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Art. 8 Convenzione EDU — Anno 2026

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103 provvedimenti

Altri anni per Art. 8 Convenzione EDU

Sicurezza e 41-bis: quando il DVD dell’avvocato viene bloccato
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del **trattenimento corrispondenza 41-bis** relativo a un DVD inviato da un difensore a un detenuto in regime speciale. Il supporto digitale conteneva riprese di percorsi stradali tra l'abitazione del detenuto e quella della sorella, con immagini di persone e targhe automobilistiche. Il Tribunale di sorveglianza aveva respinto il reclamo del detenuto, ravvisando un pericolo per la sicurezza pubblica. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, rilevando che il detenuto conosceva già il contenuto del video, avendolo visionato in precedenza. I giudici hanno chiarito che, nonostante la protezione della corrispondenza tra avvocato e assistito, il blocco è giustificato se il materiale può veicolare informazioni sensibili estranee alla stretta finalità difensiva, garantendo un equilibrio tra diritti individuali e tutela dell'ordine pubblico.
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Espulsione dello straniero: tra pericolosità e legami familiari
Un cittadino straniero, residente in Italia da oltre trent'anni e con familiari naturalizzati italiani, ha impugnato il provvedimento di espulsione dello straniero emesso a seguito della revoca di una misura alternativa. Il Tribunale di sorveglianza aveva confermato l'allontanamento basandosi sulla pericolosità sociale derivante da un periodo di latitanza e dalla violazione delle prescrizioni. La Corte di Cassazione ha però annullato tale decisione, rilevando una carenza motivazionale nel bilanciamento tra le esigenze di sicurezza pubblica e il diritto alla vita privata e familiare. Secondo i giudici di legittimità, la presenza di una figlia minore e di genitori cittadini italiani impone una valutazione rigorosa e non stereotipata della pericolosità, che deve essere proporzionata al sacrificio dei legami affettivi consolidati in decenni di permanenza sul territorio nazionale.
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41-bis: sì alle videochiamate con i figli detenuti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero della Giustizia contro l'autorizzazione a colloqui in videochiamata per un detenuto in regime di 41-bis con il figlio, anch'egli ristretto in alta sicurezza. La Corte ha stabilito che la sottoposizione al regime differenziato non annulla il diritto fondamentale al mantenimento dei rapporti familiari. Attraverso l'uso di piattaforme certificate e controllate a distanza, è possibile bilanciare le esigenze di sicurezza nazionale con la tutela della vita affettiva, impedendo scambi di messaggi illeciti senza isolare totalmente il detenuto dai propri congiunti.
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Demolizione abusiva e diritto alla casa: la sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un ordine di demolizione abusiva relativo a una palazzina di ampie dimensioni. La ricorrente invocava la violazione del principio di proporzionalità e del diritto all'abitazione. I giudici hanno stabilito che l'abuso, realizzato con piena consapevolezza e in assenza di tentativi di regolarizzazione, giustifica la sanzione. Inoltre, la mancata demolizione spontanea entro i termini ha comportato l'acquisizione automatica del bene al patrimonio comunale, privando la parte di ogni interesse giuridico sulla revoca del provvedimento.
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Condono edilizio: limiti cubatura e demolizione
La Corte di Cassazione ha confermato l'ordine di demolizione per un immobile abusivo, respingendo il ricorso di un privato che invocava il condono edilizio. La decisione si fonda sul superamento del limite volumetrico di 750 metri cubi previsto dalla legge. La Corte ha precisato che l'edificio deve essere considerato come un complesso unitario, sommando le cubature di tutte le unità che lo compongono. Inoltre, è stato stabilito che interventi di demolizione parziale eseguiti dopo la scadenza dei termini non rendono l'opera sanabile. Infine, i giudici hanno ribadito che il diritto all'abitazione ex art. 8 CEDU non protegge chi edifica consapevolmente in violazione delle norme urbanistiche.
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Espulsione dello straniero: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per traffico di stupefacenti e la conseguente misura dell'espulsione dello straniero. Il ricorrente contestava il diniego delle attenuanti generiche e della collaborazione attiva, ma i giudici hanno ritenuto le sue dichiarazioni troppo generiche per essere utili alle indagini. La pericolosità sociale, presupposto per l'espulsione dello straniero, è stata confermata dai precedenti penali, dall'uso di identità fittizie e dal possesso di armi, nonostante la presenza di un permesso di soggiorno.
