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Art. 667 Codice di Procedura Penale — Anno 2026

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135 provvedimenti

Altri anni per Art. 667 Codice di Procedura Penale

Riabilitazione penale: i limiti della buona condotta
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego della riabilitazione penale nei confronti di un soggetto che non ha fornito prova di costante buona condotta. Nonostante il decorso del termine triennale dalla condanna principale, il ricorrente è stato destinatario di un nuovo decreto penale di condanna e di sanzioni amministrative per violazioni della normativa anti-covid. La Corte ha ribadito che la valutazione della riabilitazione penale richiede un esame globale del comportamento, includendo anche procedimenti pendenti o illeciti amministrativi che smentiscano l'effettivo recupero sociale del condannato.
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Competenza funzionale: il vincolo della Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un Magistrato di sorveglianza che aveva dichiarato inammissibile un'opposizione precedentemente riqualificata dalla stessa Suprema Corte. Il giudice di merito aveva contestato la decisione superiore, ritenendosi incompetente. La Cassazione ha stabilito che la competenza funzionale attribuita dal giudice di legittimità è vincolante e irretrattabile, impedendo al giudice designato di declinare la propria funzione o sollevare conflitti, garantendo così la stabilità del processo.
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Confisca per equivalente: ripartizione e decesso
Un cittadino condannato per reati tributari ha contestato il rigetto della sua istanza volta a ridurre la confisca per equivalente. Il ricorrente sosteneva che il decesso di un co-imputato avesse estinto le sanzioni amministrative e che la somma residua dovesse essere ripartita pro quota tra i responsabili, anziché gravare in solido. La Corte di Cassazione ha riqualificato il ricorso come opposizione, trasmettendo gli atti al Giudice dell'esecuzione per una valutazione approfondita del merito e della corretta quantificazione del debito.
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Confisca: come tutelare i beni del terzo estraneo
Una società di capitali ha impugnato il rigetto di un incidente di esecuzione relativo alla confisca di oltre 50.000 euro giacenti su un conto corrente aziendale. La misura era stata disposta a seguito della condanna di un dipendente per reati tributari, il quale aveva delega operativa sul conto. La Corte di Cassazione ha stabilito che il ricorso diretto alla Suprema Corte è inammissibile, poiché il provvedimento del giudice dell'esecuzione deve essere preventivamente impugnato tramite opposizione davanti allo stesso magistrato, garantendo così il pieno diritto di difesa del terzo estraneo al reato.
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Estinzione della pena: quando scatta la prescrizione?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che invocava l'**estinzione della pena** per decorso del termine decennale. Il ricorrente sosteneva che il calcolo della prescrizione dovesse iniziare dalla revoca di un indulto e non dal passaggio in giudicato della sentenza. La Suprema Corte ha chiarito che il termine di prescrizione della pena decorre esclusivamente dal momento in cui la sentenza diventa irrevocabile, indipendentemente da vicende successive come benefici di clemenza o loro revoche. È stata inoltre esclusa l'incompatibilità del giudice che decide sull'opposizione in sede di esecuzione.
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Competenza territoriale riabilitazione: la guida
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto negativo riguardante la competenza territoriale riabilitazione tra i Tribunali di Sorveglianza di Milano e Palermo. Un cittadino residente negli Stati Uniti, condannato dal Tribunale di Termini Imerese, aveva richiesto la riabilitazione indicando come domicilio lo studio del proprio difensore a Milano. La Suprema Corte ha stabilito che l'elezione di domicilio presso il legale non determina la competenza del giudice. In assenza di residenza o domicilio effettivo in Italia, la competenza spetta al Tribunale di Sorveglianza del luogo in cui è stata emessa la sentenza di condanna originaria.
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Favor impugnationis e conversione del ricorso
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un cittadino che ha presentato ricorso contro il rigetto di un'istanza di dissequestro di beni preziosi ed elettronici. Il G.I.P. aveva negato la restituzione con un'ordinanza emessa senza udienza. La Suprema Corte ha stabilito che, in applicazione del principio del favor impugnationis, il ricorso per cassazione non deve essere dichiarato inammissibile ma deve essere convertito in opposizione. Gli atti sono stati quindi trasmessi al Tribunale competente per permettere un esame nel pieno contraddittorio tra le parti.
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Riqualificazione dell’impugnazione: il caso confisca
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un cittadino che ha presentato ricorso per cassazione contro il rigetto di una revoca di confisca. La Corte ha stabilito che lo strumento corretto non era il ricorso, ma l'opposizione. Tuttavia, applicando il principio della riqualificazione dell'impugnazione, i giudici hanno trasformato l'atto e trasmesso i documenti alla Corte d'Appello per la decisione nel merito.
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Opposizione alla confisca: la guida al ricorso
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una società che richiedeva la restituzione di un immobile. Il punto centrale riguarda l'opposizione alla confisca: la Corte ha stabilito che, contro i provvedimenti del giudice dell'esecuzione, il ricorso deve essere riqualificato come opposizione, garantendo così un doppio grado di giudizio nel merito per il ricorrente.
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Recidiva e prescrizione della pena: i nuovi criteri
