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Art. 665 Codice di Procedura Penale — Sezione Sesta Penale

10 provvedimenti

Altri anni per Art. 665 Codice di Procedura Penale

Revoca Confisca Definitiva: Nuova Perizia Non Salva i Beni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile la richiesta di revoca confisca definitiva presentata da alcuni eredi riguardo a beni immobili. Essi sostenevano che gli immobili fossero stati costruiti con fondi leciti e prima del periodo di pericolosità sociale del loro parente, presentando una nuova perizia tecnica. La Corte ha stabilito che una nuova valutazione di dati già esaminati non costituisce 'prova nuova' idonea a riaprire un caso chiuso. È stato confermato che i beni erano nella piena disponibilità del soggetto, finanziati con proventi illeciti, e che la sproporzione tra i redditi dichiarati e gli investimenti giustificava la misura. La confisca è stata quindi confermata in via definitiva.
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Giudice dell’impugnazione: vincolato alla decisione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il giudice dell'impugnazione non può dichiarare inammissibile un appello rivalutando la regolarità di una notifica già giudicata nulla, con provvedimento definitivo, dal giudice dell'esecuzione. La decisione del giudice dell'esecuzione è vincolante e il termine per l'appello deve essere calcolato dalla nuova notifica da lui disposta. La sentenza della Corte d'Appello è stata annullata.
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Crediti su beni confiscati: l’Agenzia va sempre avvisata
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che ammetteva un credito bancario su un immobile oggetto di confisca. La decisione è fondata su un vizio procedurale: la mancata notifica dell'udienza all'Agenzia Nazionale per l'amministrazione dei beni sequestrati e confiscati, che ha leso il suo diritto a partecipare al procedimento. Di conseguenza, il caso è stato rinviato alla Corte di appello per un nuovo giudizio nel rispetto del contraddittorio. La questione dei crediti su beni confiscati richiede il pieno coinvolgimento dell'Agenzia.
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Conversione dell’impugnazione: l’errore sul mezzo
Un cittadino straniero ha impugnato un provvedimento di confisca, emesso in esecuzione di una decisione tedesca, utilizzando lo strumento del riesame invece della corretta opposizione. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7025/2024, ha annullato la decisione di inammissibilità del Tribunale. Applicando il principio della conversione dell'impugnazione, ha stabilito che un errore sul tipo di ricorso non ne causa l'inammissibilità se l'intenzione di contestare il provvedimento è chiara. La Corte ha quindi riqualificato il ricorso come opposizione e lo ha rinviato al giudice competente.
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Conversione impugnazione: rimedio a errore processuale
Una terza parte interessata impugna un provvedimento di confisca di un immobile utilizzando un mezzo di gravame errato (il riesame). La Corte di Cassazione, applicando il principio della conversione dell'impugnazione, annulla la dichiarazione di inammissibilità e riqualifica il ricorso come opposizione all'esecuzione, trasmettendo gli atti al giudice competente. La sentenza sottolinea la prevalenza della sostanza sulla forma nel diritto processuale.
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Correzione errore materiale: quando il giudice può farlo
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una correzione di errore materiale applicata da un Tribunale a un decreto di confisca. La correzione ha inserito nel dispositivo i dettagli catastali di alcuni terreni, già chiaramente indicati come da confiscare nella motivazione del provvedimento originale. La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che non si trattava di una modifica sostanziale della decisione, ma di una semplice rettifica di un'omissione, e ha riaffermato la competenza del tribunale che ha emesso la misura di prevenzione.
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Confisca per equivalente: prima l’azienda, poi il socio
La Corte di Cassazione conferma un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente sui beni personali di un amministratore accusato di aver distratto fondi pubblici (PNRR). La sentenza stabilisce un principio procedurale cruciale: la verifica dell'incapienza patrimoniale della società beneficiaria, condizione per aggredire i beni dell'amministratore, deve avvenire nella fase esecutiva del sequestro e non durante il riesame della sua legittimità.
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Spese sequestro penale: la Cassazione riqualifica l’appello
Una società chiede la restituzione delle spese per un collaboratore dopo la revoca di un sequestro. La Cassazione, affrontando il tema delle spese sequestro penale, stabilisce che il ricorso diretto non è ammissibile, ma lo riqualifica come opposizione da presentare al giudice dell'esecuzione, rinviando gli atti al Tribunale competente.
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Impugnazione spese sequestro: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione interviene sul tema dell'impugnazione spese sequestro nell'ambito delle misure di prevenzione. Una società aveva chiesto la restituzione di somme anticipate per i compensi di un collaboratore dell'amministratore giudiziario, a seguito della revoca del sequestro. Il Tribunale aveva rigettato l'istanza. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso diretto inammissibile, riqualificandolo come opposizione in sede di incidente di esecuzione e rimettendo gli atti al Tribunale di Lecce. La decisione chiarisce che la via corretta non è il ricorso per Cassazione, ma l'opposizione davanti allo stesso giudice che ha emesso il provvedimento.
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Impugnazione spese sequestro: la via corretta
Una società, dopo la revoca di un sequestro preventivo, ha chiesto il rimborso delle spese anticipate per un collaboratore dell'amministratore giudiziario. Il Tribunale ha respinto l'istanza. La società ha proposto ricorso diretto in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile in quella sede, chiarendo che la corretta procedura per l'impugnazione delle spese di sequestro è l'incidente di esecuzione. Ha quindi riqualificato il ricorso come opposizione e rinviato gli atti al Tribunale competente.
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