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Art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 — Anno 2023

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Altri anni per Art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

Spaccio lieve entità: Cassazione su quantità e pena
Un individuo condannato per traffico di stupefacenti ha presentato ricorso in Cassazione, chiedendo la riqualificazione del reato come spaccio di lieve entità. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione del giudice di merito. La reiezione si fonda sulla notevole quantità di sostanza (1.128 dosi), sulle modalità di confezionamento e sul rinvenimento di denaro contante in piccoli tagli, elementi ritenuti incompatibili con un'offesa di minore gravità.
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Ricorso inammissibile: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per reati legati agli stupefacenti. I motivi sono stati giudicati generici e volti a una non consentita rivalutazione dei fatti. L'ordinanza conferma la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende, evidenziando i limiti del giudizio di legittimità.
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Ricorso inammissibile per spaccio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per spaccio di lieve entità. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso, volti a ottenere una rivalutazione dei fatti e il riconoscimento di attenuanti, non sono ammissibili in sede di legittimità, confermando la decisione della Corte d'Appello basata su precedenti penali e ingente quantità di stupefacente.
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Attenuanti generiche: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per reati legati agli stupefacenti. Il ricorso si basava sulla mancata concessione delle attenuanti generiche e della sospensione condizionale della pena. La Suprema Corte ha ritenuto che la motivazione della Corte d'Appello, nel negare tali benefici, non fosse manifestamente illogica e, pertanto, non sindacabile in sede di legittimità.
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Inammissibilità ricorso penale e pena: la decisione
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso penale avverso una condanna per reati di droga. L'ordinanza sottolinea che la quantificazione della pena è una valutazione discrezionale del giudice di merito, non censurabile in sede di legittimità se non per manifesta illogicità, e che i motivi del ricorso erano infondati in quanto già trattati o addirittura accolti in appello.
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Attenuanti generiche: quando il giudice può negarle?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la mancata concessione della prevalenza delle attenuanti generiche. La Corte ha ritenuto corretta e non arbitraria la motivazione del giudice di merito, fondata sulla pericolosità dell'azione, il livello di organizzazione criminale e la proclività a delinquere del soggetto.
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Ricorso inammissibile: Cassazione conferma condanna
Un individuo, condannato per un reato in materia di stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione. L'appello si basava su argomenti già esaminati e respinti nei gradi di giudizio precedenti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile in quanto generico e meramente ripetitivo, non avendo affrontato le specifiche prove emerse durante il dibattimento. Tale decisione ha impedito la dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione, confermando la condanna dell'imputato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concorso trasporto stupefacenti: il ruolo del passeggero
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata, condannata per concorso nel trasporto di stupefacenti. La sua mera presenza in auto come passeggera è stata ritenuta un contributo penalmente rilevante, configurando un supporto psicologico al conducente durante un viaggio finalizzato all'acquisto di droga. La sentenza sottolinea che, anche in assenza di prove dirette, la consapevolezza delle ragioni illecite del viaggio è sufficiente a integrare il concorso nel reato.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 47739/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di tre imputati che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado, hanno tentato di impugnare la decisione chiedendo l'assoluzione. La Corte ha ribadito che il cosiddetto 'concordato in appello' (art. 599-bis c.p.p.) comporta la rinuncia ai motivi di impugnazione, limitando la possibilità di ricorso per cassazione a vizi sulla formazione della volontà o all'illegalità della pena.
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Fatto di lieve entità: la valutazione del giudice
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. La Corte ha ribadito che per il riconoscimento del fatto di lieve entità è necessaria una valutazione complessiva di tutti gli elementi del caso, inclusi mezzi, modalità, quantità e qualità della sostanza. La presenza di professionalità nell'attività di spaccio è stata considerata un elemento sufficiente a escludere la minore gravità del reato.
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Trattamento sanzionatorio: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava l'eccessività del trattamento sanzionatorio per un reato di droga. La Corte ha chiarito che non è richiesta una motivazione dettagliata quando la pena inflitta è lontana dal massimo edittale, riaffermando l'ampia discrezionalità del giudice di merito.
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Pena minima: quando il ricorso in Cassazione è inutile
Un soggetto condannato per un reato minore legato a stupefacenti ricorre in Cassazione lamentando una pena eccessiva. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che la scelta di una pena minima o prossima al minimo non richiede una motivazione specifica, rientrando nella discrezionalità insindacabile del giudice di merito.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per reati connessi agli stupefacenti. Il motivo è che le doglianze presentate erano troppo generiche, senza criticare in modo specifico e puntuale le motivazioni della sentenza d'appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Ricorso generico inammissibile: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per reati legati agli stupefacenti. Il motivo è la presentazione di un ricorso generico, che non specificava in modo puntuale i vizi della sentenza d'appello. La Corte ha ribadito che il giudizio di legittimità non può riesaminare il merito dei fatti, e un'impugnazione aspecifica comporta la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Circostanze attenuanti generiche: quando il ricorso è out
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per reati di droga, che lamentava il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. La Corte ha stabilito che la valutazione del giudice di merito è insindacabile in sede di legittimità se la motivazione è logica e coerente, confermando la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Recidiva specifica: quando è legittimo l’aumento?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per un reato di lieve entità in materia di stupefacenti. La Corte ha stabilito che l'aumento di pena per recidiva specifica era stato correttamente motivato dalla Corte d'Appello, la quale non si era limitata a constatare i precedenti, ma aveva valutato, secondo l'art. 133 c.p., il legame tra i reati come indice di una più accentuata e perdurante pericolosità sociale.
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Ricorso per cassazione: i limiti del sindacato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione contro una condanna per reati di lieve entità in materia di stupefacenti. La Corte ribadisce che non può riesaminare i fatti, ma solo verificare la correttezza logico-giuridica della motivazione della sentenza impugnata. L'appello dell'imputato è stato respinto perché chiedeva una nuova valutazione delle prove, compito esclusivo del giudice di merito.
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Ricorso inammissibile: l’imputato non può firmare
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché firmato personalmente dall'imputato e non da un avvocato cassazionista, come richiesto dalla legge. La sentenza della Corte d'Appello è stata confermata, con condanna dell'imputato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo rigetta
Un soggetto, condannato per detenzione di sostanze stupefacenti, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché si limitava a ripetere le stesse argomentazioni già respinte dalla Corte d'Appello, senza confrontarsi criticamente con la motivazione della sentenza impugnata. La Suprema Corte ha ribadito che un ricorso meramente reiterativo non può essere esaminato nel merito, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Recidiva reiterata: quando è legittimo l’aumento pena
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per reati legati agli stupefacenti, il quale contestava l'applicazione della recidiva reiterata. La Corte ha stabilito che la valutazione della recidiva non può basarsi sul semplice elenco dei precedenti, ma richiede un'analisi concreta del rapporto tra il nuovo reato e le condanne passate, per accertare una perdurante inclinazione al delitto come fattore criminogeno.
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