La Corte di Cassazione ha chiarito che la recidiva e prescrizione della pena sono strettamente collegate: se la recidiva non è stata concretamente applicata o bilanciata con attenuanti nella sentenza definitiva, essa non può bloccare l'estinzione della sanzione per decorso del tempo. Nel caso esaminato, un condannato aveva richiesto l'estinzione di una pena di due anni, negata inizialmente perché considerato recidivo. La Suprema Corte ha annullato la decisione, stabilendo che una recidiva solo formale non produce gli effetti ostativi previsti dal codice penale.
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Sequestro di prevenzione: indennità occupazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di corrispondere un'indennità di occupazione per un immobile soggetto a sequestro di prevenzione, anche se destinato ad abitazione familiare. La decisione chiarisce che il pagamento è dovuto durante il periodo di differimento dello sgombero, indipendentemente dalla definitività della confisca, qualora non sia provata una reale situazione di emergenza abitativa.
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Abolizione abuso d’ufficio: revoca e confisca
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per abuso d'ufficio, la cui sentenza era stata revocata a seguito dell'entrata in vigore della Legge n. 114/2024. Il nodo del contendere riguardava la mancata revoca automatica della confisca da parte del giudice dell'esecuzione. La Suprema Corte ha chiarito che, nel caso di abolizione abuso d'ufficio, non è possibile la riqualificazione del ricorso in opposizione e che il ricorrente avrebbe dovuto presentare una specifica istanza di revoca della confisca prima di adire la legittimità.
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Estinzione della pena: quando la recidiva la impedisce
La Cassazione ha annullato l'ordinanza che dichiarava l'estinzione della pena per un condannato. La Corte ha stabilito che l'accertamento della recidiva aggravata in una successiva condanna, per un reato commesso nel periodo di prescrizione, costituisce un ostacolo insuperabile all'estinzione della pena stessa, anche se il punto non era stato formalmente riproposto nell'atto di opposizione.
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Elezione di domicilio: la Cassazione annulla decreto
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di inammissibilità emesso dal Tribunale di Sorveglianza. Il caso riguarda un condannato la cui prima istanza per una misura alternativa era priva della necessaria elezione di domicilio. Tuttavia, una seconda istanza, completa e corretta, era stata depositata ma ignorata dal giudice. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice avrebbe dovuto considerare la situazione processuale nella sua interezza, inclusa la seconda istanza, prima di decidere, garantendo il contraddittorio. La mancata valutazione ha costituito un vizio procedurale che ha portato all'annullamento con rinvio.
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Inammissibilità ricorso cassazione: il ruolo del legale
Un detenuto ha impugnato un'ordinanza del Tribunale di sorveglianza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché l'atto era stato proposto personalmente dal detenuto e non tramite un difensore abilitato. La sentenza ribadisce il principio fondamentale secondo cui l'inammissibilità del ricorso cassazione è una conseguenza diretta della mancata sottoscrizione da parte di un avvocato cassazionista, come previsto dalla legge.
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Lavoro pubblica utilità: modifiche e ricorso
Un condannato a lavoro di pubblica utilità ha chiesto di poter lavorare all'estero, in deroga all'obbligo di permanenza in Lombardia. La Corte d'Appello ha negato la richiesta. L'interessato ha proposto ricorso per cassazione, ma la Suprema Corte ha chiarito che il rimedio corretto non era il ricorso, bensì l'opposizione davanti allo stesso giudice. Pertanto, ha convertito l'atto e rinviato il caso alla Corte d'Appello per la decisione nel merito.
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Oblazione importo errato: quale rimedio possibile?
Un imputato, dopo aver pagato la somma per l'oblazione, si accorge di un importo errato e pagato in eccesso. Tenta di recuperare la somma tramite un incidente di esecuzione, ma la Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. La Corte spiega che il rimedio corretto non è penale, ma civile: un'azione di ripetizione dell'indebito, dato che con l'oblazione l'illecito si trasforma in amministrativo.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo?
Un padre e un figlio ricorrono in Cassazione contro un sequestro preventivo di una cospicua somma in contanti, finalizzato alla confisca per sproporzione a seguito della condanna del figlio per reati di droga. Il figlio lamenta la violazione di precedenti decisioni cautelari, mentre il padre rivendica la proprietà del denaro. La Corte Suprema dichiara entrambi i ricorsi inammissibili, chiarendo i presupposti per reiterare un sequestro preventivo in presenza di nuovi elementi e confermando la valutazione del tribunale sulla titolarità del denaro.
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Sequestro preventivo: ne bis in idem e nuovi elementi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per sproporzione. La Corte stabilisce che il principio del 'ne bis in idem' non opera se il nuovo provvedimento si basa su nuovi elementi di prova. Viene inoltre evidenziata una situazione anomala in cui il sequestro persiste dopo la condanna definitiva, demandando la soluzione al giudice dell'esecuzione.
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Opposizione a esecuzione penale: guida alla sentenza
Un terzo, i cui beni erano stati confiscati, si è visto negare dal Tribunale la possibilità di contestare il provvedimento. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo che il terzo ha sempre diritto a presentare un'opposizione a esecuzione penale dopo un primo rigetto. La Corte ha stabilito che il Tribunale ha errato nell'invocare il principio del 'ne bis in idem', poiché l'opposizione è un rimedio specifico e non un secondo giudizio sullo stesso fatto. La causa è stata rinviata al Tribunale per una nuova valutazione nel merito.
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