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Art. 648-bis Codice Penale — Sezione Seconda Penale

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862 provvedimenti

Altri anni per Art. 648-bis Codice Penale

Associazione a delinquere: professionisti e reati
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di associazione a delinquere finalizzata a reati fiscali e riciclaggio, orchestrata da uno studio di professionisti. La sentenza conferma la struttura criminale e la responsabilità degli imputati, annullando la decisione della Corte d'Appello solo per la parte relativa al calcolo della pena per i due principali organizzatori. I ricorsi degli altri coimputati, accusati di emissione di fatture per operazioni inesistenti, sono stati dichiarati inammissibili.
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Ricorso Cassazione: inammissibile se manca la motivazione
Due soggetti, condannati in appello per il reato di riciclaggio, presentano ricorso per cassazione lamentando la nullità della sentenza per mancanza di motivazione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, poiché il motivo addotto non rientra tra quelli consentiti dalla legge, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Bonifico errato: non è appropriazione indebita
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26024/2025, ha chiarito che l'appropriazione di una somma di denaro ricevuta a seguito di un bonifico errato non costituisce il reato di appropriazione indebita (art. 646 c.p.), bensì la diversa fattispecie di appropriazione di cose avute per errore (art. 647 c.p.). Poiché quest'ultima è stata depenalizzata nel 2016, la condotta non ha più rilevanza penale. Di conseguenza, è stato annullato il sequestro preventivo disposto anche per il reato di autoriciclaggio, venendo meno il reato presupposto. La Corte ha quindi disposto la revoca del sequestro e la restituzione dei beni all'avente diritto.
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Esigenze cautelari: il tempo non cancella il rischio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato per associazione a delinquere con aggravante mafiosa, confermando la misura degli arresti domiciliari. La Corte ha stabilito che le esigenze cautelari, e in particolare il pericolo di reiterazione del reato, persistono nonostante il tempo trascorso dai fatti (2018) e l'avvio di una nuova attività lavorativa. Elementi come le continue segnalazioni di operazioni sospette e la natura fiduciaria del legame con il clan sono stati ritenuti decisivi per mantenere la misura.
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Confisca per riciclaggio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25777/2025, si è pronunciata su un complesso caso di riciclaggio di metalli preziosi, affrontando questioni cruciali sulla competenza territoriale e sulla portata della confisca per riciclaggio. La Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni imputati, ribadendo che la confisca può riguardare l'intero 'prodotto' del reato, ovvero i beni stessi oggetto dell'attività di riciclaggio, e non solo il profitto. Ha annullato con rinvio la sentenza limitatamente alla posizione di un'imputata per carenza di motivazione sul suo contributo causale.
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Reddito di cittadinanza: condanna e reato specifico
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di tre individui condannati per aver ottenuto il reddito di cittadinanza omettendo di dichiarare precedenti penali ostativi. La Corte ha riqualificato il reato, escludendo la truffa aggravata (art. 640-bis c.p.) e l'indebita percezione (art. 316-ter c.p.), e affermando la configurabilità del delitto specifico previsto dall'art. 7 del D.L. n. 4/2019. Pur confermando la responsabilità penale, la sentenza è stata annullata limitatamente alla pena, con rinvio alla Corte d'Appello per la rideterminazione della sanzione in base alla corretta fattispecie di reato.
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Concorso in riciclaggio: la Cassazione chiarisce i ruoli
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per concorso in riciclaggio e truffa nei confronti di due persone coinvolte nella vendita di un'auto clonata. La sentenza chiarisce che anche il ruolo di mero intestatario fittizio del veicolo costituisce un contributo penalmente rilevante, in quanto essenziale per ostacolare l'identificazione della provenienza illecita del bene e per la sua re-immissione nel mercato. I ricorsi degli imputati sono stati dichiarati inammissibili, ribadendo la solidità della ricostruzione accusatoria dei giudici di merito.
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Sequestro preventivo: quando scatta per riciclaggio?
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo per riciclaggio di oltre 300.000 euro trovati nascosti nell'auto di un imprenditore. La decisione si basa sulla sussistenza di un grave quadro indiziario (fumus commissi delicti) relativo a reati fiscali, considerati reato presupposto sufficiente a giustificare la misura cautelare. Secondo i giudici, le modalità di occultamento del denaro, unite alla situazione reddituale opaca dell'indagato, integrano gli elementi necessari per procedere, anche in assenza dell'individuazione di uno specifico e singolo reato all'origine dei fondi.
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Sequestro preventivo per riciclaggio: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due soggetti contro un'ordinanza di sequestro preventivo di somme di denaro per il reato di riciclaggio. I ricorrenti lamentavano la mancanza di motivazione sul 'periculum in mora'. La Corte ha stabilito che la necessità del sequestro preventivo è implicitamente ma chiaramente motivata dalla fungibilità del denaro e dall'attività professionale di trasferimento di liquidità all'estero (money transfer) svolta dagli indagati, ritenendola sufficiente a giustificare l'anticipazione della futura confisca.
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Riciclaggio e bancarotta: quando si configura il reato
