La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per spaccio di stupefacenti, rigettando la tesi della detenzione per uso personale. Un uomo è stato trovato con 47,2 grammi di marijuana, 170 euro in contanti, tre trita-erba e 49 bustine vuote. Secondo i giudici, questi elementi, uniti alla testimonianza di un acquirente, provano in modo inequivocabile che la sostanza non era destinata al solo consumo personale, ma alla vendita. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, rendendo la condanna definitiva e sancendo un principio chiaro: la presenza di strumenti per il confezionamento e la vendita esclude la finalità di uso personale.
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