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Sequestro probatorio: regole su dati e dispositivi
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della legittimità del **Sequestro probatorio** applicato a dispositivi informatici in un'indagine per corruzione. Il Tribunale del Riesame aveva inizialmente annullato il sequestro di smartphone e PC, ritenendo sproporzionato l'arco temporale dei dati acquisiti (cinque anni) rispetto al periodo dei reati contestati (due anni). La Suprema Corte ha ribaltato tale decisione, stabilendo che la motivazione fornita dal Pubblico Ministero tramite rinvio ad atti precedenti era sufficiente. La complessità del sistema illecito ipotizzato giustifica un'analisi estesa all'intero mandato amministrativo dell'indagato, rendendo la misura proporzionata agli obiettivi della prova.
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Sequestro cellulare: stop ai controlli a tappeto della Procura
La Corte di Cassazione affronta il tema del sequestro probatorio di dispositivi informatici. Un cittadino, vittima di minacce tramite un'app di messaggistica, subisce il sequestro di quattro telefoni. La difesa contesta l'eccessiva ampiezza del provvedimento. La Cassazione conferma la decisione del Tribunale del Riesame: il sequestro è valido, ma deve essere strettamente limitato ai soli dati pertinenti all'indagine, in questo caso i messaggi sull'app specifica. Viene così ribadito il principio di proporzionalità, che vieta sequestri 'a strascico' e indiscriminati dell'intero contenuto di smartphone e computer, proteggendo la privacy del cittadino da ingerenze non necessarie.
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Stalking tecnologico: condannato per controllo GPS, non per minacce
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per stalking tecnologico nei confronti di un uomo che perseguitava l'ex partner tramite GPS e spyware. I giudici hanno stabilito che l'uso invasivo della tecnologia per monitorare costantemente i movimenti e la vita privata di una persona è sufficiente a integrare il reato di atti persecutori. Questa forma di controllo, anche senza minacce dirette o contatti fisici, è di per sé idonea a provocare un grave stato di ansia e paura nella vittima, costringendola a modificare le proprie abitudini. La sentenza chiarisce che la persecuzione digitale ha la stessa gravità di quella tradizionale.
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Ordine di Demolizione: No alla Sospensione per la Casa Abusiva
Una figlia si oppone all'ordine di demolizione di un immobile abusivo, costruito dalla madre e divenuto la sua unica abitazione. Sostiene che la misura sia sproporzionata. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso. I giudici hanno stabilito che l'ordine di demolizione immobile abusivo è legittimo e deve essere eseguito. La lunga consapevolezza dell'illecito da parte della figlia, informata da decenni, esclude la possibilità di invocare il principio di proporzionalità. Il diritto all'abitazione non può prevalere sulla necessità di ripristinare la legalità violata, soprattutto a fronte di una prolungata inerzia. La demolizione è confermata.
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Inutilizzabilità prove fiscali e tutele CEDU
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un legale rappresentante per evasione IVA derivante dall'uso indebito del regime del margine. La difesa sosteneva l'inutilizzabilità dei verbali di constatazione fiscale, invocando una recente sentenza della Corte EDU che censurava la normativa italiana sugli accessi ispettivi per violazione della privacy. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che le nuove garanzie introdotte dal legislatore nel 2025 non invalidano retroattivamente gli atti compiuti legittimamente sotto la disciplina previgente.
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Intercettazioni: il diritto alla distruzione dei dati
Un soggetto terzo, estraneo a un procedimento penale conclusosi con sentenza irrevocabile, ha impugnato il rigetto della richiesta di distruzione delle intercettazioni che lo riguardavano. Il ricorrente ha eccepito l'inutilizzabilità delle captazioni poiché eseguite oltre i termini massimi delle indagini preliminari e ha lamentato la lesione della propria privacy. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso, rilevando che il giudice di merito non ha adeguatamente motivato la necessità di conservare i dati sensibili di un soggetto estraneo a fronte di un processo ormai definito, specialmente in presenza di dubbi sulla tempestività della proroga delle indagini.
