LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 667 Codice di Procedura Penale — Anno 2023

Pagina 2 di 9

161 provvedimenti

Altri anni per Art. 667 Codice di Procedura Penale

Restituzione di cose sequestrate: no al rigetto senza udienza
Un cittadino, assolto in via definitiva, ha richiesto la restituzione di cose sequestrate, nello specifico somme di denaro. Il Giudice dell'esecuzione ha dichiarato inammissibile la richiesta senza convocare l'udienza (de plano), ritenendo non provato il diritto di proprietà. L'interessato ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha stabilito che l'impugnazione non deve essere rigettata per motivi formali, ma va riqualificata come opposizione. Di conseguenza, ha ordinato la trasmissione degli atti al Tribunale di merito affinché decida garantendo il pieno contraddittorio tra le parti in un'apposita udienza camerale.
Continua »
Conversione della pena pecuniaria: ricorso errato ma salvo
Il Magistrato di Sorveglianza disponeva la conversione della pena pecuniaria di novemila euro inflitta a un condannato nella misura della libertà controllata per trentasei giorni. Il condannato proponeva ricorso per cassazione contro tale provvedimento. La Corte di Cassazione ha stabilito che, a seguito delle riforme legislative, la conversione avviene con procedura semplificata senza udienza preventiva. Pertanto, il rimedio corretto non è il ricorso diretto in Cassazione, ma l'opposizione davanti allo stesso Magistrato di Sorveglianza. In applicazione del principio di conservazione degli atti, la Suprema Corte ha riqualificato il ricorso in opposizione, trasmettendo gli atti al giudice competente per consentire al condannato di far valere le proprie ragioni.
Continua »
Opposizione al giudice dell’esecuzione per la canapa light
Una cittadina subisce il sequestro di infiorescenze di canapa sativa. Il procedimento penale viene archiviato per mancanza di efficacia drogante (THC allo 0,2%), ma il giudice dispone comunque la confisca e la distruzione della merce. La proprietaria chiede la revoca del provvedimento, ma il giudice dell'esecuzione rigetta l'istanza. Contro questo rifiuto, la donna propone ricorso in Cassazione. La Suprema Corte stabilisce che il ricorso diretto è inammissibile e deve essere convertito in opposizione al giudice dell'esecuzione ai sensi dell'articolo 667, comma 4, del codice di procedura penale. Di conseguenza, gli atti vengono restituiti al Tribunale territoriale per il corretto svolgimento del giudizio di opposizione.
Continua »
Prescrizione della pena: la Cassazione frena i ricorsi diretti
Il Giudice dell'esecuzione dichiarava estinta per prescrizione della pena una multa inflitta al Condannato. Il Procuratore Generale proponeva ricorso in Cassazione, sostenendo che l'avvio della riscossione avesse interrotto i termini. La Suprema Corte ha chiarito che contro il provvedimento del giudice dell'esecuzione sulla prescrizione della pena non si può proporre direttamente ricorso per cassazione. Il rimedio corretto è l'opposizione davanti allo stesso giudice che ha emesso la decisione. Di conseguenza, la Cassazione ha riqualificato il ricorso come opposizione e ha trasmesso gli atti alla Corte d'appello per il giudizio di merito.
Continua »
Prescrizione della pena: la Cassazione frena i ricorsi diretti
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso del Procuratore Generale contro la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato la prescrizione della pena pecuniaria per un condannato. Il Procuratore sosteneva che l'avvio della riscossione esattoriale avesse interrotto il termine. Tuttavia, la Suprema Corte non ha deciso nel merito, ma ha stabilito un importante principio procedurale: contro il provvedimento del giudice dell'esecuzione sulla prescrizione della pena non è ammesso il ricorso diretto in Cassazione. L'unico rimedio esperibile è l'opposizione davanti allo stesso giudice dell'esecuzione. Di conseguenza, la Cassazione ha riqualificato il ricorso come opposizione e ha trasmesso gli atti alla Corte d'Appello competente per l'ulteriore trattazione, garantendo così il pieno rispetto del contraddittorio.
