LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 667 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

Pagina 5 di 8

157 provvedimenti

Altri anni per Art. 667 Codice di Procedura Penale

Restituzione somme sequestrate: il rinvio al giudice
Dopo un'assoluzione, un'associazione chiede la restituzione di oltre 250.000 euro sequestrati. Il Tribunale nega, dubitando della liceità dei fondi e della validità delle donazioni. La Cassazione non decide nel merito ma corregge l'errore procedurale del ricorrente, riqualificando il ricorso come opposizione e rinviando il caso al Tribunale per una nuova decisione. La questione centrale è la prova della lecita provenienza per ottenere la restituzione somme sequestrate.
Continua »
Dissequestro temporaneo: il rimedio è l’opposizione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta di dissequestro temporaneo di un bene sottoposto a sequestro preventivo attiene alle modalità di esecuzione della misura e non alla sua legittimità. Di conseguenza, il rimedio giuridico corretto contro il provvedimento di rigetto non è l'appello cautelare, ma l'opposizione dinanzi allo stesso giudice che ha emesso la decisione, secondo la procedura dell'incidente di esecuzione. La Corte ha quindi annullato l'ordinanza che aveva erroneamente dichiarato inammissibile l'opposizione proposta dall'interessato.
Continua »
Opposizione ex art. 667: la via per il terzo
La Corte di Cassazione chiarisce la corretta procedura per il terzo che rivendica diritti, come l'usucapione, su un bene oggetto di confisca di prevenzione definitiva. Con la sentenza in esame, i giudici hanno stabilito che lo strumento giuridico idoneo non è il ricorso per cassazione, bensì l'opposizione ex art. 667, comma 4, cod. proc. pen. da presentare dinanzi allo stesso giudice dell'esecuzione. Di conseguenza, la Corte ha riqualificato il ricorso e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale competente per la decisione nel merito.
Continua »
Qualificazione dell’impugnazione: l’errore non annulla
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'impugnazione presentata con una denominazione errata non deve essere dichiarata inammissibile. In base al principio di qualificazione dell'impugnazione, il giudice deve ricondurre l'atto alla sua corretta natura giuridica e trasmetterlo all'organo competente. Nel caso specifico, un'istanza di riesame contro un sequestro esecutivo è stata riqualificata come opposizione all'esecuzione.
Continua »
Inammissibilità reclamo sorveglianza: decide il collegio
Un detenuto presentava reclamo al Tribunale di sorveglianza, ma il Presidente lo dichiarava inammissibile con un decreto emesso 'de plano', ovvero senza udienza. La Corte di Cassazione ha annullato tale decreto, stabilendo un principio fondamentale: l'inammissibilità del reclamo di sorveglianza deve essere decisa dall'intero organo collegiale e non dal solo presidente. Il provvedimento monocratico è illegittimo, in quanto il reclamo è un'impugnazione e la sua inammissibilità può essere dichiarata solo nei casi tassativamente previsti e dall'organo competente, che in questa fattispecie è il collegio.
Continua »
Reclamo sorveglianza: illegittima l’inammissibilità
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di inammissibilità emesso dal Presidente del Tribunale di Sorveglianza. La Corte ha stabilito che un reclamo sorveglianza è un'impugnazione e la sua inammissibilità può essere decisa solo dall'intero collegio giudicante, non dal singolo presidente con procedura semplificata, garantendo così il diritto al contraddittorio.
Continua »
Legittimazione a ricorrere: chi può impugnare?
Un ente regionale ha impugnato un'ordinanza che limitava la sospensione dell'indennità post-mandato di un ex consigliere condannato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di legittimazione a ricorrere, stabilendo che solo il pubblico ministero e il condannato sono parti legittimate nell'incidente di esecuzione relativo a pene accessorie, mentre l'ente agisce come mero esecutore delle direttive del P.M.
Continua »
Confisca per equivalente: quando è illegittima?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che disponeva la confisca per equivalente a carico di un imprenditore fallito. La Corte ha stabilito che tale misura è illegittima se la confisca diretta del profitto del reato è possibile, come nel caso di specie in cui le somme erano disponibili nel patrimonio fallimentare. Inoltre, è stato ritenuto abnorme l'uso della procedura di correzione di errore materiale per disporre la confisca per equivalente.
Continua »
Esecuzione sanzioni sostitutive: chi è competente?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24396/2025, risolve un conflitto di competenza sull'esecuzione sanzioni sostitutive. Viene stabilito che, a seguito della Riforma Cartabia, la competenza è esclusiva del Magistrato di Sorveglianza. L'ordine di quest'ultimo al Pubblico Ministero di emettere un provvedimento esecutivo è stato dichiarato un 'atto abnorme', in quanto non previsto dalla legge e causa di una paralisi procedimentale. La Corte ha annullato tale ordine, riaffermando che il ruolo del PM è solo quello di trasmettere la sentenza al magistrato competente.
Continua »
Esecuzione pene sostitutive: la competenza esclusiva
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24395/2025, ha stabilito che l'esecuzione pene sostitutive, come la detenzione domiciliare, rientra nella competenza esclusiva del Magistrato di Sorveglianza. A seguito della Riforma Cartabia, il ruolo del Pubblico Ministero si limita alla trasmissione della sentenza. Un'ordinanza che impone al PM di emettere un ordine di esecuzione è stata definita 'abnorme' e annullata, in quanto crea una paralisi del procedimento e impone un'attività non prevista dalla legge.