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Licenziamento disciplinare: controlli leciti
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento disciplinare intimato a un dipendente che si allontanava sistematicamente dal posto di lavoro. Attraverso indagini condotte da un'agenzia investigativa, è emerso che il lavoratore attestava falsamente la propria presenza tramite badge mentre si dedicava ad attività private o alla gestione di una propria società. La Suprema Corte ha stabilito che il ricorso a controlli occulti è lecito quando finalizzato a scoprire condotte fraudolente e non a monitorare la mera prestazione lavorativa, rispettando i principi di proporzionalità e i diritti fondamentali del lavoratore.
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Sequestro probatorio e tutela dei dati digitali
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che dichiarava inammissibile il riesame contro un **sequestro probatorio** di smartphone e tablet. Nonostante la restituzione dei dispositivi fisici, l'indagato manteneva l'interesse a contestare il trattenimento delle copie dei dati estratti. La Corte ha stabilito che il vero oggetto del sequestro è il dato informatico, non solo il supporto. Poiché il decreto di sequestro era generico e privo di criteri selettivi, la misura è stata ritenuta sproporzionata e lesiva del diritto alla riservatezza, portando alla restituzione integrale dei dati senza trattenimento di copie.
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41-bis e video colloqui: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un detenuto sottoposto al regime di 41-bis che richiedeva l'autorizzazione a effettuare video colloqui con i familiari. Il Tribunale di Sorveglianza aveva già respinto tali istanze poiché prive di elementi di novità rispetto a precedenti reclami già rigettati. La Suprema Corte ha ribadito che la mera riproposizione di doglianze già esaminate, senza l'apporto di nuovi fatti o questioni giuridiche, rende l'impugnazione inammissibile, comportando anche la condanna al pagamento di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle Ammende.
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Sequestro probatorio smartphone: limiti e regole
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Procura contro l'annullamento del sequestro probatorio di due smartphone appartenenti a soggetti indagati per reati di falso. La decisione conferma che il sequestro probatorio di dispositivi digitali non può essere onnicomprensivo senza una motivazione specifica che giustifichi l'acquisizione massiva di dati. Il provvedimento deve indicare i criteri di selezione delle informazioni e rispettare il principio di proporzionalità, evitando finalità meramente esplorative che ledano il diritto alla riservatezza.
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Sequestro probatorio smartphone: la nuova guida
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del sequestro probatorio smartphone nei confronti di un soggetto indagato per spaccio di stupefacenti. Il ricorrente contestava la mancanza di motivazione del decreto e la violazione del principio di proporzionalità per l'assenza di limiti temporali nell'estrazione dei dati. La Suprema Corte ha stabilito che il nesso tra il dispositivo e il reato di spaccio è intuitivo, rendendo valida la motivazione per relationem ai verbali di polizia. Inoltre, è stato chiarito che non sussiste un obbligo di fissare un termine perentorio per le analisi tecniche, purché queste avvengano in tempi ragionevoli.
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Sequestro probatorio: limiti e proporzionalità
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un sequestro probatorio avente ad oggetto dispositivi elettronici e documentazione tecnica. Il ricorrente contestava la mancanza di motivazione del decreto e la violazione del principio di proporzionalità per l'assenza di un termine finale per l'estrazione dei dati. La Suprema Corte ha stabilito che il Pubblico Ministero può integrare la motivazione sulle esigenze probatorie durante l'udienza di riesame. Inoltre, ha chiarito che la proporzionalità non richiede la fissazione di un termine perentorio nel decreto, purché le operazioni tecniche siano limitate al tempo strettamente necessario e finalizzate all'accertamento dei fatti oggetto di indagine.
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Protezione internazionale minori: nuovi obblighi tutela
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto che negava la protezione internazionale a una famiglia straniera. La Corte ha stabilito che la protezione internazionale minori deve essere valutata autonomamente, specialmente in presenza di gravi problemi di salute dei figli. È stato inoltre ribadito che l'integrazione sociale e lavorativa dei genitori, anche con retribuzioni modeste, deve essere pesata correttamente nel giudizio sulla protezione speciale.
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Espulsione dello straniero e legami familiari
La Corte di Cassazione ha confermato l'espulsione dello straniero come misura sostitutiva della detenzione per un cittadino extra-UE. Nonostante la presenza di un fratello in Italia, l'assenza di una convivenza effettiva e l'elevata pericolosità sociale hanno reso legittimo il provvedimento, dando priorità alla sicurezza collettiva rispetto al diritto alla vita familiare.
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