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Art. 7 Convenzione EDU — Anno 2024

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210 provvedimenti

Altri anni per Art. 7 Convenzione EDU

Visto di conformità infedele: competenza e sanzioni
La Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza per sanzionare un professionista a causa di un visto di conformità infedele spetta esclusivamente alla direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista stesso, non all'ufficio provinciale legato al contribuente. Un atto emesso da un ufficio territorialmente incompetente è considerato illegittimo e deve essere annullato. La sentenza chiarisce che la norma sulla competenza ha valenza esterna e non è una mera regola organizzativa interna, tutelando così il professionista dal doversi difendere in molteplici sedi.
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Ordine di demolizione e interesse ad agire
Una coppia, condannata per abusivismo edilizio, impugna un ordine di demolizione dopo aver donato l'immobile ai propri figli. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per carenza di interesse ad agire. Poiché i ricorrenti non sono più proprietari, non hanno un interesse concreto e attuale a contestare l'ordine, che per sua natura segue il bene e non la persona.
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Onere della prova IVA: diligenza del contribuente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14102/2024, ha chiarito i limiti dell'onere della prova in capo al contribuente in caso di operazioni soggettivamente inesistenti. Viene stabilito che l'Amministrazione Finanziaria deve provare la consapevolezza della frode da parte del cessionario, il quale non è tenuto a svolgere indagini complesse sulla struttura del fornitore. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva negato la detrazione IVA basandosi solo sulla presunta inadeguatezza organizzativa del cedente, ribadendo che l'onere della prova del contribuente scatta solo dopo che l'Ufficio ha fornito elementi oggettivi sulla sua malafede.
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Riduzione pena rito abbreviato: no alla retroattività
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19778/2024, ha stabilito che la riduzione pena rito abbreviato, introdotta dalla Riforma Cartabia per chi non impugna la condanna, non si applica retroattivamente. Il beneficio è legato a una scelta processuale che deve avvenire quando la norma è già in vigore. Pertanto, se la sentenza è divenuta irrevocabile prima del 30 dicembre 2022, data di entrata in vigore della legge, la riduzione non spetta.
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Visto di conformità infedele: la competenza territoriale
La Corte di Cassazione ha stabilito che per un visto di conformità infedele, la competenza a irrogare sanzioni al professionista spetta esclusivamente alla Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate del luogo in cui il professionista ha il domicilio fiscale. Un atto emesso da un ufficio diverso, come quello del domicilio del contribuente, è illegittimo e deve essere annullato. La sentenza chiarisce un importante principio di competenza funzionale e territoriale a garanzia del professionista.
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Composizione organo giudicante: CCEPS decisione nulla
Un medico, radiato dall'albo per aver diffuso informazioni contro le vaccinazioni, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha annullato la decisione disciplinare non entrando nel merito della questione, ma per un vizio di procedura: l'errata composizione dell'organo giudicante. La commissione aveva deliberato con soli quattro membri, mentre la legge ne richiede un minimo di cinque. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame da parte di un collegio correttamente costituito.
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Conflitto tra giudicati: no alla revisione del processo
Un ex consigliere regionale, condannato per peculato, ha richiesto la revisione della sentenza dopo che i suoi coimputati hanno ottenuto una riqualificazione del reato. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che il 'conflitto tra giudicati' si configura solo in presenza di fatti storici inconciliabili accertati in sentenze diverse, e non per una mera differente interpretazione giuridica degli stessi eventi.
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Regime 41-bis: Cassazione conferma la proroga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime 41-bis. I giudici hanno ritenuto manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale sollevata, che contestava la competenza del Ministro della Giustizia ad emettere il provvedimento. La Corte ha ribadito che il sistema prevede un adeguato controllo giurisdizionale. Inoltre, le altre censure sono state giudicate inammissibili perché tendevano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, confermando la sussistenza dei presupposti per il mantenimento del regime carcerario speciale, data la persistente pericolosità del soggetto e i suoi legami con l'organizzazione criminale.
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Conversione pena ergastolo: solo se ammesso il rito
Un condannato alla pena dell'ergastolo ha richiesto più volte la conversione della sua pena in 30 anni di reclusione, basandosi su una tempestiva richiesta di giudizio abbreviato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio consolidato: per la conversione pena ergastolo non è sufficiente la sola richiesta del rito speciale, ma è necessaria l'effettiva ammissione a tale rito da parte del giudice. Poiché il condannato non era mai stato ammesso al giudizio abbreviato, la sua richiesta è stata respinta.
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Espulsione lavoratore straniero: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero, confermando la legittimità del suo decreto di espulsione. La Corte ha chiarito che la protezione contro l'espulsione, prevista durante la procedura di regolarizzazione ('sanatoria'), cessa nel momento in cui la domanda viene formalmente rigettata e notificata all'interessato. La successiva pendenza di un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale contro tale rigetto non sospende l'efficacia del provvedimento di espulsione del lavoratore straniero, che quindi risulta legittimo.