Continua »
Opposizione all’indulto: la Cassazione salva il ricorso errato
Il Tribunale di Roma, operando come giudice dell'esecuzione, concedeva l'indulto a un condannato. Il Procuratore della Repubblica proponeva ricorso per Cassazione, sostenendo che i reati si fossero protratti oltre il limite temporale di legge fissato al 2 maggio 2006. La Suprema Corte ha chiarito che contro i provvedimenti in materia di indulto non è ammesso il ricorso diretto in Cassazione, bensì l'opposizione davanti allo stesso giudice dell'esecuzione. Tuttavia, in base al principio di conservazione degli atti, la Corte ha riqualificato il ricorso in opposizione all'indulto e ha trasmesso gli atti al Tribunale di Roma per il relativo giudizio di merito.
Continua »
Conversione del ricorso in opposizione: salvo l’atto errato
Il Condannato ha richiesto l'estinzione dei reati al Tribunale di Salerno. Il giudice dell'esecuzione ha parzialmente respinto l'istanza con un provvedimento emesso senza contraddittorio (de plano). La difesa ha proposto ricorso per Cassazione. La Suprema Corte ha stabilito che il ricorso straordinario era errato, poiché la legge prevede l'opposizione davanti allo stesso giudice di merito. Tuttavia, applicando il principio di conservazione degli atti, la Cassazione ha disposto la conversione del ricorso in opposizione, ordinando la trasmissione degli atti al Tribunale di Salerno affinché proceda al riesame della questione con la piena partecipazione delle parti.
Continua »
Estinzione del reato: ricorso errato o opposizione necessaria?
Il Tribunale di Catania ha respinto la richiesta di estinzione del reato presentata dal Condannato a causa di una successiva condanna. Il difensore ha proposto ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha chiarito che contro il diniego emesso de plano dal giudice dell'esecuzione non è ammesso il ricorso diretto in Cassazione, bensì l'opposizione davanti allo stesso giudice. La Corte ha quindi riqualificato il ricorso come opposizione e ha trasmesso gli atti al Tribunale di Catania per la decisione.
Continua »
Confisca per equivalente: l’ex moglie perde la casa intestata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'ex moglie contro il provvedimento che confermava la confisca per equivalente di un immobile formalmente a lei intestato. Nonostante il trasferimento della proprietà fosse avvenuto anni prima in sede di separazione, i giudici hanno accertato che l'ex marito condannato manteneva l'effettiva disponibilità del bene. L'uomo infatti coabitava nell'appartamento, ne decideva la destinazione e ne pianificava la vendita come se fosse il reale proprietario. La Corte ha ribadito che, ai fini della confisca per equivalente, la disponibilità del bene non coincide con la proprietà formale, bensì con il potere di fatto e di controllo economico esercitato sul bene stesso, rendendo legittima l'aggressione del patrimonio formalmente intestato a terzi ma sostanzialmente riconducibile al reo.
Continua »
Confisca di beni di terzi: moglie assolta perde comunque tutto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna che chiedeva la restituzione dei beni confiscati al marito condannato per associazione mafiosa. La ricorrente sosteneva che la confisca di beni di terzi fosse illegittima, poiché era stata assolta dall'accusa di fittizia intestazione. I giudici hanno chiarito che l'assoluzione per mancanza di dolo (la donna non sapeva dello scopo illecito) non cancella il dato oggettivo: la moglie, casalinga senza reddito, non poteva permettersi quei beni. Essendo provata la sproporzione economica e la natura fittizia dell'intestazione, i beni rimangono confiscati in quanto frutto delle attività illecite del marito. La ricorrente è stata condannata anche al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Opposizione al giudice dell’esecuzione: scontro sulla confisca
Un cittadino, dopo una sentenza di patteggiamento per truffa aggravata che non disponeva la confisca dei beni sequestrati, ha chiesto la restituzione delle somme. Il Giudice per le indagini preliminari, agendo come giudice dell'esecuzione, ha invece respinto la richiesta e ordinato la confisca per equivalente di oltre 72.000 euro. L'interessato ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando che la sentenza non fosse ancora definitiva e che il giudice avesse deciso d'ufficio senza richiesta del pubblico ministero. La Suprema Corte ha stabilito che il ricorso non può essere deciso direttamente in Cassazione, ma deve essere riqualificato come opposizione al giudice dell'esecuzione. Di conseguenza, gli atti sono stati rinviati al Tribunale di provenienza affinché decida nel pieno contraddittorio tra le parti.
