreto di espulsione. La Corte ha ritenuto infondato il motivo sulla presunta assenza di delega di firma del Vice Prefetto, chiarendo che l'onere della prova spetta a chi contesta l'atto. Tuttavia, ha accolto il ricorso sul punto cruciale: il Giudice di Pace aveva omesso di valutare la situazione personale e il diritto alla vita privata dello straniero, come richiesto dalla legge, basando la sua decisione solo sul diniego del permesso di soggiorno. L'ordinanza è stata quindi cassata con rinvio, affermando che il giudice deve sempre esaminare le condizioni di non espellibilità legate alla vita privata, anche a fronte di un soggiorno irregolare.
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Associazione mafiosa e bis in idem: la Cassazione fissa i paletti
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa. La Corte ha ritenuto che il Tribunale non avesse adeguatamente motivato la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza successivi a una precedente condanna per lo stesso reato, violando potenzialmente il principio del 'ne bis in idem'. Pur considerando legittimo il sequestro di una lettera come prova, la Corte ha stabilito che non era stato dimostrato in modo chiaro che tale prova si riferisse alla continuazione del sodalizio mafioso piuttosto che a un'autonoma attività di narcotraffico.
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Demolizione Abuso Edilizio: Quando si può evitare?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che rigettava la revoca di un ordine di demolizione per un abuso edilizio. Il caso riguarda un immobile costruito in zona sismica senza autorizzazione preventiva. La Corte ha stabilito che la mancanza di autorizzazione sismica, pur escludendo la 'doppia conformità' necessaria per la sanatoria, non comporta automaticamente la demolizione. Il giudice dell'esecuzione deve prima valutare se l'opera possa essere resa conforme alle norme antisismiche, considerando la demolizione abuso edilizio come ultima risorsa.
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Segreto d’ufficio: quando il giornalista non è complice
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di perquisizione e sequestro a carico di un giornalista indagato per concorso in rivelazione di segreto d'ufficio. La Corte ha stabilito che la semplice pubblicazione di una notizia riservata non è sufficiente a configurare il reato, essendo necessaria una condotta attiva di istigazione o induzione nei confronti della fonte. La sentenza ribadisce la tutela delle fonti giornalistiche e i limiti invalicabili degli strumenti investigativi che mirano a scoprirle.
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Protezione speciale: contratto a termine non basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino tunisino contro il rigetto della sua domanda di protezione internazionale. La Corte ha confermato la decisione del Tribunale di Palermo, stabilendo che un contratto di lavoro a termine di quattro mesi, peraltro non pienamente documentato, e una lettera di assunzione futura non costituiscono prova sufficiente di un'effettiva integrazione sociale ed economica nel territorio nazionale, requisito necessario per la concessione della protezione speciale.
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Protezione speciale: la valutazione dell’integrazione
Un cittadino del Bangladesh, in Italia da 14 anni, si è visto negare la protezione speciale dal Tribunale sulla base di una documentazione lavorativa ritenuta insufficiente. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che per valutare l'integrazione sociale ai fini della protezione speciale, il giudice non può limitarsi a considerare un recente e breve contratto di lavoro, ma deve condurre un'analisi complessiva e approfondita dell'intero percorso di vita del richiedente nel territorio nazionale, inclusa la lunga permanenza e i legami sociali creati.
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Espulsione e vita familiare: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di espulsione, stabilendo che il Tribunale di Sorveglianza non ha adeguatamente bilanciato la pericolosità sociale del soggetto con il suo diritto al rispetto della vita privata e familiare. La decisione evidenzia la necessità di un'analisi completa sulla possibile violazione del diritto all'espulsione e vita familiare prima di confermare l'allontanamento dal territorio nazionale.
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Espulsione patteggiamento: la decisione del giudice
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di espulsione dopo patteggiamento. Anche se non inclusa nell'accordo, il giudice può disporre l'espulsione se motiva la pericolosità sociale del soggetto, basandosi su precedenti e recidiva. La situazione familiare deve essere eccepita in primo grado.
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Richiesta asilo ignorata? Decreto di espulsione nullo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava un decreto di espulsione nei confronti di un cittadino straniero. Il motivo? Il giudice di merito aveva completamente ignorato la documentazione che provava la manifestazione di volontà di presentare una richiesta asilo, avvenuta prima dell'emissione del provvedimento di allontanamento. La Corte ha stabilito che tale omissione costituisce un vizio insanabile, in quanto l'esame di tale circostanza è un fatto decisivo per la controversia, rendendo necessaria una nuova valutazione del caso.
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Espulsione straniero: illegittima se pende ricorso
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava l'espulsione di un cittadino straniero. Il principio chiave affermato è che l'espulsione straniero è illegittima se il procedimento di richiesta di protezione internazionale non è definitivamente concluso, ovvero se pendono ancora i termini per impugnare giudizialmente il provvedimento di diniego della Commissione territoriale. La Corte ha accolto il ricorso, cassando la decisione del Giudice di Pace e rinviando la causa per un nuovo esame.
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Sequestro probatorio del cellulare: i limiti del riesame
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro il sequestro probatorio di un cellulare. L'indagato per rapina si opponeva al sequestro del suo telefono, usato per filmare la vittima, definendolo esplorativo. La Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale del riesame adeguata e il provvedimento del PM sufficientemente specifico.
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Espulsione straniero: quando è legittima?
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un provvedimento di espulsione straniero basato su ragioni di sicurezza sociale. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché l'individuo, dedito a reati a scopo di lucro, non aveva dimostrato alcun radicamento familiare o sociale sul territorio nazionale, rendendo prevalenti le esigenze di tutela della collettività.
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Ordine di demolizione e diritto all’abitazione: il caso
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un uomo contro un ordine di demolizione per un immobile abusivo, ereditato dal padre e costituente la sua unica abitazione. Il ricorrente sosteneva la violazione del diritto all'abitazione e il principio di proporzionalità. La Corte ha rigettato il ricorso, sottolineando che l'inerzia del ricorrente nel cercare soluzioni abitative alternative per un lungo periodo, pur essendo a conoscenza dell'ordine, è un fattore decisivo che impedisce la sospensione della demolizione.
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