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Revoca sorveglianza speciale e 41-bis: la Cassazione
Un soggetto, attualmente in esecuzione di una pena detentiva a vita in regime speciale, ha richiesto la revoca della sorveglianza speciale, misura sospesa a causa della sua detenzione. Ha sostenuto che il lungo tempo trascorso in carcere e la buona condotta dimostrassero il venir meno della sua pericolosità sociale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che il mero decorso del tempo non è sufficiente per giustificare una rivalutazione della pericolosità. È necessario un 'interesse concreto e attuale' supportato da prove specifiche, requisito non soddisfatto dalle argomentazioni del ricorrente. La Corte ha collegato questo principio ai requisiti altrettanto stringenti per la revoca del regime detentivo speciale.
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Retroattività sanzioni amministrative: la Cassazione
Una società radiofonica, sanzionata per non aver richiesto il certificato di agibilità per i suoi lavoratori dello spettacolo in un periodo precedente al 2001, ha invocato l'applicazione di una legge successiva più favorevole che ha abolito tale obbligo. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione sulla retroattività delle sanzioni amministrative di tale importanza da rimettere la decisione alle Sezioni Unite. La Corte ha sollevato dubbi sulla ragionevolezza di continuare a sanzionare una condotta che non è più considerata illecita, data la natura punitiva e l'afflittività della sanzione originale.
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Contributo prima casa: no B&B, revoca legittima
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della revoca di un contributo prima casa a un cittadino che aveva destinato parte dell'immobile ad attività di Bed & Breakfast. Secondo la Corte, tale uso commerciale è incompatibile con la finalità del contributo, che mira a promuovere la residenzialità stabile in aree soggette a spopolamento e non a incentivare attività turistiche. La decisione sottolinea che le condizioni specifiche del bando prevalgono sulla normativa generale.
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Appello cautelare: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13641/2024, dichiara inammissibile un ricorso contro una misura cautelare. La decisione si fonda su due principi cardine: dopo una condanna per gli stessi fatti, non è possibile rivalutare i gravi indizi di colpevolezza nell'ambito dell'appello cautelare, salvo nuovi elementi. Inoltre, le nuove formalità di appello introdotte dalla Riforma Cartabia non si applicano al procedimento di appello cautelare.
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Occultamento documenti contabili: i limiti del rinvio
Un imprenditore, condannato per occultamento documenti contabili, ricorre in Cassazione dopo che la Corte d'Appello, in sede di rinvio, aveva solo rideterminato la pena. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, specificando che nel giudizio di rinvio limitato alla sanzione non si possono ridiscutere i profili di colpevolezza, ormai definitivi. Viene inoltre confermato che il principio di diritto stabilito dalla Cassazione in una precedente sentenza è vincolante per il giudice del rinvio.
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Verbale autovelox: prova e validità della multa
Una società ha contestato delle multe per eccesso di velocità, lamentando la mancata produzione in giudizio delle fotografie scattate dall'autovelox. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il verbale autovelox, redatto da un pubblico ufficiale, costituisce piena prova della violazione. Spetta al conducente dimostrare, con prove concrete, un eventuale malfunzionamento del dispositivo.
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Revoca confisca allargata: limiti e rimedi
Una donna, condannata per reati associativi, ha richiesto la revoca della confisca allargata di un immobile acquistato decenni prima. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che una confisca disposta con sentenza penale definitiva non può essere revocata dal giudice dell'esecuzione. L'unico strumento esperibile in caso di nuove prove è la revisione del giudicato, non una semplice istanza di revoca.
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Riduzione pena Riforma Cartabia: quando si applica?
La Cassazione annulla l'ordinanza che applicava la riduzione pena Riforma Cartabia a una sentenza divenuta irrevocabile prima dell'entrata in vigore della norma. Il beneficio, di natura processuale, non è retroattivo e si applica solo alle sentenze divenute definitive dopo il 30 dicembre 2022, in base al principio tempus regit actum.
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Riduzione di pena: no alla Cartabia su pene definitive
La Corte di Cassazione ha stabilito che la riduzione di pena di un sesto, introdotta dalla Riforma Cartabia per chi non impugna la sentenza di condanna, non si applica retroattivamente ai casi definiti con sentenza passata in giudicato prima dell'entrata in vigore della nuova norma. La Corte ha rigettato il ricorso di un condannato, affermando che il principio della certezza del diritto e l'intangibilità del giudicato prevalgono sulla retroattività della norma favorevole di natura processuale.
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Confisca di prevenzione: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un provvedimento che negava la revoca di una confisca di prevenzione. La sentenza ribadisce che tale misura non ha natura di sanzione penale, ma di sicurezza, pertanto si applica la legge vigente al momento dell'accertamento della pericolosità sociale (principio del tempus regit actum) e non la legge successiva più favorevole. L'assoluzione degli interessati in un separato procedimento penale per bancarotta è stata ritenuta non decisiva per la revoca della confisca, in quanto la misura si fondava su una valutazione più ampia della loro pericolosità e della sproporzione patrimoniale.
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