La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per Truffa ai danni dell'INPS nei confronti di un soggetto che percepiva indebitamente pensioni di invalidità e indennità di accompagnamento. Nonostante le certificazioni mediche favorevoli, le indagini hanno rivelato, tramite riprese video, che l'imputato svolgeva regolarmente attività lavorativa pesante presso un mercato rionale, caricando e scaricando merci senza alcuna difficoltà motoria. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, sottolineando che le perizie mediche erano state condizionate dalla 'rappresentazione scenica' della malattia offerta dal paziente. La decisione conferma la confisca di oltre 54.000 euro, corrispondenti al profitto illecito accumulato negli anni attraverso l'inganno ai danni dell'ente previdenziale pubblico.
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