La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44197/2023, ha stabilito che l'Amministrazione penitenziaria può legittimamente imporre fasce orarie per la cottura dei cibi ai detenuti. L'esercizio del diritto di cucinare in cella, pur riconosciuto, può essere regolamentato per esigenze organizzative e disciplinari interne all'istituto, a condizione che tali regole non si traducano in una negazione di fatto del diritto stesso. La Corte ha annullato la decisione di un Tribunale di sorveglianza che aveva ritenuto illegittimo un ordine di servizio su questo tema senza dimostrare una compressione grave del diritto del detenuto.
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