LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 667 Codice di Procedura Penale — Sezione Prima Penale

Pagina 20 di 25

485 provvedimenti

Altri anni per Art. 667 Codice di Procedura Penale

Impugnazione pena estinta: conversione in opposizione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'impugnazione per pena estinta presentata dal Pubblico Ministero contro un'ordinanza del giudice dell'esecuzione deve essere riqualificata come opposizione. Il caso riguardava il rigetto di una richiesta di estinzione di una pena pecuniaria. La Corte, applicando il principio di conservazione degli atti, ha convertito il ricorso nell'appropriato rimedio dell'opposizione e ha rinviato gli atti al Tribunale di Torino per la prosecuzione del giudizio.
Continua »
Notifica irreperibile: limiti alle ricerche all’estero
Una cittadina straniera contesta un ordine di esecuzione, sostenendo la nullità della notifica per omesse ricerche all'estero. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'obbligo di ricerca per una notifica irreperibile è vincolato al criterio della 'praticabilità oggettiva'. In assenza di un indirizzo estero specifico e noto alle autorità, ma solo del paese di nascita, non sussiste l'obbligo di effettuare ricerche in territorio straniero, rendendo valide le procedure di notifica eseguite.
Continua »
Pena illegale: i limiti del giudice dell’esecuzione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva la rideterminazione della pena in fase esecutiva. Il ricorrente sosteneva l'errata applicazione dell'aggravante della recidiva, ma la Corte ha ribadito che il giudice dell'esecuzione non può correggere errori di diritto commessi in fase di cognizione, a meno che non si tratti di una vera e propria 'pena illegale', cioè non prevista dall'ordinamento. In questo caso, la questione era già stata valutata e rigettata nei gradi di merito, configurandosi come una mera illegittimità e non come una pena illegale.
Continua »
Opposizione de plano: udienza sempre necessaria
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto del Magistrato di sorveglianza che, decidendo su un'opposizione de plano, aveva negato a un detenuto domiciliare l'autorizzazione al lavoro senza fissare un'udienza. La Corte ha ribadito che, in questi casi, è obbligatorio procedere nel contraddittorio delle parti, garantendo il diritto di difesa. La mancata instaurazione del contraddittorio ha comportato la nullità del provvedimento e il rinvio al giudice per un nuovo esame nel rispetto delle corrette procedure.
Continua »
Reclamo inammissibile: chi può deciderlo?
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto con cui il Presidente del Tribunale di Sorveglianza aveva dichiarato un reclamo inammissibile. Il caso riguardava un detenuto che contestava il divieto di tenere un lettore CD. La Suprema Corte ha stabilito che la decisione sull'ammissibilità spetta all'intero collegio del Tribunale e non al solo Presidente, configurando altrimenti una nullità assoluta per vizio di costituzione del giudice. L'atto è stato quindi rinviato al Tribunale di Sorveglianza per la corretta valutazione.
Continua »
Giudicato esecutivo: confisca e nuovi fatti
La Corte di Cassazione ha stabilito che il principio del giudicato esecutivo non osta a una nuova confisca di beni se questa si basa su fatti nuovi, come accertamenti patrimoniali mai valutati in precedenza. In un caso riguardante beni sequestrati a seguito di una condanna per reati di droga, la Corte ha respinto il ricorso di alcuni soggetti che lamentavano la violazione del giudicato a seguito di una precedente ordinanza di confisca parziale, chiarendo che la preclusione copre solo ciò che è stato effettivamente deciso e non ciò che poteva essere deciso.
Continua »
Conversione ricorso in opposizione: il principio
In un caso di confisca di quote societarie, i ricorrenti presentano un ricorso per cassazione. La Suprema Corte, anziché dichiararlo inammissibile, applica il principio della conservazione degli atti. Stabilisce la conversione del ricorso in opposizione, rinviando gli atti al giudice dell'esecuzione. Questa decisione garantisce il diritto a un contraddittorio pieno, superando un errore procedurale.
Continua »
Conversione pena pecuniaria: no senza invito a pagare
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di conversione della pena pecuniaria in libertà controllata. La decisione si basa sul fatto che il giudice non ha verificato la corretta notifica degli atti di riscossione al condannato né ha adeguatamente motivato perché i beni immobili di proprietà dello stesso non fossero idonei a estinguere il debito. La sentenza ribadisce l'importanza del rispetto della procedura prima di dichiarare l'insolvibilità.
Continua »
Riabilitazione Penale: Obblighi Civili e Buona Condotta
La Cassazione ha respinto il ricorso di un condannato per bancarotta che chiedeva la riabilitazione penale. La Corte ha confermato che per ottenere il beneficio è essenziale aver risarcito i creditori o dimostrare un'impossibilità assoluta a farlo. La revoca di una sospensione condizionale della pena osta alla dimostrazione di buona condotta, altro requisito fondamentale.
Continua »
Revoca confisca definitiva: quando non è possibile
La proprietaria di un immobile, confiscato nell'ambito di un processo penale a carico del suo convivente, ha richiesto la revoca del provvedimento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, specificando che la revoca confisca non può essere chiesta al giudice dell'esecuzione se la misura è stata disposta con una sentenza diventata definitiva. In tali casi, l'unico rimedio esperibile è la revisione del giudicato.
Continua »