Continua »
Riabilitazione dalle misure di prevenzione: l’errore che salva
Il Ricorrente ha presentato ricorso in Cassazione contro il rigetto della sua istanza di riabilitazione dalle misure di prevenzione, deciso dalla Corte di appello per via di frequentazioni sospette e omessi obblighi dichiarativi. La Suprema Corte ha stabilito che il ricorso diretto in Cassazione è errato, poiché il rimedio corretto è l'opposizione davanti alla stessa Corte di appello. Tuttavia, applicando il principio del favor impugnationis, i giudici non hanno dichiarato inammissibile il ricorso, ma lo hanno riqualificato come opposizione, ordinando la trasmissione degli atti alla Corte di appello di Catania per un nuovo esame nel merito.
Continua »
Riduzione della pena: libero dopo la revisione dell’ergastolo
Un cittadino, condannato all'ergastolo con isolamento diurno per omicidio e altri reati, viene successivamente assolto dall'omicidio in sede di revisione. La sua condanna viene rideterminata in ventiquattro anni per i reati restanti. Avendo già scontato l'isolamento diurno, il condannato chiede la riduzione della pena alla metà per i reati concorrenti, applicando in via analogica l'articolo 184 del codice penale. Il giudice dell'esecuzione accoglie la richiesta e ne ordina la scarcerazione. Il Procuratore generale ricorre in Cassazione, ritenendo inapplicabile l'analogia. La Suprema Corte rigetta il ricorso, confermando che l'applicazione analogica a favore del reo è legittima. La ratio della norma, volta a compensare la maggiore afflittività dell'isolamento già subito, si applica a maggior ragione in caso di revoca dell'ergastolo per revisione.
Continua »
Opposizione alla confisca: errore di ricorso e rinvio al GIP
Una donna, condannata per riciclaggio, ha chiesto la restituzione di una somma di denaro sequestrata. Il Giudice per le indagini preliminari ha rigettato la richiesta e disposto la confisca diretta del denaro. La donna ha proposto ricorso per cassazione contro questa decisione. La Corte di Cassazione ha stabilito che il ricorso per cassazione è uno strumento errato per contestare tale decisione in fase esecutiva. Il mezzo corretto è l'opposizione alla confisca davanti allo stesso giudice che ha emesso il provvedimento. Applicando il principio di conservazione degli atti, la Suprema Corte ha riqualificato il ricorso in opposizione alla confisca e ha trasmesso gli atti al Tribunale competente per il relativo giudizio.
Continua »
Estinzione del reato: no alla Cassazione, decide il Tribunale
Il Condannato ha richiesto al Tribunale l'estinzione del reato a seguito di una precedente condanna con patteggiamento. Il giudice dell'esecuzione ha rigettato la richiesta senza formalità (de plano). Il difensore ha proposto ricorso direttamente in Cassazione. La Suprema Corte ha stabilito che contro il provvedimento emesso senza formalità non è ammesso il ricorso immediato in Cassazione, bensì l'opposizione davanti allo stesso giudice dell'esecuzione. Questo strumento garantisce una valutazione a cognizione piena in un'udienza con la partecipazione delle parti. Di conseguenza, la Cassazione ha riqualificato il ricorso come opposizione e ha trasmesso gli atti al Tribunale competente per l'esame nel merito.