Un soggetto è stato condannato per riciclaggio per aver ricevuto fondi da una società poi fallita. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, chiarendo che il reato presupposto è la bancarotta per distrazione. La corte ha stabilito che il delitto di riciclaggio e bancarotta sussiste anche quando gli atti distrattivi, inizialmente qualificabili come appropriazione indebita, sono avvenuti prima della dichiarazione di fallimento. La data di commissione del riciclaggio è quella in cui avvengono le operazioni di 'pulizia' del denaro, non la data del fallimento.
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Custodia bene sequestrato: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per aver sostituito un'auto sotto sequestro, di cui era custode, con una rubata. La responsabilità per la custodia del bene sequestrato è confermata, data la sua esclusiva disponibilità del veicolo, escludendo il travisamento della prova.
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Trasferimento fraudolento di valori e riciclaggio
La Corte di Cassazione ha stabilito che il delitto di trasferimento fraudolento di valori (art. 512-bis c.p.) costituisce un reato autonomo che può fungere da presupposto per i successivi delitti di riciclaggio, autoriciclaggio e reimpiego. La Corte ha rigettato il ricorso di un imputato che, agendo come intermediario per conto di un esponente di un clan, aveva contribuito a intestare fittiziamente beni e società a prestanome. È stato chiarito che non vi è assorbimento tra le fattispecie, in quanto il trasferimento fraudolento genera un autonomo profitto illecito, consistente nella facilitazione del godimento dei beni e nel sottrarli alle misure di prevenzione patrimoniale.
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Competenza territoriale riciclaggio: decide l’ultimo atto
In un caso di riciclaggio transnazionale, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale per la determinazione della competenza territoriale. La Corte ha chiarito che, quando il reato si realizza attraverso condotte frammentarie e progressive, la competenza spetta al giudice del luogo in cui è stata compiuta l'ultima azione dissimulatoria, e non la prima. Nella fattispecie, l'ultimo atto, ovvero un trasferimento di contanti, si è verificato a Milano, radicando lì la competenza, nonostante altre operazioni fossero avvenute all'estero o in altre giurisdizioni.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo il vincolo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imprenditrice contro il sequestro preventivo di una pressa industriale. La Corte ha ribadito che, per la legittimità del sequestro, è sufficiente il 'fumus commissi delicti' (l'apparenza di reato) e che il suo sindacato è limitato alla violazione di legge, non potendo riesaminare nel merito la decisione del Tribunale quando questa sia motivata in modo logico e coerente.
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Malversazione: reato istantaneo anche se si rimborsa
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di due imprenditori accusati di malversazione e riciclaggio. I due avevano distratto fondi pubblici ottenuti tramite finanziamenti garantiti per scopi diversi da quelli previsti, per poi restituirli in un secondo momento. La Corte ha stabilito che il reato di malversazione si consuma istantaneamente al momento della distrazione dei fondi, rendendo irrilevante la successiva restituzione. La decisione conferma che la frustrazione dell'interesse pubblico avviene nel momento stesso in cui il denaro viene utilizzato per finalità non consentite.
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Riciclaggio autovettura: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di riciclaggio autovettura, in cui un imputato è stato trovato in possesso di un veicolo rubato con targhe clonate. La Corte ha dichiarato inammissibili i motivi di ricorso relativi all'accertamento di responsabilità, ma ha accolto quello sulla determinazione della pena pecuniaria. La sentenza è stata annullata con rinvio limitatamente a questo punto, poiché la Corte d'Appello aveva erroneamente applicato una legge più severa, entrata in vigore dopo la commissione del reato, invece di quella precedente più favorevole all'imputato.
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Riciclaggio veicoli: quando è reato consumato?
La Corte di Cassazione conferma la condanna per riciclaggio veicoli nei confronti di un soggetto che aveva acquistato un autocarro di provenienza illecita. Secondo la Corte, l'acquisto da uno sconosciuto senza documenti, il pagamento in contanti e la successiva rimozione delle targhe sono elementi sufficienti a integrare il reato consumato, in quanto ostacolano concretamente l'identificazione della provenienza delittuosa del bene.
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Riesame sequestro preventivo: quando impugnare?
La Corte di Cassazione ha rigettato un ricorso, stabilendo un principio fondamentale sul riesame del sequestro preventivo: l'impugnazione è ammissibile solo dopo l'effettiva esecuzione del provvedimento. Nel caso specifico, una società aveva impugnato il blocco di un conto corrente prima che la polizia giudiziaria avesse formalizzato il sequestro, rendendo il ricorso prematuro e quindi inammissibile. La Corte ha chiarito che il termine di dieci giorni per l'impugnazione decorre dalla data di esecuzione o dalla successiva conoscenza di essa da parte dell'interessato.
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Esigenze cautelari: il tempo non cancella il rischio
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di arresti domiciliari per associazione a delinquere. La sentenza stabilisce che il 'tempo silente' (il lasso di tempo trascorso dai fatti) non è sufficiente a escludere le esigenze cautelari, specialmente se l'indagato ha mantenuto contatti con l'ambiente criminale, confermando così un attuale e concreto pericolo di reiterazione del reato.
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Confisca per equivalente: come si calcola il profitto
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato per riciclaggio, confermando la condanna. I motivi principali erano procedurali (genericità, tardività) ma la Corte ha chiarito un punto fondamentale sulla confisca per equivalente: essa va calcolata solo sul profitto realmente percepito dal "riciclatore" e non sull'intera somma illecita movimentata.
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