Estinzione della pena e recidiva: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2091/2024, ha chiarito i presupposti per l'applicazione dell'istituto dell'estinzione della pena in presenza di una dichiarazione di recidiva. Il caso riguardava un soggetto condannato che si era visto negare l'estinzione della pena perché dichiarato recidivo in una sentenza precedente a quella in esecuzione. La Suprema Corte ha annullato la decisione, stabilendo un principio cruciale: ai fini di impedire l'estinzione della pena, la recidiva deve essere accertata nello stesso giudizio che ha irrogato la pena da estinguere, oppure in un giudizio diverso ma celebrato durante il decorso del termine di prescrizione. Una dichiarazione di recidiva anteriore è, a tal fine, irrilevante.
Continua »
Revoca confisca: no a nuove prove dopo la sentenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per intestazione fittizia di beni e riciclaggio, che chiedeva la revoca confisca disposta con sentenza definitiva. L'imputato aveva tentato di introdurre nuove prove sulla lecita provenienza dei beni in fase esecutiva. La Corte ha stabilito che, una volta divenuta irrevocabile la sentenza di condanna, il giudice dell'esecuzione non può riesaminare il merito della confisca, essendo l'unico rimedio esperibile la revisione dell'intera sentenza.
Continua »
Revoca della sentenza: il rimedio corretto
La Corte di Cassazione ha stabilito che avverso il provvedimento del giudice dell'esecuzione in materia di revoca della sentenza per reati depenalizzati, il rimedio corretto è l'opposizione, non il ricorso per cassazione. La Corte ha annullato la decisione di un Tribunale che aveva erroneamente dichiarato inammissibile l'opposizione del Pubblico Ministero, riaffermando il principio del 'favor impugnationis' e della conservazione degli atti giuridici.
Continua »
Indennità di custodia al proprietario: quando è esclusa
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1229/2024, ha stabilito che l'indennità di custodia per beni sottoposti a sequestro penale non spetta al proprietario, neanche se comproprietario. La Corte ha chiarito che sia il compenso per la custodia sia il rimborso delle spese sono previsti solo per un custode che sia un soggetto terzo, diverso dal titolare del bene. Di conseguenza, le spese di locazione sostenute dal proprietario per conservare i beni sono state ritenute costi ordinari di gestione e non spese rimborsabili.
Continua »
Esecuzione pene sostitutive: chi è competente?
La Corte di Cassazione interviene su un caso di errata attribuzione di competenza in materia di esecuzione pene sostitutive. Un Magistrato di sorveglianza, dopo aver convertito una pena pecuniaria in detenzione domiciliare, aveva trasmesso gli atti al Pubblico Ministero per l'esecuzione. La Suprema Corte ha dichiarato tale provvedimento 'abnorme', ribadendo che, a seguito della Riforma Cartabia, l'organo esclusivo per l'esecuzione di pene come la detenzione domiciliare è il Magistrato di sorveglianza stesso, creando altrimenti una paralisi procedurale insanabile.
Continua »
Opposizione giudice esecuzione: il ricorso in Cassazione
La Procura ricorre in Cassazione contro il diniego di estinzione di una pena pecuniaria. La Suprema Corte, tuttavia, non decide nel merito ma riqualifica il ricorso come opposizione al giudice dell'esecuzione, rinviando gli atti al giudice di primo grado. La decisione sottolinea l'inammissibilità del ricorso diretto in Cassazione per tali provvedimenti, indicando l'opposizione come l'unico rimedio corretto per garantire il contraddittorio.
Continua »
Opposizione giudice esecuzione: la via corretta
La Corte di Cassazione interviene su un caso in cui la Procura aveva impugnato direttamente un'ordinanza del giudice dell'esecuzione relativa all'estinzione di una pena. La Suprema Corte, senza entrare nel merito, ha riqualificato il ricorso come opposizione al giudice dell'esecuzione, stabilendo che questo è l'unico rimedio procedurale corretto previsto dalla legge. Di conseguenza, gli atti sono stati rinviati al giudice di primo grado per la trattazione.
Continua »
Riduzione pena mancata impugnazione: no retroattività
La Corte di Cassazione ha stabilito che la riduzione di pena di un sesto per mancata impugnazione, introdotta dalla Riforma Cartabia (art. 442, comma 2-bis c.p.p.), non ha efficacia retroattiva. Il beneficio si applica solo alle sentenze divenute irrevocabili dopo l'entrata in vigore della nuova legge, in quanto la norma ha natura processuale e segue il principio del "tempus regit actum", e non quello della "lex mitior".
Continua »
Opposizione giudice esecuzione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso proposto da un Pubblico Ministero contro un'ordinanza del Giudice dell'esecuzione che negava l'estinzione di una pena pecuniaria. La Corte, invece di decidere nel merito, ha riqualificato il ricorso come opposizione al giudice dell'esecuzione, stabilendo che questo è il rimedio corretto per impugnare tali provvedimenti. Di conseguenza, ha rinviato gli atti allo stesso giudice per un nuovo esame della questione.
Continua »
Nulla osta passaporto: la competenza è del PM
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino a cui era stato negato il passaporto per una multa non pagata. L'errore fatale è stato richiedere il nulla osta passaporto al Giudice dell'Esecuzione anziché al Pubblico Ministero, l'unica autorità competente in prima istanza. La Corte ha stabilito che il Giudice può intervenire solo in un secondo momento, per controllare la decisione del PM, e ha ritenuto irrilevante la questione di compatibilità con il diritto UE a causa del vizio procedurale.
Continua »