Continua »
Esecuzione pene sostitutive: la competenza esclusiva
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esecuzione pene sostitutive, come la detenzione domiciliare, è di competenza esclusiva del Magistrato di Sorveglianza. Un'ordinanza che impone al Pubblico Ministero di calcolare il fine pena e di emettere un ordine esecutivo è considerata un 'provvedimento abnorme' che crea una stasi procedimentale. Il ruolo del Pubblico Ministero si esaurisce con la semplice trasmissione della sentenza al magistrato competente, che gestisce l'intera fase esecutiva.
Continua »
Compenso amministratore giudiziario: chi paga?
In un caso di confisca di prevenzione successivamente revocata, il Tribunale ha autorizzato la restituzione dei beni ai proprietari solo dopo aver detratto l'ingente compenso dell'amministratore giudiziario. I proprietari hanno fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che tale spesa dovesse essere a carico dello Stato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, non per il merito della questione, ma per un vizio di procedura. Ha chiarito che il provvedimento del Tribunale, agendo come giudice dell'esecuzione, non poteva essere impugnato direttamente in Cassazione, ma doveva essere contestato tramite un'opposizione davanti allo stesso giudice.
Continua »
Riqualificazione ricorso: la Cassazione salva l’appello
Una persona ha impugnato un'ordinanza del Giudice dell'esecuzione direttamente in Cassazione. La Suprema Corte, anziché dichiarare l'inammissibilità, ha applicato il principio di riqualificazione ricorso, convertendo l'atto in un'opposizione da presentare al giudice originario. Questa decisione, basata sul principio del *favor impugnationis*, ha salvato il diritto della parte a contestare il provvedimento nonostante l'errore procedurale.
Continua »
Riduzione pena art. 442 bis: la procedura corretta
La Corte di Cassazione interviene per chiarire la corretta procedura da seguire per la riduzione pena art. 442 bis c.p.p., concessa in caso di mancata impugnazione della sentenza di rito abbreviato. Un Procuratore aveva contestato l'applicazione della riduzione a una pena comprensiva di altri reati. La Corte ha qualificato il ricorso come opposizione e ha stabilito che per la mera riduzione matematica di un sesto si applica la procedura semplificata "de plano", con possibilità di successiva opposizione. Il rito camerale ordinario è riservato solo a questioni esecutive più complesse.
Continua »
Ricorso via PEC: la data di invio salva i termini
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di inammissibilità emessa da un Giudice per le indagini preliminari. Il giudice di merito aveva erroneamente ritenuto tardivo un ricorso, credendo fosse stato spedito per posta oltre il termine. Invece, la Suprema Corte, esaminando gli atti, ha verificato che il ricorso via PEC era stato inviato tempestivamente. La decisione riafferma che, per i depositi telematici, fa fede la data di invio certificata dalla ricevuta di accettazione.
Continua »
Remissione del debito: requisiti e condizioni
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva la remissione del debito per spese di giustizia. La sentenza chiarisce che per ottenere il beneficio non basta una semplice difficoltà finanziaria, ma occorre dimostrare che il pagamento comprometterebbe le esigenze vitali. I redditi da lavoro in carcere sono rilevanti per questa valutazione.
Continua »
Confisca allargata: quando è legittima post-condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una confisca allargata su beni sproporzionati rispetto al reddito, disposta dal giudice dell'esecuzione dopo una sentenza di patteggiamento per estorsione. La Corte ha stabilito che gli accertamenti patrimoniali sono validi anche se compiuti dopo la scadenza dei termini per le indagini preliminari e che tale misura non viola il principio del 'ne bis in idem', in quanto costituisce una misura di sicurezza autonoma e non una seconda pena.
Continua »
Opposizione del PM e procedura esecutiva
La Corte di Cassazione interviene per correggere un errore procedurale. Un ricorso del Pubblico Ministero, erroneamente qualificato come appello diretto, viene ricondotto alla sua natura di 'opposizione del PM'. La Corte stabilisce che tale opposizione deve essere esaminata dallo stesso Giudice dell'esecuzione che ha emesso il provvedimento iniziale, e non direttamente dalla Cassazione. Il caso viene quindi rinviato al Tribunale di Milano per seguire il corretto iter processuale.
Continua »
Morte del ricorrente: effetti sul processo penale
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di revoca di un indulto non per i motivi procedurali sollevati, ma a causa della sopravvenuta morte del ricorrente. Questo evento, qualificato come causa estintiva del rapporto processuale, ha impedito alla Corte di pronunciarsi nel merito del ricorso, portando all'annullamento senza rinvio del provvedimento e alla chiusura definitiva del caso.
Continua »
Impugnazione ordine di sgombero: conversione ricorso
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce il corretto strumento per l'impugnazione ordine di sgombero emesso in fase di sequestro preventivo. Il ricorso per cassazione, ritenuto errato, è stato convertito in opposizione, rinviando gli atti al giudice dell'esecuzione per una nuova valutazione nel contraddittorio tra le parti.
Continua »