Continua »
Opposizione al giudice dell’esecuzione batte ricorso diretto
Il Tribunale di Torre Annunziata, come giudice dell'esecuzione, dichiarava estinta la pena dell'arresto e dell'ammenda inflitta a un condannato. Il Pubblico Ministero proponeva ricorso diretto in Cassazione, lamentando la mancanza di motivazione e di presupposti legali per l'estinzione. La Suprema Corte ha stabilito che contro i provvedimenti emessi senza formalità dal giudice dell'esecuzione non è ammesso il ricorso diretto in Cassazione. L'impugnazione deve essere qualificata come opposizione al giudice dell'esecuzione. Questo strumento garantisce una rivalutazione piena del caso nel contraddittorio tra le parti. Di conseguenza, la Cassazione ha riqualificato il ricorso e ha trasmesso gli atti al Tribunale competente per lo svolgimento della fase di opposizione.
Continua »
Revoca della confisca: l’errore del giudice non salva i beni
Due condannati per reati tributari chiedevano la restituzione di immobili e auto confiscati. Inizialmente, il giudice dell'esecuzione disponeva la restituzione per un errore interpretativo sulle sentenze di merito. Accortosi dell'errore, lo stesso giudice revocava il provvedimento ripristinando la misura. I condannati ricorrevano in Cassazione eccependo l'irrevocabilità del primo provvedimento favorevole. La Suprema Corte rigetta i ricorsi, confermando che la revoca della confisca disposta con sentenza definitiva non può essere decisa dal giudice dell'esecuzione su istanza di chi ha partecipato al processo principale. L'ordinanza basata su un errore materiale non crea un diritto acquisito. I ricorrenti perdono la causa e i loro beni restano confiscati.
Continua »
Riabilitazione penale: l’errore sul ricorso non cancella il diritto
Il Tribunale di Sorveglianza ha respinto la richiesta di riabilitazione penale di un condannato, ritenendo insufficiente il risarcimento del danno alla vittima. Il condannato ha presentato ricorso in Cassazione, dimostrando che la persona offesa aveva incassato un assegno circolare senza sollevare contestazioni. La Suprema Corte ha rilevato che l'interessato avrebbe dovuto proporre un'opposizione davanti allo stesso Tribunale di Sorveglianza e non un ricorso diretto. Tuttavia, applicando il principio del favore per l'impugnazione, i giudici non hanno dichiarato inammissibile l'atto. La Cassazione ha riqualificato il ricorso come opposizione e ha trasmesso gli atti al Tribunale competente per una corretta valutazione del merito.
Continua »
Opposizione al giudice dell’esecuzione: assolto ma confiscato
Il Tribunale di Campobasso respingeva la richiesta di restituzione di due autocarri confiscati a seguito di un reato ambientale commesso da un terzo, nonostante il proprietario dei mezzi fosse stato assolto in un separato processo perché il fatto non sussiste. Il proprietario proponeva ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha stabilito che il ricorso deve essere riqualificato come opposizione al giudice dell'esecuzione ai sensi dell'articolo 667, comma 4, del codice di procedura penale. In applicazione del principio di conservazione degli atti, la Cassazione ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Campobasso affinché decida sul merito della richiesta di restituzione dei veicoli.
Continua »
Confisca dopo la sentenza: no alla correzione errore materiale
Il Tribunale di Napoli aveva integrato una sentenza di condanna ormai definitiva per possesso di passaporto falso, disponendo la confisca di denaro e beni sequestrati tramite la procedura di correzione errore materiale. Il Condannato ha presentato ricorso in Cassazione denunciando l'illegittimità della procedura adottata senza udienza. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la confisca non può essere disposta successivamente alla sentenza irrevocabile tramite la semplice correzione errore materiale, poiché tale misura incide pesantemente sui diritti patrimoniali e richiede il pieno contraddittorio tra le parti. L'ordinanza è stata annullata senza rinvio.
Continua »